“Non fidatevi di una persona che non ama il vino.”
Vinitaly 2022: la cantina di Roberto Cipresso
Tutto è iniziato prima del Vinitaly 2022 , a Pisa, durante una cena per sommelier. Ero tra gli ospiti. Totalmente rapita dai suoi aneddoti, ascoltavo Roberto Cipresso , veneto di nascita ma toscano per scelta, presentare i suoi libri e i suoi elisir.
All’epoca Roberto Cipresso era già un winemaker di fama internazionale. Era a capo della sua omonima cantina a Montalcino , celebre per il suo Brunello e per la consulenza strategica per numerose aziende vinicole in Italia e all’estero. Spinta dall’ispirazione di quella sera, ho preso l’iniziativa proponendogli di raccontare i suoi successi enoici. Il suo “sì” ha cambiato ogni mia prospettiva, confermandomi che quando ami ciò che fai, il vento soffia sempre nella giusta direzione.
Da lì iniziò un viaggio lungo cinque anni di gavetta, dal Nord al Sud Italia, isole comprese. Un percorso intenso che ha dato un significato ancora più profondo al mio cammino nella sommellerie, permettendomi di scrivere, come wine reporter, sulle diverse consulenze vitivinicole nazionali e oltre confine di Roberto Cipresso.
La ripartenza dopo il Covid
Dal 10 al 13 aprile, questa incredibile avventura si materializzò davanti ai miei occhi con il Vinitaly 2022 . Dopo il lungo silenzio imposto dal Covid-19 , la kermesse veronese riaprì finalmente le porte al mondo del vino. Quella 54ª edizione rappresentò molto più di un semplice appuntamento professionale: tra i padiglioni si respiravano rinascita, condivisione e voglia di tornare a vivere. In quell’occasione ebbi il privilegio di vivere il Vinitaly 2022 da dietro le quinte insieme al team della sua cantina :
- Andrea Rocchi : direttore commerciale;
- Ilaria Lorini: responsabile hospitality
Mi occupavo dell’accoglienza e della presentazione di sei produttori italiani e di uno spagnolo tutti uniti sotto la guida di Roberto Cipresso .Non so se è stata una semplice coincidenza , chi lo sa, ma il sogno non era finito perchè in occasione della manifestazione ho rivisto alcune delle prime cantine intervistate- dalla Sardegna alla Maremma, fino al Piemonte- per il genio di Bassano del Grappa . Stringere nuovamente la mano, specie dopo la pandemia, della gente e di quelle che qualche anno prima avevo descritto solo tra le righe è stata un’emozione difficile da spiegare. Per cui questo post prova a essere un umile tentativo di convertire in parole quegli attimi di gioia indimenticabile.
Buona lettura!
Vinitaly 2022: Trend e novità !
Non c’ era alcun dubbio che i numeri del Vinitaly 2022 sarebbero stati esplosivi (4.400 espositori) . Il format ha rispecchiato quello del passato, a cui si sono aggiunti degli spazi inediti che hanno visto protagonisti:
- ‘Vinitaly Bio’ : vini green certificati italiani e stranieri ;
- ‘Micro Mega Wines’ , ‘Micro Size’, ‘Mega Quality’ : vini italiani di altissima qualità, reperibili in piccole quantità d’autore;
- ‘Enolitech’ : innovazione e tecnologica applicata alla vitivinicoltura, olivicoltura e beverage;
- ‘Vinitaly Design’ : salone indirizzato a tutte le nuove mode in merito agli accessori per ristorazione e sommellerie ;
- ‘International Wine Hall’ : vini e distillati provenienti da ogni parte del pianeta.
Le tre novità di Roberto Cipresso al Vinitaly 2022
Che Roberto Cipresso non finirà mai di stupirci è ormai una certezza. Perché propone sempre qualcosa di rivoluzionario. Come i suoi vini, che modella di continuo con dei blend mai banali per regalarci qualcosa fuori dal comune! Il riflesso della sua filosofia aziendale è stato il suo stand al Vinitaly 2022 : il n. 9 B12 Toscana Quello è stato un vero e proprio laboratorio di vino e di idee che ha visto i riflettori puntati su:
- Sette cantine firmate Roberto Cipresso: I Garagisti di Sorgono (Sardegna), Cantina Ribote (Piemonte), MaremmAlta (Maremma), Cantina Corte Capitelli (Veneto), Tenuta Donna Madia, (Puglia), Centimetro Zero (Marche); Bodega Santa Caterina, (Palma di Maiorca);
- Mosaico per Procida 2022 : un assemblaggio di 26 vitigni campani . Si tratta della grand cuvée celebrativa creata da Roberto Cipresso in onore di Procida capitale della cultura 2022. Un conccept enoico di successo lanciato dal giornalista Gaetano Cataldo insieme all’ Ass. Cult. Identità Mediterranea di cui è presidente;
- Un vino per la pace in Ucraina : un’anticipazione di un altro capolavoro dell’enologo nazionale. L’idea prevede di realizzare per la pace in Ucraina un vino fatto dal suo vitigno autoctono, cioè l Odessa black . Così la vite diventa simbolo di speranza per la fine della guerra con la Russia.
Vola solo chi sa osare!
Per ordine entriamo nel vivo di questo grande circo del vino focalizzando l’attenzione sul primo punto descritto in alto, perchè è stato quello che ho toccato con mano. Ho letteralmente afferrato lo spirito di Roberto Cipresso nel fare vino : andare oltre le regole! Testa e cuore, scienza e intuizione per creare dei blend inediti.
Nettari pregiati che sono il risultato del connubio dei vitigni più rappresentativi della viticultura globale. Quelli cioè che si snodano lungo un filo immaginario posto sul 43° Parallelo Nord, che va dalla Georgia al Nuovo Mondo. Cerchiamo di capire di cosa sto parlando qui in basso.

Vinitaly 2022: il vino secondo Roberto Cipresso!
Come avrete ben capito, Roberto Cipresso ha un modus operandi in fatto di vino che sorprende sempre più , e conquista! La sua è un’ossessione calibrata per ottenere un vino che possa avvicinarsi alla perfezione. Per raggiungere questo traguardo si affida alle straordinarie matrici dei suoli della Toscana, dell’Umbria e delle Marche. Queste tre regioni sono infatti attraversate in Italia dal leggendario 43° Parallelo Nord. Ma che cos’è esattamente questo concetto, base assoluta di tutto il suo lavoro?
Ci troviamo di fronte a una congiunzione fortunata di terre d’elezione dove nascono e prosperano alcune delle varietà più espressive in assoluto: Verdicchio, Sangiovese, Montepulciano, Vermentino e Sagrantino. Questa linea immaginaria non rappresenta un semplice dato cartografico, ma racchiude un concetto rivoluzionario di terroir diffuso.
Il 43° Parallelo Nord è un asse simbolico, storico e profondamente mistico, capace di avvolgere l’intero globo terrestre. Questo orizzonte unisce idealmente i luoghi in cui la viticoltura ha emesso i suoi primissimi vagiti, come le antiche valli del Tigri e dell’Eufrate e le terre della Georgia, fino a toccare le nuove e avveniristiche frontiere vinicole oltreoceano nell’Oregon. Si tratta di una coordinata geografica speciale, che sorvola santuari di immensa energia spirituale come Medjugorje, Assisi e Santiago de Compostela, quasi a voler trasmettere ai frutti della terra un’aura ancestrale e identitaria.

7 Cantine gioiello firmate Roberto Cipresso!
L’ instancabile visione creativa di Roberto Cipresso non conosce sosta, vede castelli laddove altri ci scorgono solo pietre. Non a caso l’angolo divino di Roberto Cipresso al Vinitaly 2022 è stato un melting pot delle migliori aziende vitivinicole tutte legate da una forte partnership con l’enologo.
Il tocco del maestro ha impresso una svolta decisiva. Queste cantine stanno facendo rumore in campo per la purezza e l’originalità dei loro sorsi. Ognuna di esse custodisce un frammento di quel puzzle planetario racchiuso nel principio del 43° Parallelo Nord. Eccole nel dettaglio!
1. I Garagisti di Sorgono, Sardegna
Tra i ricordi più vivi del mio percorso nel vino, quello legato ai I Garagisti di Sorgono occupa un posto speciale. Fu infatti il primo wine report che sviluppai per Roberto Cipresso, un’esperienza che accese la scintilla del vino vissuto e narrato fra i filari.
Chi sono ? Pietro Uras, Renzo Manca, Simone Murru : tre giovani imprenditori della provincia di Nuoro che si sono affacciati sul mercato nel 2015 . Il loro scopo è stato chiarissimo: fare vino in modo puro, rubando il mestiere ai vecchi artigiani. Si sono ispirati al movimento francese dei vins da garage.
Come i vigneron d’Oltralpe hanno voluto solo imbottigliare poche bottiglie mettendoci l’anima dentro e curando ogni singolo grappolo. Il risultato di questa marcia aziendale sono delle microproduzioni amatoriali di vino all’ interno della Mandrolisai DOC : una piccola denominazione vinicola nel bel mezzo della terra dei Nuraghi. Essa comprende i comuni di : Ortueri, Atzara, Sorgono, Tonara, Desulo, e Samugheo. La sua unicità risiede nello storico uvaggio previsto dal disciplinare, ottenuto dall’unione dei tre principali vitigni sardi:
I Garagisti di Sorgono stanno portando un’ondata di rinnovamento nei vini della Mandrolisai DOC. Rispetto al passato i tre amici possono essere considerati come i pionieri del vino della Sardegna centrale: non si accontentano più di assemblare quantità casuali di vitigni. Al contrario studiano la vite in modo più approfondito , concentrandosi sui tempi di maturazione dell’uva. Sudano per guadagnare equilibrio, precisione ed espressività. Da questo approccio nascono vini più intensi, e capaci di esprimere con autenticità il carattere del Mandrolisai DOC.

2. Cantina Ribote, Piemonte
SuaMaestà Piemonte entra in scena con la Cantina Ribote (1980): da cinque generazioni sono il simbolo dell’eccellenza dei vini piemontesi. Siamo nelle colline delle Langhe , un fazzoletto di terra vocato da secoli alla viticoltura. Guardando la mappa, questo paradiso tutto italiano si sviluppa tra la provincia di Cuneo e quella di Asti . I suoi confini geografici si suddividono in Alta Langa (fino a 896 metri) e Bassa Langa (con quote genericamente inferiori ai 600 metri).
Nei loro 35 ettari di terreni a Dogliani (CN) la famiglia Porro coltiva il Dolcetto , vitigno autoctono generoso e versatile. Da oltre vent’ anni coltivano queste uve, che provengono da piante che hanno un’ età compresa tra i 10 e i 95 anni, e vinificandole prevalentemente in purezza. Le versioni più rappresentative sono: Dogliani , Dogliani DOCG, e Dogliani superiore. I Vini Ribote sono biologici e di alto livello, su cui si interviene solo laddove è estremamente necessario. L’esclusione totale di sostanze chimiche, di diserbanti e di insetticidi, applicata rigorosamente fino all’imbottigliamento, garantisce vini puliti che tutelano la salute del consumatore e l’integrità dell’ambiente.

3. MaremmAlta, Toscana
MaremmAlta è la cantina di Stefano Rizzi che ci porta con i suoi vini a Gavoranno , un piccolo paesino vicino a Grosseto . Siamo esattamente in Maremma, la zona più selvaggia e meno conosciuta della Toscana , che si estende per 5000 km2 da Livorno fino a Civitavecchia. Vent’anni fa Stefano Rizzi vendeva il vino in qualità di vicepresidente della Winebow (gruppo specializzato nell’export del vino italiano negli USA fondato da Leonardo Lo Cascio). Oggi lo produce, ed egregiamente.
Da allora il poliedrico imprenditore romano si dedica alla sua splendida azienda agricola immersa in 16 ettari di rigogliosa e fertile campagna toscana. Qui coltiva Ciliegiolo, Syrah , Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Vermentino e Viognier . E ne vengono fuori vini straordinari per lo più lavorati in purezza.

4. Cantina Corte Capitelli, Veneto
Cantina Corte Capitelli è un business giovane . Ci troviamo a Montebello Vicentino (Vicenza). Questa è una provincia ad alta vocazione vitivinicola. Il cammino di questa coppia di ragazzi innamorati, brillanti e capaci è appena iniziato! Il loro desiderio è quello di trarre il meglio dalla Garganega, vitigno a bacca bianca tipico delle colline vicentine. Da esso confezionano le loro principali bottiglie.
I vigneti della Cantina Corte Capitelli sono prevalentemente disseminati in località Conca D’ Oro . Questo è un ampio anfiteatro naturale incastonato nelle Prealpi vicentine. Si tratta di una suggestiva dimora custode di un terroir introvabile altrove. Le particolari caratteristiche di questo ambiente pedoclimatico sono una felice esposizione a sud-est e la natura vulcanica dei suoli. In particolare vi suggerisco di ordinare il loro Doradorosè. Questo è un rosato di Syrah e Tai , che colpisce perchè riesce a essere delicato al primo assaggio, ma anche deciso nella sua elegante persistenza. Sicuranente è un vino ricercato , di cui ricordo la vivace freschezza e mineralità.

5. Centimetro Zero, Marche
Ad onorare il ricco patrimonio vitivinicolo del centro Italia I Vini cm 0 : circa 600 etichette realizzate da Roberto Cipresso e dai ragazzi con disabilità intellettive del ristorante sociale Centimetro Zero , a Pagliare (Spinetoli), Ascoli Piceno. Con il supporto e la supervisione di Roberta D’Emidio, responsabile della locanda del terzo settore, il guru del vino dimostra ancora una volta che il vino è motivo di crescita, solidarietà e speranza.
Roberto Cipresso e Roberta D’Emidio sono due grandi personalità che hanno messo il loro sapere fare al servizio di chi è stato meno fortunato. E nonostante tutto si sorride e si va avanti! Un qualcosa di così speciale che anche il presidente della Repubblica Mattarella ha riconosciuto pubblicamente l’alto valore di questo modello di convivenza civile e solidale.
6. Tenuta Donna Madia, Puglia
Rotoliamo verso il Sud d’Italia con la scheda di Tenuta Donna Madia : il desiderio del medico Bartolomeo Lofano di continuare una vecchia attività di famiglia. Con il prezioso aiuto di Roberto Cipresso la Tenuta Donna Madia è un cantiere in divenire nella soleggiata Contrada Petrarolo in Puglia . Un luogo speciale pieno di filari di Fiano, Primitivo e Sangiovese e alberi di olivo, protetti dagli antichi muri a secco. Ad un’altitudine di circa 200 metri , il Mare Adriatico influisce sul vigore delle tre uve della tenuta, da cui scaturiscono queste due formidabili etichette:
- Donna Madia 2019: un rosso esplosivo di 25% Primitivo e 75% Sangiovese. La vigna è coltivata ad un’altitudine di 195 m s.l.m. nell’entroterra del territorio di Monopoli. Il colore è rosso rubino, al naso regala sensazioni di ciliegia e confettura di fichi, e note che ricordano il cuoio e il tabacco. Al palato entra lentamente e poi si accende con un gusto pieno e definito. Il gusto, coerente con l’olfatto, porta sensazioni retronasali di frutta matura. Ha una buona definizione e una buona persistenza;
- Fiano Minutolo 2020: un bianco da Fiano in purezza. Un vino da pasto dal colore giallo con riflessi finemente verdognoli, al naso ricorda subito la pesca bianca , fiori secchi e zafferano. Al palato è suadente con note vibrate di mela gialla e miele. Chiude con una buona acidità che imprime una buona persistenza e pulizia.
7. Bodega Santa Caterina, Maiorca
Al presente la consulenza internazionale di Roberto Cipresso è un fronte oggi in continua espansione globale. Spicca l’esempio della Bodega Santa Caterina, un cantina fondata nel 1984 da Stellan Lundqvist a Maiorca. Questi fu un viticoltore svedese che si innamorò di questa perla delle Baleari, e vi piantò per primo le varietà nobili di Francia: Merlot, Cabernet Sauvignon, Chardonnay e Syrah.
Nel 2002 , dopo una serie di vicissitudini e problematiche personali , l’azienda cessò la sua attività produttiva , per poi ripartire nel 2014 grazie all’impegno dei figli . Da allora in poi Bodega Santa Caterina è attiva nel consolidare uno standard elevato dei loro vini, dei quali vi descrivo le etichette più interessanti:
- Inguany 2020: un rosso dall’anima latina intitolato così dalla parola catalana “inguany'” , che significa “carpe diem”. Non cogliere al volo l’occasione di bere questo vino fatto da Calette (Cannonau) e Mandò (Alicante), sarebbe un peccato! Il colore è rosso porpora, con riflessi violacei. Al naso risulta complesso, con aromi di frutta nera , pepe, caffè e caramello e tostato. Il suo finale è elegante, rotondo e lungo, con un retrogusto di caramello e note tostate;
- Bianco Mallorca 2021: un bianco fatto di Viognier , Girò Ros e Prensal che piace a tutti, quasi un vino universale, che tira secco come uno champagne. Il colore è giallo paglierino. Al naso è fresco, molto espressivo con aromi di mela , pera e ananas . Un vino bianco soave , con una buona un’acidità integrata, e un retrogusto vaniglia.

Conclusioni. Vinitaly 2022
Innanzitutto per me viaggiare è come l’aria che respiro: una necessità prima che un capriccio. Apre la mente , insegna a osservare il mondo da prospettive differenti, e inevitabilmente migliora l’approccio alla vita e il rapportarsi agli altri. La lista dei motivi per fare le valigie e lasciare la propria comfort zone è davvero infinita . E il vino, senza dubbio, per me è diventato un fattore scatenante per vagabondare, perché ti catapulta laddove tutto ha origine. In fondo, questo è anche uno degli assiomi che Roberto Cipresso ripete più spesso durante le sue lezioni sul vino nelle conferenze in giro per le unversità italiane.
Troppo spesso il vino è associato al solo atto del bere e al piacere del bere o ai momenti di convivialità. In verità è molto di più. Il vino è cultura quando nasce in vigna, quando viene prodotto e persino quando viene condiviso a tavola. Non si sceglie soltanto in base al gusto o a criteri pratici, ma anche per le emozioni e le sensazioni che riesce a veicolare. Ogni bottiglia imprigiona un paesaggio, una saga familiare, e l’attaccamento alle proprie radici. Proprio questo è il messaggio che Roberto Cipresso ha professato al Vinitaly 2022.
Vinitaly 2022: dati interessanti!
Infine, non bisogna dimenticare che il vino rappresenta anche uno dei grandi motori dell’economia italiana. Non a caso il Vinitaly 2022 ha dimostrato ancora una volta che il vino italiano resta la prima voce dell’export agroalimentare . Il suo fatturato è in continuo aumento . Un successo non scontato in un mercato mondiale in continua evoluzione, sempre più affollato e competitivo. Leggiamo insieme alcune delle più interessanti statistiche emerse secondo la fonte ASNALI (Ass. Naz. Aut. Liberi Imprenditori):
- Erano presenti ben 88.000 operatori, e il 28% di questi erano stranieri (25.000) provenienti da 139 paesi. Questo dato testimonia una rinascita economica;
- Sul fronte delle presenze estere, la leadership appartiene in ordine di importanza a: USA, Germania, Regno Unito, Canada, Francia. Seguono Svizzera, Belgio, Olanda, Repubblica Ceca e Danimarca. In ambito extraeuropeo si segnalano come emergenti: Singapore, Corea del Sud, Vietnam, India e Africa.
A conti fatti , il Vinitaly ha scandito l’evoluzione del sistema vitivinicolo nazionale e internazionale. Sin dal 1967 anno della sua fondazione. Perchè ha compiuto una vera rivoluzione culturale. Ha cambiato il volto del vino da semplice prodotto agricolo di consumo quotidiano a icona di stile, economia e turismo. Era arrivato il momento di dare dignità internazionale al lavoro dei vignaioli.








