“Ama il tuo sogno se pur ti tormenta”
Albergo Locanda sul Mare, Ischia Porto
Innanzitutto, ci sono luoghi che si scelgono per comodità e altri che, quasi senza accorgersene, finiscono per integrarsi nel viaggio. Per me l’ Abergo Locanda sul Mare in via Iasolino, 80 a Ischia Porto , appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Ci ho soggiornato per la prima volta la scorsa estate in occasione di un wine report per Pietra di Tommasone, una delle cantine più rappresentative del patrimonio vitivinicolo ischitano.
Proprio quel primo articolo era incentrato sul contributo dell’azienda a Mosaico per Procida 2022: il bianco iconico ottenuto da 26 vitigni campani ideato per celebrare Procida capitale della Cultura 2022. Un progetto firmato dall’enologo Roberto Cipresso e raccontato dal giornalista Gaetano Cataldo , che è nato per richiamare l’attenzione sulla tradizione vinicola procidana, oggi purtroppo quasi scomparsa.
Quando i grappoli d’uva ti catapultano laddove crescono!
A conti fatti, se il vino era stato il motivo della partenza, Ischia si è trasformata nel motivo del ritorno. Perché quest’isola non si limita a essere un’oasi per le vacanze. Ti entra dentro lentamente, tra il profumo del mare, i vigneti affacciati sulle scogliere, i borghi sospesi nel tempo e quell’energia vulcanica che ne plasma il paesaggio e il carattere. Del resto è difficile restare indifferenti al fascino di una delle tre perle del Golfo di Napoli insieme a Capri e Procida.
Per questo motivo , a fine ottobre sono tornata a Ischia per una ragione ben precisa: non l’avevo mai davvero lasciata. Da Pisa ho ripercorso la strada verso l’isola con il desiderio di ritrovare quel frammento di cuore rimasto tra i granelli della spiaggia dorata di San Pietro. Ancora una volta l’ Abergo Locanda sul Mare è stato il punto di partenza della mia esplorazione dell’ Isola Verde. Un soprannome che rimanda alla natura rigogliosa e l’anima mediterranea di questo straordinario lembo di terra. In una settimana ho attraversato i quattro punti cardinali di questo eldorado campano:
- A Est: Ischia Porto ;
- A Sud : Borgo Sant’Angelo ;
- A Ovest : Forio;
- A Nord : Lacco Ameno.
Mini gudia d’Ischia
Di conseguenza, da quel ritorno è nata la mini guida che segue. Otto articoli dedicati ai volti più autentici e riconoscibili dell’isola, narrati attraverso itinerari unici che giustificano il magnetismo di questo angolo di paradiso:
- Ischia , Golfo di Napoli ;
- Ischia in 4 giorni ;
- Giardini della Mortella;
- Terme del Negombo;
- Antiche Terme Romane di Cavascura;
- Terme di Nitrodi;
- Cantina Raustella ;
- Tour da Baia di Cartaromana alla Grotta del Mago con Il Borgo di Mare, servizi nautici di Ischia Ponte.
In conclusione, mi sono resa conto ben presto che Ischia non è soltanto l’isola delle terme. Dietro la fama delle sue acque si nasconde un universo fatto di storia, cultura, tradizioni, panorami e sapori divini. Ma ciò che continua a richiamarmi qui, traversata dopo traversata, è soprattutto l’ospitalità degli ischitani. La stessa che ho ritrovato all’ Abergo Locanda sul Mare evolutosi per me in molto più di un semplice posto dove dormire: un piccolo rifugio affacciato sul mare, dove ogni sera lo sciabordio delle onde accompagna i pensieri verso la quiete.
Buona lettura!

Albergo Locanda sul Mare: una finestra sul ‘catino borbonico’
Sapevate che l’ Abergo Locanda sul Mare a Ischia Porto è custodito all’ interno di un palazzo storico del 1900 ? Tutto bianco e azzurro, in stile perfettamente mediterraneo, si eleva su due livelli abbracciati da rampicanti di bouganville rosa. La reception è subito all’entrata. Ed è proprio qui che il proprietario Giuseppe Macrì, affettusonamante chamato Peppino, riceve i suoi forestieri con un gran sorriso.
Varcato il cancelletto in ferro battuto, si accede a un ingresso lungo e raccolto, decorato con ceramiche pregiate e mosaici. Da qui si sale al piano superiore attraverso una scala che conduce a un corridoio ricco di oggetti da collezione: una rara macchina da scrivere Olivetti, specchi ornamentali, e vecchie stampe d’Ischia. Lungo questo museo si sviluppano le 9 camere della struttura, confortevoli e di varie dimensioni, 5 delle quali possono contenere fino a quattro persone. Gli ambienti sono accoglienti e dotati di ottimi servizi, tra cui:
- Finestre insonorizzate: per garantire il massimo riposo;
- Bagno privato completo di box doccia;
- Aria condizionata;
- Televisore a schermo piatto.
Tutto sommato, il rapporto qualità-prezzo si rivela eccezionale. Nella tariffa è incluso il servizio di cambio giornaliero di lenzuola e asciugamani. L’ordine e la pulizia sono impeccabili e, per qualsiasi imprevisto o necessità, potete contare sulla totale disponibilità dei proprietari.
Il fattore woh dell’ Albergo Locanda sul Mare: lo sguardo verso il porto borbonico!
In particolare l’emento distintivo dell’Abergo Locanda sul Mare a Ischia Porto è che si affaccia sul ‘catino borbonico’. Questo è il termine con cui si è soliti soprannominare il porto della cittadina, voluto dal re Ferdinando II di Borbone (1854). Il monarca contribuì in modo decisivo allo sviluppo economico dell’isola, che passò da realtà agricola a centro di traffici marittimi e commerciali.
Perchè prenotare all’ Abergo Locanda sul Mare a Ischia Porto? Ve lo spiego subito!
In definitiva , l’ Abergo Locanda sul Mare a Ischia Porto ha mutato la mia permanenza a Ischia in un’esperienza indimenticabile. Sono entrata come cliente e sono finita per essere considerata come una di famiglia! Quello che più mi ha convinto della struttura è la sua posizione strategica .
Questo perché appena scendete dall’aliscafo o dal traghetto vi ci fiondate in circa 15 minuti a piedi! Oltretutto se vi piace come me non essere schiavi della macchina , potete contare su una efficiente rete di bus ( EAV srl) il cui capolinea è ubicato proprio alle spalle dell’hotel in via Baldassarre Cossa, 4.
Altre 4 ragioni per bloccare un letto all’Albergo Locanda sul Mare
Tutt’ intorno all’alloggio non mancano servizi di ogni genere: agenzie per prenotare bici, motorini, e auto, supermercati, paninerie, distributori automatici. In più si trova:
- A due passi dal centro di Ischia Porto: questo si snoda da via Roma verso Corso Vittoria Colonna , che sono le due arterie e principali , un boulevard puntellato di negozi , lidi attrezzati e spiagge libere ;
- A venti minuti da Ischia Ponte: una borgata antica nota per il suo pittoresco Castello Aragonese e un concentrato di attrattive monumentali imperdibili . Non perdetevi i panini alla mortadella e pesto dell’Antico Panificio Boccia, e i gioielli di Valentino della sua bottega Guru Cat;
- Vicino alla Rive Droite: questa è la riva destra del porto, che rappresenta l’anima pulsante della movida ischitana. Per cui a qualsiasi ora si rientri c’è sempre qualcosa da fare. Qui tra i ristoranti più rinomati vi suggerisco : Attimo di Vino, I Ricci, Taverna Antonio, e I fratelli Riva. Si possono mangiare ottime specialità di pesce. Se poi volete bere vini pregiati concedetevi un calice freddo di Biancolella, il bianco dell’isola. Magari da Perazzo, che è un wine bar originale ricavato in grotte di tufo verde del XIX secolo. Per fare due salti fino a dopo mezza notte recatevi al cocktail bar Porto 151;
- A 30 minuti di macchina o motorino ( o di autobus ) dai Maronti: questa è la spiaggia più gettonata dell’isola per la profondità e il turchese del suo mare e l’offerta variegata degli stabilimenti balneari . Da un lato all’altro di questo tratto di costa meridionale sono collocati la Taverna di PietroPaolo e il Rena. Sono tra i due ritrovi più ricercati dagli ischitani: rispettivament per gustare il coniglio all’ischitana e per fare aperitivi in riva al mare fino al calar del sole.

I 5 misteri d’ Ischia
A proposito, dimenticavo di aggiungere altre due motivazioni per soggiornare all’ Abergo Locanda sul Mare a Ischia Porto :
- La colazione : è servita con caffè nero bollente e i classici cornetti ischitani ad ape. Sono bicolori , perchè fatti con un doppio impasto di pasta frolla e brioche. Un mix che li rende leggeri e squisiti. Vuoti o ripieni di crema con la classica goccia di amarena, vanno assaggiati rigorosamente caldi!
- Le chiacchierate con Giuseppe Macrì: ogni mattina mi parlava d’ Ischia , consigliandomi cosa fare e vedere , rivelandomi pure qualcuno dei misteri isolani. Ve ne accenno qualcuno :
1. Vittoria Colonna e Michelangelo
Primo: il Castello Aragonese (474 a.C.) . Esso si staglia su un isolotto nella frazione di Ischia Ponte a cui è collegato da un ponte di 220 metri. Esso è certamente uno dei richiami d’interesse più straordinari d’Ischia perché è simbolo dei suoi burrascosi trascorsi storici. Tuttavia, come ogni castello che si rispetti, è ricco di leggende e spiriti .
Dopo essere passato dai Greci, ai Romani, fino agli Aragonesi il sito celebrò nel 1509 le nozze tra Ferrante Francesco D’Avalos e la poetessa Vittoria Colonna. Si dice che per la perdita del marito la nobildonna si fosse immersa nelle arti creando in quella rupe abitata un cenacolo culturale. A questo parteciparono tra gli altri i letterati Ludovico Ariosto, e Jacopo Sannazzaro . Nel gruppo c’era pure il celebre scultore Michelangelo Buonarroti, con il quale pare Vittoria Colonna avesse intrecciato una relazione amorosa . Una liaison romantica vissuta di nascosto attraverso un passaggio segreto nell’ adiacente Torre Guevara.
2. Il Putridarium delle Clarisse
Secondo: l ‘inquietante Putridarium. Questa era la sala dove si mettevano a colare le monache decedute del convento delle Clarisse. Ciò serviva per purificare il loro spirito dalle impurità della vita terrena. L’aristocratica napoletana Beatrice Quadra fondò l’ordine dopo la perdita del consorte Muzio d’Avalos nel XVI secolo. In quel periodo il Castello Aragonese assunse le dimensioni di un piccolo borgo comprendente:
- Tredici chiese;
- Una caserma per la guarnigione;
- La Cattedrale dell’Assunta ( i cui affreschi interni sarebbero riconducibili alla scuola di Giotto) .
Chissà che in questo Purgatorio non si possa ancora sentire il respiro di qualche defunta. Le suore di clausura sopravvissero per duecentocinquanta anni. Precisamente fino al 1810, quando Gioacchino Murat soppresse tutti gli ordini religiosi per impossessarsi delle loro ricchezze. Ceduto alla famiglia Mattera nel 1912 , il Castello Aragonese fu recuperato dal suo stato di abbandono . Negli anni ’90 finalmente fu aperto al pubblico. Clicca qui per orari e prezzi biglietti .
3. La Grotta del Mago
Terzo: la Grotta del Mago, posta tra Punta Lume e Punta Parata. Questo è un altro enigma che ha appassionato residenti, studiosi e persino le truppe tedesche. I sodlati del regime nazista vi si introdussero infatti aprendo un varco nella roccia, nella speranza di recuperare tesori da destinare a Hitler.
Secondo detti popolari all’interno della cavità alcuni pescatori avrebbero assistito a una strana apparizione: un vecchio canuto dall’aspetto gentile accompagnato da alcune ninfe . La visione era interpretata come un segno benevolo, un presagio di abbondanti catture.
Di conseguenza, negli anni Trenta partirono numerose spedizioni speleologiche per studiare l’antro. Si innalzarono parecchie impalcature, che furono però smantellate da delle violente mareggiate. Da allora si spensero tutti i tentativi di scavare sui segreti della cavità.
4. La Chiesa del Soccorso
Quarto: la Chiesa del Soccorso . La sua semplicità architettonica color latte ci ricorda i paesaggi della Grecia. Dedicata alla Madonna della Neve è un piccolo tempio sacro del 1350 sito su un promontorio a picco sul mare. Il punto giusto dove ammirare un tramonto.
Se siete fortunati al calare del sole, vedrete per pochi istanti un raggio verde all’orizzonte. In questo caso non è una leggenda. Infatti è un fenomeno ottico raro dovuto alla rifrazione della luce solare nell’aria. Questo accade se il cielo è limpido. Però in assenza di foschia, c’è una veduta magnifica sul Lazio fino a Ventotene, Formia e Gaeta.
Superbo è il piazzale antistante la Chiesa del Soccorso , che è stato battezzato in onore di Papa Giovanni Paolo II -per la visita pastorale del 5 maggio 2002. Internamente preserva diversi capolavori di Cesare Calise , e un crocifisso ligneo del XVI sec. d.C. Quest’ultimo, secondo alcune voci popolari, era diretto su una nave verso la Sardegna. A causa di una tempesta i marinai si fermarono presso la Chiesa del Soccorso . Al momento di salpare, il crocifisso ligneo oppose resistenza. E si lasciò lì a proteggere ogni pellegrino!
5. Gli Agarthi
Quinto: il leggendario mondo di Agarthi. Questo sarebbe un popolo nascosto nelle viscere della Terra, un mito che risale al Medioevo . Precisamente quando il vescovo Corrado di Querfurt azzardò l’ipotesi che l’accesso alla Terra Cava di Agarthi coincidesse con un’entrata nelle viscere dell’Epomeo.
Alcune narrazioni più tarde sostengono che a questa teoria fosse interessato anche Hitler, che era appassionato di esoterismo. Secondo le sue interpretazioni , gli Agarthi sarebbero stati una sorta di razza primordiale da cui deriverebbe la stirpe ariana e, in senso più ampio, l’umanità. Si dice pure che il Führer avrebbe ordinato ai suoi soldati di di scovare a Ischia Porto il presunto passaggio per Agarthi . In questa ricerca sarebbero state esplorate la Grotta di Mavone ( Forio d’Ischia) e la Grotta del Mago, già citata in precedenza.
Naturalmente, da un punto di vista rigorosamente scientifico, non vi è alcuna prova di tutto ciò. L’unica ipotesi plausibile è che, in epoche remote, qualcuno possa essersi smarrito e abbia poi trasformato luoghi reali in storie fantasiose.

Albergo Locanda sul Mare, l’approdo degli artisti. Hans Purrman
Non c’è da stupirsi che in passato l’ Abergo Locanda sul Mare a Ischia Porto abbia ospitato personaggi di prestigio nazionale e internazionale. Del resto, appena sbarcati sull’ isola, se lo trovavano proprio di fronte. Un buen retiro elegante nella sua semplicità, con appartamentini comodi e arredati bene con tinte di blu che evocano il mare e lo spirito marinaro d’ Ischia.
Come il nido n. 115, dove dormiva l’incisore tedesco Hans Purrman, che nel 1910 partecipò alla fondazione della scuola di Matisse a Parigi. Dalle persiane spalancate sul porticciolo Borbonico amava fissare sulla tela scorci dell’isola, frammenti di paesaggio che per varie vicessitudini non furono più conservate in loco.
Con l’avvento del clima politico e delle persecuzioni razziali in Germania, Purrman fu costretto a vivere una condizione di crescente instabilità ed esilio. In questo contesto trovò più volte riparo a Ischia eleggendo l’ Abergo Locanda sul Mare a sua nuova dimora lontana dalle tensioni e dalle inquietudini di quel periodo.
Durante i suoi soggiorni ischitani, il genio alemanno ebbe anche modo di entrare in contatto con la realtà locale, contribuendo a valorizzare figure del territorio: fu infatti tra i primi a intuire il talento di Luigi De Angelis . Si trattava di un semplice barbiere che finì per affermarsi come ritrattista e paesaggista.
Giuseppe Macrì, il pittore delle vele
L’ Abergo La Locanda sul Mare a Ischia si configura come una vera e propria galleria d’arte diffusa, in cui gli spazi dialogano con le opere di Peppino , tra i protagonisti più silenziosi e appartati di questa storia. L’ albergatore e pittore ha alle spalle due mostre collettive negli anni Novanta. Figura schiva e riservata, quasi defilata, custodisce una dimensione creativa che affiora con discrezione, intrecciandosi alla sua attività quotidiana.
Il suo rapporto con Ischia è totale, quasi organico . Il porto borbonico ne sembra scandire il carattere: quando si svuota si rallegra ; se invece si riempie di flussi e presenze, tende a chiudersi, insofferente al frastuono della stagione turistica. Per mia fortuna era una tranquilla mattina autunnale senza folle di pellegrini quando sono riuscita a convincerlo a lasciare la sua “tana” per mostrarmi qualcosa di speciale della sua Ischia.
Villa Altana, le cupole arabeggianti d’ Ischia Porto
Dopo una sosta a un bar per delle buone spremute d’arancia, io e Peppino ci siamo avviati verso la parte sinistra d’ Ischia Porto. Giunti in via delle Fornaci, sono rimasta colpita dalla maestosità delle grandi cupole dalle linee arabeggianti di Villa Altana. Questa era la residenza del colonnello Giovanni Masturzi, poi acquistata e messa a nuovo dal duca L. S. Camerini nel secondo dopoguerra. Ovviamente non ci sarei mai arrivata da sola. Questa zona è conosciuta come Pagoda’ in memoria di un tempietto cinese in legno voluto da Ferdinando II di Borbone per i suoi gran galà.
Superato questo monumento, ci addentriamo nella villa comunale, adombrata da alberi secolari e gelsomini. Con tanto di veduta sul Vesuvio e Golfo di Napoli ci siamo appoggiati su un muretto ancora caldo per il sole. Qui San Gennaro ha fatto la grazia, perché il Duchamp ischitano mi ha concesso una breve intervista!
Chi è Giuseppe Macrì, l‘artista dell’ Albergo Locanda sul Mare a Ischia Porto?
Classe 1960, Peppino ha continuato l’attività alberghiera del padre e del nonno, che di origini calabresi si erano trasferiti per motivi di lavoro a Ischia . Nel 1940 i familiari acquisirono progressivamente diverse terre, e aprirono un ristorante, una salumeria, e un minimarket.
Successivamente comprarono una palazzina da un vecchio vignaiolo, che per difficoltà economiche la mise all’asta a Viareggio. Quel rudere presto fu restaurato , e in appresso si fece fruttare come pensione e infine trasformato nell’ odierno Abergo Locanda sul Mare.
Da venti anni Peppino porta avanti il suo lavoro con sacrificio e dedizione insieme a Olimpia de Angelis e il figlio Pietro. Il suo apporto all’espansione e al rendimento della proprietà fu decisivo. Dall’affitto di un gozzo in legno per ì visitatori per circumnavigare Ischia , alla modernizzazione della proprietà nel 2006.
L’arte secondo Giuseppe Macrì . In principio fu una caverna!
Peppino si è sempre dato da fare per mandare avanti i suoi affari e ci è riuscito egregiamente. Gli impegni lo hanno assorbito vorticosamente. Solo di recente che ha ripreso la sua vera vocazione: la pittura. Si definisce un autodidatta, fin dall’infanzia, quando a sei anni abbozzava i primi disegni con uno spazzolino da denti e colori recuperati da materiali di scarto.
Mi ha confessato di aver viaggiato molto da giovane in Europa. Nelle grandi capitali ha colto l’essenza di linguaggi artistici che ha poi rielaborato in forma personale. La sua musa ispiratrice resta comunque la bellezza d’ Ischia, la stessa che ogni giorno meraviglia lui e i suoi concittadini. Questo è, per lui, un atto d’amore verso il pubblico: a esso regala pennellate di poesia, sempre più rare nella società contemporanea.
Vecchie ciabatte e porte d’oriente
L’ immaginario artistico di Peppino si nutre di riferimenti eterogeni : dalle incisioni rupestri alla Cappella Sistina fino alla lezione del ready-made. Tra i suoi maestri di riferimento compaiono: Marc Chagall, Jackson Pollock, Vektor Pisani, Aniellantonio Mascolo, Robert Rauschenberg, Anselm Kiefer, e Piero Manzoni. Come per quest’ultimo, anche per Peppino vale il concetto che: “un oggetto resta un oggetto finché l’artista non lo trasforma in opera d’arte”. Da questa contaminazione nasce un fil rouge che attraversa tutta la sua produzione artistica, caratterizzata da una forte componente sperimentale ed estremamente eterogenea:
- Tele con le vele, che rimandano all’utopia di un pianeta migliore;
- Schizzi stilizzati del Vesuvio, che è emblema di potenza e rinascita;
- Installazioni fatte di salvagenti, sughero, ciabatte consumate, e rubinetti, che sono rappresentazione della forza distruttiva dell’uomo;
- Porte con scritte orientali, che diventano un messaggio di speranza per trovare una via d’uscita al consumismo capitalistico.
Le sue opere condividono una tensione comune: stimolare lo sguardo dello spettatore come forma di resistenza alla superficialità del presente. Peppino alterna tecniche pittoriche tradizionali all’uso del combine painting, realizzando spesso lavori austeri e teatrali in cui l’oggetto si carica di valenze simboliche e narrative
La festa del porto del 17 Settembre 2014
Una fotografia leggermente sbiadita del porto Borbonico ha catturato la mia attenzione durante l’ultima giornata all’ Abergo Locanda sul Mare . Quella cornice rappresentava per Peppino un ricordo particolarmente significativo. Si tratta dello scatto che immortala la sua partecipazione alla Festa del Porto del 17 Settembre del 2014. Il Comune, insieme al sindaco Peppe Brandi , volle organizzare questo evento per celebrare i centocinquant’anni della nascita del porto d’Ischia nel 1854 per volontà di Ferdinando II di Borbone.
A bordo di una piccola imbarcazione Peppino partecipò alla rievocazione dell’ingresso dei galeoni borbonici nel porto, accompagnata da ventuno colpi a salve e da una scenografia celebrativa. La Festa del Porto fu un evento in grande stile che durò circa quindici giorni per un totale di sei edizioni. Lo sfarzo della kermesse era imponente, ad arricchirlo c’erano cortei storici, workshop, stand enogastronomici, premi, fuochi pirotecnici, bande musicali e figuranti in costume borbonico. Macrì si recò anche nelle scuole per diffondere la conoscenza della storia del Mezzogiorno. Tuttavia, il sipario calò presto. Il progetto si spense rapidamente, come una candela al vento, tra difficoltà organizzative e mancanza di fondi.

L’ Abergo Locanda sul Mare : Ischia come non l’avete mai vista!
Non c’è nulla da fare, l’ Abergo Locanda sul Mare a Ischia Porto è la base perfetta per perlustrare Ischia. Non solo per la sua centralità che lo collega a tutti i versanti. Ma principalmente per la presenza di Olimpia de Angelis e Giuseppe Macrì, Mi hanno trasmesso la loro passione per la loro patria che è di uno charme disarmante. Compreso nella prenotazione all’ Abergo Locanda sul Mare è stato incluso il lusso delle piccole grandi cose. Come il rumore del mare che sveglia alle prime luci del mattino. O il canto dei gabbiani che la sera addormenta mentre volteggiano sopra le ultime barche che rientrano al molo.
Per concludere, a Ischia ancora oggi si percepisce, in filigrana, l’eco della golden age degli anni Cinquanta, quando sull ‘isola arrivò il magnate milanese Angelo Rizzoli su invito di un amico . Finì per innamorarsene a tal punto da avviare importanti investimenti. Quella stagione ha lasciato un’impronta profonda che il turismo di massa non ha del tutto cancellato. Si percepisce ancora nell’architettura alberghiera, nei locali storici e nel calore della sua gente.
Ischia conserva così un’aura autentica, sospesa tra sviluppo e memoria, ancora in parte selvaggia nelle sue pieghe più intime. Basta passeggiare lungo il lungomare per incrociare sguardi di viaggiatori eleganti o yacht sfavillanti. Però è sufficiente addentrarsi in un vicolo per cambiare scena. Allora si sente l’odore del pane appena sfornato, i banchi di frutta e verdura assaltati dalle massaie all’ora di pranzo. Tutta un’atmosfera quotidiana che ti avvolge. Sono queste le sensazioni di autenticità, a tratti sospesa, che mi sono rimaste addosso di Ischia Porto .
Vi auguro buon viaggio!
