Cantina Anastasia nell’isola di  Rodi

Cantina Anastasia nell’isola di Rodi

“Il vino è poesia imbottiglata”

Robert Louis Stevenson

Cantina Anastasia : l’isola di Rodi in un calice!

Sicuramente la mia visita alla Cantina Anastasia nell’isola di Rodi  ( +30 6973 42 3768 , la perla più grande dell’arcieplago del  Dodecaneso in Grecia, è stata un’esperienza divina e indimenticabile  Ancora una volta il vino mi ha portato a scoprire non solo una terra nuova e affascinante ,  manche il  suo lato più autentico e vero: quello dell’entroterra.

Travolta e stanca  dalla frenesia del divertimento estivo durante il  mio giro dell’isola di Rodi in 1 settimana , avevo deciso di ritagliarmi un po’ di tranquillità. Così mi sono spostata dalla caotica capitale  di Rodi città a nord verso l’interno a ovest.  Sono stata precisamente  a Embonas. Questo  oltre a essere un delizioso borgo  di montagna, è anche la zona più vocata alla viticoltura del paese. La presenza di antiche anfore  rodiesi ritrovate in tutto il Mediterraneo attesta  che  il  vino qui si faceva sin  dal  VII secolo a.C. . Senza scordare poi che durante il periodo ottomano l’isola di Rodi mantenne un ruolo centrale nel commercio dell’uva Malvasia praticamente ovunque fuori dai propri confini  .

A rendere la mia permanenza ancora più  speciale nell’isola greca   è stata l’accoglienza calorosa di Jason Zafeirakopoulos  , manager della Cantina Anastasia  . Il giovanissimo winemaker mi ha mostrato e fatto provare  il meglio della tradizione enogastronomica dell’isola di Rodi.   Quella che vi sognate di ritrovare nei  ristoranti del litorale a sud ,  che vengono pratiamente presi d’assalto dai turisti , specie nei mesi più caldi dell’anno.

Come arrivare alla Cantina Anastasia

La Cantina Anastasia  è collocata a circa 30 km dal capoluogo   (indirizzo : Epar.Od. Kalamonas-Psinthou 6, Paradeisi, 851 06).  Per raggiungerla :

In alternativa:

Ovviamente la posizione della Cantina Anastasia nell’isola di Rodi  non è centralissima , ma  è proprio questo  il suo charme . Perché si è avvolti dalla quiete e dal silenzio. E si è lontani dal rumore , e dalla confusione cittadina. Al massimo  sentirete il canto delle cicale,  o il miagolio di qualche gatto e le chiacchiere di quelle poche anime che  vivono nei dintorni. Questo post è dedicato a tutti i wine  lover che si chiedono che fine abbia fatto il vino in Grecia! Ed è proprio alla Cantina Anastasia  che lo ritroverete!

Buona lettura!

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Storia della Cantina Anastasia nell’isola Rodi

Dal porto dell’isola di  Rodi sono partita di mattina presto con un mini van verso la Cantina Anastasia . Dentro la macchina ho incontrato  un simpatico gruppo di americani con cui ho fatto amicizia.  Non appena sono arrivata sono scesa dal veicolo e ho attraversato il viale alberato dell’ingresso impreziosito con un cancello in ferro battutto. Purtroppo il caldo è stato asfissiante. Normale ad agosto! Ma mi sono risollevata non appena mi sono  rifugiata con altri ospiti  all’ ombra  di  un  pergolato in legno antistante il parcheggio dell’azienda vitivinicola.

Ad aspettarci c’era Jason . Dopo un piacevole bicchiere di benvenuto ci ha invitato ad accomodarci nel ristorante all’aperto della sua  cantina  e ad ascoltare la sua  storia . Più che altro hanno parlato i suo occhi :  pieni di entusiasmo, quello  tipico della sua giovane età. Di fronte ho avuto un padrone di casa che, dietro i suoi trentanni,  ha fatto subito trapelare una personalità forte e determinata.  La stessa che lo ha portato a Bordeaux   in Francia, dove ha vissuto per studiare  enologia.

Non solo vino!

Al termine dell’università Jason  si è trasferito definitivamente nell’isola di  Rodi  per portare avanti la sua tenuta. Questa prende il nome da sua madre ,  che è appunto  Anastasia Triantafyllou,  che insieme al marito  Nikos  , imprenditore edile, l’avevano fondata nel 1995.  Si è trattato sul serio di un sogno che è  diventato realtà grazie a tanta fatica e  tanto amore per il vino e la propria patria!  Una passione tramandata da generazione a generazione :  il  nonno infatti  era stato il fondatore della Cantina Emery, una  delle cantine più storiche di Embonas.

L’avventura enoica dei  signori  Zafeirakopoulos  è iniziata  con l’acquisto dei terreni e la costruzione di  due grandi  stabili dai tetti alti e spioventi .  Questi adesso sono colorati  di rosa pastello modellati volutamente in stile neoclassico , come le   celebri case dell’isola di  Symi.  Al loro interno entrambi i fabbricati ospitano spazi dedicati alla vinificazione, distilleria e ristorazione. Successivamente hanno fatto i primi  vini, e poi  sono seguiti  tanti altri nettari premiati .

Non contenti hanno introdotto  anche la produzione dello   Tsipouro, classica acquavite greca e dell’ olio. Beni preziosi che al presente si possono solo comprare  in loco.  Nel loro shop ( insieme ad altri souveniroppure  online attraverso intermediari come Vivino. La loro filosofia aziendale è quella di valorizzare il patrimonio viticolo isolano , rispettare l’ambiente, e modernizzare le tecniche di produzione. Passato e futuro si fondono alla Cantina Anastasia a Rodi  .cantina-anastasia-rodi-embonas-wine-travel-blog-weloveitalyeu

Cantina Anastasia a Rodi, perché fa del vino buono!

Dopo avere ascoltato attentamente le parole di Jason io e il gruppo di turisti lì presenti ci siamo  alzati dalle nostre sedie e   lo abbiamo seguito per un tour in mezzo ai filari piantati intorno la cantina ( 7000 ettari). Anzitutto ci ha spiegato che il  terroir di Embonas  (400 m.l.m.)  è unico per la sua posizione geografica e per  alcuni fattori pedoclimatici .

Come un gioiello  Embonas è incastonata alle pendici del  monte Attavyros ( 1.200 m.l.m.). E proprio qui,  come già accennato , che si concentra  la maggior parte delle cantine e dei vigneti  dell’isola . Il suo è un clima tipicamente mediterraneo. Le estati sono calde e secche , e ci sono  forti escursioni termiche tra giorno e notte. Di grande importanza sono anche i suoi  suoli che sono:  calcarei , ben drenati, collinari con un’ ottima esposizione solare . Il  loro punto di forza , essendo piuttosto impervi , è che sono stati risparmiati dalla fillossera del XIX secolo. Un mix esplosivo che conferisce mineralità e struttura ai vini, donandogli equilibrio e  aromaticità.

I vitigni della  Cantina Anastasia a Rodi

Mentre passeggiavamo   tra i vigneti Jason  ci ha anche spiegato che gestire una  cantina non è mai semplice: la natura può riservare imprevisti anche gravi. Quattro anni fa, ad esempio, hanno dovuto affrontare un incendio che ha causato danni ingenti.  Occorrono risorse economiche importanti sia per riparare queste inevitabili perdite sia per innovare impianti e macchinari. Infine  il suo racconto  è proseguito con una lezione interessantissima sul ciclo annuale  della vite , che è sato descritto in un inglese impeccabile. Ad aprile  le gemme cominciano a germogliare con  fiori e grappoli. Giugno e settembre è il periodo più delicato e rilevante di tutta la fase della fruttificazione: la vendemmia .

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L’uva tipica dell’isola di Rodi

Il risultato di tanto lavoro per la Cantina Anastasia è la produzione di varietà autoctone che si trovano solo nell’isola di Rodi, che rappresenta il cuore della viticoltura dell’intero arcipelago del Dodecaneso. In parte molti vitigni sono stati reimpiantati per dare nuovo vigore agli appezzamenti terrieri , tra le varietà più coltivate spiccano  :

Per i bianchi:

  • L’ Athiri:  il vino simbolo dell’isola di  Rodi  è  un bianco  DOP , delicato , molto agrumato con note di pera e  mela; buona acidità, e sapidità ,  performa particolarmente bene in vigneti d’alta quota;
  • Il  Muscat di Rodi:  un’ uva molto antica e  aromatica con sa di miele e albicocca; può essere elaborata anche in  versione liquorosa sia come vin doux naturel;

Per i rossi :

  • La  Mandilaria:  un vitigno rosso caratteristico dell’isola , speziato e ben strutturato; attecchisce in collina e pianura.

In seguito  Jason  ci ha confidato che è stato necessario allinearsi alle tendenze della viticoltura moderna: non ci si può isolare, e sperimentare è fondamentale. Con ottimi risultati – circa 12.000 bottiglie all’anno– hanno osato con dei  vitigni internazionali.

Rispettivamente.

Degustazione Cantina Anastasia a Rodi

Il momento magico è stato il  pop dell’apertura delle etichette più rappresentative della Cantina Anastasia a Rodi . Tra quelli che mi hanno colpito maggiormente :

  • Nefeli Dry 2022: da  Muscat di Rodi   , 12%, bianco brillante e fragrante. Al naso si apre con sentori di zagara, lime, mela verde e richiami salmastri. In bocca è fresco,  minerale , con  un finale agrumato;
  • Thalassinos Allegro 2022 : blend dei rossi della cantina, 13%; colore rubino intenso,  profumo di ribes nero ,  c’è del tabacco e tè nero.
  • Mandilari Dry 2022: fatto da  Mandilaria,   rosso dal carattere intenso, sentori di ciliegia , prugna, spezie.  Tannico, di struttura corposa, ha il gusto di  frutta matura ; corpo medi0-pieno, tannini presenti ma bilanciati, rotondo e raffinato;
  • Moscato di Alessandria: fatto dall’omonima uva, è un vino dolce molto aromatico. Si sente l’ albicocca, i fiori d’arancio e l’uva passa.  Vellutato e pieno, possiede equilibrio e una dolcezza che non è mai stucchevole.

La cooking class  alla Cantina Anastasia a Rodi

Inutile affermare che la parte più entusiasmante del mio giro alla Cantina Anastasia a Rodi è stata quella del corso di cucina greca.  Ho avuto il piacere di provarla in abbinamento con gli elisir divini assaggiati prima con  Jason  . Lui , con un’eleganza tutta francese,  ha cambiato ruolo: da enologo a chef!

Ci siamo radunati  attorno a un lungo  tavolo nella terrazza del ristorante .  Era imbandito con tutti gli ingredienti delle principali ricette greche. Queste recano tracce della travagliata storia della Grecia e dei suoi incontri e scontri con popoli stranieri. Come quelli del Mediterraneo, dei  Balcani e dell’Oriente.

Ormai è risaputo che cuisine greca è salutare . A livello internazionale Il segreto della sua fama è che si basa su prodotti poveri, di stagione e freschi . Gli stessi che colmavano le ciotole sparse nel nostro desco della cantina.

Cosa abbiamo mangiato?

Con molta professionalità Jason  ci ha illustrato la tecnica di preparazione e cottura dei mezedes, una selezione di assaggi tipici greci . Tra questi :

  • Tzatziki: la celebre crema di yogurt, cetriolo e aglio,  irresistibile, ideale per accompagnare pane caldo e piatti grigliati;
  • Melitzansolata:una mousse morbida di melanzane cotte alla griglia . Vengono condite con olio , sale, pepe, aglio, e aceto . Sono da accompagnare con pane tostato;
  • Dolmades: ho personalmente imparato a piegare le  iconiche foglie di vite ripiene di riso . Questo è aromatizzato con cipolla e poi cotto a vapore in pentole di coccio. Li ho mangiati al ristorante greco e non mi hanno fatto mai impazzire. Fatti in casa è tutta un’altra cosa!

Ognuno dei commensali ha messo le mani in pasta e creato  un succulento pranzo . Mi sono divertita tantissimo. Sì, perché condividere le portate insieme agli altri è il piacere stesso del cibo. Non dimentichiamo che siamo in Grecia , la terra in cui l’ospitalità e sacra.

Per di più  ho appreso che la semplicità e la bontà delle materie prime sono il successo di un piatto. Non si deve aggiungere nulla se si prediligono già componenti di prima scelta. E questi non mancano affatto nella variegata gastronomia greca: cereali, legumi, verdure, olio extra vergine, formaggi, carne e pesce di qualità. Ecco perché essa fa bene ed è adatta a una dieta equilibrata e sana.

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Conclusione . Cantina Anastasia a Rodi

Esplorare  la Cantina Anastasia a Rodi significa vivere l’isola  in modo intimo. Si respira un’ aria diversa: si è avvolti  da pace e  ci sono dei panorami suggestivi . Atmosfere irripetibili in quei luoghi presi d’assalto dai turisti, specie nei mesi più caldi dell’anno. Programmare una tappa qui è come assaporare l’isola di Rodi d’inverno :  quella più vera  dei suoi abitanti,  delle loro giornate, delle loro piccole grandi cose. I loro sorrisi, la loro allegria e  convivialità.

Recarsi in questa cantina è farsi un dono , quello di catapultarsi in un contesto che trasforma l’ordinario in straordinario! Oltretutto si entra nel vivo del  mondo del vino in Grecia , che  si   è finalmente risvegliato negli anni ‘ 80  dopo secoli di buio . Questo grazie alle nuove generazioni . Come nel caso di  Jason , che hanno studiato all’estero . Hanno riportato in patria nuove competenze insieme a una crescente apertura verso i mercati internazionali e il turismo. E se cliccate qui e bloccate il vostro biglietto per il paradiso capirete meglio di cosa ho scritto finora.

καλό ταξίδι

 

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L’ isola di Rodi in 7 giorni

L’ isola di Rodi in 7 giorni

L’ isola di Rodi in 7 giorni: il mio viaggio nel cuore del Dodecaneso

Senza dubbio la mia vacanza in Grecia nell’isola di Rodi in 7 giorni è stata un’esperienza indimenticabile. Sto parlando di un paradiso terrestre incastonato come una perla nell’arcipelago del Dodecaneso: dodici isolotti  bagnati dal Mar Egeo che fronteggiano  la Turchia. Per  l’isola di Rodi in 7 giorni , come al solito, sono partita ad agosto, il mese delle mie ferie.  Di certo non è il massimo lo so,  perchè in alta stagione è affolato e caro dappertutto.

Tuttavia un  vantaggio è che  posso prenotare alloggio e volo con molto anticipo,  per cui non rischio di spendere troppo. Ho infatti  pagato un ottimo prezzo per soggiornare in pieno centro storico della capitale , che è Rodi Città. Caotica ma il top per gli spostamenti nell’isola .

Per spostarmi verso luoghi più nascosti, mi affidavo ad agenzie locali per tour privati  ( niente male civitatis o get your guide)  . In questo modo riuscivo a peregrinare per tutta  l’isola di Rodi senza lo  stress  di noleggiare una macchina. Odio guidare specie all’estero perchè voglio rilassarmi e non pensare proprio a nulla!  Oltretutto  con un pò di buon senso riesco quasi sempre a evitare la folla dei turisti che  in questo periodo sono presenti ovunque. Per esempio sfrutto le mattinate per muovermi e nelle ore più afose mi rifugio nei musei con aria condizionata a palla !

Come essere in Sicilia!

Per quanto riguarda il caldo comunque  lo sopporto abbastanza.  Sono nata nel sud d’Italia , in quella meraviglia che è la  Sicilia, che  tra l’altro  è stata colonizzata dai greci! Per cui l’isola di Rodi in 7 giorni non è stata una semplice fuga estiva ma un vero ritorno alle radici.  Mi sono sentita in sostanza come  a casa mia: sregata dalla luna, abbagliata dalla bellezza della natura, il sale sulla pelle, il vento tra i capelli, i sorrisi della gente che scaldano l’anima.

Questo post è dedicato a chi desidera visitare  l’isola di Rodi in 7 giorni e vuole  consigli pratici per viverla al meglio. Vi garantisco che  il suo straordinario patrimonio storico, culturale, artistico, paesaggistico ed enogastronomico, e un clima mite tutto l’anno vi conquisterà fin dal primo istante.

Buona lettura!

L ‘isola di Rodi in 7 giorni. Giro in senso orario! 

Sapevate che Rodi  è l’isola più grande del Dodecaneso ? Prima di  atterare nell’Aeroporto di Rodi-Diagoras  dal finestrino dell’aereo ho intravisto la sua forma allungata. Sembra essere come  un grosso cetaceo  che fluttua tra  acque cristalline. Dalla testa alla pinna si estende per 1.394 km²  con dei panorami  che cambiano continuamente:

L ‘isola di Rodi :  tra mito e storia

Innanzitutto Rodi è un’isola antica: più di 2400 anni di storia documentata.  Le prime tracce di vita risalgono al Neolitico, con piccoli villaggi dediti all’agricoltura, alla pesca e all’allevamento. Intorno al 1500 a.C., i Dori fondarono le città-stato  (poleis ) di Lindo, Ialiso e Camiro . Tutte e tre si unirono  fra loro nel 408 a.C. generando la città di Rodi. Questa venne  progettata secondo i principi di Ippodamo: un modello di urbanistica avanzata. Da allora  l’isola divenne un importante crocevia commerciale e culturale del Mediterraneo.

Più tardi nel 305 a.C., Demetrio Poliorcete, generale di Alessandro Magno, assediò l’isola per quasi un anno. L’obiettivo era conquistarla e spezzare l’alleanza con i Tolomei d’Egitto. Tuttavia, i cittadini resistettero con coraggio. Per celebrare la vittoria, i rodiesi eressero il Colosso di Rodi, una statua gigantesca all’ingresso del porto. Emblema dell’isola  ne  rappresentava la sua forza ed era una delle Sette Meraviglie del Mondo.

Ordine di San Giovanni e Turchi

Più tardi,  dopo il passaggio dei Romani e dei Bizantini,  l’isola di Rodi fu governata dall’Ordine di San Giovanni (1309-1523). Esso fu fondato a Gerusalemme nell’XI secolo. Si trattava  di una confraternita religiosa e cavalleresca con l’obiettivo di assistere gli erranti e proteggere i territori cristiani in Terra Santa. Per tale  ragione venivano chiamati anche Cavalieri Ospitalieri, sottolineando la loro missione di cura e ospitalità.

Al termine del loro potere iniziale si appoggiarono a Malta con il nome appunto di Cavalieri di Malta. Continuarono pertanto  a combinare funzioni militari e ospedaliere in tutto il Mediterraneo. Dopo nel 1522 l’isola di Rodi fu conquistata dai Turchi, che aggiunsero di nuovi elementi culturali e architettonici alla città medievale: bagni pubblici, moschee, e mercati dal periodo italiano al ritorno alla Grecia.

Mussolini

Peraltro  dopo la guerra italo-turca, l’isola di Rodi passò sotto il controllo italiano. Strade, piazze e palazzi furono restaurati o costruiti ex novo, con uno stile italiano evidente ancora oggi. Mussolini promosse interventi urbanistici, mentre Vittorio Emanuele III visitò l’isola per ammirare i nuovi progetti.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, infine l’isola di Rodi fu teatro di scontri tra italiani, tedeschi e alleati. Con la caduta del fascismo, i tedeschi occuparono l’isola. Solo nel 1947, con i trattati di Parigi, l’isola tornò definitivamente alla Grecia, aprendo una nuova era sull’isola.

1° e 2° giorno. Rodi città alta e bassa

Com’ è  facile immaginare , le prime due  giornate nell’isola le ho trascorse  a  sondare il meglio  di  Rodi città  , che è suddivisa in :

In realtà esiste anche un’acropoli (III secolo a.C.) situata a ovest dell’isola  sul  Monte Smith . L’altura è alta 112 m. ed è curiosamente  intitolata a un omonimo ammiraglio inglese che si distinse nelle guerre napoleoniche. Per quanto riguarda l’accesso: il sito dista  2 km da Rodi città ed è raggiungile  in auto, bus (n. 5), o con una passeggiata di 30 min.   Attualmente si possono contemplare i resti di tre templi, uno stadio, un teatro e una palestra.

Dove dormire a Rodi città?

Scegliere un b&b nella old city è stata la mia mossa vincente:

Per prenotare il mio appartamento, ho usato Booking.comUn tip? Optate per Piazza degli Ebrei: è molto più quieta rispetto alla caotica ma pittoresca Piazza Ippocrate o Odos Socrates, sempre piene di turisti. Adesso, però, basta chiacchiere di logistica. Entriamo nel vivo della mia avventura,  partita proprio da Rodi città . Siete pronti? Venite con me!

L’isola di Rodi in 7 giorni. Rodi città vecchia e la sua cinta muraria

Avete mai fatto una colazione alla greca? Nutriente e golosa  era un rituale di cui non riuscivo a  farne a meno appena sveglia. Caffè nero bollente, pane tostato con miele e uova,  e spremuta d’arance fresche. La giusta dose di energia che mi   serviva per spendere una lunga mattinata e un intenso pomeriggio a conoscere  i gioielli più importanti della città vecchia. Tra questi le sue magnifiche  mura che la percorrono per   4 km. Dopo sei secoli, sono ancora perfettamente integre! Onestamente, non esiste nulla di simile al mondo!  Le mura di Rodi sono opera dell’ Ordine di San Giovanni  ( XIV -XV sec.) per difendere la città da:  Turchi, pirati, e dalle forze europee in lotta per il dominio del Mediterraneo.

Di sera perlustravo a pezzi  il complesso . Questo  è stato fatto  in pietra con la tecnica della  muratura  a secco  su delle preesistenti  fondamenta bizantine. Esso  comprende:

7 meraviglie di Rodi città vecchia

In sintesi, i tesori più preziosi dell’ isola si concentrano all’interno di Rodi città vecchia. Attenzione però: è un vero e proprio labirinto fatto di viuzze tutte ciottolate. Indossate scarpe basse e antiscivolo! Vi aspetta una lunga camminata, e un sipario che si apre davanti a uno spettacolo  chiamato vita!

Vagando per i vicoli di questo fantastico nucleo storico succedeva davvero di tutto. Ovunque spuntavano gatti che sonnecchiavano fino a quando  non esplodeva qualche danza. Come quella di un sirtaki   ballato tra sconosciuti in uno slargo con il sottofondo della colonna sonora del film Zorba il Greco . Intanto, camerieri sorridenti ti invitavano a gustare i sapori locali, cacciando gli zingari che volevano leggerti la mano!

Detto questo,  per  accompagnarvi passo dopo passo nel dedalo incantevole di Rodi città vecchia  ho preparato un itinerario che vi lascerà  senza fiato! Non solo per lo stupore, ma anche perché c’è da trottare! E non dimenticate  mai di avere   con voi una bottiglia d’acqua!

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L’isola di Rodi in 7 giorni. Piazza Ippocrate

Se c’è un luogo che rappresenta il vero salotto di Rodi città vecchia,  quello è Piazza Ippocrate, battezzata  in onore del padre della medicina.  Da secoli  è un ritrovo per commercianti, cittadini e forestieri. Si caratterizza per una fontana ottomana color turchese . Tra  taverne e  bar si collega con Odos Socrates , che è la via dello shopping per antonomasia.   Tra i monumenti imponenti figurano:  i

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L’isola di Rodi in 7 giorni.  Museo Archeologico

Varcata la soglia del Museo Archeologico di Rodi (info orari e costi) sono rimasta stregata dal fascino dell’architettura medievale dello stabile che lo accoglie . Questo è l’ Ospedale di San Gioanni dei Cavalieri di Rodi del XV secolo, completato nel 1440 sotto il Gran maestro Pierre d’Aubusson. Si rifinì nel 1914 per intervento del governo italiano. Da allora, il museo è stato acclamato come uno dei più  prestigiosi dell’Egeo. Questo perché  preserva reperti  che vanno dalla Rodi preistorica al suo apice medievale.

Al centro del patio  si staglia una  scultura funebre leonina tardo-ellenistica che si adagia su un mosaico pavimentale  paleocristiano  proveniente dalla basilica di Arkasa, sull’isola di Scarpanto. Le sale del primo e secondo piano espongono reperti che raccontano millenni: gioielli micenei, ceramiche antiche, statue, mosaici e monete dalle città di Ialyssos e Kamiros fino alla conquista romana.

Quali sono le collezioni di maggior rilievo?

Tra i pezzi più iconici spiccano:

Il suo giardino e il patio interno completano il percorso: colonne, e frammenti di sculture emergono tra alberi e fiori . Curatissima la disposizione delle piante e delle panche in marmo su cui si può sostare per pensare a quanto secolare sia questa isola!

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L’isola di Rodi in 7 giorni.  Via Dei Cavalieri e il Palazzo del Gran Maestro

Ho scovato lo spirito medievale dell’isola non appena mi sono immessa nel  quartiere militare (Collachium) di  Rodi città vecchia. Precisamente  nella Via dei Cavalieri (Odos Ippoton), rimasta intatta per com’era dal XV secolo. Vagabondavo per questa strada e me la immaginavo gremita degli stessi monaci-guerrieri che l’hanno plasmata. Mi sto riferendo sempre allOrdine di San Giovanni , che era composto da nazionalità diverse . Ognuno di loro aveva una residenza nelle locande (Auberges) che fiancheggiano questo cunicolo (tra l’altro oggi sede di ambasciate). L’architettura gotica e gli stemmi sopra le porte sono originali.

Situato all’estremità superiore di questa arteria principale del centro storico mi è apparso in tutta la sua imponenza il Palazzo del Gran Maestro (info orari e visite) .  Esso era la dimora fortificata  del capo  dell’ Ordine di San Giovanni  (XIV sec.) oltre che ufficio amministrativo dell’isola.  Maestoso e in stile gotico presenta: struttura massiccia,  quadrangolare , attorniata da pinnacoli e piena di finestre a guglia. L’aspetto odierno è per lo più quello che rimane della ricostruzione effettuata negli anni ‘ 30 . Fu proprio allora che gli italiani fecero degli interventi tempestivi per via dei danni alla costruzione avvenuti a causa  di un’esplosione nel 1856.

Attualmente il palazzo è accessibile al pubblico per venerare una ventina di sale riccamente decorate: il Salone dei Ricevimenti e la suggestiva Sala della Musica.  Più che gli arredi sfarzosi o le vetrine di armature scintillanti, ciò che lascia davvero a bocca aperta sono i suoi grandiosi  mosaici ellenistici e paleocristiani ( V sec.) . Questi sono stati  trasferiti qui dall’antica città di Kos.

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L’isola di Rodi in 7 giorni. Torre dell’Orologio e  la Moschea di Suleiman  

Dominano lo sky line di Rodi città vecchia la Torre dell’Orologio e la Moschea di Solimano. La prima è in stile barocco e fu innalzata dai membri della famiglia Balyan ( XVII sec.) per avvistare i nemici.  Si erge alta e slanciata tra le abitazioni rodiesi . Fu rimodellata nel 1850 da Ahmed Fethi Pash . Si può salire fino in cima per una vista incredibile su tutta la città. L’entrata è di appena  € 5 , con i quali avete un drink da consumare nel bar adiacente.

Esattamente di fronte  la Torre dell’Orologio risplende in tutta la sua gloria la Moschea di Solimano, il monumento ottomano più significativo dell’isola. Solimano il Magnifico la commissionò  nel 1522 per commemorare la sottomissione dei rodiesi. Subì via via delle modifiche nel 1808, ma la sua eleganza è eterna. Quello che risalta in assoluto è il colore rosa della sua facciata.

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L’isola di Rodi in 7 giorni.  Museo Paths of Gods

Inaspettatamente mi sono imbattuta in questo piccolo museo detto Paths of Gods (Miltiadou 1 ) , tradotto in Italiano  “Il Sentiero degli Dei”. Due ore piene impiegate per vedere un intrigante video sulla storia di Rodi e  ascoltare la guida che ci illuminava sulla nascita delle Olimpiadi. In principio erano dei rituali religiosi per onorare Zeus nella città di Olimpia e  consistevano in un’unica gara di corsa . Poi  si ingrandirono fino a  includere: lotta, pugilato, corse di carri e il pentathlon .

Diverse leggende mitologiche circondano la loro creazione.  Inclusi racconti che coinvolgono eroi e divinità come Eracle e Pelope, i quali,  pare che indissero i primi giochi per placare gli dei. Qualche curiosità:

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L’isola di Rodi in 7 giorni. Piazza degli Ebrei

Nascosta tra i vicoli medievali di Rodi città vecchiaPiazza dei Martiri Ebrei:  la sua è una  storia lunga duemila anni.   Non è solo un punto di ritrovo con una fontana di cavallucci marini:  è il cuore pulsante dell’antica Juderia. Vi avevano riparato tutti gli ebrei tati espulsi dalla Spagna a seguito del Decreto dell’Alhambra (XVI sec.) . Se ne contavano 5.000 all’inizio del XX secolo.  Il luglio del 1944 spezzò questa armonia. Le leggi razziali italiane, seguite dall’occupazione nazista, portarono alla deportazione di oltre 1.600 persone verso Auschwitz. La comunità, semplicemente, svanì.

Oggi, la piazza è un luogo di memoria. Il sobrio Monumento all’Olocausto ci ricorda quella cicatrice. A un passo da qui, potete visitare la Sinagoga Kal Kadosh Shalom, la più antica della Grecia, che sopravvive come testimone silenzioso. Visitare Piazza dei Martiri Ebrei non è solo turismo, è un’esperienza emotiva. È camminare su un pezzo di storia europea che non dimentica.

L’isola di Rodi in 7 giorni. Rodi città nuova

Tutto cambia ! Ed è stato inevitabile che a partire dal XX secolo sotto la spinta delle autorità italiane l’isola di Rodi si sia allargata oltre le sue mura fino al porto di Mandraki . Tutta una superficie urbanizzata che si identifica con quella che è definita  Rodi città nuova . Percorrendo il lungomare sono rimasta esterefatta dalla grandiosità di tre miracoli artistici :

  1. Delle  due famose colonne raffiguranti Elafos ed Elafina un cervo e una cerva ormai simbolo dell’isola.  Secondo leggenda avrebbero liberato i rodiesi dall’invasione di serpenti prendoendo  il posto del  leggendario Colosso di Rodi . Non si hanno notizie certe sull’autore delle statue;  forse ci sarebbe lo zampino  dello scultore Italiano Renato Brozzi ( (Traversetolo 1885-1963) ;
  2. Dei  fabbricati di stampo fascista sobri e solenni in stile Art Decò Tra questi : il  Palazzo del Municipio, il Tribunale, l ‘Ufficio Postale, e il Teatro Nazionale ;
  3. Della  tangibile evidenza dello sviluppo economico dell’isola ai tempi di Mussolini che culminò nella realizzazione del:

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Cosa vedere a Rodi città nuova?

Rodi città nuova è il risultato di  trentuno anni di colonialismo italiano durante i quali  l’isola si è modificata in meglio , ed è stata un avamposto strategico ed esclusivo  per l’Italia nel Mediterraneo. Ma le sorprese della new city continuano in queste altre quattro tappe :

  1. Fortezza di  San Nicola: una barricata difensiva da attribuire dall’Ordine di San Giovanni ( XIV sec.) . Accanto ad essa ci sono  tre mulini a Vento , che  servivano per la macinazione dei cereali. Posizionati proprio laddove spiravano le correnti, erano i motori alimentari dell’isola;
  2. Elli Beach : è la spiaggia cittadina , la più frequentata e popolare dell’isola. Pullula di stabilimenti balneari attrezzatissimi e molto alla moda. Sdraio e ombrelloni occupati da tedeschi , inglesi e americani che spalmano crema e sorseggiano coloratissimi cocktail;
  3. Acquario : fu  istituito nel 1930  sotto la dominazione del Regno d’Italia  dall’architetto Armando Bernabiti. Lo scopo era quello di studiare la flora e la fauna del Dodecaneso. Ci sono rare specie marine, tartarughe e foche monache;
  4. Parco Rodini : posto a Lindos Rhodes Avenue  (3 km dalla Rodi Città) è un’ oasi di serenità e annovera diverse tipologie di uccelli come i pavoni. A completare il pittoresco quadro ci sono anche: ponti, sentieri, stagni pieni di ninfee e le rimanenze della Tomba dei Tolomei   ( periodo ellenistico) .

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3° giorno. Spiaggia di Antony Queen Bay

Inutile resistere alla spiagge di Rodi per il timore di fare a gomitate fra le persone per garantirsi uno scoglio! Se si parte in piena estate la probabilità di sentirsi come delle sardine stipate fra la moltitudine di vacanzieri  è alta ovunque. Bisogna arrangiarsi.  Ma alla fine è una dolce sofferenza allietata da immersioni tra pesci colorati e l’ombra delle palme di chioschi da favola . Come il Kounna Beach & Resto Bar della  spiaggia di Anthony Quinn (info accesso)  , tentazione allo stato puro! Inutile ho ceduto al lido più gettonato dell’isola.

La  spiaggia di Anthony Quinn non è molto lontana da Faliraki, la città festaiola per eccellenza dell’isola di Rodi. La sua peculiarità è lo scenario da cartolina che la circonda: scogliere ripide e pini rigogliosi che si protendono verso il mare. Il fatto straordinario è il suo  passato da star di Hollywood. Nel 1961 ci si girarono alcune scene  del celebre colossal I cannoni di Navarone interpetato dall’attore Anthony Quinn . Questi ne rimase talmente folgorato che tentò persino di acquisire il terreno adiacente! Il suo sogno era ambizioso: fondare un centro culturale internazionale per artisti e registi. Anche se il governo greco blocco il progetto, il litorale da Baia di Vagies fu rinominato  come l’illustre divo americano .

L’isoa di Rodi a tavola! 

L’incantesimo culinario nell’isola  è stato in un intimo oyster bar il Poseidon a Kallithea. Gestito da una adorabile famigliola  sono stata accolta come solo i greci sanno fare. Al massimo ricordo cinque o sei tavoli con un’apparecchiatura semplice , ma un menù da urlo: insalata alal greca con feta e pomodi succhosi e dolci, sarde panate e a forno, pesce fresco di tutti i tipi, birra e vino dell’enoteca Oenoculture in 12ο χλμ Ρόδου-Λίνδου. 

Sono solo aperti a ora di pranzo e chiudono al tramonto quando la nonna , che è il cuoco, vuole tornare nelle sue stanze ad accudire i nipoti. Una musica di altri tempi, una specie di favola antica che ti riporta per un attimo ai ricordi della fanciulezza. Ho avvertito un brivido sulla pelle, perchè mi hanno trasmesso certi valori che ogni tanto si fa fatica a credere ancora esistino: passione e attacamento ai propri affetti.

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4° giorno. Acropoli di Lindos

Non nascondo che l’ emozione più intensa l’ho avuta quando sono stata a Lindos città e da lì alla sua acropoli (info e costi) arroccata su una collina (116 m.) . Collocata in mezzo a due  fantastiche e visitabili spiagge , Lindos è nota in tutto il pianeta per  il suo sito archeologico. Esistente sin dal Neolitico e l’Età del Bronzo ( 4000-2000 a.C.) crebbe in sfarzo e potenza  con i Micenei,  con fortificazioni aggiunte dai Cavalieri di San Giovanni nel Medioevo per la difesa contro gli Ottomani. 

Ho fatto un’arrampicata di appena 20 minuti  per  salire fino in cima. Ho messo a prova le mie gambe mentre mi inerpicavo tra grovigli di casettine bianche adagiate su mosaici bianchi e neri. Per i più pigri c’era l’opzione di un veicolo molto inusuale: il dorso di un simpatico asinello! Non ho avuto il coraggio di provarci, perché avevo paura di cascare !

Tutto intorno  all’ acropoli di Lindos (info e costi) è un susseguirsi di rovine che   documentano lo sfarzo di un’antica civiltà . La stessa che ha contribuito a fondare la mia città natale Licata in Sicilia. Al loro interno spiccano  :

  • Il Castello dei Cavalieri (XIV sec.) : a forma circolare e fatto con   funzione militare per proteggere lìisola da attacchi esterni;
  • La  Chiesa di San Giovanni (bizantina): si distingue per la sua cupola e campanile e per i suoi affreschi bizantini ;
  • Il  Tempio Dorico di Atena Lindia (IV sec. a.C.) : innalzato in onore delladea protettrice del commercio e della navigazione, presenta una perfetta simmetria architettonica con quattro colonne su entrambe le facciate principali;
  •  I Propilei : un ingresso monumentale del III secolo a.C.,  ispirati ai modelli ateniesi con una scalinata soprannominata “la scala per il Paradiso“;
  • La  Stoa  : un ampio  porticato di 87 metri con 42 colonne.

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5° giorno. Spiaggia di Gennadi e Prassonissi

Rotolando verso sud fino all’estrema punta  dell’isola di Rodi ho spalancato gli occhi su due  spiagge quasi surreali: quella   di Gennadi e di   Prassonissi. La prima è infinita ,  il suo mare è turchese e trasparente a ridosso dell’ omonimo paesino fatto di casupole color latte.  La seconda è un promontorio legato alla terra ferma da una lingua di sabbia ocra e fine che separa il Mare Egeo dal Mare Mediterraneo. Accarezzata dal vento secco del Meltemi che spira fortissimo qui solo ad Agosto è un paradiso per i surfisti e i kitesurfer.

Dopo avere divorato delle acciughe panate e fritte e bevuto una birra ghiacciata mi sono sdraiata sulla riva ad osservare . Tra le due locande , il minimarket e qualche residence sbucavano via via tante tende colorate. Erano le dimore momentanee  degli amanti della  van life  . O quelle  di atleti di tutte le età che si preparavano a cavalcare le onde.  Tiravano su la cerniera delle loro tute nere  e sistemavano le loro vele. Non c’è molto divettimento  su questo versante dell’isola di Rodi. Come a Ovest è poco bersagliato dal boom del turismo , cosa che gli conferisce un’aura leggendaria.

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6°  Rodi e il suo interno

Chi è alla ricerca di una profonda spiritualità deve avventurarsi tra i villaggi sperduti e gli arenili solitari del fianco occidentale  dell’isola di Rodi .  A sostituire le catene alberghiere isolane ci sono le cantine come quella in cui ho fatto un’intervista : l’azienda vinicola Anastasia  .

Questa tenuta  è posizionata ad  Embonas, il distretto vinicolo per antonomasia dell’isola. A conduzione familiare  è una delle  winery più all’avanguardia dell’isola.  Ho degustato i loro eleganti bianchi farri con il  vitigno autoctono  Athiri . Inoltre ho partecipato alle loro o cooking class .  Ho imparato a fare le loro dolmades , foglie di vite ripiene di riso, e le  mezédes , antipasti greci a base di verdure di stagione.

Decisamente mi sono riconnessa con me stessa una volta sopraggiunta nel Monastero di  Tsambika (XII sec.), che è una suggestiva cappella ortodossa vicino il paesino di  Archangelos. Sta  accovacciata su una collina di 287 m. Mi sono arrampicata per 300 gradini per pregare e staccare la mente da tutto e tutti.

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7° giorno. Monolitos e la Spiaggia di Lymni

Certe immagini restano impresse nell’anima, come la visione di un  tramonto nell’isola di Rodi. Il sole era una palla rosso fuoco che davanti al castello della cittadina di Monolitos (XIV sec.) affondava nel blu degli abissi con una lentezza struggente Lasciato l’ultimo bagliore ai gabbiani che volteggiavano attorno ai faraglioni,  mi sono ritirata in un alberghetto nel mezzo del nulla. Dopo aver assaporato delle prelibatezze montane nei dintorni mi sono fatta rapire dalle braccia di Morfeo!

L’indomani è trascorso a perlustrare altre borgate dell ’innland dell’isola di Rodi : Istrios , Profilia , Apollakia . Gli unici esseri viventi che ho avvistato erano dei pastori che facevano pascolare le loro capre. Ritratti bucolici che sono completamente cangiati una volta approdata alla indimenticabile e deserta Spiaggia di Lymni o Apollakia. Lunga 6 km è appartata e ci sono solo le onde a tenervi compagnia.

Symi

Come non farsi sedurre dall’isola di Symi ! Ad appena un’ora di traghetto (da prendere in uno dei tanti terminal di Rodi città) , è un posticino da favola. Citata già da Omero nell’Iliade , si arricchì nel corso dei secoli grazie alla fiorente pesca delle spugne e alla cantieristica. Un benessere economico che si riflette riflette oggi nell’architettura neoclassica mozzafiato del suo porto principale, Gialos. Dal waterfront a ferro di cavallo , fiancheggiato da ristorantini imbanditi a festa , si procede verso una spiaggetta di ciottoli e mare blu.

I palazzi di Symi sono di color pastello con  insoliti tetti spioventi e facciata a timpano, che  formano come un  anfiteatro . Sono pieni di dettagli architettonici che rimandano ai contatti con  la Turchia  e soprattutto l’Italia che la occupò nel XX secolo . Di grande effetto è il Monastero greco ortodosso  di Panormitis (450 d.C.)  dove si recano miglia di pellegrini.

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Conclusioni. L’isola di Rodi in 7 giorni

In definitiva il  mio soggiorno nell’isola di Rodi per una settimana mi ha donato ricordi così potenti e caldi da scaldare un inverno intero. Della Grecia sono innamorata . Non solamente perché è la culla del Mediterraneo a cui per nascita appartengo, ma per altri fattori. Quello che riconosco essere irresistibile è la sua natura così varia,  primordiale  e incontaminata nonostante sia una tra le destinazioni turistiche più ambite del globi. Altro riconoscimento che le devo:  offre un buon rapporto qualità-prezzo per le esigenze di ogni tipo di viaggiatore, dall’immersione culturale alla sfrenata vita notturna.

Volete scappare dalla routine quotidiana e riscoprire la gioia delle cose semplici dell’esistenza? L’isola di Rodi in 7 giorni è a vostra disposizione per realizzare questo sogno. Vagabondare nei suoi meandri ombreggiati da alberi di ibiscus e fiori rosa di  bougainvillea ascoltando solo il rumore del mare, non vi capiterà altrove! Vi prometto che qui vi attende  una fuga totale dalla frenesia, dalle preoccupazioni. L’isola di Rodi mi fa mantenere questa promessa, perché quando staccherete il biglietto per raggiungerla vi prenderete cura di voi stesso! Vi rigenererà e farete fatica a lasciarla!

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