Food & Progress 2018, Florence, Tuscany

Tuscan food is  a kind of cucina povera or “poor cooking.” A concept that started very literally, it’s about simple meals that are inexpensive and could easily be made in large amounts.

Today it remains largely the same – but by choice instead of economy. Tuscan cooking doesn’t use complicated seasonings or elaborate creations because they’re not needed. Instead it’s made using fresh, high-quality ingredients that bring out the natural flavors in each dish, simple or not. When you arrive in Tuscany you will be faced with one doubt . What are the foods I can’t miss, what will I regret not having eaten? If you came and visit   “Food & Wine in Progress 2018 ” , you will have an idea! “Food & Wine in Progress 2018 ” is about Culinary Specialities in Florence and  showcases Tuscan Excellence. 

Food & Wine in Progress 2018 ”  has a lot to offer to the guests from locally sourced products to Wine Tastings with AIS (Italian  Sommelier  Association).

The program begins with Conferences, Master Classes, each focusing on a specific thematic about Wine & Food. Food & Wine in Progress 2018 ”  has a lot to offer to the guests, from locally sourced products to Wine Tastings with AIS (Italian  Sommelier  Association). The program begins with Conferences, Master Classes, each focusing on a specific thematic about Wine & Food.

My favourite Master Class is the one about Riesling . I’m learning a lot about Germany Wine  Production  in  Pfalz thanks to a special Wine Tasting organized by the “ Bassermann-Jordan Winery “.

“ Bassermann-JordanWinery “ is  an established leader and an example of the efficiency of Riesling Production in GermanyThe history of the “ Bassermann-JordanWinery “ is the history of a family dynasty that has helped to establish quality viticulture for almost 300 years. Generation after generation, important personalities emerge from it who know how to preserve and develop the importance of the estate and top Palatinate Wines with intelligence, expertise and intuition as well as economic and political influence – up to the top rank of the world. Their wine labels are landmarks and stand for Wines from the best locations and pioneering work in cultivation and vinification with a passion for quality. These Wines are fruity ,  elegant and fit any specific need. These are Characteristic Wines of Origin which are cultivated and matured ecologically according to anthroposophical teachings. For most of their  Wines Art Nouveau label is used.

There are also  interesting Cooking Shows (including fresh pasta and vegan recipes)  at “Food & Wine in Progress 2018 ” and  hundreds of fans who come to join this magic Wine & Food Exibition.

Enjoy it !

Stefania

Cantina “Il Borro”. I Fasti di San Colombano, Lucca.

“San Colombano”, Lucca

Il mio fantastico viaggio nel Mondo del Vino inizia con  l’AIS di Lucca, ed è proprio nelle mura di questa città che stasera proseguo il mio itinerario enoico, fermandomi  in un posto esclusivo,  il Ristorante “San Colombano” . Seguitemi!

Il Natale è nell’aria , fa freddo a Lucca,  però  la città gioiello mi  scalda con il suo fascino e  le sue luci. Ad accogliermi nel ristorante la sua bella proprietaria  la Sommelier Simona Carmassi. L’atmosfera al “San Colombano” è intima e raccolta, e Simona con un sorriso enorme fa accomodare me e il resto dei numerosi ospiti ai tavoli, che sono elegantemente imbanditi per l’ Evento Speciale che mi aspetta: una Cena Degustazione tutta  Made in Tuscany.  Protagonisti dello Spettacolo Enogastronomico  i Piatti Stellati dello chef  Giuseppe Da Prato, preparati con prodotti rigorosamente locali, e i  Vini  della Cantina “Il Borro”, presentati dallo charmant  Berardino Dino Torrone,  responsabile vendita Italia di questa prestigiosa cantina in Valdarno. In regia dietro le quinte  ci sono i Sommelier Fratelli Zanni, che scelgono l’abbinamento Cibo/Vino per un Menù perfetto. Iniziano le danze, e tra una portata e l’altra, cala un  silenzio quasi sacro in sala, interrotto solo dalla spiegazione dello Staff del “San Colombano” sulle portate e sul  nettare divino. Da leccarsi i baffi! Provo a non farvi venire invidia, ma ho i miei dubbi. Siete pronti? Tra candele e scintillii di bicchieri, ecco i  fasti di “San Colombano” :

Provo a chiedere allo Chef  Giuseppe Da Prato di svelarmi qualche piccolo segreto delle sue ricette, ma non c’è niente da fare. Mi invita a ritornare e a provare qualche altro capolavoro culinario preparato da lui e da altri maghi dei fornelli,  che lo aiutano, un gruppo di ragazzi che,  nonostante la giovane età , hanno una grande esperienza nella migliore ristorazione regionale.

E sicuramente Domenica 16 Dicembre 2018 non mi perderò  il prossimo appuntamento al “San Colombano”: “Mille Bolle d’Auguri” , una passerella  dei migliori Champagne per celebrare l’arrivo di queste feste.  Non mancate a quest’altro galà Lucchese, per sorprendervi con  Nuovi Accostamenti ed Etichette che hanno dentro tutta la straordinaria Tradizione Enogastronomica della Toscana, una regione che fa sognare, come la storia che sto per raccontare.

La Cantina “Il Borro”: il Buon Vivere Toscano

La Cantina “Il Borro” è  in Toscana,  in Valdarno, nell’area Chianti DOCG, un ambiente unico per genesi e morfologia, da secoli fondamento per la coltivazione della Vite . Sembra che i primi “esperimenti di Chianti” siano stati fatti proprio in questa ricca vallata , che offre ai suoi visitatori boschi incontaminati, lunghi torrenti e dolci colline.

La Cantina  “Il Borro” si trova precisamente nel comune di Loro Ciuffena e prende il  nome dal borgo castello in cui sorge, detto appunto “il Borro”, che in dialetto toscano vuol dire “fossato”; una delle tante misure di difese prese nel Medioevo da questo posto spettacolare, a difesa delle frequenti incursioni degli stranieri , che  se lo sono conteso frequentemente  per la sua posizione e prosperità. La Cantina “Il Borro” è  un gioiello incastonato in un luogo pieno di storia,  che si estende per 700 ettari tra vigne ed uliveti, all’ombra dei cipressi dell’antica “Via dei Setteponti”,  un territorio vocato all’ Arte e alla Cultura,  tra  Firenze, Arezzo e Siena.  Si tratta di un angolo nascosto della Toscana, che una volta scoperto per la prima volta, fa innamorare e  non andare più via , come è accaduto in un lontano passato alle illustri famiglie dei Medici e dei Savoia, che ne hanno segnato le vicende, e in un presente più recente ai Numero Uno della Moda Italiana Ferruccio e Salvatore Ferragamo.

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Ferruccio Ferragamo rimane folgorato dalla bellezza di questo Antico Borgo Toscano durante una battuta di caccia nel 1985,  e nel 1993 decide di acquistare definitivamente la proprietà dal Duca di Savoia, lasciandolo poi in eredità al figlio Salvatore Ferragamo.

Da allora Ferruccio e Salvatore hanno lavorato incessantemente e con amore, per trasformare quello che prima era un rudere distrutto dalla Seconda Guerra Mondiale in quello che oggi è diventato un Relais di Lusso.  “Il Borro Relais & Châteaux” è pensato per chi vuole prendersi una pausa fuori dal tempo. Un’Oasi interamente dedicata all’Arte, alla Cultura, al Cibo & Vino di Qualità, e  all’Ospitalità . Un lembo di paradiso che racconta una Toscana inedita, dove trovano rifugio dagli appassionati più esigenti di Spa, Golf ed Equitazione, ai Wine & Life Lovers più semplici, che si emozionano davanti alla natura, che qui  si manifesta in tutto il suo rigoglio nei filari di Merlot, Cabernet Sauvignon, Syrah, Petit Verdot e il più tipico Sangiovese. La famiglia Ferragamo porta in alto il nome del Made in Italy nel mondo attraverso il Vino firmato “Il Borro”  , un’ Etichetta  d’Autore, con qualità, classe, semplicità, rispetto della tradizione e del territorio, e con uno sguardo verso il futuro. Oggi  i Ferragamo  hanno salvaguardato la preziosità di questi paesaggi, mantenendone intatto il fascino,  e contribuendo così ad affermare  sempre più il brand Toscana nel Mondo, nel Turismo e nei Prodotti di Eccellenza.

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 Scusate , adesso vado a preparare le valigie.

Alla prossima!  Sempre se ritorno…

Enjoy It! 

Stefania

Terre di Pisa

“Terre di Vino/Terre di Pisa 2018 “

Pisa è una città  unica al mondo che merita di essere visitata non solo per la celebre “Torre Pendente” e “Piazza dei Miracoli”, che richiamano ogni anno milioni di visitatori, ma anche per altre Eccellenze in fatto di Arte, Cultura e Tradizione Enogastronomica.

Purtroppo come nel resto d’Italia, da Nord a Sud, non si fa del Turismo il primo motore economico del Bel Paese, ed è una contraddizione pura, oltre che un  problema da risolvere, se è vero che  possediamo il 70% del Patrimonio Culturale di tutto il mondo. Non sto scoprendo nulla di nuovo, anzi, si tratta di una questione trita e ritrita, che sollevo solo quando mi accorgo che c’è ancora qualche speranza di andare verso la giusta direzione. Proprio per questo motivo voglio parlarvi di uno straordinario Progetto di Valorizzazione e di Marketing Territoriale , “Terre di Pisa” : un segno tangibile di volontà di cambiare le cose, di una fiammella che deve essere alimentata da parte di quanti hano iniziato questa avventura , per  dare energia e non bruciare ciò che si è seminato di buono in passato.

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“Terre di Pisa” è un Nuovo Prodotto Turistico nato grazie al prezioso supporto della “Camera di Commercio di Pisa” e dei suoi imprenditori, un brand che identifica le Peculiarità Agroalimentari, Artistiche, Storiche, Saturali e l’Offerta Turistica d’Eccellenza.  

Terre di Pisa” è visibile  su  un suo sito internet nel quale trovare Eventi, Percorsi e Informazioni Aggiornate sul Territorio. Il progetto, al quale hanno aderito 33 Comuni, le Unioni Valdera e Altavaldera, numerose Associazioni di Categoria e soggetti turistici rappresentativi del  territorio pisano, si propone di  migliorare la qualità dei servizi turistici offerti sul territorio, di valorizzare i prodotti agroalimentari ed artigianali, di accrescere la consapevolezza dei soggetti interessati  e di attrarre i turisti in cerca di luoghi e prodotti non standardizzati, proponendo al contempo esperienze di autentico Lifestyle.  “Terre di Pisa” è una nuova destinazione nell’ambito dell’Offerta Turistica Toscana che può proporre al turista, contemporaneamente, un’esperienza complessa, poco standardizzata, costituita da:

Mi sento  coinvolta in prima linea in questo spiraglio di “Rinascimento Pisano”, pur essendo “straniera”, perché capisco da Operatore Turistico cosa vuol dire abitare in un paradiso, provare a fare qualcosa per cambiare le carte in gioco ed essere ascoltati e aiutati  a metà o nel modo sbagliato;  non certo per mancanza di professionalità o volere!

Sono nata in Sicilia, un gioiello nel Mediterraneo che fa innamorare e non andare più via! Pero alla fine molti scappano! Perché le cose funzionano solo in certe parti, a macchia di leopardo .  Io mi sono allontanata dalla mia Isola, perché sono una curiosa  e non per necessità, e alla fine avendo girato un po’ per studio e lavoro, mi sono accorta che appartieni a dove nasci e che prima o poi fai i conti con il richiamo di casa!  E nel momento in cui ho pianificato di tornare giù,  per scelta ho aperto  una parentesi per il mio percorso formativo a Pisa , che  mi ha rapito  il cuore. Qui  ho trovato il mio equilibrio, e spero di continuare  il mio percorso   professionale nel Turismo maturato nel tempo in diversi settori e in diversi luoghi ,  il cui risultato a oggi consiste nell’erogazione di alcuni  Servizi Culturali per l’Incoming. Tra questi propongo : Corsi di Italiano per Stranieri e Language Stay su Pisa coinvolgendo alcune diverse tipologie di Accomodation (B&B, Hotel, ecc),  Tour Enogastronomici, Organizzazione di Degustazioni in Cantine , Travel Counsultancy, e altro ancora. Tutto ciò  ha come obiettivo quello di provare ad attirare  i  Viaggiatori  e farli restare più a lungo, e quello di destagionalizzare l’offerta turistica a Pisa.   Si può avere un’idea della mia attività nel mio sito www.WeLoveItaly.eu, che  da poco fa parte di “Terre di Pisa”. Questo perché mi sento Italiana e se posso trasmettere il Top del Made in Italy e l’Italian Life Style in tutte le sue forme , che sia attraverso la Sicilia, la Toscana , poco importa, perché ho la fortuna di abitare in  una Nazione che possiede tutto ciò che un essere umano desidera per essere felice, e dove però bisogna ancora lottare e fare tanto. Non è facile, ma la Passione per ciò che Amo è più forte delle difficoltà e delle aspettative dei risultati.

“Consorsio Volontario per la Tutela dei Vini delle Terre di Pisa” 

Quello del 6 Dicembre 2018 non è un giorno qualsiasi: un giovedì uggioso illuminato dalla Conferenza Stampa presso la “Camera di Commercio di Pisa”  a cui partecipo per assistere alla nascita del “Consorzio Volontario per la Tutela dei Vini delle Terre di Pisa”.

Interviene il presidente della “Camera di Commercio di Pisa”  Valter Tamburini, che si ritiene soddisfatto dell’ulteriore passo avanti che il brand e progetto turistico “Terre di Pisa “ sta facendo in termini di Valorizzazione di Pisa e  del suo Straordinario Territorio  attraverso il suo stesso patrimonio Vitivinicolo.  A costituirlo ufficialmente con atto notarile sette Aziende Agricole della provincia di Pisa: 

Si tratta di aziende che, come ha precisato il Presidente del neonato consorzio, Nicola Cantoni (Fattoria Fibbiano Winery), hanno rivendicato nel 2017 ben 1.775 quintali di uva per un totale di circa 1.300 ettolitri di DOP “Terre di Pisa”. Il Consorzio, rappresentando oltre il 40% dei viticoltori e diVoltre il 66% della produzione certificata di competenza dei vigneti dichiarata DOP “Terre di Pisa”, potrà essere incaricato dal Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali a svolgere le funzioni erga omnes e quindi occuparsi della tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e cura generale degli interessi della denominazione Terre di Pisa, nei confronti di tutti i produttori della stessa denominazione, anche non aderenti al consorzio. Hanno collaborato alla riuscita del progetto: Confederazione Italiana Agricoltori Pisa , Unione Provinciale degli Agricoltori di Pisa e Federazione provinciale Coldiretti Pisa-Livorno. Obiettivo del “Consorzio Volontario per la Tutela dei Vini delle Terre di Pisa”  è  rappresentare e tutelare tutte le diverse DOP e IGP della provincia di Pisa , modificando  il disciplinare di produzione sia dal punto di vista geografico che di tipologia dei vini, per consentire ad aziende escluse di poter rivendicare la DOC e associarsi. Altro obiettivo e quello di dotarsi di un piano di Marketing triennale per valorizzare e caratterizzare l’offerta.  Protagonista di questo Marketing Territoriale è la Vitivinicoltura : inventare  nuove strategie  per rilanciare sul mercato  nazionale e internazionale la Doc Terre di Pisa, la  produzione biodinamica e l’ Hospitality d’Autore!

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Pisa e Provincia necessita di una sua Identità che trova nel progetto  “Terre di Pisa/Terre di Vino” una possibilità di riscattare un Territorio  che possiede una sua Tipicità, un insieme di fattori fortunati che lo rendono Unico con  nulla da invidiare al Chianti, a Montalcino Bolgheri   

I Vini del Pisano , per esempio, sono tra i bianchi più buoni (Vermentino e Viognier) della Toscana, regione  tradizionalmente vocata alla produzione dei rossi .  I Vini del Pisano , la cui produzione interessa un’area che spazia dalla costa tirrenica (Riparbella) fino alle colline sui cui sorgono  rinomati borghi storici, come San Miniato, Peccioli, Terricciola e  Volterra, sono da far conoscere tanto quanto la  famosa  Torre di Pisa, terzo monumento più visitato al mondo.  La “Camera di Commercio di Pisa”, in collaborazione con l’Agenzia di Comunicazione “DarWine&Food”,  e il professor Pierpaolo Penco, docente, ricercatore e consulente nel settore vinicolo, stanno facendo un ottimo lavoro per Pisa e il suo Territorio e sono un punto di riferimento per tutti quegli imprenditori che giorno dopo giorno, ognuno in campi diversi e con proprie modalità, scommettono su questo lembo di terra baciato dal sole.  

Auguri a Tutti Voi/Noi !

Stefania

“I Pisani più Schietti 2018”

 

“I Pisani più Schietti 2018”   è l’evento dedicato alla premiazione e promozione  delle migliori Etichette di Vino a Pisa e Provincia

Quest’ anno la splendida rassegna tutta Made in Pisa organizzata “Fisar di Pisa” ,  si è svolta il 2 di Dicembre  2018 all’ interno del “Palazzo Gambacorti” , con una sezione dedicata al pubblico , e una dedicata agli addetti del  lavoro con una degustazione guidata dei vini in concorso . Ho avuto il piacere e l’onore di partecipare a quest’ultima parte della kermesse sul Vino Pisano   riservata agli esperti del settore, a cui hanno partecipato personalità di spicco del  Mondo del Vino, sia da un punto di vista tecnico che da quello prettamente comunicativo e commerciale: 

Un lavoro di squadra che ha visto impegnati la “Fisar di Pisa”, le Aziende Vinicole di Pisa e Provincia, il  “Comune di Pisa”, la “Camera di Commercio di Pisa”  e il “Museo della Grafica di Pisa”. Si sono presentate  31 Aziende , ci sono stati più di 80 vini in gara contro i circa 50 dello scorso anno! L’interesse e la partecipazione è notevolmente aumentata rispetto alle edizioni passate.

I Vini in gara comprendevano 12 etichette di 12 grandi Aziende Vinicole di Pisa e Provincia, per analizzare, ma soprattutto per  scoprire insieme alle caratteristiche vitivinicole dei diversi territori, l’unicità Vino Pisano.

Ecco di seguito le premiazioni per Categoria di Vino e Azienda: 

La Toscana è sempre stata terra di grandi campanilismi. Firenze, Siena e Lucca si presentano con grande compattezza dal punto di vista enologico, Pisa si configura come un mosaico le cui tessere sono ancora da comporre: si produce del Chianti, e questo lo accomuna alla Toscana enologicamente più classica, ma d’altra parte ci sono produzioni di vini di carattere più meridionale, realizzati a pochi chilometri dal bolgherese a cui si saldano attraverso la Strada del Vino Costa degli Etruschi.  

Stanti questi limiti, il fatto che i produttori più importanti ed affermati fra le Aziende Vinicole di Pisa e Provincia abbiano deciso di aderire a questa  manifestazione indica in positivo una volontà di riguadagnare una Identità Territoriale fin ora ritenuta poco rilevante dal pubblico più vasto. “I Pisani più Schietti 2018”   è un segno tangibile che le cose stanno cambiando. C’è nell’aria la voglia, il desiderio di unire le forze per correre insieme, ognuno a proprio modo, verso un traguardo unico: donare in un bicchiere lo splendore di Pisa. Il  Vino  di Pisa e provincia è Cultura e Tradizione e va tutelato e riconosciuto come un gran valore da parte di tutti. I Vini Bianchi e Rossi di Pisa e provincia meritano tanta attenzione, sono vini interessanti e potenti, che sono prodotti dalla costa tirrenica (Riparbella) fino alle colline che toccano  rinomati borghi storici, come San Miniato, Peccioli, Terricciola e  Volterra.

Il Vino del Territorio di Pisa è anche un forte motivo di richiamo per un Turismo Enogastronomico di Qualità, capace di regalare al Visitatore una città “oltre la Torre” , un gioiello  da scoprire attraverso  percorsi nuovi  in un vasto territorio di antiche origini, un ambiente unico modellato dal lavoro dell’uomo, sintesi delle migliori caratteristiche della Toscana; un paesaggio capace di stupire per varietà, colori e qualità dei prodotti. 

Enjoy it !

Stefania

Nautilus Restaurant, Tirrenia: Renato Keber incontro con il Produttore DiVino

 

Al “Nautilus”di  Tirrenia, Pisa

Appuntamento ormai immancabile quello del  giovedì sera con Andrea Baldeschi, esperto Sommelier AIS, che nel suo “Nautilus”, elegante ristorante a Tirrenia, intrattiene i suoi ospiti con una cena a tema.  Trovo questa iniziativa geniale.  Senza andare troppo lontano , direttamente a Pisa , ogni settimana  ho la possibilità di divertirmi, fare nuove amicizie, mangiare e bere di qualità, scoprire bottiglie importanti e grandi nomi della produzione vitivinicola italiana.

Andrea è un appassionato di Enogastronomia e lo scorso Aprile ha fatto il grande passo di mettersi in proprio, dopo una lunga  esperienza  di lavoro in  bar e catering. Così a Tirrenia, una delle località balneari più affascinanti della Toscana, nasce il “Nautilus”. Si tratta  di un piccolo ristorante raffinato, che racchiude tante innovazioni, a partire dalla cucina, non nascosta da muri e porte, ma a vista per permettere ai clienti di scrutare tra i vetri i cuochi all’opera. Andrea, affiancato da due chef professionisti nonostante la giovane età , ha scommesso sulla sua Passione per il Cibo e il Vino. Ha  iniziato un’avventura, puntando soprattutto sulla ricercatezza dei piatti: pranzi, cene e apericene, primi, secondi, pesce e  carne,  tutto preparato al momento con prodotti locali, toscani e sempre freschi. E le soddisfazioni non mancano! Andrea  ha già una sua  clientela fissa e l’affetto di tanti, me compresa, perché  oltre a essere un ristoratore esperto, è  soprattutto  un gran padrone di casa. Andrea ti accoglie sempre con un grande sorriso, ti  fa sentire come in famiglia, e ti fa venire voglia di ritornare.  Non  ti stanchi mai di ascoltare  i suoi  aneddoti sui suoi giri per le cantine Italiane. Da Nord a Sud Andrea esplora lo stivale per collezionare Vini d’Autore, tutti gelosamente esposti nella cantina del suo “Nautilus”. In questo prezioso scrigno divino scintillano le etichette di Renato Keber, Winemaker Friulano, protagonista indiscusso di questa indimenticabile serata. 

L’Azienda Renato Keber.

Renato Keber è un  enologo , un numero uno tra i Produttori di Vini Friulani,  che ha dedicato la sua vita alla propria famiglia e  alla sua Azienda Vinicola .  

L’ Azienda Keber si trova in Friuli Venezia Giulia,  una  terra di grandi vini, e precisamente a Zegla, a nord  di  Cormons, sul Collio, ai confini con la Slovenia. Le colline di Zegla sono un territorio meraviglioso dal punto di vista panoramico, e ideale per la viticoltura di qualità. Le colline  godono di un microclima eccezionale, grazie all’esposizione favorevole e ad un’escursione termica ideale. Il resto lo fa il terreno: le marne arenarie del periodo Medio Eocenico  (ponka) , che in questa zona conferiscono ai vini eleganza e longevità.  Renato Keber produce vino in questa zona  da quattro generazioni  dal lontano 1900.  La storia di famiglie contadine attaccate al loro lavoro, al proprio territorio, per cui l’allevamento di bestiame, e le coltivazioni agricole, la viticoltura, sono state da sempre le principali attività di sostentamento.  
L’Azienda Keber si estende per  15 ettari terrazzati , impianti fitti, allevati con sistema Gujot11  a Zegla, 2  a Cormons e 2 al confine di Plessiva. Vengono prodotte dalle 60 mila alle 70 mila bottiglie. Essa punta in prevalenza sui bianchi, non solamente  gli  autoctoni Friulano e Ribolla Gialla, ma anche gli internazionali Pinot Bianco, Pinot Grigio, e Chardonnay. Non mancano le varietà a bacca rossa: Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon. L’ Azienda Keber si è oggi evoluta, adattandosi alle esigenze di utilizzare macchinari più moderni e complessi, senza rinunciare alla qualità del lavoro in vigna ed in cantina, che ha sempre contraddistinto i vini di Renato Keber.

A Tavola con Keber!

La Cena Degustazione al “Nautilus” con i Vini Bianchi e Rossi di Renato Keber, sapientemente abbinati con invitanti portate di pesce e carne, mi portano direttamente in Friuli Venezia Giulia, e vengono fuori i ricordi di questo posto straordinario dove sono stata un paio di anni fa.

Ecco un  viaggio enogastronomico nell’estremo Nord-Est della nostra Penisola attraverso il menù proposto dal “Nautilus” questa sera a cena:

La regia “culinaria” di Andrea e l’ingresso in scena dei Vini di Renato Keber sono un film da oscar. Il premio è per loro l’attenzione quasi sacra di noi commensali. C’è silenzio, parlano Andrea Baldeschi e Renato Keber, che regalano il meglio della Cucina Toscana e della Tradizione Vinicola Friulana, abilmente intrecciati e spiegati in ogni minimo particolare. Ed è questo il momento più bello di questo incontro con il produttore friulano. Siamo tutti incuriositi e rapiti dalle storie di Renato Keber sulla produzione dei suoi vini, che, tra una domanda e l’altra, degustiamo e comprendiamo meglio. I vini di Renato Keber non sono vini modaioli, ma di nicchia. Sono  fini , minerali, intriganti, ma anche molto complessi. Non sono vini facili e immediati, di quelli che ti seducono con poco,  per poi farsi dimenticare. I vini di Renato Keber hanno bisogno di un po’ di tempo per aprirsi, farsi conoscere, un po’ forse come gli stessi friulani, di quelli che all’inizio possono sembrare un po’ alteri, ma poi,  ti danno l’anima . Ciò che mi ha colpito di Renato Keber è la sua personalità, che ti coinvolge piano piano con gentilezza, con riservatezza. Scambiando due chiacchiere con Renato Keber capisci subito che è un uomo genuino, serio, che porta avanti i suoi ideali e con successo, senza gridarlo al mondo. E questo è tanto chiaro quanto il tono della sua voce, che diventa più penetrante, quando durante la serata ci fornisce l’anteprima del suo prossimo traguardo in viticultura, il “Progetto Cru di Zegla”. Renato Keber ha  deciso di creare un Cru seguendo un disciplinare ben preciso:  

E noi aspettiamo che questo sogno si realizzi, perché esiste vento favorevole solo per chi sa cosa vuole, e Renato Keber arriverà presto al suo porto, spinto dalla passione per il suo lavoro, per il vino e per il suo territorio, il   Friuli Venezia Giulia. Renato Keber ama ciò che fa e non lascia nulla al caso, come alcune delle etichette delle sue migliori bottiglie affidate a un artista veneto Maurizio Armellin, che cura anche l’immagine del ristorante stellato “La Madia”, di Pino Cuttaia a Licata, mia bella città natale in Sicilia. Come è piccolo il mondo! Non finisce qui il legame tra Arte e Vino. Renato Keber è tra coloro che finanziano il film del 2013  “Zoran, il mio nipote scemo”, del suo amico regista goriziano Matteo Oleotto. Un film che ha ricevuto vari riconoscimenti  come quello avuto alla 70° Mostra Cinema di Venezia, perché in modo semplice e diretto parla del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia e del rapporto viscerale di questa gente con la terra e il vino! Nel film Paolo Bressan, quarant’anni, inaffidabile e dedito al piacere del buon vino, vive in un piccolo paesino vicino a Gorizia. Trascina le sue giornate nell’osteria del paese, l’”osmiza” ,che nella cultura rurale friulana e slovena è il luogo principale di aggregazione, più del bar, perché somiglia a una casa. Paolo si ostina in un infantile stalking ai danni dell’ex-moglie Stefania. Un giorno muore una sua vecchia zia, unica tutrice di Zoran, quindicenne un po’ strambo, nato e cresciuto tra le montagne della Slovenia, e a Paolo spetta il compito di supplire all’anziana signora. Prendendosi cura del ragazzo, Paolo ne scoprirà una abilità singolare: è un vero fenomeno a lanciare le freccette. Questa per Paolo è l’occasione tanto attesa per prendersi una rivincita nei confronti del mondo.

Il  vino di Renato Keber è un ottimo motivo per ritornare in Friuli, una terra magica, che anche se a  volte è dimenticata dai consueti itinerari turistici, è molto ricca di cose da scoprire. Storia, Arte, Cultura, e paesaggi diversi e mozzafiato, splendide città e borghi gioiello. Il Friuli Venezia Giulia ha tantissimi luoghi inaspettati e vale la pena andare alla ricerca di questi tesori che non hanno nulla da invidiare al resto del nostro Belpaese, così come i vini di Renato Keber. E se non sapete dove pernottare, Renato Keber ha pensato anche a questo: l’ ”Agriturismo Zegla” , situato proprio nel cuore dei vigneti dell’azienda. 

 Renato Keber, vi aspetta !

Enjoy it!

Stefania


     
                  Renato Keber