Sergio Mottura: un Weekend DiVino a Civitella d’Agliano

Civitella d’Agliano

Cullata dal dondolio di un treno da Pisa a Roma, dopo un paio di ore arrivo per la prima volta a Civitella d’Agliano.

Civitella d’Agliano è un delizioso Borgo Medievale sperduto a nord dell’Urbe, nella Tuscia, vicino Viterbo, che torna alla luce con la II ° edizione del “Festival del Vino e della Musica 2018”. Nel Weekend del 29 Settembre 2018, l’Arte trasforma l’antica “Torre Monaldesca” di Civitella d’Agliano in un affascinante porto straniero, a cui partecipo come blogger del mio sito sulle Bellezze d’Italia www.WeLoveItaly.eu. Protagonisti d’eccezione: i Vini di Sergio Mottura, grandi musicisti quali  Marco Meucci con i “Red Wagons”,  e Joe Castellano, Direttore Artistico del “Blues & Wine Soul Festival” (giunto alla XVI edizione), da cui prende origine l’intera kermesse, a  cura della “Dionisio Project” di Gian Paolo Piccini.

Lazio e la Tuscia

Civitella d’Agliano sorge tra il Lazio e l’Umbria, in uno scenario fatto di colline morbide, vigneti, ulivi, tombe etrusche e  romane, calanchi argillosi, un paesaggio a volte quasi lunare,  incantevole e incontaminato.

A Civitella d’Agliano Arte e Natura si fondono in un magnifico equilibrio, e ne è un esempio un Giardino di Sculture Contemporanee nelle immediate vicinanze chiamato “ La Serpara” di Paul Wiedmer. Paul Wiedmer è un artista svizzero che negli anni ‘60 ha realizzato nel suo giardino un percorso di circa 30 statue di artisti da tutto il mondo. Civitella d’Agliano offre tante altre attrattive come l’Oasi WWF del lago di Alviano, la città fantasma di Civita di Bagnoregio, e una tradizione enogastronomica da provare  a ogni angolo del paese, in cui predomina per lo più la cacciagione.

Joe Castellano e il Blues & Wine Festival a Civitella d’Agliano

Civitella d’Agliano è la casa di appena mille abitanti .  Varco l’uscio, e un sole lento di un sabato pomeriggio  rallegra la piazza principale e la torre medievale.  Ci sono poche persone in città che stanno preparando tutto per il Festival, e  io e altri invitati facciamo numero. Giro per la deliziosa cittadina laziale in compagnia del mio amico Siciliano Joe Castellano.

Joe Castellano, pianista e compositore Siciliano, crea ad Agrigento nel 2003 il “Blues & Wine Soul Festival”, uno dei più bei 20 Festival Estivi Italiani da Nord a Sud, unico menzionato per la Sicilia nel sito ufficiale dell’Italia nel mondo www.Italia.it. Joe Castellano è recensito in tutte le principali riviste del mondo del “Blues & Soul”, ha pubblicato ben sei album, di cui l’ultimo, “Soul Land”, è stato il primo disco di un Italiano che è stato candidato ai leggendari “Blues Music Awards” Americani (2013). Conosco Joe da molti anni, e lo ringrazio di cuore, perché mi da la possibilità di scrivere sullo spettacolo nel mio blog. Questo succede perché abbiamo molte cose in comune: gli stessi natali agrigentini, un amore smisurato per la Sicilia, ma soprattutto il tentativo  di valorizzare la nostra terra,  con passione e in modo diverso, attraverso progetti culturali. Si tratta di un duro lavoro, faticoso e difficile, che va avanti da anni e non finirà mai, ma il risultato è sorprendente. Così come accade a Civitella d’Agliano, Cultura, Musica e Vino sono occasione non solo di svago, ma anche di crescita economica e sociale, laddove la politica è lenta o assente, e trasformano ogni piccola borgata italiana, da Nord a Sud, in un teatro plen airCivitella d’Agliano, questo piccolo borgo antico, diventa un’affascinante meta turistica  per ciò che Joe e Gian Paolo organizzano sapientemente per questo Sabato  sera:

Seguitemi nel mio viaggio a Civitella d’Agliano!

Sergio Mottura

Civitella d’Agliano si sveglia piano piano, c’è più gente nelle stradine e anche qualche gruppo di turisti americani, che pare aspettarmi all’ ingresso della Cantina di Sergio Mottura verso cui mi dirigo.

Joe e Gian Paolo mi presentano Sergio Mottura. Sergio è un signore piemontese dal fascino straniero, che da generazioni custodisce dalla sua Cantina nella piazza principale di Civitella d’Agliano i segreti di questa silente e misteriosa cittadina laziale. Sergio ci accoglie con gioia all’ interno della sua barriccaia , e davanti a dei  calici del suo  “Spumante Metodo Classico Brut”, inizia a raccontarci la storia della sua vita. I suoi occhi azzurri si illuminano non appena ci fa visitare il suo regno. Sergio ha un fare aristocratico, capisci subito che hai davanti una persona d’altri tempi per gentilezza e disponibilità. Dagli anni ’60 Sergio si occupa dell’azienda vitivinicola di famiglia, originaria delle zone tra Pinerolo e Torino, insieme ai figli e alla seconda moglie Alessandra, e si gode il successo senza presunzione, così come fanno in precedenza i suoi avi in campi diversi. Tra questi ultimi uno in particolare, Sebastiano Mottura, fonda nel 1862 a Caltanissetta l’ “Istituto Mottura”, il primo Istituto Tecnico Minerario d’Italia ! Nel 2013 il Gambero Rosso nomina Sergio MotturaIl migliore Viticoltore e Interprete di Grechetto al mondo”. Sergio intuisce il potenziale del Grechetto in particolare, e di altri vitigni autoctoni della zona di Viterbo, quali Procanico, Verdello e DrupeggioSergio produce così dei Vini di Grande Qualità, rilanciando il Lazio all’interno della produzione enologica italiana, in cui ha sempre occupato un posto secondario rispetto ad altre regioni.  La Cantina di Sergio Mottura rappresenta così una smentita alle regole, fa parte proprio di quelle eccezioni, tanto belle quanto rare. La Cantina di Sergio Mottura, circa 36 ettari, sorge in un territorio fortunato, ricco di storia (dal 1292 vocato alla viticoltura come attestano alcuni documenti storici di Orvieto), di risorse naturali. Si trova precisamente  tra le colline e i calanchi argillosi del  Nord del Lazio e la Pianura Umbra bagnata dal Tevere, e le viti sono coltivate  secondo i parametri dell’Agricoltura Biologica. Questo spiega anche la scelta di utilizzare l’Istrice come simbolo della cantina: esso infatti è un animale che vive esclusivamente dove c’è equilibrio ecologico. Per questo i Vini di Sergio Mottura garantiscono forte territorialità, qualità e rispetto per l’ambiente.

   

Il Vino come forza per muovere l’economia

Si fa tardi ed è giunta l’ora di andare via. Inebriata dalla conoscenza di Sergio Mottura, partecipo al dibattito “Cultura e Vino come volano per lo Sviluppo del Territorio “, moderato dalla brava Teresa Pierini, giornalista romana della testata on line www.LaTuaEtruria.it .

All’interno di una sala della “Torre Monaldesca” di Civitella d’Agliano, mi trovo a sedere intorno a un tavolo insieme agli altri partecipanti, che oltre me, Joe e Gian Paolo, includono il Sindaco di Civitella d’Agliano, Giuseppe Mottura (figlio di Sergio Mottura), e Mauro Morucci, fondatore del “Tuscia Film Fest” (www.TusciaFilmFest.com). Il tema su cui si discute è a me profondamente caro, cioè creare Percorsi Turistici Esperienziali, ed Eventi Culturali Musicali ed Enogastronomici calendarizzati per lo sviluppo economico locale. Ognuno dei presenti riporta la propria esperienza al riguardo, e ci sono importanti momenti di riflessione e di confronto con il pubblico, in cui emerge la comune consapevolezza di come in Italia non è “il Cosa ma il Come fare” per trasformare il Turismo in una risorsa primaria di benessere, lavoro e qualità di vita. A oggi non ci si riesce e ciò è un paradosso assurdo in un paese come l’Italia che detiene il 70% del Patrimonio Culturale Mondiale, e in cui solo a macchia di leopardo e con il sacrificio dei privati,  si tiene alta la bandiera del Made in Italy, mentre la maggior parte dell’Amministrazione Pubblica  spesso investe poco e male. Rimane sempre la voglia di cambiare le cose, e l’essere qui tutti insieme ne è la prova!

La Tana dell’Istrice

I bollori di cotanta ardita questione vengono sedati subito dopo alla cena degustazione nel ristorante della Cantina Mottura, “La Tana dell’Istrice”.

In un salone signorile e davanti una tavola finemente imbandita iniziano le danze, nulla è lasciato al caso:

Io e i mie commensali Joe , Teresa Pierini e suo consorte, rimaniamo insieme agli  altri ospiti stranieri del ristorante in un teutonico silenzio di fronte alla bellezza della sala, e alla professionalità e dolcezza con cui Sebastiano, figlio prediletto di Sergio, ci spiega quei piatti raffinati e qui vini pregiati.

Concerto sotto le Stelle

A concludere quei momenti indimenticabile, il concerto di “Joe Castellano & “Red Wagons”.

Come nelle migliori favole che si rispettino questi straordinari musicisti, sono un po’ come dei magici pifferai, che  con le note del loro irresistibile “Blues & Soul”, stanano gli abitanti di Civitella d’Agliano. Grandi e piccini, riempiono, ballando, cantando e divertendosi  la “Torre Monaldesca” per tutta la durata della perfomance. Lo spettacolo finisce, cala il sipario, gli attori vanno via dalla scena. Scendiamo un paio di scalini e tutti quanti insieme ci ritroviamo nel cuore di Civitella d’Agliano, la piazza centrale, che Sergio trasforma per l’occasione in un Wine Bar a cielo aperto. Ci accomodiamo in questo salotto, e seduti su dei cuscini color porpora, sorseggiando le bollicine di Grechetto, guardiamo in alto le stelle che brillano, come la speranza che storie come queste siano un giorno non l’eccezione ma la regola nella nostra bella Italia, dalle Alpi alla Sicilia.  

Enjoy it!

Stefania

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