‘Cantina Villa Santo Stefano’,  Lucca

‘Cantina Villa Santo Stefano’, Lucca

“Chi non ama le donne, il vino e il canto è solo un matto , non un santo”.

A. Schopenhauer

‘Cantina Villa Santo Stefano’,  Lucca

‘Cantina Villa Santo Stefano  è un’ azienda agricola di lusso, che definirei  quasi surreale per la sua bellezza. Essa sta nascosta , ma ancora per poco, tra le magnifiche e dolci colline lucchesi di Pieve di Santo Stefano. Claudia Martinelli, responsabile della società di marketing ‘Darwin & Food’ , mi inivita a una degustazione dei loro superbi vini.

‘Cantina Villa Santo Stefano’    è un pò difficile da trovare, almeno per me , specie sotto  un  sole cocente , quello tipico di una mattina di luglio .  Mi smarrisco   in macchina per delle stradine strette in direzione  Pieve di Santo Stefano  . Tuttavia non mi scoraggio . Dopo un’oretta da Pisa  raggiungo la loro  sede in via della Chiesa 504 B . L’emozione di ritrovarmi con altri giornalisti e blogger per questo evento straordinario è infinita. Seguitemi per sapere di cosa si tratta!

Wolfgang Reitzle e Nina Ruge

Arrivata a  Cantina Villa Santo Stefano i gestori ci accolgono con un sorriso enorme . Inizialmente facciamo un giro dentro il parco enorme. Questo è immerso in una natura ordinata e rigogliosa. Accanto la piscina c’è l’ingresso per la sala degustazione. Dopo avere varcato delle grandi porte in ferro battut, ci mettiamo comodi sulle sedie. Tutto lo staff della stampa è incantato dalla raffinatezza degli interni e dell’apparecchiatura della tavola, imbandita con posate d’argento.

Cantina Villa Santo Stefano vuol dire anche un serivzio eccellente ! Appena i camerieri servono i vari bianchi e rossi aziendali,  stiamo fermi e immobili ad ascoltare la storia della tenuta attraverso le parole dell’ ingegnere tedesco Wolfgang Reitzle. Lui  ne  è il fondatore  insieme alla moglie Nina Ruge, famosa giornalista e presentatrice alemanna. Ciò che mi stupisce è soprattutto l’ ottimo rapporto qualità prezzo dei loro prodotti enoici, che esprimono al meglio lo splendore lo spirito della Toscana.

Wolfgang Reitzle

Il sogno diventato realtà di Wolfgang Reitzle

Wolfgang Reitzle è il proprietario di Cantina Villa Santo Stefano . Questi è un signore   alto , distinto , di una classe innata. Lui è  felice  di parlare  di come nel tempo è riuscito a trasformare la sua passione per il vino in un lavoro, che adesso  si è  materializzato in Cantina Villa Santo Stefano .

Wolfgang Reitzle, ex dirigente dellaBMW’ e poi CEO della ‘Ford’, ci spiega che tutto è nato quasi per caso. Sin da piccolo l’imprenditore tedesco si reca frequentemente  in Toscana  per le vacanze  con la sua famiglia.  Da allora il desiderio di viverci è forte.  A tal punto che poi , nel corso della sua vita , decide di acquistare un fazzoletta  di terra  nella regione più amata d’Italia.

Come nasce la ‘Cantina Villa Santo Stefano’ ?

Wolfgang Reitzle  vuole creare così un posto dove coltivare la vite e produrre nettari divini  fatti di vitigni locali come:

L’ occasione è il 2001 . Wolfgang Reitzle compra  la ‘Villa Bertolli’ assieme ad alcuni oliveti e ad un vigneto di circa un ettaro. La propirtà era della famiglia Bertolli .  I signori Reitzle e Ruge ribattezzano la villa  Cantina Villa Santo Stefano. E lo fanno in onore della pittoresca Pieve del IX secolo’ , che si trova nelle immediate vicinanze.

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‘Cantina Villa Santo Stefano’ , uno staff eccezzioanle per dei vini speciali

Wolfgang Reitzle ci confessa che non è facile mettere in piedi un’impresa agricola come Cantina Villa Santo Stefano  di così grande di portata. Non lo aiuta il fatto di essere straniero in Italia.  Perché ci sono molti problemi burocratici e logistici da risolvere. Non ultimo l’interrogativo se fare tutto ciò è da pazzi o da pionieri!

Da grande uomo di affari qual è Wolfgang Reitzle riesce nel suo intento . E dal 2005 a oggi l’avventura con Cantina Villa Santo Stefano continua con successo . Tutto ciò  grazie anche al supporto dei suoi affetti e dei suoi fidati collaboratori nelle figure di :

Al momento Cantina Villa Santo Stefano  rileva nei suoi 11 ettari di terreno:

La filosofia che guida la  Cantina Villa Santo Stefano  è la ricerca della perfezione nel fare vino ed olio sfruttando al massimo tutte le potenzialità di questo paradiso  benedetto da Dio.

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I vini di ‘ Cantina Villa Santo Stefano’

I vini di Cantina Villa Santo Stefano sono particolari, biologici, strutturati i rossi e leggiadri i bianchi. Assaggiare un calice di vino lucchese è un’esperienza speciale. Questo   ancora una volta conferma la ricchezza del patrimonio vitivinicolo  della Toscana senza passare per forza attraverso nomi blasonati!

Degustazione di 5 vini 

Una delle caratteristiche più distintive dei vini  di Cantina Villa Santo Stefano è la sapiente mescolanza di vitigni autoctoni con varietà di origine francese.  Oltre un terroir da manuale fatto di peculiarità pedoclimatiche esclusive che sono:

  • Terreni misti e prevalentemente argillosi;
  • Una temperatura mite tutto l’anno;
  • Ua combinazione di vicinanza al mare e montagna, che conferiscono a questi vini il loro sapore distinto.

Ecco le etichette in assaggio della Cantina Villa Santo Stefano :

  1. ‘Gioia 2018 e 2019’ : è un ‘IGT Toscano’, un vino bianco fatto al 100 %  di Vermentino . Questo vitigno  cresce spontaneo dalla Lucchesia alla Liguria .  Esso proviene da un vitigno adiacente l’azienda esposto a Sud , vicino alle spiagge della Versilia distanti circa 20 km . Qui c’è un microclima straordinario, che si riflette nell’aroma fragrante del vino stesso. La selezione e la raccolta delle uve , è eseguita scrupolosamente a mano. E dopo la diraspatura e pigiatura, le uve subiscono una leggera macerazione di qualche ora prima di essere vinificate in bianco. La fermentazione dura dai 15 ai 20 giorni e si avvale delle tecnologie più innovative. Il  processo avviene infatti in vasche di acciaio a temperatura controllata tra i 15° e i 16°. Questo vino bianco, nelle due diverse annate, possiede un bouquet armonico e fruttato, una buona acidità e un tocco di mineralità che si avverte nel finale;
  2. ‘Luna 2019’ : fatto di 50% Merlot e 50% Sangiovese , è un rosé sobrio, che va bene su tutte le portate di mare e di carni bianche . Ed è perfetto anche per un aperitivo. Esso ha un colore rosa provenzale, al naso è pulito con profumi che ricordano la pesca bianca e la buccia di mela rossa;
  3. ‘Volo 2019’ : è ‘IGT Toscanofatto di  40% Petit Verdot, 40% Cabernet Sauvignon e 20% Alicante.  Questo è un un vino che si presenta con un colore rosso intenso e con sfumature violacee frutto della sua giovane età. Al naso è floreale, con note di prugne, more e ciliegie, con un finale delicato di cipria. Al palato si esprime frizzante, con un buon tannino ed un’ acidità equilibrata  che lo fanno diventare di gradevole beva;
  4. ‘Sereno 2016, 2017 e 2018’ : è una ‘DOC Colline Lucchesi fatto da  80% di Sangiovese e 20% tra Ciliegiolo e da altri vitigni del posto. Si tratta di un vino dal colore rosso rubino con riflessi porpora, al naso  note di violetta, frutti rossi e spezie. Al palato è morbido con un finale gradevole di frutta;
  5. ‘Loto 2015, 2017 e 2018’ : è il vino più pregiato di ‘Villa Santo Stefano’ fatto di  50% Cabernet Sauvignon,  40% Merlot e 10% Petit Verdot . Per ogni vite vengono selezionati non più di quattro grappoli, per garantire il massimo della resa da ogni pianta. Nel 2015 è stato installato un impianto computerizzato ad alta tecnologia utilizzato per garantire un processo di fermentazione e vinificazione ottimale. Di norma, il processo di fermentazione dura 12 giorni. L’affinamento dura, a seconda della tipologia di uva e dell’annata. Essa va  dai 12 ai 18 mesi ed avviene in pregiate barrique francesi, in una barriccaia a temperatura (15°C) e umidità (83%) controllate. Il tipo di legno utilizzato per le barrique viene selezionato a seconda della tipologia di uva. Al termine dell’affinamento viene composta la cuvée e viene quindi imbottigliato il vino, che dovrà attendere almeno altri 6 mesi prima di essere distribuito. Questo è un vino di spessore, di corpo, che si presenta con un colore che può arrivare al rosso rubino intenso ed ha sentori di frutti di bosco, tabacco e vaniglia.

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Pranzo nel giardino della ‘ Cantina Villa Santo Stefano’

Tra una chiacchiera e l’altra il tempo vola . Lo stomaco brontola percè è ora di pranzo. Nel dehors esterno della Cantina Villa Santo Stefano tra fontane zampillanti di acqua e alberi abbracciati da boccioli di rosa iniziano il nostro lauto banchetto.

Il nostro pergolato ci protegge un po’ dalla calura estiva che finisce di darci fastidio non appena lo chef Riccardo Santini del Vignaccio ci annuncia il menù della festa:

  • Una panzanella di pomodoro e cipolle all’aceto balsamico;
  • Una ‘torta lunigiana  d’Erbi’ di bietole spinaci e rapini;
  • Uno sformato di fagiolini e formaggio di Scoppolato di Pedona’
  • Faraona, zuppa di porro e patate;
  • Un sorbetto al melone per pulire la bocca.

Regalatevi una fuga a ‘Cantina Villa Santo Stefano’! 

Cantina Villa Santo Stefano’ è un borgo incantato che ti strega non appena varchi il cancello all’entrata. Vi potete   perdere per ritrovarvi.  Vi rilassate tra il  lusso garbato  e tanti  vini pregiati . Questi danno il meglio riposando a lungo. Così sono  pronti per essere stappati e consumati per celebrare un momento speciale.

Cantina Villa Santo Stefano’   con i loro vini vi dà la possibilità di scoprire la Toscana. Perchè venire? I motivi sarebbero tanti, e vanno oltre l’uva!  Qui potere fare delle  vacanze all’insegna dell’arte e della storia, della natura, del mare o del relax,  Questa splendida regione sa offrire davvero di tutto e accontentare ogni tipo di viaggiatore: dalle città d’arte famose in tutto il mondo ai borghi medievali, dalle dolci colline del Chianti fino alle spiagge della Versilia e alle isole dell’arcipelago. Buon viaggio!

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‘Podere Marcampo’ winery, Volterra, Tuscany

‘Podere Marcampo’ winery, Volterra, Tuscany

“Accept what life offers you and try to drink from every cup. All wines should be tasted; some should only be sipped, but with others, drink the whole bottle.”

Paulo Coelho

‘Podere Marcampo winery , Volterra, Tuscany

Six years ago two things happened to change my life. First of all, I fell in love with Tuscany , and then I became a sommelier. These were the starting points allowing me to discover the hidden delights of the wine of Pisa . Its area is a charming sun kissed land, stretching from the hills to the sea, blessed by God, as beautiful as unexpected!

Wine runs deep in the veins of Tuscany, being woven into the cultural identity of this central Italian paradise. The wines of Pisa are synonymous with excellence thanks to the efforts of many skilled professionals.

Follow me reading my post about ‘Podere Marcampo winery’ , which is one of the most rappresentative wine enterprise  in Pisa. You’ll discover hidden treasure in the hills of Pisa.

‘Podere Marcampo Winery’ , the jewellery of the hills of Pisa

‘Podere Marcampo winery’ is one of the most important wine business  in the hills of Pisa.  ‘The hills of Pisa’ is not only a ‘DOC label’ , but also a ‘wine road’ , playing an increasingly important role in wine production in Tuscany . It’s  on the rise only recently , starting to get the recognition that is deserves.

‘The hills of Pisa’ meanders through the hills of the valley of the Era River and the lower part of the Arno Valley crossing a territory with traditions dating back to the time of the Etruscans.

‘Podere Marcampo winery’ is green! 

If you head towards this entrancing place you will be greeted by an environment almost untouched by modernity . It ranges from picturesque scenery of mesmerising color set amongst the trees to places, where wine and oil are still cultivated and produced in the traditional way.

‘Podere Marcampo winery’  is an organic biodynamic wine estate which reflects all the beauty and wine production potential of the ‘the hills of Pisa’

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Claudia del Duca, the woman of the wine at ‘Podere Marcampo winery’

In February the first time I sipped the elegant wines of   ‘Podere Marcampo winery’   at ‘Terre di Toscana’. This was  a wine exhibition , which took place at the ‘Luna Hotel’ in Viarreggio. Claudia Del Duca, the owner of ‘Podere Marcampo winery’, invited me to visit her estate in Volterra.

Claudia was very friendly and  professional . What impressed me the most about her was her dedication to her work , and her love for wine,  which she  shared with her parents Genuino and Ivana del Duca.

A wonderful experience at ‘Podere Marcampo winery’

So, I arrived at ‘Podere Marcampo winery’ on a rainy day in late November in  ‘Podere Marcampo winery’  . It’ s a family farm business, which is surrounded by lush and verdant countryside. It produces both excellent and also rare red and white wines, extra virgin olive oil and grappa.

Claudia welcomed me with a big smile. Looking at this scene where sky and sea converge at the Tuscan horizon in an endless embrace, I felt overcome with emotion. We sat down in a small patio near the front of a  private residence, where we talked about the history of the whole family .

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Genuino del Duca, the man of the wine at ‘Podere Marcampo Winery

Claudia explained that ‘Podere Marcampo winery’  was born in 1971 , when her father Genuino del Duca , having been promoted at work as a policeman, had moved from Abruzzo to Volterra . Then he  came up with the idea of transforming his passion for food and wine into a full time job.

Actually, Genuino del Duca wanted to create a new career in food and wine, so that he could resign from his day to day work as a policeman, and worked hard to make this dream come true! In the beginning it was not easy.  Though having climbed through the ranks at work , in 2001 he was able to open a small inn in Saline, a small town near Volterra.

The history of ‘Podere Marcampo winery’

By 2003 Genuino del Duca had earned enough money to open ‘Enoteca del Duca’, which is an exclusive restaurant in the center of Volterra. In 2005 he managed to buy ‘Marcampo’ a historic homestead, which had been abandoned though captured his heart as well as sparking his imagination.

Genuino del Duca restored ‘Marcampo’ shortly afterwards transforming it into what ‘Podere Marcampo winery’   is today! That is  an extraordinary holiday home , as well as a farm and winery, which is surrounded by 4 hectares of land.  Here he  takes care of his  best local grapes:

Genuino del Duca and his passion for wine 

Genuino  had to work hard to make his land suitable for wine growing because of the original salt and clay content of the soil. He had to plant the best rootstocks with roots to a maximum depth of 1 meter and did a lot for being successful.

Today, ‘Podere Marcampo winery’  is a real gem situated within a  national park known as ‘Le Balze’, which is a magical place where visitors can slow down and unwind. At ‘Podere Marcampo winery’ there are:

  • an outdoor swimming pool;
  • a sunlit terrace;
  • vineyards;
  • gardens;
  • olives tree

A tour at ‘Podere Marcampo Winery’

After a short walk through the vineyards Claudia explained the winemaking process starting with the working of the land to the bottling in the wine cellar and this for me was the best part of the tour.

In the tasting room I sampled high quality wines paired with homemade cured meats and local cheeses. ‘Podere Marcampo winery’  is completely hand worked by Genuino and Claudia and is organic, completely free of any pesticides.

A couple of million years ago this area lay at the bottom of the sea . That’s why  the soil is rich in fossil shells , and is characterised by a particular geology of sand, silt, clay and limestone . They have been stable for centuries giving a complexity, structure and minerality to these well balanced wines.

The wines of  ‘Podere Marcampo winery’

These are the best award winning labels I tasted:

‘Terrablu’: It’s a white wine made from Vermentino and Malvasia . The grapes are first processed by the modern technique of maceration in order to preserve all the aromas of the variety . There are four months of fermentation in temperature controlled stainless steel tanks. On the palate there are notes of lime, almond, green apple and white florals , with a unique sense of refreshing acidity, its charm being in its delicate, briny nose and long, fresh palate;

‘Giusto alle Balze’: It’s a red wine made from 100% Merlot. It’s vinified in stainless steel vats, then aged in oak barrels for 12 months. It’s left to settle for another 6 months before bottling. It is my favourite wine , because of its soft and sensual texture and approachable style. This wine has won the silver medal at ‘Mondial du Merlot’ in Lugano and the ‘Concours Mondial Merlot’ in Brussels;

‘Severus’: It’s a red wine made from a selection of 100% Sangiovese. It’ s  vinified in stainless steel vats then aged in oak barrels for 12 months.  This wine is  left to settle for another 12 months before bottling. Tasting of clove spice and cherries ,  it’s also savoury,  providing a wide range of tastes from the very earthy and rustic to the rounded and red fruit;

‘Marcampo’: It’s a red wine made from 50% Sangiovese and 50% Merlot.  These two varieties are vinified separately in stainless steel vats and blended after 12 months in oak barrels. The wine is left to settle for another 6 months before being bottled. It is a powerful combination of the sweet, juicy, fruit flavours of Merlot, and the rustic, sour-cherry tang of Sangiovese;

‘Genuino’: It’s a red wine made from 80% Sangiovese and 20% Merlot.  These two varieties are vinified separately in stainless steel vats and then blended and bottled after 10 months. It’s a medium bodied moderately tannic wine , with a lovely cherry flavour, which impresses with its ruby red, vinous though also fruity and floral, dry and firm taste.

From the start Genuino and Claudia make wines just as they envisage them. Their winemaking takes its course, the grapes being gently guided through a gentle process until they arrive at carefully selected barrels for resting, maturing and evolving.

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The restaurant ‘Enoteca del Duca’ in  Volterra

After our fantastic wine tasting, Genuino , Claudia and myself made our way down to the ‘Enoteca del Duca , whic is their restaurant in the centre of Volterra. Genuino’s wife, Ivana runs this fine and intimate restaurant , which is equipped with a terrific outdoor garden and excellent wine cellar housed in a historic building situated  in  ‘Priori Square’

‘Enoteca del Duca offers a special kind of  gourmet cuisine . Its  menu changes according to the season and the availability of ingredients. My lunch   was really wonderful and the service impeccable. I tried their best wines along with their home-made pasta in beef broth and their boar stew.

Wine and food of top quality!

The quality of wine and food was outstanding, the ambience wonderfully inviting . When you go, ask to see their beautiful wine cellar , which is packed with many unknown treasures! Genuino’s family form a perfect team when it comes to satisfying food and wine lovers.

Claudia also organizes cooking classes at their farm demonstrating how to make fresh pasta or ‘focaccia’ whilst also allowing you to discover the secrets of homemade cake making all under the guidance of a professional Italian chef.

Volterra, amazing city in Tuscany

I thanked Genuino and Claudia warmly for the wonderful memories they had provided me. They had made me feel at home . Before going back to Pisa, it was a good idea to explore Volterra,because there is lot of things to see and to do!

The history of Volterra

Volterra is a delightful  medieval town . I think it well deserves a place in this list of the best towns of Tuscany . Its narrow streets are full of  old churches, palaces, secret chapels, intimate restaurants and alabaster shops , where you can watch artisans at work.

Alabaster has long been a big industry in Volterra. Softer and easier to work than marble, this translucent material was traditionally thinly sliced to provide windows for Italy’s medieval churches.

What to see in Volterra

The best way to appreciate Volterra is to walk through its cobbled lanes, enjoying :

3 things to visit in Volterra 

Other things to visit in Volterra include:

  1. The Alabaster Museum’: This museum is housed in the 13th-century Minucci Towers’. It boasts the ancient alabaster tradition of  Volterra has an . Art fans can watch sculptors at work and can purchase locally made alabaster in the studio shop;
  2. The Guarnacci  Museum‘: It houses the world’s largest collection of Etruscan funerary urns,  used to collect the ashes of the dead;
  3. Roman Cistern’: It’s located at the top of the hill by the ‘Medicean Fortress’The cistern, made of opus caementicium, had to supply the whole area of the ‘acropolis’ with water. It’s formed by a large rectangular room divided into three naves covered with a barrel vault with six pillars in stone blocks. The entire building can be dated to the first century. d. C. and for its capacity, which is about 1000 cubic meters, must have been built with public money.

Famous films set in Volterra

In recent years Volterra  has attracted international recognition for its connection with the ‘Twilight’ series of books and movies, part of the second movie ‘New Moon’ being set in Volterra though most of the movie was actually filmed in another Tuscan town.

More than 2000 years ago Volterra was a key trading center and one of the most important Etruscan cities and was protected by a wall four miles long, twice the length of the wall that encircles Volterra today. You can still see the mighty Etruscan gate, built from volcanic stone.

Bye Bye Volterra! 

Tuscany is a pretty large region, and all of it is stunning. There is so much to see and do that I can’t suggest any particular good guide or website! But even in the short time I spent here, there’s so much to recommend to you I don’t even know where to start!

It would be a good idea to enjoy any good wines in Tuscany ,  not just to drink them, but to experience  people, places, and cultures . The  Tuscans consider themselves the inheritors and stewards of a centuries-long legacy of beauty.

Every tree that’s planted, every farmhouse that’s restored, every road that’s re-routed — it’s all carefully considered not only on practical or economic merits, but also on aesthetics. Get lost among  this huge amount of artistic wonders!

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Cantina Anastasia nell’isola di  Rodi

Cantina Anastasia nell’isola di Rodi

“Il vino è poesia imbottiglata”

Robert Louis Stevenson

Cantina Anastasia : l’isola di Rodi in un calice!

Sicuramente la mia visita alla Cantina Anastasia nell’isola di Rodi  ( +30 6973 42 3768 , la perla più grande dell’arcieplago del  Dodecaneso in Grecia, è stata un’esperienza divina e indimenticabile  Ancora una volta il vino mi ha portato a scoprire non solo una terra nuova e affascinante ,  manche il  suo lato più autentico e vero: quello dell’entroterra.

Travolta e stanca  dalla frenesia del divertimento estivo durante il  mio giro dell’isola di Rodi in 1 settimana , avevo deciso di ritagliarmi un po’ di tranquillità. Così mi sono spostata dalla caotica capitale  di Rodi città a nord verso l’interno a ovest.  Sono stata precisamente  a Embonas. Questo  oltre a essere un delizioso borgo  di montagna, è anche la zona più vocata alla viticoltura del paese. La presenza di antiche anfore  rodiesi ritrovate in tutto il Mediterraneo attesta  che  il  vino qui si faceva sin  dal  VII secolo a.C. . Senza scordare poi che durante il periodo ottomano l’isola di Rodi mantenne un ruolo centrale nel commercio dell’uva Malvasia praticamente ovunque fuori dai propri confini  .

A rendere la mia permanenza ancora più  speciale nell’isola greca   è stata l’accoglienza calorosa di Jason Zafeirakopoulos  , manager della Cantina Anastasia  . Il giovanissimo winemaker mi ha mostrato e fatto provare  il meglio della tradizione enogastronomica dell’isola di Rodi.   Quella che vi sognate di ritrovare nei  ristoranti del litorale a sud ,  che vengono pratiamente presi d’assalto dai turisti , specie nei mesi più caldi dell’anno.

Come arrivare alla Cantina Anastasia

La Cantina Anastasia  è collocata a circa 30 km dal capoluogo   (indirizzo : Epar.Od. Kalamonas-Psinthou 6, Paradeisi, 851 06).  Per raggiungerla :

In alternativa:

Ovviamente la posizione della Cantina Anastasia nell’isola di Rodi  non è centralissima , ma  è proprio questo  il suo charme . Perché si è avvolti dalla quiete e dal silenzio. E si è lontani dal rumore , e dalla confusione cittadina. Al massimo  sentirete il canto delle cicale,  o il miagolio di qualche gatto e le chiacchiere di quelle poche anime che  vivono nei dintorni. Questo post è dedicato a tutti i wine  lover che si chiedono che fine abbia fatto il vino in Grecia! Ed è proprio alla Cantina Anastasia  che lo ritroverete!

Buona lettura!

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Storia della Cantina Anastasia nell’isola Rodi

Dal porto dell’isola di  Rodi sono partita di mattina presto con un mini van verso la Cantina Anastasia . Dentro la macchina ho incontrato  un simpatico gruppo di americani con cui ho fatto amicizia.  Non appena sono arrivata sono scesa dal veicolo e ho attraversato il viale alberato dell’ingresso impreziosito con un cancello in ferro battutto. Purtroppo il caldo è stato asfissiante. Normale ad agosto! Ma mi sono risollevata non appena mi sono  rifugiata con altri ospiti  all’ ombra  di  un  pergolato in legno antistante il parcheggio dell’azienda vitivinicola.

Ad aspettarci c’era Jason . Dopo un piacevole bicchiere di benvenuto ci ha invitato ad accomodarci nel ristorante all’aperto della sua  cantina  e ad ascoltare la sua  storia . Più che altro hanno parlato i suo occhi :  pieni di entusiasmo, quello  tipico della sua giovane età. Di fronte ho avuto un padrone di casa che, dietro i suoi trentanni,  ha fatto subito trapelare una personalità forte e determinata.  La stessa che lo ha portato a Bordeaux   in Francia, dove ha vissuto per studiare  enologia.

Non solo vino!

Al termine dell’università Jason  si è trasferito definitivamente nell’isola di  Rodi  per portare avanti la sua tenuta. Questa prende il nome da sua madre ,  che è appunto  Anastasia Triantafyllou,  che insieme al marito  Nikos  , imprenditore edile, l’avevano fondata nel 1995.  Si è trattato sul serio di un sogno che è  diventato realtà grazie a tanta fatica e  tanto amore per il vino e la propria patria!  Una passione tramandata da generazione a generazione :  il  nonno infatti  era stato il fondatore della Cantina Emery, una  delle cantine più storiche di Embonas.

L’avventura enoica dei  signori  Zafeirakopoulos  è iniziata  con l’acquisto dei terreni e la costruzione di  due grandi  stabili dai tetti alti e spioventi .  Questi adesso sono colorati  di rosa pastello modellati volutamente in stile neoclassico , come le   celebri case dell’isola di  Symi.  Al loro interno entrambi i fabbricati ospitano spazi dedicati alla vinificazione, distilleria e ristorazione. Successivamente hanno fatto i primi  vini, e poi  sono seguiti  tanti altri nettari premiati .

Non contenti hanno introdotto  anche la produzione dello   Tsipouro, classica acquavite greca e dell’ olio. Beni preziosi che al presente si possono solo comprare  in loco.  Nel loro shop ( insieme ad altri souveniroppure  online attraverso intermediari come Vivino. La loro filosofia aziendale è quella di valorizzare il patrimonio viticolo isolano , rispettare l’ambiente, e modernizzare le tecniche di produzione. Passato e futuro si fondono alla Cantina Anastasia a Rodi  .cantina-anastasia-rodi-embonas-wine-travel-blog-weloveitalyeu

Cantina Anastasia a Rodi, perché fa del vino buono!

Dopo avere ascoltato attentamente le parole di Jason io e il gruppo di turisti lì presenti ci siamo  alzati dalle nostre sedie e   lo abbiamo seguito per un tour in mezzo ai filari piantati intorno la cantina ( 7000 ettari). Anzitutto ci ha spiegato che il  terroir di Embonas  (400 m.l.m.)  è unico per la sua posizione geografica e per  alcuni fattori pedoclimatici .

Come un gioiello  Embonas è incastonata alle pendici del  monte Attavyros ( 1.200 m.l.m.). E proprio qui,  come già accennato , che si concentra  la maggior parte delle cantine e dei vigneti  dell’isola . Il suo è un clima tipicamente mediterraneo. Le estati sono calde e secche , e ci sono  forti escursioni termiche tra giorno e notte. Di grande importanza sono anche i suoi  suoli che sono:  calcarei , ben drenati, collinari con un’ ottima esposizione solare . Il  loro punto di forza , essendo piuttosto impervi , è che sono stati risparmiati dalla fillossera del XIX secolo. Un mix esplosivo che conferisce mineralità e struttura ai vini, donandogli equilibrio e  aromaticità.

I vitigni della  Cantina Anastasia a Rodi

Mentre passeggiavamo   tra i vigneti Jason  ci ha anche spiegato che gestire una  cantina non è mai semplice: la natura può riservare imprevisti anche gravi. Quattro anni fa, ad esempio, hanno dovuto affrontare un incendio che ha causato danni ingenti.  Occorrono risorse economiche importanti sia per riparare queste inevitabili perdite sia per innovare impianti e macchinari. Infine  il suo racconto  è proseguito con una lezione interessantissima sul ciclo annuale  della vite , che è sato descritto in un inglese impeccabile. Ad aprile  le gemme cominciano a germogliare con  fiori e grappoli. Giugno e settembre è il periodo più delicato e rilevante di tutta la fase della fruttificazione: la vendemmia .

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L’uva tipica dell’isola di Rodi

Il risultato di tanto lavoro per la Cantina Anastasia è la produzione di varietà autoctone che si trovano solo nell’isola di Rodi, che rappresenta il cuore della viticoltura dell’intero arcipelago del Dodecaneso. In parte molti vitigni sono stati reimpiantati per dare nuovo vigore agli appezzamenti terrieri , tra le varietà più coltivate spiccano  :

Per i bianchi:

  • L’ Athiri:  il vino simbolo dell’isola di  Rodi  è  un bianco  DOP , delicato , molto agrumato con note di pera e  mela; buona acidità, e sapidità ,  performa particolarmente bene in vigneti d’alta quota;
  • Il  Muscat di Rodi:  un’ uva molto antica e  aromatica con sa di miele e albicocca; può essere elaborata anche in  versione liquorosa sia come vin doux naturel;

Per i rossi :

  • La  Mandilaria:  un vitigno rosso caratteristico dell’isola , speziato e ben strutturato; attecchisce in collina e pianura.

In seguito  Jason  ci ha confidato che è stato necessario allinearsi alle tendenze della viticoltura moderna: non ci si può isolare, e sperimentare è fondamentale. Con ottimi risultati – circa 12.000 bottiglie all’anno– hanno osato con dei  vitigni internazionali.

Rispettivamente.

Degustazione Cantina Anastasia a Rodi

Il momento magico è stato il  pop dell’apertura delle etichette più rappresentative della Cantina Anastasia a Rodi . Tra quelli che mi hanno colpito maggiormente :

  • Nefeli Dry 2022: da  Muscat di Rodi   , 12%, bianco brillante e fragrante. Al naso si apre con sentori di zagara, lime, mela verde e richiami salmastri. In bocca è fresco,  minerale , con  un finale agrumato;
  • Thalassinos Allegro 2022 : blend dei rossi della cantina, 13%; colore rubino intenso,  profumo di ribes nero ,  c’è del tabacco e tè nero.
  • Mandilari Dry 2022: fatto da  Mandilaria,   rosso dal carattere intenso, sentori di ciliegia , prugna, spezie.  Tannico, di struttura corposa, ha il gusto di  frutta matura ; corpo medi0-pieno, tannini presenti ma bilanciati, rotondo e raffinato;
  • Moscato di Alessandria: fatto dall’omonima uva, è un vino dolce molto aromatico. Si sente l’ albicocca, i fiori d’arancio e l’uva passa.  Vellutato e pieno, possiede equilibrio e una dolcezza che non è mai stucchevole.

La cooking class  alla Cantina Anastasia a Rodi

Inutile affermare che la parte più entusiasmante del mio giro alla Cantina Anastasia a Rodi è stata quella del corso di cucina greca.  Ho avuto il piacere di provarla in abbinamento con gli elisir divini assaggiati prima con  Jason  . Lui , con un’eleganza tutta francese,  ha cambiato ruolo: da enologo a chef!

Ci siamo radunati  attorno a un lungo  tavolo nella terrazza del ristorante .  Era imbandito con tutti gli ingredienti delle principali ricette greche. Queste recano tracce della travagliata storia della Grecia e dei suoi incontri e scontri con popoli stranieri. Come quelli del Mediterraneo, dei  Balcani e dell’Oriente.

Ormai è risaputo che cuisine greca è salutare . A livello internazionale Il segreto della sua fama è che si basa su prodotti poveri, di stagione e freschi . Gli stessi che colmavano le ciotole sparse nel nostro desco della cantina.

Cosa abbiamo mangiato?

Con molta professionalità Jason  ci ha illustrato la tecnica di preparazione e cottura dei mezedes, una selezione di assaggi tipici greci . Tra questi :

  • Tzatziki: la celebre crema di yogurt, cetriolo e aglio,  irresistibile, ideale per accompagnare pane caldo e piatti grigliati;
  • Melitzansolata:una mousse morbida di melanzane cotte alla griglia . Vengono condite con olio , sale, pepe, aglio, e aceto . Sono da accompagnare con pane tostato;
  • Dolmades: ho personalmente imparato a piegare le  iconiche foglie di vite ripiene di riso . Questo è aromatizzato con cipolla e poi cotto a vapore in pentole di coccio. Li ho mangiati al ristorante greco e non mi hanno fatto mai impazzire. Fatti in casa è tutta un’altra cosa!

Ognuno dei commensali ha messo le mani in pasta e creato  un succulento pranzo . Mi sono divertita tantissimo. Sì, perché condividere le portate insieme agli altri è il piacere stesso del cibo. Non dimentichiamo che siamo in Grecia , la terra in cui l’ospitalità e sacra.

Per di più  ho appreso che la semplicità e la bontà delle materie prime sono il successo di un piatto. Non si deve aggiungere nulla se si prediligono già componenti di prima scelta. E questi non mancano affatto nella variegata gastronomia greca: cereali, legumi, verdure, olio extra vergine, formaggi, carne e pesce di qualità. Ecco perché essa fa bene ed è adatta a una dieta equilibrata e sana.

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Conclusione . Cantina Anastasia a Rodi

Esplorare  la Cantina Anastasia a Rodi significa vivere l’isola  in modo intimo. Si respira un’ aria diversa: si è avvolti  da pace e  ci sono dei panorami suggestivi . Atmosfere irripetibili in quei luoghi presi d’assalto dai turisti, specie nei mesi più caldi dell’anno. Programmare una tappa qui è come assaporare l’isola di Rodi d’inverno :  quella più vera  dei suoi abitanti,  delle loro giornate, delle loro piccole grandi cose. I loro sorrisi, la loro allegria e  convivialità.

Recarsi in questa cantina è farsi un dono , quello di catapultarsi in un contesto che trasforma l’ordinario in straordinario! Oltretutto si entra nel vivo del  mondo del vino in Grecia , che  si   è finalmente risvegliato negli anni ‘ 80  dopo secoli di buio . Questo grazie alle nuove generazioni . Come nel caso di  Jason , che hanno studiato all’estero . Hanno riportato in patria nuove competenze insieme a una crescente apertura verso i mercati internazionali e il turismo. E se cliccate qui e bloccate il vostro biglietto per il paradiso capirete meglio di cosa ho scritto finora.

καλό ταξίδι

 

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Tenute Delogu, Alghero. Sardegna

Tenute Delogu, Alghero. Sardegna

“Faremo scherzi al vento,  lo chiuderemo in una stanza,

ma promettiamo di liberarlo , se ci aiuterà a volare” 

P. Marras

‘Tenute Delogu’, Alghero in un bicchiere

Andare ad  Alghero è come essere in ‘compagnia di uno straniero’, parafrasando una famosa canzone di Juni Russo .Ti innamori e hai voglia di ritornarci! A Luglio, in  meno di un’ora di volo da Pisa e attero per la seconda volta ad Alghero   per dirigermi alle ‘Tenute Delogu .

Per fare cosa ? Per riprendermi il cuore lasciato in questo gioiello incastonato nella ‘Riviera del Corallo’  a  Nord Ovest della Sardegna . Ancora ebbra dei paesaggi, della gente, dei colori, degli odori, e del vino,  sorseggiando un calice di bollicine  Chelos’  delle ‘Tenute Delogu  , vi racconto la mia storia!

 ‘Tenute  Delogu’, Alghero

Piero Delogu  , proprietario del wine resort le  ‘Tenute Deloguviene a prendermi all’aeroporto di ‘Fertilia Alghero’ . Ci eravamo già conosciuti all’ hotel ‘Carlos V di Alghero’, in occasione di una degustazione dei vini d’eccellenza, grazie a Valeria Crabuzza, manager di ‘Alghero Conciergie’.  Dopo pochi minuti  di tragitto raggiungiamo la nostra destinazione , cioè le  ‘Tenute Delogu, dove ci aspetta il figlio Lorenzo.

Piero , classe 1962, nasce a Ittiri , Sassari.  Praticamente Piero  inizia la sua carriera lavorativa alla fine degli anni Ottanta.  Partendo da zero  si dedica alla produzione di  impianti all’avanguardia di mungitura degli ovini.

Nel giro di pochi anni raggiunge un grande successo e reinveste quanto guadagnato nella realizzazione dell’azienda ‘Carpenterie Metalliche’  (attività di progettazione sviluppo e realizzazione di strutture in profilati di acciaio), nell’acquisto di dieci ettari di zona industriale e nella costruzione di appartamenti da rivendere a Olmedo.

Il Film ‘Bianco di ‘Babbudoiuou’ girato a ‘Tenute Delogu’ con ‘Pino e gli anticorpi’

Questi sono alcuni dei  capitoli della vita di Piero, raccontanti  con un gran sorriso, che dura per il tutto il tempo che siamo in macchina verso la  sua elegante bottaia. Proprio in questi spazi dove ci troviamo con  Piero, è stato girato il film comico ‘Bianco di Babbudoiuou’ del 2016  diretto da Igor Biddau .

Con l’esordio cinematografico del trio comico ‘Pino & gli anticorpi’ e la partecipazione dell’ esotica Caterina Murino, la vicenda narra di tre fratelli sardi, Michele, Roberto e Giusy. Questi giovani mandano avanti  un vigneto, che produce l’ottimo ‘bianco di Babbudoiu’.  Volenterosamente loro desiderano esportare il vino anche in Cina, ma quando il fondo europeo necessario per il progetto viene a mancare, gli sfortunati devono restituire una somma considerevole alla banca. Tutto ‘made in Sassari’ !

‘Vini Delogu’, il meglio di Alghero 

Nel 2004 nasce ‘Tenute Delogu‘,  da 5 ettari di superficie vitata sotto il  Nuraghe di Palmavera  tra le campagne dorate e pianeggianti  della Nurra e il mare cristallino di Alghero, la cui brezza soffia gentile in una zona dove la coltivazione della vite è una tradizione antica.

Si tratta di un terreno con caratteristiche uniche per la viticoltura, con i suoi inverni miti ed estati ventilate.  Ed è proprio in questo territorio, fatto di argille rosse, calcare e ricco in minerali, che si adagiano i filari (allevamento Guyot) di:

Vitigni autoctoni e internazionali di grande pregio,  che Piero cura personalmente insieme al giovane enologo Antonio Puddu e la consulenza esterna di Piero Cella ( della scuola di Tachis!) .

6 etichette di vino firmate Delogu

Un patrimonio vitivinicolo straordinario , di cui  Piero ne ha subito  capito il valore. Amore e attaccamento alla terra e ai suoi collaboratori è tutto racchiuso  nei  nomi delle sei  etichette dell’azienda vinicola (circa 100 mila bottiglie annue):

7 giorni in Paradiso, wine relais  ‘Tenute Delogu’

Piero e Lorenzo mi accolgono come se fossi di famiglia. La mia vacanza  inizia sotto un sole cocente di Luglio nell’orto delle ‘Tenute Delogu,  ettari di terra in cui sono coltivati e allevati  tutti i loro prodotti a km 0!

Allievo la calura estiva con  una doccia fredda nella mia camera ‘il Grappolo’, arredata con gusto e dotata di tutti i comfort, un tuffo nella magnifica  piscina tra palme e cicas ed è ora di cena. Mi incammino attraverso un percorso di fiori e statue in pietra.

Una luna gigante e il sottofondo delle cicale mi accompagnano fino al ristorante della ‘Tenute Delogu, composto da una sala interna ed una esterna su prato. Decisamente un’ incantevole  location immersa nel verde alle quali fanno da cornice delle scenografiche cascate.

Cucina sarda per il piacere dei palati più curiosi

Conosco Vincenzo il cuoco, un signore gentile, che mi anticipa il menù della cena, senza svelarmi però i segreti della sua cucina. La tradizione sarda in tavola, tra mirto, vini superbi e tavoli sapientemente imbanditi con antipasti di verdure e altro ancora:

Piero e Lorenzo mi guardano con aria soddisfatta, perché faccio fuori tutto compiaciuta! Si fa tardi e gli ospiti della sala tornano a casa loro con un’aria leggera di chi è stato bene. Piero e Lorenzo continuano il romanzo della loro vita.

Passione, costanza, perseveranza,  duro lavoro, attaccamento alla terra, rispetto delle tradizioni,  modernizzazione strutture aziendali, amore per la gente: gli ingredienti del loro successo. Incredula di quanta bellezza ci sia in ogni gesto loro, mi sento per un attimo come la protagonista di una favola.

L’attenzione ai dettagli fa la differenza e io l’ho provato sulla mia pelle! Ascolto con grande ammirazione un padre e un figlio che portano avanti il loro progetto di vita . E con molta naturalezza mi rendono partecipe di questa gioia tra una telefonata e l’altra, mille pensieri per iniziare la giornata a seguire, compreso il mio tour !

Non ho con me un orologio, e la sveglia per alzarmi  la mattina alle ‘Tenute Delogu,  non serve. Apro la finestra e davanti a me lo spettacolo in prima fila di una natura rigogliosa. Colazione, e giro per le tenute: parcheggio  molto ampio, spazi immensi costellati da due blocchi di appartamenti nuovi del residence,  cantina e  vigneti.

Cerco un po’  d’ombra e la trovo sotto una folta  bouganvillea , leggo la mia guida sulla Sardegna e sogno di percorrere  tutta la costa Nord Occidentale , perché la posizione della tenuta a tal proposito è strategica. Seguitemi!

10 Posti Top da non perdere vicino Alghero

Essendo siciliana, non mi sono stupita del lauto pranzo in famiglia sarda in campagna da amici di Piero ! Divoro voracemente spaghetti al tonno con gamberi freschi, parago con patate, insalata di polpo, tre tipi di formaggio,  ‘casu marzu compreso, e vassoi di dolci infiniti!  Sicuramente avendomi visto un po’ troppo ‘secca’ , come si dice dalle mie parti, Piero ha ben pensato di farmi fare il pieno prima di portarmi ovunque!

‘La spiaggia delle Bombarde’

‘La spiaggia delle Bombarde’ si estende per un  chilometro di sabbia finissima affacciata su un mare azzurro, rallegrato  dalla dolcissima Anna Paola, che prepara le cozze cotte al carbone nel suo lido.  Una mezzaluna sabbiosa lunga quasi un chilometro che si inarca su un mare dai mille riflessi colorati e  incorniciata da rocce vulcaniche .

‘La Spiaggia della Pelosa’

La ‘Penisola di Stintino’ regala angoli di paradiso come la ‘Pelosa’, una spiaggia tropicale che si affaccia  sul  Golfo dell’ Asinara. Una delle caratteristiche più incredibili sono le sue acque calme e limpide. La spiaggia infatti  è al riparo dai venti ed protetta dal mare aperto dai faraglioni di Capo Falcone.

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‘Cala Mugoni’ 

‘Cala Mugoni’ è posta a ridosso di una pineta, che richiama a se nelle ore più calde tanti bagnanti alla ricerca di ombra e refrigerio. Questa cala  di sabbia bianca calda e mare blu si trova nei pressi di Porto Conte.  Si presenta con un lunga distesa di sabbia bianca non troppo fine e calda, di circa due kilometri e mezzo.

Fertilia 

Fertilia  fu fondata nel 1933 con lo scopo di diventare il centro economico amministrativo di tutta la zona rurale della Nurra di Alghero, colpisce per la sua terrazza severa  prospiciente un porticciolo. Si tratta di un progetto del regime fascista , che voleva creare una ‘città ideale’, una sorta di alter ego della catalana Alghero. Oggi  Fertilia  è una borgata tra mare e laguna nel nord-ovest della Sardegna, che conserva memoria di vicende singolari

Sughera di Suni 

Forse abbiamo perso l’abitudine di apprezzare un buon tappo di sughero, di odorarlo, o di giocarci con le dita. Forse non ci siamo mai chiesti come e dove venga prodotto e in che stato di salute si trovi. Ma un viaggio in Sardegna ci può aiutare, specie a Suni. In questa zona nella  provincia di Oristano ci sono delle importanti sughere  come a  Suni  , comune  noto per la produzione di sughero e Malvasia.

Bosa

Bosa è un incantevole e affascinante borgo mediterraneo fatto di case colorate, dove tradizione e modernità si fondono. C’è  un centro storico ottimamente conservato e nei dintorni si possono ammirare colline e valli. Potrebbe essere un’idea per una fuga dalla frenesia della vita quotidiana!

Alghero

Alghero è un esclusivo luogo di villeggiatura a prova di tutte le stagioni. Posta a  Nord Ovest della Sardegna, Alghero incanta per l’atmosfera leggera ed elegante che si respira. E di sangue catalano, una cittadina superba e altezzosa, che ti abbraccia e non si fa scordare con i suoi paesaggi mozzafiato, le strette viuzze piene di storia, e un mare tra i più belli che abbia mai visto.

Ristorante ‘Sa Mesa’ ad Alghero

Per capire ed assaporare in fondo il meglio dell’ enogastronomia Sarda vi consiglio di fare un salto al ristorante ‘Sa Mesa’  ad d Alghero . Qui  si fa una  cucina tipica ,  rivisitata con  la ricerca dei migliori prodotti locali.

Piero Marras e i ‘Tazendas’ nelle magnum dei vini Delogu

L’unico rimpianto quello di non cogliere i segni del destino, del  mio volo di ritorno cancellato per i soliti disagi della Ryanair . Riparto per la Toscana. Qualcuno forse vuole che rimanga  più a lungo ad Alghero e alle ‘Tenute Delogu.

Quel fine settimana mi perdo il concerto dal vivo di Piero Marras , un famoso cantautore sardo,  in occasione dei suoi 40 anni di carriera, un grande artista a cui Piero, dedica una ‘Magnum di Geo’ , come fa  anche con il gruppo dei  Tazendas’. E insieme ai musicisti e i poeti,  Piero canta della sua Sardegna attraverso l’arte del  vino.

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Cantina Sauska, Ungheria

Cantina Sauska, Ungheria

“Non credi anche tu che il significato della vita sia semplicemente la passione che ogni giorno invade il nostro cuore, la nostra anima e il nostro corpo e che, qualunque cosa accada, continua a bruciare in eterno… e non credi che non saremo vissuti invano, poiché abbiamo provato questa passione?”

Cantina Sauska in Ungheria , l’oro rosso dei Magiari

Senza dubbio la visita alla Cantina Sauska in Ungheria è stata un’esperienza indimenticabile. La primavera mi ha risvegliato la voglia di volare per cui un weekend di Aprile mi sono fiondata nel cuore di Tokaj-Hegyalja, la zona vinicola (22 in tutto) più antica e prestigiosa della nazione. Un viaggio quello nella Cantina Sauska in Ungheria che attraverso il vino mi ha fatto conoscere un altro pezzo della magica terra dei Magiari, di cui  mi ero  innamorata in un mio viaggio precedente  a Budapest.

Così mi sono avventurata per qualche giorno in due zone interne ungheresi: quelle  di Tokaj ed Eger . Un cambio di direzione che dalla modernità e dal caos delle metropoli mi ha riportato ai ritmi lenti e alla genuinità della vita rurale. Giorni intensi spesi esplorando  questi luoghi ameni e miseriosi alla ricerca dei loro nettari divini.

In questo breve articolo vi parlerò della storia incredibile della Cantina Sauska  , ossia quella del suo fondatore . Mi riferisco a Christian Sauska, un imprenditore di successo con la passione per il vino, una forza straordinaria che sta rimodellando il  panorama vinicolo ungherese con il suo approccio innovativo e il suo incrollabile impegno per la sostenibilità .

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Chi è Christian Sauska?

Nato nel piccolo villaggio ungherese di   Somberek  nel 1948,  Christian Sauska trascorse la sua infanzia a Budapest, Finito il lice e con la passione per il basket, si trasferì negli USA nei primi anni ’70. Lavorava in una fabbrica di giorno e studiava all’università di notte.

Diventò ingegnere e realizzò una propria azienda di tubi fluorescenti. Fece soldi e intanto si innamorò dei vini francesi tastando una bottiglia di Bordeaux del 1966. Nel 2010 decise di investire sul vino e con la seconda moglie Andrea, da cui ebbe tre figli, aprirono in tutto due cantine.

Cantina Sauska , un nuovo modo di fare vino

Che dire la Cantina Sauska è la  visione dell’ omonima famiglia che la gestisce da venti anni che si estende oltre la semplice produzione di vini eccezionali. Produttori vitivinicoli che hanno saputo riconoscere il potenziale del settore vinicolo ungherese portandolo a competere a livello internazionale.

La Cantina Sauska si trova sulla cima del pendio meridionale di Padi-hill. L’edificio è una meraviglia. SI articola in due grosse conchiglie  ciascuna di  36 m diametro,  attorno alle quali  ruotano ampie terrazze. Un’architettura studiata e ricercata, basata chiaramente sul legame profondo con il Creato e della  vista  su vigneti ondulati. Internamente si sviluppano il luoghi per la lavorazione e l’invecchiamento del vino, un ristorante e un bar.

Il risultato del loro lavoro e del loro amore per questo mestiere è stato un portafoglio di vini unico che punta principalmente sulle varietà locali. Tra queste le uve Furmint, Hárslevelű e Muscat Lunel  . Solo per anticiparvi qualcosa . Tecnologie all’avanguardia per plasmare la tradizione vitivinicola unghere dove qualità e rispetto per l’ambiente sono sempre messi al primo posto.

Chissà che non vi verrà voglia di andarci pure voi per perdervi in un angolo unico  al  mondo, pieno di storia, cultura, arte, paesaggi, cibo e  vino di tradizione mitteleuropea. Buona lettura.

Cantina Sauska, la storia di un successo e  della ripresa del vino in Ungheria

Sicuramente  la ricca cultura vinicola e il terroir diversificato dell’Ungheria stanno ora prendendo il centro della scena vinicola mondiale. Questo cambiamento può essere attribuito agli sforzi di viticoltori lungimiranti . Come quelli della Cantina Sauska ,  che si stanno spingendo oltre  confini ,  sfidando le vecchie norme con il loro approccio innovativo.

I vini ungheresi hanno da sempre suscitato un certo interesse per la loro eccezionalità. Primo fra tutti il celebre  Tokaji Aszú ( XVII sec.)  . Si tratta di quell’ elisir  secco che,  ricavato dalla muffa nobile (Botrytis Cinerea) ,  ha fatto sognare gli zar russi. La loro  millenaria gloria è stata offuscata:

  • Dalla fillossera nel 1880 ;
  • Da due guerre mondiali ;
  • Quaranta anni di collettivizzazione comunista .

 Se ne faceva poco di vin all’epoca ,  di scarsa qualità e non superava la frontiera. Dopo il termine della guerra fredda le imprese vinicole ripresero a produrre vino di qualità, modernizzando le tecniche produttive e la filiera di distribuzione.

I vigneti della Cantina Sauska: Tokaj e Villány

Tra gli innovatori in questione ecco emergere Christian Sauska. Il suo obiettivo è stato quello di fare vini che rispettassero il terroir delle vigne  ungheresi . E in linea con il suo background ingegneristico, utilizzassero le ultime tecnologie per farlo. Per arrivare a ciò  ha arruolato  nel suo team l’aiuto di consulenti di livello mondiale.

Un aspetto significativo di questa recente  rivoluzione del vino in Ungheria è l’attenzione della Cantina Sauska sulle loro vigne a Tokaj (nord- est) e Villány ((sud-ovest). Due aree vinicole queste  su cui nessuno avrebbe mai scommesso .

Sono state messe in ombra da altre più affermate, e adesso sono letteralmente esplose. Ognuna di esse ha delle caratteristiche climatiche e geologiche uniche per fare grandi vini .

Tokaj il vigneto

Tokaj  (70 ettari) si distingue per i suoi terreni vulcanici . Gábor Rakaczki è l’enologo .  Stefano Dini è il responsabile dei vigneti piantati per lo più con Chardonnay, Sauvignon Blanc, Hárslevelű, Sárgamuskotály e Pinot Noir. Si danno vita a bianchi incredibili :

Villány la Bordeaux d’Ungheria

Villány  (80) ettari è conosciuta  per i loro blend bordolesi fatti con :  Cabernet Franc, Merlot e Cabernet Sauvignon. Per non parlare dei rossi ottenuti dalle uve locali di Kadarka e Kékfrankos

Beneficia di un clima mite , con ottima esposizione solare  e suoli calcarei ben drenati, che forniscono le condizioni ideali per fare  vini rossi ricchi e corposi.

Laszlo Latorczai è l’enologo e Peter Pohl è il responsabile dei filari. Il loro vino di punta, il Sauska Cabernet Franc , che  esemplifica questo stile audace. Con il suo colore rubino intenso e gli aromi di more mature, erbe e spezie, cattura i sensi dal primo sorso. I tannini vellutati del vino e il finale lungo e persistente rivelano la sapiente maestria artigianale e l’attenzione ai dettagli per cui la Cantina Sauska è divenuta  famosa. Si possono fare  tour enologici per i più appassionati.

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Tokaj, non  solo vino!

Atraversata dal fiume Brodog,  città di Tokaj fa parte della contea di Borsod-Abaúj-Zemplén a 54 km dal capoluogo Miskolc . Menzionata per la prima volta in un documento nel 1353,  fu invasa dai  Mongoli, nel XIV secolo  e dopo  il 1450 passò sotto il governo di varie famiglie nobili.

 Tokaj rappresenta l’intera regione vinicola di Tokaj-Hegyalja dove appunto si fa il vino Tokaj , di cui l’ Aszú è , come già detto, la variante più popolare. Non a caso  Luigi XV di Francia lo definì come “il vino dei re, il re dei vini”.  L’ area si estende su 27 villaggi per un totale di  circa 5.400 ettari di vigneti piantati ( esistenti dal 1067 ) .

Tokaj-Hegyalja  si svela nella sua essenza vitivinicola percorrendo la Strada del vino TokajHegyalja. Attraverso altri villaggi incantevoli come Mad, Tallya ed Erdöbenye, questo è un percorso meraviglioso da non farsi mancare. Andrebbe fatto tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre al momento della festa del raccolto. Un festival che prevede sfilate, musica popolare e, naturalmente, degustazioni di vino dopo la vendemmia annuale.

3 cose da vedere a Tokaj

Dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 2002 per la sua bellezza  e per la sua tradizione vitivinicola storica,  Tokaj oltre al vino offre  altro da vedere:

  1. Chiesa della Santissima Trinità: costruita nel XVIII secolo (in stile barocco), la chiesa è posta in ienro centro ed  è molto suggestiva per i suoi interni impressionanti, tra cui elaborati affreschi, altari decorati e splendide vetrate;
  2. Museo Tokai: una visita qui è d’obbligo per esplorare la storia della vinificazione del Tokai. Ospitato in un edificio storico nel centro della città, il museo presenta mostre che ripercorrono la storia della cultura dell’uva nella regione dai tempi antichi ai giorni nostri. Il museo ospita anche una collezione di attrezzature tradizionali e una mostra completa sullo sviluppo del famoso vino Tokaj Aszu;
  3. Castello di Rakoczi: situato sulle rive del fiume Tibisco  è una fortezza storica le cui origini risalgono al XVI secolo. I visitatori possono esplorare le vecchie mura e godere di viste panoramiche sul fiume.

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Eger , mamma mia i Turchi!

Anche Eger  (55 mila abitanti ) chiaramente sfoggia un suo passato enoico antico e di gran pregio. Incastonata tra i Monti Bükk, parte della sua produzione vinicola è visibile nelle 200 cantine sparse per la Szépasszony Valley .  Sarebbe in Italiano traducibile come  la  Valle delle Belle Donne in onore  di una dea dell’amore o di una graziosa nobile di queste parti. Citata spesso dagli scrittori ungheresi Sándor Petőfi, Mihály Vörösmarty e Sándor Márai la Szépasszony Valleysi trova a circa 2 km dal centro della cittadina  e si possono  fare degustazioni e acquistare al dettaglio a prezzi accessibili.

Comunque Eger si deve assolutamente ricordare per  il suo vino rosso corposo e speziato  Egri Bikavér .  Vuol dire sangue di toro , che secondo una leggenda (XVI sec.),  rese  poco più di 2000 soldati ungheresi invincibili contro i turchi. Una vittoria dovuta pure per l’eccezionalità del condottiero István Dobó.

All’eroe è dedicata una  piazza nel centro della  Città Vecchia preziosa per la sua basilica (XIX sec.) . Purtroppo, gli ottomani tornarono a Eger  nel 1599 e ci rimasero un secolo.  La prove di quel periodo è  un minareto alto 130 piedi e il tradizionale bagno turco.

4 cose da vedere a Eger

Eger è un piccolo scrigno che svela alttre 4 gemme :

  • Castello di Eger: si può visitare per i suoi punti panoramici e la sua imponenza con i resti della cattedrale gotica, le sue sotterranee  e il palazzo vescovile gotico (l’unica parte del complesso rimasta dal XVI secolo). C’è anche un museo che racconta la sua  storia;
  • Terme: immergetevi pure nelle acque pure di queste fonti benefiche del XXI sec. fatte da sette piscine con temperature diverse , cascate e divertimenti. Sarete i primi a sfruttare i benefici del sottosuolo di Eger;
  • Museo dei Beatles: frutto della passione di un professore di Inglese a Eger sorge Egri Road , una delle quattro esposizioni permanenti sui Beatles al mondo. Le altre si trovano a Liverpool, Halle (Germania) e Buenos Aires. Ha aperto i battenti il ​​15 maggio 2015 presso l’Hotel Korona Eger;
  • Liceo Arcivescovile : una delle scuole più rinomate della nazione con affreschi di A. Maulbertsch che ospita un’eccezionale biblioteca con tomi di valore e un museo astronomico.

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Conclusioni. Cantina Sauska, Ungheria

Vi raccomando vivamente di partire per l’Ungheria in qualsiasi momento dell’anno perché è spettacolare in ogni stagione. Il carisma del suo popolo è davvero riconoscibile sotto ogni forma, non solo nella resistenza contro gli oppressori ma anche nelle loro grandi personalità distinte in vari campi. Basti solamente citare personaggi quali Kubrik l’inventore del cubo, Puskas il calciatore d’oro, e tanti altri ancora.

 La Cantina Sauska mi ha fatto incontrare il vino ungherese in tutte le sue massime espressioni, facendomi girare altri paradisi di questo stato così affascinante. Il modo migliore per perdervi nei suoi meandri da sogno è affittare un macchina , perché i collegamenti tra i vari punti  l’Ungheria non sono serviti eccezionalmente dai mezzi pubblici.

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