Giuseppe Benanti, Etna: la Sicilia che vorrei. Parte I

Giuseppe Benanti, Etna: la  Sicilia che vorrei

L’Italia è, di gran lunga, il Paese con la maggiore diversità vinicola al mondo, ampiamente superiore ai sui diretti competitor come Francia e Spagna, secondo gli ultimi dati dell’ OIV (Organizzazione Internazionale del Vino e della Vigna).

Tutte le regioni italiane vantano produzioni vinicole degne di nota, con punte di eccellenza nella magica Sicilia, mia terra natia, e nella bella Toscana dove attualmente vivo e lavoro. Precisamente a Pisa mi occupo con passione del mio blog www.WeLoveItay.eu, per parlare della Sicilia e della Toscana, e del loro eccezionale Patrimonio Culturale, Artistico, Paesaggistico  ed Enogastronomico. Curiosa come tutti i  Sommelier, un anno fa  galeotto fu uno dei tanti  momenti di Wine & Food  trascorsi con il  mio gruppo AIS di Lucca per innamorarmi di due dei Vini della Cantina Benanti“Rovittello Etna Rosso DOC” (Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio) e “Pietra Marina Bianco Superiore ”  (Carricante) . Fu così che conobbi, da neofita nel mondo enoico,  un patrimonio straordinario, quello Vitivinicolo  dell’Etna.

Giunse il momento di conoscere meglio la Cantina Benanti, un’azienda nota in tutto il mondo, che parla di sé senza fare rumore, arrivando dritto al cuore. 

Come fare? Quale migliore occasione del  Vinitaly 2018 ! Proprio a Verona, città dell’amore, al Vinitaly 2018 , manifestazione internazionale dedicata al mondo del vino, Giulietta incontrò Romeo! Allo Stand Sicilia seguì i segnali di fumo della “muntagna” , l’Etna, che mi portò direttamente alla Cantina Benanti. Il sogno si tramutò in realtà. Guardai le stelle e mi abbagliò la luna: Giuseppe Benanti e  i figli Antonio e  Salvino oscurarono, con la loro classe innata e l’eleganza dei loro vini, tutti gli altri nettari presenti alla fiera in un’uggiosa domenica di Aprile.  Iniziai e conclusi  il mio primo viaggio al Vinitaly 2018 con una grande esperienza umana e “divina” alla Cantina Benanti! Mi accolse il sorriso di Antonio prima e di Giuseppe  dopo, che trovarono il modo di dedicare del  tempo anche a me, insieme a una folta schiera di Wine Lovers, giornalisti e buyers. Ciò mi colpì tantissimo. Si presero cura di me , senza fretta. Raccontarono la storia della loro famiglia, del loro legame profondo con la terra, con la gente e la Sicilia, del loro percorso professionale in Italia e all’estero, dei loro successi, delle loro difficoltà. Mi fecero degustare  i loro vini Etnei,  superbi , con caratteristiche di forte tipicità , che una volta assaggiati, tra rossi e bianchi,  tirarono fuori incantevoli  ricordi della mia Isola Mediterranea. E la mia mente andò indietro nel tempo in una parte profonda di me fatta di: estati calde,  mare cristallino, feste natalizie in famiglia, calore umano, luoghi cari.  E ancora una volta la Sicilia mi emozionò attraverso la degustazione degli antichi vitigni autoctoni dell’Etna, tra i quali il Nerello Mascalese, il  Nerello Cappuccio  e  il  Carricante , da cui provengono le  migliori  etichette della Cantina Benanti:

La  Cantina Benanti fu protagonista della “Rinascita dei vini dell’Etna”, prodotti di un territorio con caratteristiche pedoclimatiche uniche al mondo: diversa altitudine ed esposizione solare, grandi escursioni termiche, età avanzata dei vigneti (spesso pre-fillosserici) varietà d’uva (Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Carricante, ecc.), suoli vulcanici ricchi ed eterogenei per composizione . Giuseppe, Antonio e Salvino  lavorarono per primi  con amore i frutti generosi del territorio Etneo, ridisegnandolo e potenziandolo con ingegno e perfezione, esempio lodevole di “Viticultura Eroica” alle pendici dell’Etna.

Le favole finiscono ma quello con la  Cantina Benanti non fu l’ultimo capitolo della mia storia “divina” .

Durante le vacanze estive a Licata (AG), mia città natale, il mio primo pensiero fu quello di visitare finalmente la Cantina Benanti a Catania. Purtroppo mancavano pochi giorni al mio rientro in Toscana e non ebbi logisticamente la possibilità di spostarmi. Sapevo che non potevo andarmene senza fare qualcosa. Così presi coraggio e inviai per e-mail una richiesta formale al Cavaliere Giuseppe Benanti , in cui l’unica cosa chiara fu  il desiderio infinito di raggiungere a qualsiasi costo la  Cantina Benanti e di ascoltare la storia della loro famiglia, per poi riportarla nel mio blog  www.WeLoveItaly.eu . Mi resi  conto che si trattava di un’impresa quasi impossibile, però la fortuna premia gli audaci! Con mio grande stupore e gioia si trovò una soluzione per intervistare il  Cavaliere Giuseppe Benanti. Il cavaliere Giuseppe Benanti, essendo un amante della cucina raffinata, accettò il mio invito a cena Licata, osannata ovunque per uno dei suoi ristoranti preferiti “La Madia” dello chef  due  stelle Pino Cuttaia. L’occasione giusta per fare due chiacchiere sulla Cantina Benanti !

Un sabato d’Agosto aspettai il Cavaliere Giuseppe Benanti al Falconara Resort, per un aperitivo sotto un sole pomeridiano ancora cocente, tra palme, ibiscus, un mare africano e un castello imponente  che fece da sfondo a un incontro speciale, quello con il cavaliere Giuseppe Benanti.

Il cavaliere Giuseppe Benanti ruppe subito il ghiaccio con una raffinata semplicità, rammentando la nostra prima conoscenza al Vinitaly 2018 e si iniziò così a conversare davanti a due bicchieri di Noblesse , Metodo Classico di  Carricante  in purezza. Il cavaliere mi chiese di dargli del tu, mi mise subito  a mio agio, perché vide quanta  felicità traboccava dal rossore del mio viso. Forse per paura che svenissi,  Giuseppe , gran maestro della favella ma al contempo schietto, mi fece cenno di sedermi e di deliziarmi con un altro bicchiere dello spumante etneo per riprendermi! Al fresco di un secolare albero di ulivo, prima che il pomeriggio cedesse il passo alla sera, Giuseppe iniziò a raccontarmi di lui, della sua famiglia, della sua azienda, dei suoi vini, dei suoi amori, delle sue passioni, della sua terra, dei suoi viaggi, della sua vita , di cui ne ha fatto inevitabilmente un vero capolavoro. Io ero lì ad ascoltarlo, incantata,  pensando che la  Cantina Benanti è la Sicilia che vorrei: una terra fatta di uomini che collaborano, che lavorano duramente per valorizzarla con passione, con immenso amore, rispettando le tradizioni ma con uno sguardo verso il futuro.

Giuseppe Benanti imprenditore catanese nel campo della farmaceutica da generazioni, Cavaliere del Lavoro, ed Accademico Aggregato dei Georgofili, fece di  una antica passione di famiglia per il vino un punto di riferimento ed un fiore all’occhiello per l’intera economia del  territorio Etneo e Siciliano.

Tutto iniziò quasi per caso a fine anni’ 80 al Picciolo Golf Club di Castiglone di Sicilia. Giuseppe, a pranzo con un amico medico Francesco Micale, rimanendo insoddisfatto di un rosso ordinato al tavolo, scommise che si poteva e si doveva fare di meglio in fatto di vini a Catania, sull’Etna, perché era un luogo ricco di grandi potenzialità. Giuseppe, uomo di mondo, sofisticato, abituato al meglio, ma anche profondamente legato all’isola, tornando in patria, non  si accontentò certo di  bere vino mediocre! Giuseppe cominciò così a cercare quel qualcosa in più che gli altri non furono in grado di vedere. Un visionario dall’ animo inquieto, che nel giro di pochi anni realizzò il “Rinascimento” dei vini Etnei, da molto tempo anonimi e offuscati dal modaiolo Nero d’Avola. Giuseppe portò l’eccellenza dell’Etna in un bicchiere valorizzandone le varietà autoctone! Si avvalse di un equipe di autorevoli personalità dell’ Enologia provenienti dalle Langhe e dalla Borgogna: rispettivamente Salvo Foti, punto di riferimento per il movimento del vino sull’Etna, Rocco di Stefano dell’Istituto di Enologia di Asti, e Jean Siegrist, professore di Enologia all’ Università di Beaune. Giuseppe fu  un pioniere, intravide una punta di diamante laddove gli altri fermarono lo sguardo su uno strato di carbone. Giuseppe ebbe un’intuizione importante  che  poi diventò una filosofia di azienda: impiantare i Vitigni Etnei Autoctoni su più versanti e contrade del Vulcano , ognuno con differenze ampelografiche e di  terroir notevoli e oggettive, per portare il  potenziale del territorio dell’Etna nella produzione di  vini autentici ed eleganti. 

Giuseppe  capì che bisognava puntare a Nord dell’Etna per i rossi autoctoni,  quali il Nerello Cappuccio, il Nerello Mascalese: così il primo polo dell’azienda nasce nel 1988,  a Castiglione di Sicilia  con l’originario nome  di “Tenuta di Castiglione”.

Per i bianchi autoctoni, quali il Carricante, Giuseppe mira a Sud dell’Etna, a Milo  . Dopo nel 1994  Giuseppe lavorò per conto di terzi l’area vitivinicola a  Santa Maria di Licodia (Etna sudovest), e poi finì per allagarsi fino a  Monte Serra a Viagrande (Etna sudest), zona del nonno di  Giuseppe, riprendendo con ben altra visione l’attività amatoriale di famiglia avviata qui alla fine del 1800. Giuseppe  investì tutto e subito con decisione su tali varietà, effettuando circa 150 prove di micro vinificazione e valorizzando sia i tradizionali assemblaggi tipici della DOC Etna Rosso (Nerello Mascalese più Nerello Cappuccio) che i monovitigni, all’ epoca una vera rarità. Nel  giro di pochi anni la Cantina Benanti ispirò diversi produttori giunti in seguito sull’ Etna e diventò in breve tempo  un  distretto vinicolo di eccellenza. Dal  2000 a oggi la Cantina Benanti contribuì  ad incrementare ancor di più la visibilità e la conoscenza dei Vitigni Autoctoni Etnei, e si evolse attraverso importanti tappe aziendali. Tra queste:

  • 2003 primo spumante metodo classico dell’Etna da uve Carricante;
  • 2010 selezione ed ottenimento del brevetto di quattro lieviti autoctoni, ancora oggi, esempio unico sull’ ’Etna. 

Nel 2012 al  Giuseppe si affiancarono a tempo pieno i figli Antonio e Salvino, classe 1974, reduci da esperienze accademiche e lavorative di diversi anni all’estero e poi in Italia. Antonio e Salvino interpretarono con ancora maggiore focalizzazione e rigore la filosofia aziendale ed agirono da subito con grande decisione facendo scelte importanti.  Di questa seconda parte della storia della Cantina Benanti , Giuseppe mi propose di parlarne da loro in cantina a Catania! 

Si era fatto tardi e Giuseppe ebbe giusto il tempo per concludere la nostra interminabile conversazione sulla Cantina Benanti e sulla vita a cena in un altro scenografico ed eccellente ristorante di Licata, la Bottega del Relais Villa Giuliana. Un piatto gigantesco di crostacei freschi serviti su ghiaccio e una bottiglia di “Seleziona di Familia di Cantine Milazzo” fu l’unica cosa capace di far scendere improvvisamente il silenzio. La notte calò e la carrozza andò via insieme a Giuseppe, un Cavaliere Siciliano nel senso più romantico e grande del termine.

To be continued….

Enjoy it! 

Stefania

Valencia with my family

By far one of the most beautiful trip was the one in Valencia with my family. Valencia was a perfect place for our summer vacation and had a lot to offer ! Thanks to its dynamism and geographical location, the charming city of Valencia is the ideal destination  for all ages and tastes! Valencia has it all: beaches, parks, and great food. That’s pretty much everything you need to make your trip perfect, right? The best advice, I  can give you is: plan ahead!

In the vast country of Spain, Valencia is adorned to be the third largest city. It is one of the autonomous communities of Spain, being part of the “Comunidad Valenciana” which consists of three provinces namely: ValenciaAlicante and Castellón. It is a port city located in the east of Spain about three miles from the Turia River and is flowing directly to the Meditarranean Sea. Valencia is comprised both of natural landscapes and man-made architecture. Mostly, Valencia is composed of mountainous peaks, fertile valleys, terrains and marshlands. What gives Valencia a remarkable sense of beauty is: its Mediterranean climate, lot of palm trees, flowers and fauna everywhere in contrast with its  fountains, buildings and cobbled streets.  

Valencia is a large and sprawling city. So if you have a limited amount of time and would like to soak up some of the history of the city, it is best to book an accomodation in the old town like we did in Plaza del Ayuntamiento. This area is exciting , it’s not only full of nice restaurants, shops and pubs, but it’s also the home of important historical buildings we visited. Come with me! 

Top Buildings to visit in Valencia

Valencia is one of Spain’s most important cities and it boasts a long and interesting history. Its influences are taken from a variety of sources including the Moors, Christians and Romans. This is all reflected in the architecture and atmosphere of the city. The Golden Era of Valencia is said to be during the XIV and XV  centuries in Valencia. This was a time when the economy flourished due to agriculture and maritime trade. This meant that lots of emblematic buibuildings were constructed during this period:

Another period that is of significance to Valencia history is the creation and continuation of Modernism. This is an architectural style that was pioneered by the likes of Gaudi in the XX century. It can be distinguished by its use of organic forms (many influences are taken from nature) teamed with Art Nouveau styles. Valencia is one of the Spanish cities with a fair number of Modernist buildings. Buildings that are of note include: 

Last but not the least! 

In our list of planned things to do

  • “Bioparc”  Valencia: great ZOO that’s not too small or too big ;
  • the “Oceanographic”: Europe’s largest aquarium. More than 45.000 species from the sea: belugas, penguins, seals, and sharks live here; 
  • the” Malvarrosa”: it  is a typical family beach with numerous activities to choose from: playground, volleyball, showers, car park, shops, and restaurants;
  • the “Garrofera”: it is  a quiet beach- secluded with not many facilities – so don’t forget to pack juices and snacks!

 

Valencia, the Food & Wine lover’s paradise

There’s something for everyone in the Spanish city of Valencia. It’s   also a Food and Wine lover’s paradise: restaurants and bars fill the city’s streets and the markets are a destination in themselves. You can find all the  tipical dishes in “El Mercado Central”. It is located in the  Old Town, and i’ts the biggest market of fresh products in Europe,  where a lot of the city’s inhabitants buy their groceries. Relax and imagine to taste all these tasty specialities: 

It’s difficult to eat badly in Valencia, frankly. You could eat different dishes every day in Valencia . As well as rice, a fabulous range of vegetables is grown in the countryside around the city, so you get great local produce in restaurants. And being right on the Mediterranean, the fish and shellfish is really fresh too. My favourite local  restaurants are: 

This city is gorgeousIt’s warm and it’s beautiful and it’s interesting. It’s historical and filled with culture but also modern and filled with young creativity. I knew the city was in Spain and something about Valencia Oranges  And that’s it. Yep, that’s everything I knew about Valencia. If I knew what I know now I’m 100% sure I would have come sooner. Valencia is gorgeous! Valencia is my kind of city. It’s small enough to walk or cycle around but big enough that there’s a long list of things to see and do. There’s something photogenic at every turn. Sometimes it’s an incredible monument, a beautiful bridge, a spellbinding church, a colourful market, a delicious meal, cool street art or simply an old bloke drinking his coffee and looking so impossibly Spanish.I think one of the reasons I’m loving Valencia so much is because I hadn’t expected it to be sobeautiful. 

A special thanks to my Mam & my Dad for these unforgattable days ! 

Enjoy it! 

Stefania 

Giulio Adelfio: un giovane artista a Termini Imerese

Giulio Adelfio, classe 2000, è un giovane e talentuoso Artista di Termini Imerese,  cittadina sul Golfo di Palermo. 

Giulio, come è nata la tua passione ? 

<< La mia passione è nata insieme a me, ed è andata avanti nel tempo. Sin da quando ero piccolo, sono stato circondato dall’amore per tutto ciò che era bello: la cucina, l’arte e la cultura. Ho preso le prime matite colorate da piccolo e ricordo il mio primo lavoro, un ritratto a carboncino di mia cugina Cinzia, che mi ha sempre ispirato e incoraggiato, insieme a Norma, mia cara amica di Napoli, e i miei grandi artisti: Milo Manara, Andy Warhol, Salvador Dalì e molti altri. >>

Come artista, che percorso hai intrapreso fino ad oggi? 

<<Il prossimo anno, se Dio vuole, mi diplomo e finalmente avrò più tempo per dedicarmi alla mia passione: la pittura e la scultura . Fondamentalmente, sono un autodidatta e cerco di approfondire le tecniche artistiche attraverso dei corsi particolari. Tempo fa ho fatto un corso all’Accademia del Fumetto di Palermo, e ultimamente sono stato a Milano per un corso di una settimana all’Accademia  “Naba “, esperienza emozionante perché mi ha dato la possibilità, tra le altre cose, di accedere direttamente all’università “Nuove Tecnologie per le Arti Applicate” senza fare test di ingresso.>>

Cosa fai oggi come artista a Termini Imerese? 

<<Cerco di sfruttare le splendide occasioni che mi sono capitate. In prima linea parlo di Piero Macaluso. Si tratta del proprietario del Teatro Zeta di Termini Imerese , che  mi ha commissionato delle scenografie per i suoi splendidi spettacoli e grazie al quale ho fatto una esposizione personale di quadri a tecniche miste nella sala ” Juliano-Mer-Khamis” del teatro. Altra cosa importante la nascita del mio gruppo culturale e multiartistico “Nchio Pittio” il cui scopo è quello di avvicinare artisti diversi sotto uno stesso tetto! A Settembre 2018 , in occasione della stagione teatrale del Teatro Zeta di Termini Imerese, ci sarà un nostro evento chiamato “Il Colore dell’Arte”, una collettiva che ha come tema il teatro. 

 

Cosa vuoi fare da grande, Giulio? 

<<Non lo so ancora, lo voglio scoprire ! Perché oggi l’arte è in continua trasformazione e non so dove la mia passione porterà>>

Grazie Giulio e ricordarti che io c’ero ! 

Tenute Delogu: Alghero in un Bicchiere

"faremo scherzi al vento

lo chiuderemo in una stanza

ma promettiamo di liberarlo 

se ci aiuterà a volare" 

P. Marras

Andare ad  Alghero, è come essere in "compagnia di uno straniero" , parafrasando una famosa canzone di Juni Russo : ti innamori e hai voglia di ritornarci! A Luglio, in  meno di un'ora di volo da Pisa, attero per la seconda volta ad Alghero, per riprendermi il cuore lasciato in questo gioiello incastonato nella "Riviera del Corallo" a  Nord Ovest della Sardegna . Ancora ebbra dei paesaggi, della gente, dei colori, degli odori, e del vino,  sorseggiando un calice di Chelos, vi racconto una bella  storia: Alghero in un bicchiere! 

Piero  le Tenute  e i Vini Delogu

Piero Delogu  viene a prendermi all'aeroporto di Fertilia Alghero . In pochi minuti  raggiungiamo il  suo splendido Wine Resort le  "Tenute Delogu"dove ci aspetta il figlio Lorenzo, per continuare una chiacchierata tra amici iniziata con Valeria Crabuzza, manager di "Alghero Conciergie", all'hotel Carlos V di Alghero , in occasione di una degustazione dei vini d'eccellenza dell'inesauribile imprenditore sardo. Piero , classe 1962, nasce a Ittiri , Sassari, inizia la sua carriera lavorativa alla fine degli anni Ottanta.  Partendo da zero, Piero si dedica alla produzione di  impianti all'avanguardia di mungitura degli ovini. Nel giro di pochi anni raggiunge un grande successo e reinveste quanto guadagnato nella realizzazione dell'azienda "Carpenterie Metalliche" (attività di progettazione sviluppo e realizzazione di strutture in profilati di acciaio), nell'acquisto di dieci ettari di zona industriale e nella costruzione di appartamenti da rivendere a Olmedo. Questi sono alcuni dei  capitoli della vita di Piero, raccontanti  con un gran sorriso lungo un tragitto in macchina verso la  sua elegante bottaia, e i primi di un libro che hanno poi per protagonista la  passione di famiglia: il vino. Il salto dalla realtà al cinema, per narrare con ironia delle gioie e dei dolori di una cantina vinicola sarda è in "Bianco di Babbudoiuou".  Si tratta di un film comico del 2016,  girato in parte nelle "Tenute Delogu" , diretto da Igor Biddau , con l'esordio cinematografico del trio comico Pino & gli anticorpi e la partecipazione della esotica Caterina Murino. Tutto 'made in Sassari' !

Nel 2004 nasce "Tenute Delogu" : da 5  ettari di superficie vitata sotto il  Nuraghe di Palmavera a 20 nel 2008 tra le campagne dorate e pianeggianti  della Nurra e il mare crsitallino di Alghero, la cui brezza soffia gentile in una zona dove la coltivazione della vite è una tradizione dai tempi dei tempi. Si tratta di un terreno con caratteristiche uniche per la viticoltura, con i suoi inverni miti ed estati ventilate.  Ed è proprio in questo territorio, fatto di argille rosse, calcare e ricco in minerali, che si adagiano i filari (allevamento Guyot) di Vermentino, Cannonau, Cagnulari, Merlot, Cabernet e Syrah. Vitigni autoctoni e internazionali di grande pregio che Piero cura personalmente insieme al giovane enologo Antonio Puddu e la consulenza esterna di Piero Cella ( della scuola di Tachis!) .

Un patrimonio straordinario e Piero ne ha subito  capito il valore e lo ha lavorato con amore: l'attaccamento alla sua Terra, il suo  instancabile lavoro e quello dei suoi preziosi collaboratori sono racchiusi nei suoi vini e nei  nomi delle 6 etichette dell'azienda vinicola (circa 100 mila bottiglie annue): "Ego", Cannonau in purezza, "Geo" riuscitissimo blend di Cannonau, Cabernet e Syrah, "Cagnulari" pregiato vitigno autoctono,  "Ide" Vermentino maturato in botti per un anno, "Die" Vermentino di Sardegna DOC,"Chelos" spumante di Vermentino e Chardonnay (Metodo Charmat).

7 giorni in Paradiso: Tenute Delogu

Piero e Lorenzo mi accolgono come se fossi di famiglia. La mia vacanza  inizia sotto un sole cocente di Luglio nell'orto delle "Tenute Delogu", ettari di terra in cui sono coltivati e allevati  tutti i loro prodotti a km 0!

Allievo la calura estiva con  una doccia fredda nella mia camera "il Grappolo", arredata con gusto e dotata di tutti i comfort, un tuffo nella magnifica  piscina tra palme e cicas ed è ora di cena. Mi incammino attraverso un percorso di fiori e statue in pietra.  Una luna gigante e il sottofondo delle cicale mi accompagnano fino al ristorante della "Tenute Delogu", composto da una sala interna ed una esterna su prato, una  location immersa nel verde alle quali fanno da cornice delle scenografiche cascate. Conosco Vincenzo il cuoco, un signore gentile, che mi anticipa il menù della cena, senza svelarmi però i segreti della sua cucina. La tradizione sarda in tavola, tra vini superbi e tavoli sapientemente imbanditi: antipasti di verdure, gnocchetti sardi e  'culurgiònes'  (gnocchi di patate con formaggio e menta) al sugo di pomodoro fresco, basilico e pecorino, 'porcheddu' con patate, e in fine il mirto ! Piero e Lorenzo mi guardano con aria soddisfatta, perché faccio fuori tutto compiaciuta! Si fa tardi e gli ospiti della sala tornano a casa loro con un'aria leggera di chi è stato bene. Piero e Lorenzo continuano il romanzo della loro vita. Passione, costanza, perseveranza,  duro lavoro, attaccamento alla terra, rispetto delle tradizioni,  modernizzazione strutture aziendali, amore per la gente: gli ingredienti del loro successo. Incredula di quanta bellezza ci sia in ogni gesto loro, mi sento per un attimo come la protagonista di una favola, in cui c'è sempre qualcuno che ti fa felice, protegge e ti mette prima di ogni altra cosa, fosse anche la più urgente. L'attenzione ai dettagli fa la differenza e io l'ho provato sulla mia pelle! Ascolto con grande ammirazione un padre e un figlio che portano avanti il loro progetto di vita , e con molta naturalezza mi rendono partecipe di questa gioia tra una telefonata e l'altra, mille pensieri per iniziare la giornata a seguire, compreso il mio tour !

Non ho con me un orologio, e la sveglia per alzarmi  la mattina alle "Tenute Delogu" non serve. Apro la finestra e davanti a me lo spettacolo in prima fila di una natura rigogliosa. Colazione, e giro per le tenute: parcheggio  molto ampio, spazi immensi costellati da due blocchi di appartamenti nuovi del residence,  cantina e  vigneti. Cerco un po'  d'ombra e la trovo sotto una folta  bouganvillea , leggo la mia guida sulla Sardegna e sogno di percorrere  tutta la costa Nord Occidentale , perché la posizione della tenuta a tal proposito è strategica. Seguitemi!

10 Posti Top da non perdere

  • Pranzo con famiglia sarda:  patrimonio dell'UNESCO! Piero conosce tutti ed è di casa ovunque! Non riesco a non divorare spaghetti al tonno con gamberi freschi, parago con patate, insalata di polpo, tre tipi di formaggio,  "casu marzu" compreso, e vassoi di dolci infiniti!
  • Bombarde, Spiagge: un chilometro di sabbia finissima affacciata su un mare azzurro, rallegrato  dalla dolcissima Annapaola, che prepara le cozze cotte al carbone nel suo lido. Indimenticabile;
  • Stintino:  il profumo della salsedine si respira da lontano  e fa venir voglia di tuffarti a mare. Un mare, quello di Stintino, che una volta scoperto, assaporato e vissuto, non ti lascia più!
  • La Pelosauna spiaggia tropicale  con un mare turchese sul  Golfo dell’ Asinara; 
  • Cala Mugoni: a ridosso di una pineta si trova questa baia di sabbia bianca calda e mare blu , nei pressi di Porto Conte;
  • Fertilia: fondata nel 1933 con lo scopo di diventare il centro economico amministrativo di tutta la zona rurale della Nurra di Alghero, colpisce per la sua terrazza severa  prospiciente un porticciolo;
  • Sugheria di Suni: piccolo centro in provincia di Oristano, noto per la produzione di sughero e malvasia;
  • Bosa: un incantevole e affascinante borgo mediterraneo fatto di case colorate, dove tradizione e modernità si fondono;
  • Alghero:  catalana, superba e altezzosa che ti abbraccia e non si fa scordare con i suoi paesaggi mozzafiato, le strette viuzze piene di storia, e un mare tra i più belli che abbia mai visto;
  • Ristorante "Sa Mesa" ad Alghero: per capire ed assaporare in fondo il meglio della Enogastronomia Sarda, con  una cucina tipica rivisitata e  la ricerca dei migliori prodotti locali.

L'unico rimpianto quello di non cogliere i segni del destino, del  mio volo di ritorno cancellato per i soliti disagi della Ryanair . Riparto per la Toscana. Qualcuno forse vuole che rimanga  più a lungo ad Alghero e alle "Tenute Delogu". Quel fine settimana mi perdo il concerto dal vivo di Piero Marras , un famoso cantautore sardo,  in occasione dei suoi 40 anni di carriera, un grande artista a cui Piero, dedica una Magnum di Geo , come fa  anche con il gruppo dei  Tazendas. E insieme ai musicisti e i poeti,  Piero canta della sua Sardegna attraverso l'Arte del suo Vino.

Grazie Piero &  Lorenzo.

Enjoy it! 

Stefania

 

Alghero: a DiVine Trip

“…L’ Alguer de sempre se vanta
de ésser país català,
la ginqueta me vol recordar,
a mi ella me canta…”

 

There are places where I want to go without knowing why. Alghero, in Northen Sardinia, is one of these. 

It all starts out with an urge to be somewhere that I’m  not. I travel for several reasons, but even just a short vacation to the beach or an unfamiliar city can serve as a  kind of escape.  I often loosen up, allowing for  learning. I push myself forward in new cultures, try new things, get myself into uncomfortable situations, and find out the best part of me. It is easy to get high off the sense of anonymity that can be experienced while travelling. It doesn’t matter if it’s for a weekend  or a year long trip, if nobody knows me, I  often feel free to break out of my  shell.

I remember when I started planning my first trip to Alghero, which is only 40-minutes flight from Pisa on  Ryanair , I had no idea what I was doing! 

I wanted to get lost in Alghero, but at the same time, I didn’t want to miss the most beautiful things of this unique pearl of the “Coral Riviera”. I thought it might be impossible for me to arrange everything  by simply  following  my guidebook for two days! I had to try something different. I searched the Web for information about Alghero. I just needed someone special to hold my hand and show me the way.  That’s why my first choice was Valeria Crabuzza, Managing Director & Founder of  Alghero ConciergeValeria was the first person I turned to for tips and information about Alghero, and she was always prepared to offer help and understanding. Before my departure for Alghero, I contacted Valeria by mail and then by a phone call. Valeria provided me with outstanding concierge services creating my tailor-made holiday in Alghero. She provided me  with  free advice on accommodations, holiday activities, cultural events, archaeology sites and  other services.  Thanks to Valeria, I saved a great deal of time and effort researching and comparing on the net. I simply told Valeria my  preferences and I packed my bags!  Valeria was my Good Angel in Alghero , a paradise just a few steps from home! Valeria made me fall in Love with Alghero . Now I long to return to this enchanting place!

1st Day, Tuesday , 12th June 2018

I landed in Alghero’s Fertilia Airport on the 12th June 2018.  There were only 6 kilometers from Fertilia Airport to the city centre, a short trip of less than 15 minutes drive. The airport is  well connected with the major Italian and European airports with low cost flights the whole year round. If you don’t want to drive or if you don’t want to rent a car, the city has an excellent transport service to and from the airport. 

It was lunchtime and I reached Alghero’s Old Town  where I met Valeria at Alghero Concierge, her  Holiday Counsultancy and Tourist Services Office in the heart of the city. Valeria was my “Welcome to Alghero” , the best a traveller can wish.  Valeria was charming-a true Mediterranean Beauty. The gentle nature of her soul, was reflected in her love for Life and for the History and Tradition of her beautiful Island.  After my arrival in Alghero at midday and my interview with Valeria, I was excited to  uncover and bring to light  what she reserved . It was incredible, and  Valeria did an incredible job to ensure a perfect vacation in Alghero which covered all my requests. First of all it was very easy for me to visit all the best parts of Alghero , because Valeria booked a nice room  for me in  the b&b “Benebenniu” in Via Carlo Alberto,70,  the carrer major of the medieval town: it was a Bed & Breakfast nestled in the heart of Alghero’s Old Town.  It was in a very  central location  in Alghero among its cobblestoned streets (no heels, but comfortable shoes!), few steps away from the picturesque Sea-Front Promenade, the Bastioni and the Towers. Bus station, harbour, city beach, all the best bars and restaurants were all in the immediate proximity.  After having unpacked my bags, I walked around Alghero’s main streets, having all its Beauty around me , just in the area where I stayed.  I took terrific photos of all that drew my attention and sensitivity . I explored each corner  of Alghero , in any direction from the bottom towards the top and the from left to right! I went on strolling till the afternoon, when Valeria picked me up by car , leading me out of Alghero toward a breathless itinerary : from Punta Negra, Bombarde, Lazzaretto, Cala Dragunara to the final and gorgeous destination of  the Protected Area of  Capo Caccia. I enjoyed the awesome scenery and admired the spectacular landscapes of the -North-Western tip of Sardinia. I was enough lucky  to watch the sun dipping down in the blu sea among its impressive cliffs and to hear the seagulls crying out . As soon as I ridiscovered Nature in all its glory,  Valeria remembered it  was time to go away!  On the road back to Alghero, while I was thinking about that dreamy holiday,  Valeria explained the value and the importance of those places and the story of her life!  

Valeria was born her in Alghero  where she spent the first nineteen Years of Her Life before travelling abroad to work in Hospitality.

Initial economic hardships during her childhood didn’t stop Valeria cheerful and strong  temperament, but strengthened her character and  her spirit of adaptabilty. Valeria reflected on  those hard days with a smile, because they made her grow. Valeria has got a brother, Francesco, and a sister Claudia , who eventually became a very well-known Italia songwriter. Claudia Crabuzza won the prestigious Music Award  “Targa Luigi Tenco 2016” (Minority Languages Category) for Best Album in “Algherese” Dialect . She  worked  as author and interpreter with many famous national artists such as the most popular Sardinian ethno-rock band Tazenda, Pippo Pollina, Mirco Menna, Il Parto delle Nuvole Pesanti, and others . Valeria graduated from the professional hotel school of Alghero and started working in the field of tourism in Italy, Switzerland, Egypt and on  Canouan Island (Eastern Caribbean). She was inevitably drawn back to her native land . Valeria  wished to combine her experience, her local knowledge and love of Sardinia, her passion and her positive attitude to best welcome and assist anyone coming to visit Alghero and the north-west coast of Sardinia. On her personal note: she is married and had two wonderful children. The love story with her Egyptian husband  Ehab Rashwan , a pro-active hospitality professional with over 25 years in the hospitality industry , is another incredible and long chapter of her life ! I hope you will have the chance  to listen to it , when you are her guest! 

That one hour drove to Alghero with listening to all  Valeria‘ s tales  astounded me, because it seemed so familiar. 

The  sunset was unforgettable . The artificial lights of the lamps adorning Alghero transformed this noble city in an elegant living room. The closed shops were making the way for the night-loving people. I felt the infinity poetry which emanated from this peaceful and ordered city, but at a certain moment all that enchantment was suspended by my rumbling tummy that looked forward to the dinner time. Soon after  Valeria and me seated  comfortably on a terrace of   the casual “La Botteghina” restaurant . She said it was the right place for tasting local fresh Food &  Wine and it was true!   A friend of Valeria, Carlo Deffenu, a very polite person did the honours. He was a lovely worker there and an Italian writer as well, who proposed a vast range of pleasures! I had typical Sardinian Food & Wine:  a sparkilng  “Vermentino” called “Sessantaquattro” paired with a mussels soutè,  “fregola “ (it’s a type of semolina-based pasta) with seafood,  and “culurgiones” (pasta filled with boiled potatoes, extra olive oil, pecorino cheese, garlic and  mint ) with tomatos sauce and parmisan, best new dish I ever had in the last period! The night was flowing slowly while Valeria was entertaining me with all her knowledge  about Alghero . I was totally immersed in all those stories: a journey in the past of  Alghero, and an understanding of its present, a multifaceted world of an island within  the island that is trying to grow and to improve despite the cumbersome Italian Political system and the closed-shop mentality of the major part of its  inhabitants. By the way, I realized  that Alghero  is considered one of the most charming towns of Sardinia. Ryainair flies  at least here twice a day. Take this as an opportunity to explore some of the amazing Art the city has to offer. Alghero is the perfect blend of History, Gorgeous Beaches, lovely Food & Wine, Traditions and so much more. The town provides excellent hospitality for a constant flow of tourists, with a range of entertainments, facilities and nightlife that is ideal for young and old alike. 

Alghero was inhabited since prehistoric times, and  was founded by the Genoese in the 11th century. For many years, it was controlled by the dynasty of the Doria family, despite a brief period of Pisan domination in 1283 and 1284. Many different conquerors launched assaults on Alghero  until the Catalans expelled everyone in 1372 and created a home away from home. From then on, the town came to be known as “Barceloneta”, or “Little Barcelona”, and maintains its Catalan identity to this day. Control of Alghero passed to the House of Savoy in 1720 and this marked the start of a long period of steady decline. This continued right up until the Fascist Era which resulted in heavy damage to the town during Italy’s participation in WWII. The removal, from the surrounding countryside, of malaria in the 1950s and the growth in package holidays during the 1960s saw the start of a transformation in the fortunes of Alghero. A large number of hotels and restaurants have been built on the investment in the town and development has spread northwards alongside the city’s sandy beach. Today, tourism has not completely overtaken Alghero and the town still retains its distinctive Catalan identity with the local fishing industry an important contributor to the local economy. 

2nd Day, Wednesday , 13th June 2018

It was late in the night. I opened the window of my room that overlooked one of the main square of Alghero

There was nobody outside, but few tables scattered among cafes and restaurants and a  silhouette of a  bell tower that raised above the rooftops of houses and churches. My thoughts wandered and I couldn’t sleep for the excitement of what it happened, but I was tired and I fall asleep. The following day I woke up late in the morning, and the weather was awful.  I thought it was  perfect to visit Wineries in Alghero.  I sat down at my table for eating something.  I took a look  in blogs and travel forums about  all the Top Wines. In the meanwhile ,  Valeria and her friend Katya attended my breakfast with  a  homemade lemon cake, hot coffee and orange juice. Katya is another fabulous character of this Sardinian Novel. At first sight Katya, so pretty with big green eyes, seemed to be an easy going person. Actually, Katya is a  romantic bohemian, a very deep fellow, a strong worker with the soul of an artist  in sewing technique. She said she was from Pesaro, Marche. She met Valeria on the Caribbean Resort 20 years ago. Since that time they were not only colleagues , but above all close friends. After having travelled a lot,  with a long stay in Peru, that changed her mind placing greater emphasis on the “being” and not on  “having” in this life, Katya wanted to help Valeria in her aim to create something unforgettable in Alghero, with the intent of promoting this area in Italy and abroad. What a marvelous and spiritual conversation! Katya withdrew, bidding me farewell, and saying I was in  a good service with Valeria about my trip in Alghero. Of course she was right! I glanced at the clock on my phone and a last great moment awaited me to complete my journey: visit the best Wineries in Alghero. The weather promised to get worse, far more than I could expect! Never before had I seen so much rain in summer . Before my  appointment with Valeria and with the divine nectar of Sardinia in the early afternoon , I had little time to visit the old churches of the historic core, that provided sufficient protection against rain and wind: “San Francesco Church”, the Alghero’s  Cathedral, and the  “San Michele Church”. The churches were unadorned, the simple churches of a simple  fishing village. I liked these types of churches- built solely as a religious sanctuary for the towns people with no more boisterous intent. Alghero’s Old Town was large enough to be interesting and small enough to tackle in a day of exploring. Walking around Alghero, I didn’t feel like I was in Italy, but in a foreign land with such an atmosphere you had to live. Colorful facades, an almost derelict elegance , all complete with beautiful sea views from any given angle.

It was lunchtime and to my surprise,  Valeria came to take me to a luxury Hotel called “Carlos V” in Alghero to attend a Wine Tasting organized by  “Tenute Delogu “ .  

The  terrace of  the 5 stars Hotel  “Carlos V was magnificent , it  afforded panoramic views that encompassed everything from the Capo Caccia promontory (which has a silhouette resembling a sleeping giant) to the costal road that conceals the town of Bosa. The grey of the sky made visible exceptional views that resembled a Monet canvas,  with a mix of rough and soft colours and sparse and evanescent  brushstrokes. That landscape inebriated my senses just like the Top Wines  did in the tasting room. A  light seafood buffet accompanied the Wine Tasting that included the best labels of the  “Delogu Winery”: “Die”, “Ide”, “Geo”, “Ego”, “Cagnulari”, and  “Chelos”.“Tenute Delogu “ extends across approximately 60 hectares, encasing a modern Winery, vineyards, a prestigious Wine Resort and dining options. Amongst palm and olive trees, the vineyards are immersed in Sardinia’s Mediterranean scrub. This is where the “Tenute Delogu “ arises and from where its Wines derive.  I had the honour of knowing personally the owner of the “Tenute Delogu “ Mr Pietro Delogu. Pietro was present at that event to increase potential with his own customers . He was busy to give interviews to the Japanese press about his Wine production, then he was able to spend a little time  with us. We had lunch in that exclusive hotel and talked about that pleasant moment relaxing over glasses of his bubbles. After a while  Valeria had to go away to  collect her children from the residential home and Pietro invited me to spend a couple of hours at his estate “Tenute Delogu “ . We arrived there after an hour’s drive under that heavy rain! Pietro was very proud of all he did in his life, and this was the feeling I perceived during our conversation before to reach his estate.  Finally we arrived at his  “Tenute Delogu “, and we  had no guided  visit from outside due to the standing rain.  We took  refuge in the estate’s restaurant , where he  made me feel at home. That place was lovely and the grey overcast made us long for drinking good Wines! At the very moment when Pietro was describing last lable of his Wine collection, foreign clients entered the reception despite it being closed. As an Islander and a business man, Pietro opened the door . I helped him with attending to them. He regarded my attitude  as polite, but I explained it was a pleasure for me.  It was also  a way to thank him for his dedicating time to me.  We ended our time in the barrique cellar of his Winery , where I finished my friendly interview writing down as much as I could. Pietro’ s passion and love for his job and land emerged from his words.  Pietro wants to pursuit his dream to get better and better.  If only one day the Italian government , in Sardinia as in the rest of the nation, could provide financial and legislative  support for the development of enterprise policies. Pietro and Valeria are strongly attached to their  native land but open minded by nature . I hope their courageous choice to invest all the necessary efforts in ensuring the implementation of their projects and ideas   will find support in a fair and  effective  policy  at local and national level, as soon as possible.  His was the sort of honesty  speech that does one good and it was lightened with a glass of Canonau . Valeria returned to take me back in Alghero. So, I said goodbye to Pietro, a smart and multi-faced man. I knew that this was not a farewell. 

Sardinia is an island that strikes its visitors with natural contrasts, the lights and colors of a region that boasts old traditions and a wild and pure nature.  Sardinia is a land full of archaic Wine Traditions.  Sardinia offers fascinating Wines, it merits to be considered as one of Italy´s most unique wine regions.  There are international varieties and  indigenous grapes, such as Bovale, CagnulariMonicaCarignano, and others. All this  makes it worth to go for a Wine-Discovery tour as I did  at “Tenuta Sella & Mosca” .

“Tenuta Sella & Mosca” was a nice place to visit, they offered a free tour in their estate and I liked it a lot despite the rain. “Tenuta Sella & Mosca” was  founded in 1899 and it is the second largest contiguous vineyard in Italy and one of the largest wineries in Europe – it is a 1,600-acre property with more than 1,200 acres of Wines. From vibrant whites to nuanced reds, “Tenuta Sella & Mosca” has a Wine for every mood and meal. My favourite one is Torbato: a grape originally from Spain with only about 200 acres left in the world. Torbato produces refreshing, pale-straw wine marked by white flowers and hints of sea minerals. The sparkling version is a must as an aperitif but there are also still versions–ranging from gentle, mid-low body to richer, creamier versions. All are definitely worth trying with light fish appetizers, oysters, and clam spaghetti! 

 

For my last night in Alghero , I spend long hours meditating the goods things in Life with Valeria, then after a drink  and an appetizer in a bar , I went to bed .

When the alarm clock rang at 5 o’clock in the morning, I realized I had to leave Alghero. Before to get the airport, I relaxed at the harbor edge while I was investigating  the best picture angles for my  last photos. As I sat on the bench gazing at the rocky faced hills across the harbor, a local fisherman jumped down from his boat and strolled past. His nutty brown skin indicated a life on the sea, his complete lack of self  consciousness as he sang aloud. I lapsed into a fantasy of a  simple  village life. Give me a week here, and I’m quite sure I’d sing along!

I didn’t really know what to expect, but it’s safe to say this city far , exceeded my expectations. 

Ti amo Alghero.

Enjoy it !

Stefania

Thanks to the  travel writer Paula Cullison for her precious help