Villa Santo Stefano, Lucca

Villa Santo Stefano, Lucca

“Chi non ama le donne, il vino e il canto è solo un matto non un santo”.
A. Schopenhauer

Villa Santo Stefano, Lucca

L’ esplosiva e poliedrica Claudia Marinelli , responsabile della società di comunicazione e marketing ‘Darwin & Food’,  mi invita alla ‘Festa del Loto, un evento indimenticabile per conoscere le migliori etichette di ‘Villa Santo Stefano’, una cantina quasi surreale per beltà, che sta nascosta , ma ancora per poco,  tra le magnifiche e dolci colline lucchesi a Pieve di Santo Stefano. 

Mattina del 6 Luglio, 2020. Un sole cocente e un po’ di smarrimento in macchina per delle stradine strette e irte non mi fermano per raggiungere ‘Villa Santo Stefano’, e non finirò mai di ringraziare Claudia per l’opportunità di scoprire un tesoro inestimabile per persone, paesaggi e vini di grande eleganza con un’ ottimo rapporto qualità prezzo che esprimono al meglio  la bellezza, la cultura, l’arte e la tradizione enogastronomica della Toscana. Arrivata a destinazione lo staff di ‘Villa Santo Stefano’ ci accoglie con un sorriso enorme e ci fa accomodare all’ interno della sala degustazione, dove, persi e ammaliati dalla raffinatezza degli interni e dell’apparecchiatura, stiamo fermi e immobili ad ascoltare la storia della tenuta attraverso le parole dell’ ingegnere tedesco Wolfgang Reitzle, che ne è proprietario e fondatore  insieme alla moglie, la giornalista e presentatrice alemanna Nina Ruge.

Wolfgang Reitzle
Wolfgang Reitzle

Wolfgang Reitzle , un sogno diventato realtà

Wolfgang Reitzle è un signore alto , distinto , di una classe innata, che dà il benvenuto a me ed altri giornalisti e blogger nel suo regno, felice  di parlare  di come nel tempo è riuscito a trasformare la sua passione per il vino in un lavoro, che adesso  si è  materializzato in  ‘Villa Santo Stefano’, un’ azienda agricola a metà tra  sogno e realtà.

Wolfgang Reitzle, ex dirigente della BMW e poi CEO della Ford, ci spiega che tutto è nato quasi per caso. Sin da piccolo Wolfgang Reitzle si reca frequentemente  in Toscana  per le vacanze  con la sua famiglia e da allora il desiderio di viverci è forte, a tal punto che poi , nel corso della sua vita e  carriera lavorativa , decide di trovarsi un angolo di paradiso nella regione più amata d’Italia. Wolfgang Reitzle  vuole creare così un posto dove coltivare la vite e produrre nettari divini  fatti di vitigni locali come Sangiovese, Ciliegiolo, Colorino, Canaiolo e Vermentino, insieme ad altri alloctoni quali Merlot, Petit Verdot, Cabernet Sauvignon ed Alicante. L’ occasione è il 2001 quando Wolfgang Reitzle acquista  la “Villa Bertolli”, situata in Lucchesia, assieme ad alcuni oliveti e ad un vigneto di circa un ettaro. A seguito della cessione, da parte della famiglia Bertolli, dell’omonimo marchio a Unilever, i signori Reitzle e Ruge ribattezzano la villa in onore della pittoresca ‘Pieve del IX secolo’ che si trova nelle immediate vicinanze. Così nasce ‘Villa Santo Stefano’.

Wolfgang Reitzle ci confessa che non è facile mettere in piedi un’impresa agricola di tale portata e da straniero in Italia, perché ci sono molti problemi burocratici e logistici da risolvere, non ultimo l’interrogativo se fare tutto ciò è da pazzi o da pionieri! Da grande uomo di affari qual è Wolfgang Reitzle riesce nel suo intento e dal 2005 a oggi l’avventura continua con successo  grazie anche al supporto dei suoi affetti e dei suoi fidati collaboratori nelle figure del manager direzionale Alessandro Garzi, dell’enologo Alessio Farnesi , dell’agronomo Antonio Spurio, e  della responsabile marketing Petra Pforr. Al momento l’azienda rileva, nei suoi 11 ettari di terreno, circa 30.000 bottiglie tra vino rosso e bianco (esportati per il 20% in Versilia e il restante tra Svizzera e Germania), nonché 2500 litri di olio extravergine di oliva. La filosofia che guida la ‘Società Agricola Villa Santo Stefano’ è la ricerca della perfezione nel fare vino ed olio sfruttando al massimo tutte le potenzialità di questo fazzoletto di terra benedetto da Dio.

I vini di 'Villa Santo Stefano'Le migliori etichette di ‘Villa Santo Stefano’ per ‘Darwin & Food’

 

I Vini di Villa Santo Stefano

I vini di ‘Villa Santo Stefano’ sono particolari, biologici, strutturati i rossi e leggiadri i bianchi, ed assaggiare un calice di vino lucchese è un’esperienza speciale che ancora una volta conferma la ricchezza e la varietà enoica della Toscana senza passare per forza attraverso nomi blasonati!

Una delle caratteristiche più distintive dei vini di  ‘Villa Santo Stefano’ è la sapiente mescolanza di vitigni autoctoni con varietà di origine francese, oltre un terroir da manuale fatto di peculiarità pedoclimatiche esclusive. Queste ultime sono i terreni misti e prevalentemente argillosi, una temperatura mite tutto l’anno e una combinazione di vicinanza al mare e montagna che conferisce a questi vini il loro sapore distinto, come ho modo di provare nella degustazione dei seguenti vini:

  • ‘Gioia 2018 e 2019’ : IGT Toscano, è un vino bianco 100 % Vermentino, che cresce spontaneo dalla Lucchesia alla Liguria e che proviene da un vitigno adiacente l’azienda esposto a Sud vicino alle spiagge della Versilia distanti circa 20 km , un microclima straordinario che si riflette nell’aroma fragrante del vino stesso. La selezione e la raccolta delle uve , è eseguita scrupolosamente a mano, e dopo la diraspatura e pigiatura, le uve subiscono una leggera macerazione di qualche ora prima di essere vinificate in bianco. La fermentazione dura dai 15 ai 20 giorni e si avvale delle tecnologie più innovative, il processo avviene infatti in vasche di acciaio a temperatura controllata tra i 15° e i 16°. Questo vino bianco, nelle due diverse annate, possiede un bouquet armonico e fruttato, una buona acidità e un tocco di mineralità che si avverte nel finale;
  • ‘Luna 2019’ : 50% Merlot e 50% Sangiovese è un rosé sobrio, che va bene su tutte le portate di mare e di carni bianche ed è perfetto anche per un aperitivo; ha un colore rosa provenzale, al naso è pulito con profumi che ricordano la pesca bianca e la buccia di mela rossa;
  • ‘Volo 2019’ : IGT Toscano 40% Petit Verdot, 40% Cabernet Sauvignon e 20% Alicante, è un vino che si presenta con un colore rosso intenso e con sfumature violacee frutto della sua giovane età. Al naso è floreale, con note di prugne, more e ciliegie, con un finale delicato di cipria. Al palato si esprime frizzante, con un buon tannino ed un’ acidità equilibrata  che lo fanno diventare di gradevole beva;
  • ‘Sereno 2016, 2017 e 2018’ : è una ‘DOC Colline Lucchesi’ fatto da  80% di Sangiovese e 20% tra Ciliegiolo e da altri vitigni del posto. Si tratta di un vino dal colore rosso rubino con riflessi porpora, al naso  note di violetta, frutti rossi e spezie. Al palato è morbido con un finale gradevole di frutta;
  • ‘Loto 2015, 2017 e 2018’ : è il vino più pregiato di ‘Villa Santo Stefano’ fatto di  50% Cabernet Sauvignon,  40% Merlot e 10% Petit Verdot . Per ogni vite vengono selezionati non più di quattro grappoli, per garantire il massimo della resa da ogni pianta. Nel 2015 è stato installato un impianto computerizzato ad alta tecnologia utilizzato per garantire un processo di fermentazione e vinificazione ottimale. Di norma, il processo di fermentazione dura 12 giorni. L’affinamento dura, a seconda della tipologia di uva e dell’annata, dai 12 ai 18 mesi ed avviene in pregiate barrique francesi, in una barriccaia a temperatura (15°C) e umidità (83%) controllate. Il tipo di legno utilizzato per le barrique viene selezionato a seconda della tipologia di uva. Al termine dell’affinamento viene composta la cuvée e viene quindi imbottigliato il vino, che dovrà attendere almeno altri 6 mesi prima di essere distribuito. Questo è un vino di spessore, di corpo, che si presenta con un colore che può arrivare al rosso rubino intenso ed ha sentori di frutti di bosco, tabacco e vaniglia.
Claudia Marinelli , Darwin & Food

Tra una chiacchiera e l’altra il tempo vola ed è ora di pranzare nello splendido giardino di ‘Villa Santo Stefano’, dove ci sono tavoli superbamente imbanditi, sparsi tra fontane zampillanti di acqua e alberi abbracciati da boccioli di rosa.

Il nostro pergolato ci protegge un po’ dalla calura estiva che finisce di darci fastidio non appena lo chef Riccardo Santini del Vignaccio ci annuncia il menù della festa: una panzanella di pomodoro e cipolle all’aceto balsamico, una torta lunigiana  d’Erbi di bietole spinaci e rapini, uno sformato di fagiolini e formaggio di Scoppolato di Pedona, faraona, zuppa di porro e patate e a finire un sorbetto al melone per pulire la bocca.

Barriccaia di ‘Villa Santo Stefano’

‘Villa Santo Stefano’ è un borgo incantato che ti strega non appena varchi il cancello all’entrata, dove perdersi e rilassarsi tra lusso e  vini pregiati che danno il meglio riposando a lungo, pronti così per essere stappati e consumati a celebrare un momento speciale, che è sempre quello che vivi e non quello che aspetti!

Enjoy it 

Stefania

Pisa, Wine Event “I Pisani più Schietti 2017”

Pisa, Wine Event “I Pisani più Schietti 2017”

Pisa: since its golden era from the 9th to the 13th century, the city of Galileo Galilei, the father of Modern Science,  has been a sanctuary for Artists, Writers and Poets.

Of course the ideal period to visit Pisa: is in June . This period, known as “Pisan June”, is a celebration of a glorious past, when Pisa was an Independent Maritime Republic. The whole city becomes a spectacle, with concerts, festivals, exhibitions and fairs. Actually Pisa worths to be explored all the year around!

Even in the course of a rainy day there’s something interesting to do in Pisa

On the 25th November 2017  a Wine Event called  “I  Pisani  più Schietti 2017” was held in an old convent ” I Cappuccini in San Giusto” inside the restaurant “Il Giardino del Colombre” . It was organized by the “F.I.S.A.R  of Pisa” (“Confederation of Wine Tasting Experts, Hotels and Restaurants”). “I  Pisani  più Schietti 2017” in its XVIII edition is a Provincial Exhibition of the Best Wines produced from the “Etruscan Coast” to the “Colline Pisane” . There were Local Wineries of Pisa and its Province promoting the vast heritage of autochthonous grapes: SangioveseCanaiolo Nero, Trebbiano Toscano & Malvasia Bianca Lunga . The province of Pisa extends over an area characterized by plains and hills that reach an elevation of 200 metres above sea-leve. Pisa and Its Province’s  best Wines belong to a specific area and are associated with a road that leads gently along green hills in a charming landscape. There are many  family-run Wine Farms : they have changed into businesses and  promote their “D.O.C. Wines” (Registered Designation of Origin) and “D.O.C.G. Wines” (Registered and Guaranteed Designation of Origin)  in Italy and abroad. Between the provinces of Pisa and Livorno exist zones highly suited to winemaking, with the mother of Tuscan coastal wines, Bolgheri, at the centre, such as :

 

 

“I  Pisani più Schietti 2017” included a Competion for the Best  Pisa and Its Province’s Wines  for the categories  therein indicated: 

  1. First Category: White Wines Chianti Colline Pisane”
  2. Second Category : “Chianti Colline Pisane”  ;
  3. Third Category: Red Processed Wines  with a designation of  I.G.T.  (“Indicazione Geografica Tipica”/”Typical Geographic Indication”) ; 
  4. Fourth Category: Red Not Processed Wines  with a designation of  I.G.T.  (“Indicazione Geografica Tipica”/”Typical Geographic Indication”) ; 
  5. Fifth Category: “Vin Santo”, D.O.C./D.O.C.G.  (“Di Origine Controllata” /”Registered Designation of Origin”; “Di Origine Controllata e Garantita“/”Registered and Guaranteed Designation of Origin”).

A special Commission of members of Pisa Chamber of Commerce and of the Municipality of Pisa  awarded the following Wineries :

  1. First Category: “Tre Sassi”, Fontemorsi, Montescudaio
  2. Second Category: “980 AD”, Villa Scaletta di Palaia
  3. Third Category: “Il Sagrestano”, Le Palaie, Peccioli
  4. Fourth Category: Cuore Perduto”, Riccardi Toscanelli, Pontedera
  5. Fifth Category: “Desiderio”, San Torpè

The audience was welcomed in a friendly atmosphere inside the beautiful location  ” I Cappuccini in San Giusto” , the old convent surrounded by a big garden . Despite the pouring rain on , each guest tasted all the Wines guided by the advices of the Wine Tasting Experts. They explained the story of “I Pisani più Schietti 2017” and people in charge of the realization of  “I Pisani più Schietti 2017” were very proud of the quality of the Wines . There was the possibility to order something to eat something local as well. It was a great moment to realize what Pisa and Its Province can offer in terms of Food and Wine  Excellencies. Pisa and Its Province are very proud of its Wine production in a region like Tuscany with wineries of National and International fame scattered throughout the country!

It was time to go home and while  looking out from the window to check out the awful weather conditions, I tried to establish ex post what the Best Wine was for me. My answer was:  “Il Sagrestano”, “Le Palaie”, Peccioli. I visited this charming house farm in Peccioli weeks ago and I was very satisfied with the tasting of its 5 Top Wines. All the 5 Top Wines were fantastic, but   “Il Sagrestano” had a “particular” something.  That same “particular” something that gained it the “I Pisani  più Schietti 2017” Prize and made me buy a bottle of it !

What a better time to prepare a “Carbonara” than that cold  Saturday Evening  at the end of the “I Pisani  più Schietti 2017” !

I went running straigth to a nearby  supermarket . While I was looking for some bacon for my “Carbonara dinner”  , a beautiful lady promoting  the Awarded Red Wine “Cuore Perduto”  fell under my eyes. She was Nadia Pesce,  owner  of  the “Ricciardi Toscanelli Estate “  in Pontedera that produced that special wine. I congratuled her for the Prize, but she didn’t know anything yet! It was so nice to read her happiness in her big green eyes! She was there to share her products with common people in a ordinary day while shopping at a local supermarket rather than with the presumed cream of  Wine Conosseurs!  Actually Nadia , the fashionable entrepreneur of Veneto Region, admitted she always  snobbed Wine Events, because Wine belonged to the hands of farmes ! We went on speaking about her personal history.  Her family moved 20 years ago from Veneto Region to Tuscany to manage that historical plot of land in the heart of Tuscany that today goes by name “Ricciardi Toscanelli Estate “ . In addition to the cultural historic value of  the “Ricciardi Toscanelli Estate “ , the scenic and environmental significance of the area is also notable, which combines the rural character of the agricultural plain and the rich vegetation of the wooded areas of the hills. It has been a great satisfaction to see that Tuscany has a huge heritage in wine-making sector that attracts entrepreneurs from every part of Italy! If Tuscany is a land of great wines, the province of Pisa is no exception. Pisa  is magical, but there’s much more to it than the “Leaning Tower” and its rich art history: there are loads of hidden places  and a fabulous Wine & Food side that should not be overlooked! The wine region around Pisa is called the “Chianti Colline Pisane”Pisa Wine Production has been appreciated ever since the Etruscan period. The Wine Tradition of this area has very ancient roots: references to the wines produced in this hills have been found in fifteenth century writings. Here agriculture and wine-growing were encouraged under the “Grand Duchy of Tuscany” and, according to written testimonies, the excellent wines produced reached the markets of Florence where they had a very good reputation. According to some written sources Pisa’s  “White San Torpè has been produced here since 110 AD. It became a “D.O.C. Wine”  (Registered Designation of Origin) in 1980 and this name was chosen to remember  a Christian Martyr  from Pisa, “San Torpè” . He was a Nero’s soldier , who for his conversion to Catholicism  . His body was  abandoned on a boat with a dog and a rooster . After a long sailing, the boat landed at a village on the French coast, which was then named for him: “Saint Tropez City”. San Torpè’s head is still kept in the Pisan Church dedicated to himPisa’s  “White San Torpè D.O.C.” is typical of several municipalities in the province of Pisa and in one municipality in Livorno. It is produced from  “Trebbiano Toscano Grapes” (minimum 75%) and it is also produced in the two versions of “Vin Santo ” and “Vin Santo Riserva”.

 

The Cuisine in Pisa and its Province offers lots of variety and taste. It is famous for  grain, olives.

There  are lots of  restaurants in the historic center of Pisa . They offer typical dishes and products:  “Monte Pisano Olive Oil”, “Pecorino Cheese”, “Parco di Migliarino Lamb”, “Pisan Beef”, “San Miniato Truffle”, “Pine Nuts”,  “Pisanello Tomatoes” and so on.  Pisa’s Cuisine varies from fish (eel, octopus) and seafood specialties to game dishes.  As far as desserts, a particular mention goes to “Torta con i Bischeri”, a pastry based tart filled with rice cooked in milk and flavored with lemon, vanilla and nutmeg with the addition of chocolate pieces, candy fruit, raisins and maraschino liqueur. Vegetables grow in abundance here, given the mild climate of this part of Tuscany, and are used mostly to make quiche and frittatas. Beans are widely used. Pisa is famous even for its Chocolate Valley” a place located between Pisa, Pistoia and Prato where you can find some of the best Italian chocolatiers. Starting from the Pisa Province, in Pontedera, there is the historic “Amedei” chocolate maker, winner of numerous awards, including the “Golden Bean Award” from the “Academy of Chocolate in 2013” while in “Cascine di Buti” you can find “Torrefazione Trinci” and its great chocolate tablet. Travelling around Pisa you can find a very Special Kind of Honey: it’s an  organic honey with its unique seaside aroma. It’s produced in the coastal park of Migliarino di S. Rossore Massacciucoli. The bees are kept in wooden beehives, which are spread out across the sand and naturally protected by the dunes. The area surrounding the hives is uncontaminated and rich in Mediterranean vegetation.

 

I’m starving now by dint writing about Food & Wine! Now I leave you with an  easy Tuscan Recipe “Pappa al Pomodoro”  (made of stale bread,  peeled tomatoes, garlic, basil and olive oil) that you could combine for example with one of those incredible  Tuscan Wines already mentioned! Try to guess which one is the best ! Now it’s your turn!

Enjoy it !

Stefania