Ischia cosa fare in 4 giorni

Ischia cosa fare in 4 giorni

“… ora sono commosso dalla Partenopea intrisa di luce,
il mio grazie è per te, Ischia,
cui un buon vento m’ha portato
a goderti con dei cari amici …”

Ischia  in 4 giorni

Senza dubbio girare  Ischia  in 4 giorni è stato un antidoto efficace alla mia nostalgia dell’ Isola Verde. La bellezza di questa perla del Golfo di Napoli mi ha conquistato a tal punto da spingermi a tornarci una terza volta . Era  ottobre, e come  sempre sono stata ospite  presso  l’ Abergo Locanda sul Mare  in via Iasolino , 80  a Ischia Porto .

Grazie alla posizione strategica di questo delizioso hotel , ho potuto  esplorato gran parte d’ Ischia senza difficoltà. In questo articolo vi propongo alcuni  itinerari indimenticabili che cominciano dal porticciolo borbonico  e proseguono per  Sant’AngeloForio   e  Lacco Ameno .

Inoltre ,vivere Ischia in 4 giorni mi ha fatto capire che qui  c’è molto di più  delle sue celebri terme. L’isola è un mosaico di paesaggi diversi, ricchissima di storia, arte, cultura ed eccellenze enogastronomiche. Per questo motivo, vi consiglio di non fermarvi a un semplice finesettimana: sarebbe troppo poco per lasciarsi davvero sorprendere da tutti i 46,3 km² di meraviglie che Ischia  ha da offrire.

Buona lettura!

Ischia in 4 giorni:  I° Tappa,  Ischia Porto di mattina

Inevitabilmente il mio percorso è iniziato da Ischia Porto ,  in origine chiamata Villa dei Bagni per via delle fonti termali di Fornello e Fontana.   Questo magico borgo marinaro rappresentò la svolta di tutta l’isola  con l’inaugurazione del suo porticciolo il 17 settembre del 1854. Fu Ferdinando II di Borbone che ebbe l’intuizione straordinaria di trasformare quello che in passato era un lago vulcanico in un’opera pubblica fondamentale. Uno scalo portuale che favorì lo sviluppo economico locale, collegando la comunità isolana con i traffici commerciali e turistici esterni.

Situato tra la collina di S. Alessandro e il Castello Aragonese,  Ischia Porto  costituisce infatti l’ingresso principale per approdare nell’isola .  Nello specifico a  Ischia Porto  attraccano:

Tuttavia, ci sono altri accessi portuali  a Forio e  a  Casamicciola Terme; gli altri a Lacco Ameno e Sant’Angelo sono per lo più approdi per le barche da diporto. Sicuramente Ischia Porto  è la zona perfetta dove alloggiare perché è servitissima, ed  è connessa a tutte le principali attrattive isolane per la presenza di:

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La Rive Droite di Ischia Porto

Che dire! Ischia Porto  è il cuore pulsante d’Ischia  per la vivacità diurna e notturna della riva destra del  porto borbonico chiamat dagli ischitani Rive Droite. Questa banchina è puntellata da tanti ristoranti e locali per un dopo cena con musica dove ci si può divertire, mangiare e bere qualcosa.

A proposito, vi suggerisco:

Via Roma e Corso Vittoria Colonna:  il salotto di Ischia Ponte

Proprio a due passi dalla Rive Droite  per lo shopping basta imboccare via Roma e Corso Vittoria Colonna.  Queste sono le principali arterie di Ischia Porto  , che costituiscono un boulevard pieno di botteghe, gioiellerie, e bazar di prodotti tipici . Non mancano gli accessi alle spiagge più vicine: il Lido e  San Pietro .

Nelle ommediate vicinanze si erge l’ Acquario (1905). L’artefice di questo edificio dal caratteristico color porpora fu l’ architetto Carl Sattler  su commissione di Anton Dohrn (1840-1909), un insigne zoologo marino. Lo scienziato tedesco ci abitò quando ci studiava .

Spesso ospitava i suoi amici con i quali si svagava e si dilettava in colte dissertazioni. Negli anni ’60 l’ Acquario diventò un distaccamento della Stazione  Zoologica Napoletana e Laboratorio di Ecologia del Benthos  , istituzioni fondamentali per  le ricerche nel campo dell’ecologia marina.

Un panino alla Zingara con Massimo Venia

A Ischia Porto  ho avuto il piacere di fare due chiacchiere con  Massimo Venia, autore  delle migliori etichette della Cantina Pietra di Tommasone. Appena entrata nel suo atelier al in via Roma,  32 , questo talentuoso pittore ischitano, mi ha stretto calorosamente la mano. Erede del maestro Mario Mazzella , i suoi acquerelli sono una celebrazione degli scorci più incantevoli d’ Ischia

Non finirò mai di ringraziarlo per la piacevole compagnia e per lo spritz condiviso al  Bar dell’Orologio: storico bistrot in   via Vittoria Colonna, 195 . Come da tradizione ischitana, ci siamo fatti tentare da uno spuntino tipico dell’isola:  il panino alla Zingara ! Cosa è? Due golose fette di pane cafone farcito con prosciutto, mozzarella (o fior di latte), maionese e lattuga. La ricetta originale prevede le pagnotte del leggendario Panificio Boccia a Ischia Ponte, dove è nata nel 1977 nella paninoteca La Virgola .

5 cose da fare nel centro storico d’ Ischia Porto 

Bisogna ricordare che Ischia Porto  non è soltanto il core  dell’isola. Basta infatti allontanarsi di pochi passi dalle vie più frequentate per imbattersi in un universo di architetture insolite e un sorprendente patrimonio culturale, spesso invisibile agli occhi del turismo di massa.

Nelle prossime righe vi svelerò 5  architetture miliari della città: fermate  esclusive  che invitano a guardare oltre le apparenze per seguire le tracce dei Borbone e ascoltare le storie di santi, nobili e avventurieri. Siete pronti a una  Ischia segreta?

1. Villa Altana

Villa Altana: in via delle Fornaci si nasconde una palazzina dai tratti arabeggianti, che incanta con le sue cupole moresche, finestre bifore, e muri merlati. Era il rifugio del colonnello e avventuriero Giovanni Masturzi. Nella II°  Guerra Mondiale il duca S. Camerini comprò e salvò dall’oblio questa  imponente costruzione.

A sua volta essa era ricavata da un precedente tempietto cinese in legno. Questo fu ingegnato da Ferdinando II di Borbone per i gran galà  dell’inaugurazione del porto .  Era noto con l’appellativo di Pagoda con cui ancora oggi ci si riferisce a questo punto a sinistra di Ischia Porto.

2. Chiesa S. Maria del Porto Salvo e Palazzo Reale

Chiesa S. Maria del Porto Salvo : posizionata sotto il  Montagnone  fu fatta  nel 1856 per volere dei Borbone su progetto dell’ Ingegner  Quaranta . A pianta a croce latina  possiede  tre navate, le cui pareti sono decorate da stucchi con diversi motivi . Ci sono due piani ed è ricca internamente di opere di valore. 

Palazzo Reale : in piazza Antica Regia originariamente era una Spa per le classi benestanti . Apparteneva  alla famiglia  Buonocore,  veri e propri pionieri nello sfruttamento benefico delle sorgenti sottostanti di Fontana e Fornello. 

Rimane un mistero come la proprietà passò ai Borbone . Dal 1877 dopo molte controversie storiche legate al Regno di Napoli, il  Palazzo Reale, spettò al demanio militare con uso riservato per lo stesso esercito.

3. Chiesa di Santa Maria delle Grazie e Chiesa di San Girolamo

Chiesa di Santa Maria delle Grazie: questa chiesa è detta anche di Sant’Antonio alla Mandra, perché è posta in località Mandra, anticamente utilizzata come pascolo per le greggi. Risale al XIV secolo ed è in stile Barocco. Dal 30 settembre 2003 vi è custodita la salma di San Giovan Giuseppe della Croce, un altro patrono d’Ischia .

Chiesa di San Girolamo: questa parrocchia si staglia nell’omonima piazza . Tutta di color  bianco ispirò molti artisti che l’immortalarono nelle loro tele per l’essenzialità delle sue forme. Del 1301 fu edificata poco dopo  l’ultima e tremenda eruzione dell’Arso. Nel XVI secolo fu gestita dai frati di Santa Maria della Scala e continuò a essere rimaneggiata fino al 1950. Sono tre le sue particolarità  sono:

4. Chiesa S. G. G. della Croce

Chiesa S. G. G. della Croce: una chiesetta gialla piazzata esattamente accanto alla Spiaggia dei Pescatori in contrada  Mandra,  dove si venera il culto della Madonna bambina . Un tempietto lineare  a croce latina che fu fatto  nel 1636 e modificato più  volte fino al 1851 per iniziativa di Pio IX. Spiccano subito : una cupoletta di mattonelle smaltate di giallo e verde , una torre e la cappella di San Giovan Giuseppe della Croce.

Attraverso una rampa di scalini di marmo si accede all’ Arciconf. S Maria di Costantinopoli  eretta nel 1613 . Particolare è l’usanza del 25 agosto quando si porta in processione una statua della Madonna ivi riposta. C’è solo una navata.  Mentre negli archi reggenti il soffitto sono affrescati i principali episodi del Vecchio e del Nuovo Testamento.  Questi sovrastano un altare del XVIII fatto di marmi . Internamente sono  sparsi qua e là quadri che parlano dell’ecclesia ischitana.

5. Cattedrale dell’Assunta

Cattedrale dell’Assunta: questo monumento religioso a tre navate sostituì la primitiva cattedrale ischitana collocata all’altezza del Castello Aragonese (fu distrutta dai bombardamenti inglesi) . Si distingue per la sua  facciata  barocca ed è protetta da una cancellata in ferro. Al lato c’è un campanile antecedentemente adibito a fortezza per le scorrerie saracene.

Internamente  di grande effetto è un quadro raffigurante una Madonna. Il suo volto pare essere quello della moglie di Pietro Cossa (figlio di Giovanni Cossa governatore d’Ischia e Procida), che nel XIV secolo fece innalzare lo stesso duomo. Alla  Cattedrale dell’Assunta notevole è la cappella con un’altra Madonna alla quale Vittoria Colonna soleva pregare per il ritorno del suo amato sposo.

Ischia in 4 giorni: I° Tappa, Ischia Ponte di pomeriggio

Ischia Ponte è il nuclo antico di Ischia Porto  da cui dista poco più di 1, 5 km  ( andando a spasso per tutto  Corso Vittoria Colonna  ci si arriva in venti muniti) . Se ne attesta l’esistenza sin dal XIII secolo. Nel XIV secolo  Ischia Ponte era conosciuta con il nome di Borgo di Celsa per i gelsi che l’abbellivano. Nel 1700 questo semplice villaggio si riempì di gente per lo spopolamento del Castello Aragonese, che è uno dei suoi principali richiami insieme al Museo del  Mare. Quest’ultimo, fondato nel 1996, espone su tre piani gli antichi e storici attrezzi per la pesca, l’attività che un tempo costituiva la principale fonte di sostentamento dell’isola.

Affollatissimi d’estate sono altri tre richiami Ischia Ponte:

Il Castello Aragonese oggi

Non è facile peregrinare all’interno del  Castello Aragonese , perchè è immenso ed è composto da 15 parti:

  1. La Chiesa dell’Immacolata ;
  2. Il Convento di S. Maria della Consolazione ;
  3. Il Cimitero delle Monache;
  4. La Casa del Sole;
  5. La Chiesa di San Pietro a Pantaniello;
  6. Palmenti per la vinificazione e cellaio;
  7. Il Carcere Borbonico;
  8. La Chiesa S. Maria delle Grazie o dell’Ortodonico;
  9. L’ Antica torre di avvistamento e di difesa;
  10. Il Sentiero del sole;
  11. I Gradoni di S. Cristofaro;
  12. La Chiesa della Madonna della Libera;
  13. Il Viale dell’Ailantus;
  14. Resti del tempio del sole;
  15. La Cattedrale dell’Assunta.

Se si ha la fortuna di poterlo scandagliare per bene , esso ci  racconta delle conquiste dei Greci, dei Romani, degli Aragonesi.   E anche delle gloriose nozze del 1509 tra Fernando Francesco D’Avalos e la poetessa Vittoria Colonna. Questa  nobildonna per la perdita del marito si immerse totalmente nelle arti, creando in quella rupe abitata un cenacolo culturale.

Dopo varie vicissitudini il  Castello Aragonese  nel 1912 passò nelle mani della famiglia Mattera , e nel 1996 fu aperto al pubblico. Ci vollero anni di incessanti interventi di restaurazione per portarlo all’attuale splendore. Tuttora è visitabile ed è sede di importanti eventi come l’‘Ischia Film Festival’ ideato nel 2003 da Michelangelo  Messina.

Info utili :

Come raggiungere Ischia Porto;

Dove alloggiare a Ischia Porto ;

Dove mangiare a Ischia Porto ;

Spiagge a Ischia Porto;

Feste Principali a Ischia Porto

Trekking a Ischia Porto;

Gite in barca a Ischia Porto;

Guide a Ischia Porto.

 

Ischia in 4 giorni:  II ° Tappa, Sant’Angelo

Certamente Sant’Angelo  , presso il comune di Serrara Fontana ,  è l’angolo più chic e suggestivo d’Ischia . A renderlo ancora più speciale è l’assenza totale di auto: il centro è interamente pedonale (sono comunque disponibili parcheggi a pagamento per chi arriva in macchina). La parte alta si sviluppa in un magico gorviglio di casette colorate disposte a spirale sulla Madonella , una collina in tufo  abbellita da una torre difensiva e dalla Chiesa Arcangelo Michele ( 1850) .

La parte bassa, invece, conserva  il tipico aspetto di una borgata di pescatori , con una insenatura favolosa dove gallegiano  barchette e yacht da sogno.Per la sua quiete à e atmosfera avvolgente,  Sant’Angelo  attira soprattutto un turismo d’élite  . Tra i suoi estimatori spicca  l’ex  cancelliera tedesca Angela Merkel, che ne ha fatto un vero e proprio buen retiro , lotano dalla confusione della politica!

In riva in compagnia dei gabbiani!

Dalla fermata dell’autobus a  Sant’Angelo si snoda una suggestiva discesa a serpentina fatta di ciottoli e muretti impreziositi da ceramiche colorate. Dopo pochi minuti di cammino mi sono ritrovata in una piazzetta vivace, ricca di boutique, ristorantini e caffè alla moda. Per riposarmi un poè , mi sono fermata Bar della Taverna del Pirata in via Sant’Angelo, 77 .

Mentre sorseggiavo un calice ghiacciato di Forastera, lo sguardo si è perso fino a scorgere Capri in lontananza . Dopo un bagno rigenerante nelle acque delle magnifiche Antiche Terme di Cavascura  , proprio accanto alla vicina  Spiaggia dei Maronti , la prossima volta bel borgo prenoterò al Tropical  e all’  Aphrodite Apollon.  Sono due imponenti parchi termali con decine di piscine a temperature che vanno dai 20° ai 40° e dotate di tutti i comfort immaginabili.

2 Cose da fare nei dintorni di Sant’Angelo

Avendo avuto disposizione una  mezza giornata, a  Sant’Angelo  mi sono concessa solo queste due altre fughe a brevissima distanza dal suo centro abitato:

1. Le Fumarole dei Maronti: raggiungibile in soli 12 minuti a piedi da Sant’Angelo, questa spiaggia fuma continuamente a causa dell’energia vulcanica del sottosuolo, con emissioni di vapore che toccano i 100 °C. È uno spettacolo unico dove la sabbia diventa una cucina a cielo aperto:  chef e buongustai vi seppelliscono uova, pollo e altre pietanze per cuocerle grazie a questi focolari naturali;

2. Taverna Pietro Paolo detto Stalino: questa celebre e accogliente taverna rustica è ricavata in un anfratto Spiaggia dei Maronti  . Ci sono stata appositamente per gustare il piatto simbolo dell’isola: il  coniglio all’ischitana. Si usa il coniglio “di fossa”, allevato in profondi cunicoli che donano alla carne un sapore straordinario. Viene servito rigorosamente nel tegame di coccio con pomodorini e piperna, che è  il timo isolano.

Info utili :

Come raggiungere Borgo Sant’Angelo;

Dove alloggiare a Borgo Sant’Angelo ;

Dove mangiare a Borgo Sant’Angelo ;

Spiagge a Borgo Sant’Angelo;

Trekking a Sant’Angelo ;

Gite in barca a Sant’Angelo ;

Guide a Sant’Angelo .

Ischia in 4 giorni:  III° Tappa,  Forio

Forio è una sontuosa cittadina di 18.0000 abitanti, la più estesa di Ischia  . Sboccia come un fiore  tra Punta Imperatore e Punta Caruso, e si suddivide in quatto frazioni: San Francesco, la Chiaia, Citara e  Panza. La mia salvezza è stata incontrare la mia amica  Grazia Parpinel,  guida esperta del posto. Forio  splende a ovest, il  lato più soleggiato dell’isola, quello più vocato alla viticultura  per la fertilità dei terreni. Non a caso qui si adagia la cantina Pietra di Tommasone,  che mi ha fatto ubriacare d’Ischia!

Nonostante fosse autunno a Ischia, il caldo era quasi asfissiante. La mia passeggiata a Forio è cominciata inizialmente a piedi: dal lungomare di Forio verso il  viale principale di  Corso Francesco Regine    fino alle torri di avvistamento. Per stare dietro Grazia Parpinel   è stata necessaria tanta energia: sono state inevitabili a Forio le  pause caffè al Divino Cafè in  Via Erasmo di lustro, 6! Infine,  a  cena al  Kantharos , ricercata enoteca (in via Cesare Calise 3) ho realizzato che la  parmigiana non è stratosferica solo nella mia Sicilia!

La Baia di Citara e il wine relais C’est la Vie

Muoversi in macchina è stato vantaggioso per scovare qualche gioiello nascosto di Forio. Come per esempio il  Ristorante Bagno Viola  in via G. Mazzella, 109  nei dintorni della Spiaggia di Citara . Come scordare quel succulento sauté di vongole divorato all’ombra degli ombrelloni del lido!

Poetico il richamo di Forio al crepuscolo, mentre un aperitivo sulla terrazza del C’est la Vie,  raffinato wine relais a picco sul mare, regalava una vista mozzafiato e una sensazione di libertà infinita.

6 cose da vedere  nel centro storico di Forio

1. Chiesa di San Gaetano e la Basilica di S. Maria di Loreto

Chiesa di San Gaetano o Santa Maria Porto Salvo : questa è una sfavillante chiesa dalla cupola gialla che si intravede appena entrati a Forio. Furono i marinai a richiederla nel 1655 a protezione del loro navigare.   Fu rimaneggiata in appresso fino ad assumere tratti prevalentemente   barocchegianti . La sua navata è adornata da un mezzo busto di San Gaetano insieme ad ex voto e barche .

 Basilica di S. Maria di Loreto : lungo l’affollato Corso Francesco Regine   si apre questa basilica a tre navate , che è popolare per le sue calotte moresche, il pavimento maiolicato,  e i suoi orologi (XIII sec.) . Ci furono degli ampliamenti nei secoli a venire.  Dentro è impreziosito da : un’autorevole pinacoteca degli autorevoli pittori Cesare Calise   (XVII sec.) e Alfonso Di Spigna (XVIII sec.),  un archivio colmo di importanti documenti, pilastri fatti di marmi policromi. Considerevole è una statua lignea dell’Immacolata eseguita da  un seguace di Nicola Fumo , il tutto sormontato da un soffitto a cassettoni in oro e legno.

2. Torre Morgera e Basilica di San Vito

Torre Morgera o Quattrocchi: nel quartiere del Cierco si innalza questa torre in tufo, che è a pianta quadrata e su due livelli. Si fa fatica a identificare le fattezze di un’architettura militare contro l’attacco dei Turchi. Questo perché accanto si confonde con altre abitazioni.

Basilica di San Vito: addentrandosi a Forio ci si imbatte in questa importante basilica del XIV sec. Essa è dedicata a San Vito, protettore  di Forio   (pare abbia salvato i vitigni da una terribile pestilenza).  A croce latina e a tre navate primeggia per l’imponenza delle campane, ricavate dalla fusione di alcuni cannoni. Gli interni  sono decorati con:  stucchi di Cesare Starace , alcuni lavori dei geni di  Cesare Calise  e Alfonso Di Spigna, e una massiccia pala d’altare del 1745. Il sagrato al di fuori della chiesa rievoca il triste dilaniamento di tanti cittadini uccisi da delle bombe scagliate la notte dell’8 settembre del 1943 , giorno dell’armistizio.

3. Chiesa del Soccorso 

Chiesa del Soccorso: questo fantastico santuario del 1350 è intitolato alla Madonna della Neve, ed è custode di tutti i marinai. Tutta dipinta di bianco in perfetto stile Mediterraneo si accovaccia su un promontorio a strapiombo sui litorali dorati . Da cui si può contemplare un tramonto unico.

Se siete fortunati, vedrete per pochi istanti un raggio verde  all’orizzonte.  Questo è un fenomeno ottico raro della rifrazione della luce solare nell’aria che accade se il cielo è limpido. Oltretutto se non c’è foschia c’è una veduta spettacolare sul Lazio fino a Ventotene, Formia e Gaeta.  Superbo è il  suo piazzale battezzato Papa Giovanni Paolo II in occasione della visita pastorale del 5 Maggio 2002.

La Chiesa del Soccorso preserva diversi realizzazioni  artistiche di  Cesare Calise , e un  crocifisso ligneo del 1400. Tra il XVIII e la fine del XIX secolo, l’erosione marina a causato alcuni danni. Per questo motivo ci furono degli interventi, come quelli che hanno interessato il sagrato. A questo sono state aggiunte delle croci in piperno , ed il portale a cui furono aggiunte delle pregiate maioliche.

4. Chiesa di S. Francesco d’Assisi e Palazzo Covatta

Chiesa di S. Francesco d’Assisi: spunta in tutta la sua magnificenza in piazza del Municipio assieme a un convento francescano, e all’ Arciconfraternita Santa Maria Visitapoveri .  Della seconda metà del ‘600 è a una navata. Si dice fu fatta per conseguenza della devastante epidemia del 1656. Non è molto vistosa, a eccezione dei capolavori di Giuseppe Simonelli , del soffitto barocco a botte, e della vetrata alle spalle dell’abside maggiore.

Palazzo Covatta: in via Torrione, 42 questo è uno stabile dalla facciata esemplare per le bizzarre finestre, che per la forma del portone e della scala dovrebbe essere del XVII secolo. Si narra che ci venne confinata Donna Rachele Guidi in Mussolini .  La consorte del Duce fu esiliata a Ischia dove vi rimase fino al 1958. In virtù della sua dolcezza , pare che il popolo ischitano trattasse lei e i suoi tre figli con reverenza.

5. Chiesa di San Sebastiano e Bar Internazionale 

Chiesa di  San Sebastiano : in Sant’Antonio Abate, 26, questa chiesa è in pietrame di tufo e dovrebbe essere del XIV periodo della tremenda ed ultima eruzione dell’Arso. Il portale è neoclassico in rosa pastello, e sfoggia una pianta a croce greca con pilastri corinzi e una gigantesca cupola con decorazioni a lacunari.

Bar Internazionale : è il fanatstico cafè in Corso Francesco Regene 41  che deve la sua fama a Maria Senese , sua fondatrice negli anni ‘50. Da principio era una bettola di paese. E poi si allargò fino a cambiare in un’osteria in cui si servivano pranzi e bevande. Divenne ritrovo per personaggi illustri nazionali e internazionali. E in taluni casi anche ultimo riparo per intellettuali perseguitati per il loro orientamento sessuale. Come nel caso di Wystan Hugh Auden ,  che con  il suo compagno Chester Kallmann furono accolti da Maria Senese  con calore umano.  A lei Auden  si ispirò per la protagonista del suo libretto Carriera di un libertino, musicata da Igor Strawinskji. 

6. Il Torrione 

Il Torrione: in via Torrione 32, questa torre a base rotonda, emblema di Forio ,  è la più alta di tutte le altre circostanti.  Del 1480 fu fatta per prevenire e fermare le scorrerie dei pirati.

A pianterreno ci si sistemavano le artiglierie, al livello superiore ci alloggiava la guarnigione. Fu restaurata di recente e accoglie un museo civico e le creazioni di Giovanni Maltese, conosciuto  artista foriano che abitò il Torrione dal 1883 fino ai primi anni del ‘900.

3 Cose da fare on the road a Forio

1. Punta Imperatore

Punta Imperatore: questa è l’estremità più incantevole d’Ischia. Sono partita da Campotese, vicino Panza, per farci un sopralluogo. E dopo una mezz’ora attraverso un vecchio sentiero si giunge in questo paradiso.  Un fazzoletto di terra che si affaccia su tutto l’abitato di  Forio ,   la baia di Citara  e il monte Epomeo.

In seguito si procede attraverso degli scalini a un faro isolato, il cui guardiano negli anni ’30 morì fulminato. Sua moglie Lucia Capuano continuò  egregiamente il mestiere di vedetta campana. Merita menzione Lucianna De Falco, l’attrice ischitana che nel  2008 tirò fuori una pièce teatrale su questo commovente  racconto del  faro di Punta Imperatore.

2. Bosco di Zaro e La Colombaia

Bosco di Zaro: questa foresta a nord ovest d’ Ischia  presenta uno scenario indescrivibile di olivi centenari, carrubi, ginestre, ciclamini , mirto e funghi porcini. In un silenzio assordante tra qualche lumino e delle offerte votive  ci si venera la   Madonna di Zaro per le sue apparizioni  dal 1994.

Ogni 8 e 26 Settembre le veggenti lasciano una premonizione divina che riguarda tutta l’umanità. Una delle più chiacchierate profezie sarebbe stata quella sugli  attentati dell’11 settembre 2001 . Fu fatta da Simona P. e che nel 1995 fu registrata sul settimanale Epoca .

La Colombaia

Celata dagli alberi del Bosco di Zaro   compare La Colombaia mausoleo ed ex  abitazione liberty  del  regista Lucchino Visconti . Ci si rinchiudeva per dare sfogo al suo estremo gusto estetico, quello che ha pervaso tutta la sua produzione cinematografica. Dal 2001 La Colombaia è una fondazione che si occupa della diffusione e della comunicazione dello spettacolo.

3. Giardini della Mortella eGiardini Poseidon

Giardini della Mortella : questo è un eden botanico disegnato nel 1956 dall’architetto paesaggista Russell Page per  Lady Susanna. Questa giovane donna alla morte del marito il compositore Inglese Sir Walton ampliò il loro nido fino a farla divenire un’esplosione di flora mediterranea, roseti e piante tropicali.

Giardini Poseidon : con accesso diretto dalla baia di Citara queste terme sono la punta di diamante d’Ischia.  La struttura è immersa in una natura esotica . Dentro ci sono ventidue piscine termali curative, con una temperatura costante da 20° C a 40° C . Circa trenta euro del costo del biglietto (ristorazione esclusa) per regalarvi un attimo di assoluto benessere sia per il corpo che per la mente.

Info utili :

Come raggiungere Forio;

Dove alloggiare a Forio;

Dove mangiare a Forio ;

Spiagge a Forio;

Trekking a Forio;

Gite in barca a Forio ;

Guide a Forio .

Ischia in 4 giorni: IV ° Tappa, Lacco Ameno

All’ingresso portuale di Lacco Ameno   mi è restato impresso il pittoresco Fungo, ormai simbolo del paesino . Questo è un gigante di 10 metri  di tufo verde caduto dall’ Epomeo che da secoli modellato dal vento si è fissato in mezzo agli scogli.

Lacco Ameno  fu la prima colonia della Magna Grecia  in Occidente  (VIII  secolo a.C.). Negli anni ’50 il rinomato archeologo tedesco Giorgio Buchner  individuò proprio  sulle pendici del monte Vico le origini di  Pitechusa, ovvero la Ischia arcaica fondata dagli Eubei . A questa altezza probabilmente c’era l’area sacra, i templi, e le case. Di queste ultime si conosce poco.  Forse erano organizzate in piccoli agglomerati. Questi a loro volta erano disposti nelle aree collinari che circondavano le rade portuali.

Dalla darsena, oltrepassati i lidi, si raggiunge Corso Angelo Rizzoli, via principale ricca di negozi stilosi. Qui, gli appassionati di buon cibo e vino trovano l’affermato ristorante Cantina del Mare . Accanto al locale fa bella mostra la deliziosa chiesetta settecentesca  di Santa Maria delle Grazie (XVIII sec.)  voluta dalla famiglia Monti.

Angelo Rizzoli e la rinascita di Lacco Ameno

Non fatevi ingannare dalle dimensioni ridotte di Lacco Ameno , perché vi stupirà con le sue piccole pietre prezios, come per esempio  Piazza Santa Restituta . Si mostra in tutta la sua maestosità con lo sfarzo del   Reginella e  del Regina Isabella . Questi sono  due alberghi di lusso ,  risultato delle lungimiranti intuizioni del  milanese  Angelo Rizzoli .

Gli anni ’50 furono la golden age d’Ischia quando il Cavaliere vi approdò per villeggiatura su invito dell’amico e  medico Pietro Malcovati. Fu questo brillante ginecologo che esortò il ‘cumenda’ a fare tutta una serie di investimenti che rimodernarono Ischia, Finì per trasformarla in un appuntamento immancabile della mondanità internazionale.  Anche se il percorso non fu privo di ostacoli!cosa-fare-a-lacco-ameno-ischia-wine-travel-blog-weloveitalyeu

 

2 Cose da fare a Lacco Ameno

Ischia  si è formata 55000 anni fa in corrispondenza di una camera magmatica che si è svuotata per la fuoriuscita di magma fluido da crepacci sulla crosta terrestre. Tanti popoli l’hanno conquistata .

Ognuno di loro ha lasciato traccia della loro civiltà.  Fino a evolversi nell’era moderna in uno dei posti turistici più richiesti del pianeta.Una time line d’ Ischia  affascinante che si può approfondire in queste due importantissime attrattive della città:

1. Museo Archeologico di Pithecusae  

Museo Archeologico di Pithecusae  è un’enorme galleria di otto sale relativa  alla storia d’ Ischia . Dal Neolitico all’epoca classica. Si può avere  una panoramica dettagliata  dei principali fenomeni geologici isolani. Esso  è ospitato nella magnifica Villa Arbusto , dimora di Angelo Rizzoli  che non si fece sfuggire questo casolare seicentesco appartenuto a Don Carlo Acquaviva Duca d’Atri.

Operativo dal 1999 il museo fu voluto dal professor Vincenzo Mennella, sindaco di Lacco Ameno,  che ne curò la nascita dal 1979. Da allora in poi nei suoi ambienti sapientemente allestiti si possono apprezzare reperti archeologici di pregio quali:

2. Museo Angelo Rizzoli

Il Museo Angelo Rizzoli è  una collezione di memorie varie che rende omaggio ad Angelo Rizzoli , il benefattore e magnate di Lacco Ameno . Ci sono foto che documentano il suo impegno per il risveglio d’ Ischia,  che negli anni ’60 beneficiò dei suoi ospiti singolari: divi, intellettuali, giornalisti, ecc. Altri ricordi, più personali, sono legati al suo successo, come le selezione le gigantografie dei primi numeri del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport di cui Angelo Rizzoli fu direttore.

La Basilica di Santa Restituta e il Parco Termale del Negombo

Fate un salto nella  Basilica e Museo di Santa Restituta: questo complesso sta al di sopra di un precedente santuario paleocristiano consacrato a Santa Restituta , martira cartaginese che naufragò miracolosamente nella caletta di San Montano .Subì varie distruzioni fino a quando non venne affidata alla custodia dei monaci benedettini intorno il 1000 . Fu poi ampliata nel 1470 con una torre difensiva. Questa fu  fatta nel 1590 apposta per i fedeli in caso di incursioni nemiche . Al presente ci sono gli uffici comunali.

Altri rimaneggiamenti seguirono nel 1600 fino al catastrofico terremoto del 1883, che danneggiò gravemente la basilica, inaugurata poi nel 1866. L’esterno è in stile Neoclassico con a destra un elegante campanile. La singola navata si arricchisce di: dipinti, un pavimento colorato, una statua in legno della santa, e le sue reliquie. Nel 1950 sotto la supervisione del prete Pietro Monti si effettuarono dei restauri alla cappella.

Non finisce qui!

Pertanto  si  rinvennero: necropoli feniciepuniche e grecoromane, ceramiche dell’età ellenistica . E anche quartieri artigianali, come quello metallifero a Mazzola (VII/VI sec a. C. )  .Nel 1974 venne istituito un museo che fu sovraordinato alla Curia di Napoli e alla Soprintendenza per i beni archeologici delle province di Napoli e Caserta.

Proseguite con la Spiaggia di San Montano: a pochi passi dal centro cittadino di Lacco Ameno c’è questa caletta di sabbia dorata caratterizza da fondali bassi e  acque  cristalline e dall’ sua ombra  del Monte Vico. Questa ingloba il Parco Termale del Negombo , una meraviglia architettonica voluta dal duca di Camerino nel 1947.

Info utili :

Come raggiungere Lacco Ameno;

Dove alloggiare a Lacco Ameno ;

Dove mangiare a Lacco Ameno ;

Spiagge a Lacco Ameno;

Trekking a Lacco Ameno ;

Gite in barca a Lacco Ameno ;

Guide a Lacco Ameno .

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Conclusioni: a Ischia , non serve l’orologio!

A Ischia l’estate sembra non finire mai, un’isola misteriosa ed eterna che ha il raro potere di accontentare proprio tutti. È la destinazione ideale per chi cerca lo sfarzo  sofisticato. Quello che prende forma  tra panfili da capogiro  ormeggiati in baie dal mare cristallino. Ma al tempo stesso è perfetta per chi ama la semplicità delle piccole, grandi cose. Come lo spettacolo silenzioso di un sole infuocato che scompare lentamente dietro una scogliera selvaggia.

Ischia è  un’ avventura  straordinaria unica che vi consiglio di sperimentare al più presto. E soprattutto senza fretta. Dovete lasciarvi cullare dai ritmi lenti dell’isola. Tuffarsi nelle sue atmosfere è la scelta migliore per rigenerare il corpo e lo spirito. Potrete davvero  staccare finalmente la spina dalle preoccupazioni. Intanto iniziate a sognare a occhi aperti questo paradiso. E se avete già in mano il vostro biglietto, non mi resta che augurarvi buon viaggio!

 

Albergo Locanda sul Mare, Ischia Porto

Albergo Locanda sul Mare, Ischia Porto

“Ama il tuo sogno se pur ti tormenta”

Gabriele D’Annunzio

Albergo Locanda sul Mare, Ischia Porto

Innanzitutto, ci sono luoghi che si scelgono per comodità e altri che, quasi senza accorgersene, finiscono per integrarsi  nel viaggio. Per me l’ Abergo Locanda sul Mare  in via Iasolino, 80 a Ischia Porto , appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Ci ho soggiornato per la prima volta la scorsa estate in  occasione di  un wine report per Pietra di Tommasone, una delle cantine  più rappresentative del patrimonio vitivinicolo ischitano.

Proprio quel primo articolo era incentrato sul contributo  dell’azienda a Mosaico per Procida 2022: il bianco iconico ottenuto da 26 vitigni campani ideato per celebrare Procida capitale della Cultura 2022. Un progetto firmato dall’enologo  Roberto Cipresso  e raccontato dal giornalista  Gaetano Cataldo  , che è nato per richiamare l’attenzione sulla tradizione vinicola procidana, oggi purtroppo quasi scomparsa.

Quando i grappoli d’uva ti catapultano laddove crescono! 

A conti fatti, se il vino era stato il motivo della partenza, Ischia  si è trasformata  nel motivo del ritorno. Perché quest’isola non si limita a  essere un’oasi per le vacanze. Ti entra dentro lentamente, tra il profumo del mare, i vigneti affacciati sulle scogliere, i borghi sospesi nel tempo e quell’energia vulcanica che ne plasma il paesaggio e il carattere. Del resto è difficile restare indifferenti al fascino di una delle tre perle  del Golfo di Napoli insieme a Capri e Procida.

Per questo motivo , a  fine ottobre sono tornata a Ischia per una ragione ben precisa: non l’avevo mai davvero lasciata. Da  Pisa  ho ripercorso la strada verso l’isola con il desiderio di ritrovare quel frammento di cuore rimasto tra i granelli della spiaggia  dorata  di San Pietro.  Ancora una volta l’ Abergo Locanda sul Mare   è stato  il punto di partenza della mia esplorazione dell’ Isola Verde. Un soprannome che rimanda alla natura rigogliosa e l’anima mediterranea di questo straordinario lembo di terra. In una settimana ho attraversato  i quattro punti cardinali di questo eldorado  campano:

Minigudia d’Ischia

Di conseguenza, da quel ritorno sono venuti fuori 13 articoli dedicati ai volti più autentici e riconoscibili dell’isola, narrati attraverso itinerari unici che giustificano il  magnetismo di questo angolo di paradiso:

  1. Antiche Terme Romane di Cavascura;
  2. Tour da Baia di Cartaromana;
  3. Giardini della Mortella;
  4. Cantina Pietra di Tommasone
  5. Ischia Film Festival
  6. Ischia , Golfo di Napoli ;
  7. Terme del Negombo
  8. Ischia in 4 giorni
  9. Terme di Nitrodi;
  10. Cantina Raustella;
  11. Capri
  12. Procida
  13. Napoli

In conclusione, mi sono resa conto ben  presto che Ischia  non  è soltanto l’isola delle terme. Dietro la fama delle sue acque si nasconde un universo  fatto di storia, cultura, tradizioni, panorami  e sapori divini. Ma ciò che continua a richiamarmi qui, traversata dopo traversata, è soprattutto l’ospitalità degli ischitani. La stessa che ho ritrovato all’ Abergo Locanda sul Mare evolutosi per me in molto più di un semplice posto dove dormire: un piccolo rifugio affacciato sul mare, dove ogni sera lo  sciabordio delle onde accompagna i pensieri verso la quiete.

Buona lettura! 

Albergo Locanda sul Mare: una finestra sul ‘catino borbonico’ 

Sapevate che  l’ Abergo Locanda sul Mare a Ischia Porto  è custodito  all’ interno di un palazzo storico del 1900 ? Tutto bianco e azzurro,  in stile perfettamente mediterraneo, si eleva su due livelli abbracciati da rampicanti di bouganville rosa. La reception è subito all’entrata. Ed è proprio qui che  il proprietario Giuseppe Macrì, affettusonamante chiamato Peppino, riceve  i suoi forestieri con un gran sorriso.

Varcato il cancelletto in ferro battuto, si accede a un ingresso lungo e raccolto, decorato con ceramiche pregiate e mosaici. Da qui si sale al piano superiore attraverso una scala che conduce a un corridoio ricco di oggetti da collezione: una rara macchina da scrivere Olivetti, specchi ornamentali,  e vecchie stampe d’Ischia. Lungo questo museo  si sviluppano le 9 camere della struttura, confortevoli e di varie dimensioni, 5 delle quali possono  contenere fino a quattro persone. Gli ambienti sono accoglienti e dotati di ottimi servizi, tra cui:

  • Finestre insonorizzate: per garantire il massimo riposo;
  • Bagno privato completo di  box doccia;
  • Aria condizionata;
  • Televisore a schermo piatto.

Tutto sommato,  il rapporto qualità-prezzo   si rivela eccezionale.  Nella tariffa è incluso il servizio di cambio giornaliero di lenzuola e asciugamani. L’ordine e la pulizia sono impeccabili e, per qualsiasi imprevisto o necessità, potete contare sulla totale disponibilità dei proprietari.

Il fattore wow dell’ Albergo Locanda sul Mare: lo sguardo verso  il porto borbonico!

In particolare l’elemento distintivo dellAbergo Locanda sul Mare a Ischia Porto  è che si affaccia sul catino borbonico. Questo è il  termine con cui si è soliti soprannominare il porto della cittadina, voluto dal  re Ferdinando II di Borbone (1854). Il monarca  contribuì in modo decisivo allo sviluppo economico dell’isola, che passò  da realtà agricola a centro di traffici marittimi e commerciali.

In aggiunta a queste curiosità, grandi scrittori antichi, come Plinio il Vecchio, pensavano che il porto fosse in origine un lago vulcanico. A dimostrarlo c’è uno scoglio rotondo di tufo che spunta fuori  ancora oggi dalla baia , proprio  vicino al terminal degli  aliscafi. Per gli ischitani  è da sempre conosciuto come  il Tondo di Marco Aurelio. Questo nome deriverebbe da un aneddoto: si dice  infatti che il celebre  imperatore romano fosse solito discutere  di questa roccia insieme al  suo precettore Frontone.
Perché  prenotare all’ Abergo Locanda sul Mare  a Ischia Porto? Ve lo spiego subito! 

In definitiva , l’ Abergo Locanda sul MareIschia Porto ha mutato la mia permanenza  a  Ischia  in un’esperienza indimenticabile. Sono entrata come cliente e sono finita per essere considerata come una di famiglia! Quello che più mi ha convinto  della struttura è la sua  posizione strategica .

Questo perché  appena scendete dall’aliscafo o dal traghetto vi ci fiondate  in circa  15  minuti a piedi!  Oltretutto se vi piace come me non essere schiavi della macchina , potete contare su un’ efficiente rete di bus ( EAV srl) il cui capolinea è ubicato proprio alle spalle dell’hotel in via Baldassarre Cossa, 4.

Altre 4 ragioni per bloccare un letto all’Albergo Locanda sul Mare

Tutt’ intorno all’alloggio non mancano servizi di ogni genere: agenzie per prenotare bici, motorini, e auto, supermercati, paninerie, distributori automatici. In più si trova:

  1. A due passi dal centro di Ischia Porto: questo si snoda da via Roma verso Corso Vittoria Colonna , che  sono le due arterie  principali , puntellate di negozi ,   lidi attrezzati e spiagge libere ;
  2.  A venti minuti da Ischia Ponte una borgata antica nota per  il suo pittoresco  Castello Aragonese  e un concentrato di attrattive monumentali imperdibili . Non perdetevi i panini alla mortadella e pesto dell’Antico Panificio Boccia, e i gioielli di Valentino della sua bottega Guru Cat. Se avete voglia di un gelato invitante e goloso recatevi presso Ice da Luciano ;
  3. Vicino alla Rive Droite: questa è la riva destra del porto, che rappresenta l’anima pulsante della movida ischitana. Per cui a qualsiasi ora si rientri c’è sempre qualcosa da fare. Qui tra i ristoranti più rinomati vi suggerisco :  Attimo di Vino, I Ricci, Taverna Antonio, e I Fratelli Riva. Per bere il Biancolella, il bianco locale, recatevi da Perazzo, un wine bar originale ricavato in grotte di tufo verde del XIX secolo. Per fare due salti fino a dopo mezza notte recatevi al cocktail bar  Porto 151;
  4. A 30 minuti di macchina o motorino ( o di autobus ) dai Maronti: questa è la spiaggia più gettonata dell’isola per la profondità e il turchese del suo mare e l’offerta variegata degli stabilimenti balneari . Da un lato all’altro di questo tratto di  costa meridionale sono collocati la Taverna di PietroPaolo e il Rena. Sono  tra i  due ritrovi più  frequentati dagli ischitani: rispettivamente per gustare il coniglio all’ischitana e per fare aperitivi in riva al mare fino al calar del sole.

I 5 misteri d’ Ischia  

A proposito, dimenticavo di aggiungere  altre due motivazioni  per soggiornare all’ Abergo Locanda sul Mare Ischia Porto :

  • La colazione : è servita con caffè nero bollente e i classici  cornetti ischitani ad ape. Sono bicolori , perché fatti con un doppio impasto di pasta frolla e brioche. Un mix che li rende  leggeri e squisiti. Vuoti o ripieni di crema con la classica goccia di amarena, vanno assaggiati rigorosamente caldi!
  • Le chiacchierate con  Giuseppe Macrì: ogni mattina mi parlava d’ Ischia , consigliandomi cosa fare e vedere , rivelandomi pure qualcuno dei misteri isolani. Ve ne accenno qualcuno :

1. Vittoria Colonna e Michelangelo

Primo: il  Castello Aragonese (474 a.C.). Esso si staglia su un isolotto  nella frazione di  Ischia Ponte a cui è collegato da un ponte di 220 metri. Esso è certamente uno dei richiami d’interesse più straordinari d’Ischia  perché è simbolo dei suoi burrascosi trascorsi storici. Tuttavia,  come ogni castello che si rispetti,  è ricco  di leggende e spiriti .

Dopo essere passato  dai Greci, ai Romani, fino agli Aragonesi il sito celebrò nel 1509 le nozze tra Ferrante  Francesco D’Avalos e la poetessa Vittoria Colonna. Si dice che per la perdita del marito la nobildonna si fosse immersa nelle arti creando  in quella rupe abitata un  cenacolo culturale. A questo parteciparono tra gli altri i letterati Ludovico Ariosto, e Jacopo Sannazzaro . Nel gruppo c’era pure il celebre scultore Michelangelo Buonarroti, con il quale  pare   Vittoria Colonna avesse intrecciato una relazione amorosa . Una liaison romantica vissuta di nascosto attraverso un passaggio segreto nell’ adiacente Torre Guevara.  

2. Il Putridarium delle Clarisse

Secondo: l’ inquietante Putridarium. Questa era la sala dove si mettevano a colare le monache decedute del  convento  delle Clarisse. Ciò serviva per purificare il loro spirito dalle impurità della vita terrena. L’aristocratica napoletana Beatrice Quadra fondò l’ordine dopo la perdita del consorte Muzio d’Avalos nel XVI secolo. In quel periodo  il Castello Aragonese assunse le dimensioni di un piccolo borgo comprendente:

Chissà che in questo Purgatorio non si possa ancora sentire il respiro di qualche defunta. Le suore di clausura sopravvissero per duecentocinquanta anni. Precisamente fino al 1810, quando Gioacchino Murat soppresse tutti gli ordini religiosi per impossessarsi delle loro ricchezze. Ceduto alla famiglia Mattera nel 1912 , il Castello Aragonese  fu recuperato dal suo stato di abbandono .  Negli anni ’90 finalmente fu aperto al pubblico. Clicca qui per orari e prezzi biglietti .

3. La Grotta del Mago

Terzo: la   Grotta del Mago, posta tra  Punta Lume e Punta Parata.  Questo è un  altro enigma che ha appassionato residenti, studiosi e persino le truppe tedesche. I soldati del regime nazista vi si introdussero infatti aprendo un varco nella roccia, nella speranza di recuperare tesori da destinare a Hitler.

Secondo detti popolari all’interno della cavità alcuni pescatori avrebbero assistito a una strana apparizione:  un vecchio canuto dall’aspetto gentile  accompagnato da  alcune ninfe . La visione era interpretata come un segno benevolo, un presagio di abbondanti catture.

Di conseguenza, negli anni Trenta partirono numerose spedizioni speleologiche per studiare l’antro. Si innalzarono parecchie impalcature, che furono però smantellate da delle violente mareggiate. Da allora si spensero tutti i tentativi di scavare sui segreti della cavità.

4. La Chiesa del Soccorso

Quarto: la Chiesa del Soccorso . La sua semplicità architettonica color latte ci ricorda i paesaggi della Grecia. Dedicata alla Madonna della Neve è un  piccolo tempio sacro del 1350 sito su un promontorio a picco sul mare. Il punto giusto dove ammirare un tramonto.

Se siete fortunati al calare del sole, vedrete per pochi istanti un raggio verde all’orizzonte. In questo caso non è una leggenda.  Infatti è  un fenomeno ottico raro dovuto alla rifrazione della luce solare nell’aria. Questo accade se il cielo è limpido. Però  in assenza di  foschia,  c’è una veduta magnifica sul Lazio fino a Ventotene, Formia e Gaeta.

Superbo è il  piazzale antistante la Chiesa del Soccorso , che è stato battezzato in onore di Papa Giovanni Paolo II  -per la  visita pastorale del   5 maggio 2002. Internamente preserva diversi capolavori di  Cesare Calise , e un  crocifisso ligneo del XVI sec. d.C. Quest’ultimo, secondo alcune voci popolari, era diretto su una nave verso la Sardegna. A causa di una tempesta i marinai si fermarono presso la Chiesa del Soccorso . Al momento di salpare,  il  crocifisso ligneo   oppose resistenza. E si lasciò lì a proteggere ogni pellegrino!

5. Gli Agarthi

Quinto: il leggendario mondo di Agarthi. Questo sarebbe un popolo nascosto nelle viscere della Terra, un mito che risale al Medioevo . Precisamente quando il vescovo Corrado di Querfurt azzardò l’ipotesi che l’accesso alla Terra Cava di Agarthi coincidesse con un’entrata nelle viscere dell’Epomeo.

Alcune narrazioni più tarde sostengono che a questa teoria fosse interessato anche Hitler, che era appassionato di esoterismo. Secondo le sue interpretazioni ,  gli Agarthi sarebbero stati una sorta di razza primordiale da cui deriverebbe la stirpe ariana e, in senso più ampio, l’umanità.

Si dice pure che  il Führer  avrebbe ordinato ai suoi soldati  di scovare a Ischia Porto  il presunto passaggio per Agarthi . In questa ricerca sarebbero state esplorate la  Grotta di Mavone ( Forio d’Ischia) e la Grotta del Mago, già citata in precedenza.

Naturalmente, da un punto di vista rigorosamente scientifico, non vi è alcuna prova di tutto ciò. L’unica ipotesi plausibile è che, in epoche remote, qualcuno possa essersi smarrito e abbia poi trasformato luoghi reali in storie fantasiose.

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Albergo Locanda sul Mare,  l’approdo degli artisti. Hans Purrman

Non c’è da stupirsi  che in passato l’ Abergo Locanda sul Mare a Ischia Porto abbia ospitato personaggi di prestigio nazionale e internazionale. Del resto, appena sbarcati  sull’ isola, se lo trovavano proprio di fronte. Un buen retiro  elegante nella sua semplicità, con appartamentini comodi e arredati bene con tinte di blu che evocano il mare e lo spirito  marinaro d’ Ischia.

Come il nido n. 115, dove dormiva l’incisore tedesco Hans Purrman, che nel 1910 partecipò alla fondazione  della scuola di Matisse a Parigi. Dalle persiane spalancate  sul porticciolo Borbonico amava fissare sulla tela scorci dell’isola, frammenti di paesaggio che per varie vicissitudini non furono più  conservate  in  loco.

Via dall’inferno

Con l’avvento del clima politico e delle persecuzioni razziali in Germania,  Purrman  fu costretto a vivere una condizione di crescente instabilità ed esilio. In questo contesto trovò più volte riparo a Ischia  eleggendo l’  Abergo Locanda sul Mare a  sua nuova dimora  lontana dalle tensioni e dalle inquietudini di quel periodo.

Durante i suoi soggiorni ischitani, il genio alemanno ebbe anche modo di entrare in contatto con la realtà locale, contribuendo a valorizzare figure del territorio: fu infatti tra i primi a intuire il talento di Luigi De Angelis . Si trattava di un semplice barbiere che finì per affermarsi come ritrattista e paesaggista.

Giuseppe Macrì, il pittore delle vele

L’ Abergo Locanda sul Mare a Ischia si configura come una vera e propria galleria d’arte diffusa, in cui gli spazi dialogano con le opere di Peppino , tra i protagonisti più silenziosi e appartati di questa storia. L’ albergatore e pittore ha alle spalle due mostre collettive negli anni Novanta. Figura schiva e riservata, quasi defilata, custodisce una dimensione creativa che affiora con discrezione, intrecciandosi alla sua attività quotidiana.

Il suo rapporto con Ischia è totale, quasi organico . Il porto borbonico ne sembra scandire il carattere: quando si svuota si rallegra ; se  invece si riempie di flussi e presenze, tende a chiudersi, insofferente al frastuono della stagione turistica. Per mia fortuna era una  tranquilla mattina autunnale senza folle di pellegrini quando sono riuscita  a convincerlo a lasciare la sua “tana” per mostrarmi qualcosa di speciale della sua Ischia. 

Villa Altana, le cupole arabeggianti d’ Ischia Porto

Dopo una sosta a un bar per delle buone spremute d’arancia, io e Peppino  ci siamo avviati verso la parte sinistra d’ Ischia Porto. Giunti  in via delle Fornaci, sono rimasta colpita dalla maestosità delle grandi cupole dalle linee arabeggianti di Villa Altana. Questa era la residenza del colonnello Giovanni Masturzi, poi acquistata e messa a nuovo dal duca L. S. Camerini nel secondo dopoguerra.  Ovviamente non ci sarei mai arrivata da sola. Questa zona è conosciuta come Pagoda in memoria di un tempietto cinese in legno voluto da Ferdinando II di Borbone  per i suoi   gran galà.

Superato questo monumento, ci addentriamo nella villa comunale, adombrata da alberi secolari e gelsomini. Con tanto di veduta sul  Vesuvio  e Golfo di Napoli ci siamo appoggiati su un muretto ancora caldo per il sole. Qui San Gennaro ha fatto la grazia, perché il Duchamp ischitano mi ha concesso una breve intervista!

Chi è Giuseppe Macrì, l‘artista dell’ Albergo Locanda sul Mare a  Ischia Porto? 

Classe 1960, Peppino ha continuato l’attività alberghiera del padre e del nonno, che di origini calabresi si erano trasferiti per motivi di lavoro a Ischia . Nel 1940 i familiari acquisirono  progressivamente diverse terre, e aprirono un ristorante, una salumeria, e un minimarket.

Successivamente comprarono una palazzina da un vecchio vignaiolo, che per difficoltà economiche la mise all’asta a Viareggio. Quel rudere presto fu restaurato , e successivamente adibito a pensione, per poi trasformarsi nell’ odierno Albergo  Locanda sul Mare.

Da venti anni Peppino porta avanti il suo lavoro con sacrificio e dedizione insieme a Olimpia de Angelis  e il figlio Pietro. Il suo apporto  all’espansione e al rendimento della proprietà fu decisivo.  Dall’affitto di un gozzo in legno per i visitatori  per circumnavigare Ischia  , alla modernizzazione della proprietà nel 2006.

L’arte secondo Giuseppe Macrì . In principio fu una caverna!

Peppino  si è sempre dato da fare per mandare avanti i suoi affari e ci è riuscito egregiamente. Gli impegni lo hanno assorbito vorticosamente.  Solo di recente  ha ripreso la sua vera vocazione: la pittura. Si definisce  un autodidatta, fin dall’infanzia, quando a sei anni abbozzava i primi disegni con uno spazzolino da denti e colori recuperati da materiali di scarto.

Mi ha confessato di aver viaggiato molto da giovane in Europa. Nelle grandi capitali ha colto l’essenza di linguaggi artistici che ha poi rielaborato in forma personale. La sua musa ispiratrice resta comunque la bellezza d’ Ischia, la stessa che ogni giorno meraviglia  lui e i suoi concittadini. Questo è, per lui, un atto d’amore verso il pubblico: a esso regala pennellate di poesia, sempre più rare nella società contemporanea.

Vecchie ciabatte e porte d’oriente

L’ immaginario artistico di Peppino  si nutre di riferimenti eterogeni : dalle incisioni rupestri alla  Cappella Sistina , fino alla lezione del ready-made. Tra i suoi maestri di riferimento compaiono:  Marc Chagall, Jackson Pollock,  Vektor Pisani, Aniellantonio Mascolo, Robert Rauschenberg,  Anselm Kiefer, e Piero Manzoni.

Come per quest’ultimo, anche per  Peppino vale il concetto che: “un oggetto resta un oggetto finché l’artista non lo trasforma in opera d’arte”. Da questa contaminazione nasce un fil rouge che attraversa tutta la sua produzione artistica, caratterizzata da una forte componente sperimentale ed estremamente eterogenea.

  • Tele con le vele, che rimandano all’utopia di un pianeta migliore;
  • Schizzi stilizzati del Vesuvio, che è emblema di potenza e rinascita;
  • Installazioni fatte di salvagenti, sughero, ciabatte consumate, e rubinetti, che sono rappresentazione della forza distruttiva dell’uomo;
  • Porte con scritte orientali, che diventano un messaggio di speranza per trovare una via d’uscita al consumismo capitalistico.

Le sue opere condividono una tensione comune: stimolare lo sguardo dello spettatore come forma di resistenza alla superficialità del presente. Peppino  alterna tecniche pittoriche tradizionali all’uso del combine painting, realizzando spesso lavori  austeri e teatrali in cui l’oggetto si carica di valenze simboliche e narrative

La festa del porto del 17  settembre 2014

Una fotografia leggermente sbiadita  del porto Borbonico ha catturato la mia attenzione durante l’ultima giornata all’ Abergo Locanda sul Mare . Quella cornice rappresentava  per Peppino  un ricordo particolarmente significativo. Si tratta dello scatto che immortala la sua partecipazione alla Festa del Porto del 17 settembre del 2014.  Il Comune, insieme al sindaco Peppe Brandi , volle organizzare questo evento per celebrare i centocinquant’anni della nascita del porto d’Ischia nel 1854 per volontà di Ferdinando II di Borbone.

A bordo di una piccola imbarcazione Peppino  partecipò alla rievocazione dell’ingresso dei galeoni borbonici nel porto, accompagnata da ventuno colpi a salve e da una scenografia celebrativa. La Festa del Porto fu un evento in grande stile  che durò circa quindici giorni per un totale di sei edizioni. Lo sfarzo della kermesse era imponente, ad arricchirlo c’erano cortei storici, workshop,  stand enogastronomici, premi, fuochi pirotecnici, bande musicali e figuranti in costume borbonico.  Macrì si recò anche nelle scuole per diffondere la conoscenza della storia del MezzogiornoTuttavia, il sipario calò presto.  Il progetto si spense rapidamente, come una candela al vento, tra difficoltà organizzative e mancanza di fondi.

L’ Abergo Locanda sul Mare :  Ischia come non l’avete mai vista!

Non c’è nulla da fare, l’ Abergo Locanda sul Mare a Ischia Porto  è la base perfetta per perlustrare  Ischia:  per la sua centralità e la presenza di Olimpia de Angelis  e Giuseppe Macrì . Entrambi mi hanno trasmesso la loro passione per la loro patria che è di uno charme disarmante.

Compreso nella prenotazione all’ Abergo Locanda sul Mare è stato incluso il lusso delle piccole grandi cose. Come il rumore del mare che sveglia alle prime luci del mattino. O il canto dei gabbiani che la sera addormenta mentre volteggiano sopra le ultime barche che rientrano al molo.

Gli anni ‘ 50 

Per concludere, a Ischia ancora oggi  si percepisce, in filigrana, l’eco della golden age degli anni Cinquanta, quando sull ‘isola arrivò il magnate milanese Angelo Rizzoli su invito di un amico .  Finì per innamorarsene a tal punto da avviare importanti investimenti. Quella stagione ha lasciato un’impronta profonda che il turismo di massa non ha del tutto cancellato.  Si percepisce ancora nell’architettura alberghiera, nei locali storici e nel calore della sua gente.

Ischia conserva così un’aura autentica, sospesa tra sviluppo e memoria, ancora in parte selvaggia nelle sue pieghe più intime. Basta passeggiare lungo il lungomare per incrociare sguardi di viaggiatori eleganti o  yacht sfavillanti. Però  è sufficiente addentrarsi in un vicolo per cambiare scena. Allora si sente l’odore  del pane appena sfornato, i banchi di frutta e verdura assaltati dalle massaie all’ora di pranzo. Tutta un’atmosfera quotidiana che ti avvolge. Sono queste le sensazioni di autenticità, a tratti sospesa, che mi sono rimaste addosso di Ischia Porto .

Vi auguro buon viaggio!