Albergo Locanda sul Mare, Ischia Porto

Albergo Locanda sul Mare, Ischia Porto

“Ama il tuo sogno se pur ti tormenta”

Gabriele D’Annunzio

Albergo Locanda sul Mare, Ischia Porto

Innanzitutto, ci sono luoghi che si scelgono per comodità e altri che, quasi senza accorgersene, finiscono per integrarsi  nel viaggio. Per me l’ Abergo Locanda sul Mare  in via Iasolino, 80 a Ischia Porto , appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Ci ho soggiornato per la prima volta la scorsa estate in  occasione di  un wine report per Pietra di Tommasone, una delle cantine  più rappresentative del patrimonio vitivinicolo ischitano.

Proprio quel primo articolo era incentrato sul contributo  dell’azienda a Mosaico per Procida 2022: il bianco iconico ottenuto da 26 vitigni campani ideato per celebrare Procida capitale della Cultura 2022. Un progetto firmato dall’enologo  Roberto Cipresso  e raccontato dal giornalista  Gaetano Cataldo  , che è nato per richiamare l’attenzione sulla tradizione vinicola procidana, oggi purtroppo quasi scomparsa.

Quando i grappoli d’uva ti catapultano laddove crescono! 

A conti fatti, se il vino era stato il motivo della partenza, Ischia  si è trasformata  nel motivo del ritorno. Perché quest’isola non si limita a  essere un’oasi per le vacanze. Ti entra dentro lentamente, tra il profumo del mare, i vigneti affacciati sulle scogliere, i borghi sospesi nel tempo e quell’energia vulcanica che ne plasma il paesaggio e il carattere. Del resto è difficile restare indifferenti al fascino di una delle tre perle  del Golfo di Napoli insieme a Capri e Procida.

Per questo motivo , a  fine ottobre sono tornata a Ischia per una ragione ben precisa: non l’avevo mai davvero lasciata. Da  Pisa  ho ripercorso la strada verso l’isola con il desiderio di ritrovare quel frammento di cuore rimasto tra i granelli della spiaggia  dorata  di San Pietro.  Ancora una volta l’ Abergo Locanda sul Mare   è stato  il punto di partenza della mia esplorazione dell’ Isola Verde. Un soprannome che rimanda alla natura rigogliosa e l’anima mediterranea di questo straordinario lembo di terra. In una settimana ho attraversato  i quattro punti cardinali di questo eldorado  campano:

Minigudia d’Ischia

Di conseguenza, da quel ritorno sono venuti fuori 13 articoli dedicati ai volti più autentici e riconoscibili dell’isola, narrati attraverso itinerari unici che giustificano il  magnetismo di questo angolo di paradiso:

  1. Antiche Terme Romane di Cavascura;
  2. Tour da Baia di Cartaromana;
  3. Giardini della Mortella;
  4. Cantina Pietra di Tommasone
  5. Ischia Film Festival
  6. Ischia , Golfo di Napoli ;
  7. Terme del Negombo
  8. Ischia in 4 giorni
  9. Terme di Nitrodi;
  10. Cantina Raustella;
  11. Capri
  12. Procida
  13. Napoli

In conclusione, mi sono resa conto ben  presto che Ischia  non  è soltanto l’isola delle terme. Dietro la fama delle sue acque si nasconde un universo  fatto di storia, cultura, tradizioni, panorami  e sapori divini. Ma ciò che continua a richiamarmi qui, traversata dopo traversata, è soprattutto l’ospitalità degli ischitani. La stessa che ho ritrovato all’ Abergo Locanda sul Mare evolutosi per me in molto più di un semplice posto dove dormire: un piccolo rifugio affacciato sul mare, dove ogni sera lo  sciabordio delle onde accompagna i pensieri verso la quiete.

Buona lettura! 

Albergo Locanda sul Mare: una finestra sul ‘catino borbonico’ 

Sapevate che  l’ Abergo Locanda sul Mare a Ischia Porto  è custodito  all’ interno di un palazzo storico del 1900 ? Tutto bianco e azzurro,  in stile perfettamente mediterraneo, si eleva su due livelli abbracciati da rampicanti di bouganville rosa. La reception è subito all’entrata. Ed è proprio qui che  il proprietario Giuseppe Macrì, affettusonamante chiamato Peppino, riceve  i suoi forestieri con un gran sorriso.

Varcato il cancelletto in ferro battuto, si accede a un ingresso lungo e raccolto, decorato con ceramiche pregiate e mosaici. Da qui si sale al piano superiore attraverso una scala che conduce a un corridoio ricco di oggetti da collezione: una rara macchina da scrivere Olivetti, specchi ornamentali,  e vecchie stampe d’Ischia. Lungo questo museo  si sviluppano le 9 camere della struttura, confortevoli e di varie dimensioni, 5 delle quali possono  contenere fino a quattro persone. Gli ambienti sono accoglienti e dotati di ottimi servizi, tra cui:

  • Finestre insonorizzate: per garantire il massimo riposo;
  • Bagno privato completo di  box doccia;
  • Aria condizionata;
  • Televisore a schermo piatto.

Tutto sommato,  il rapporto qualità-prezzo   si rivela eccezionale.  Nella tariffa è incluso il servizio di cambio giornaliero di lenzuola e asciugamani. L’ordine e la pulizia sono impeccabili e, per qualsiasi imprevisto o necessità, potete contare sulla totale disponibilità dei proprietari.

Il fattore wow dell’ Albergo Locanda sul Mare: lo sguardo verso  il porto borbonico!

In particolare l’elemento distintivo dellAbergo Locanda sul Mare a Ischia Porto  è che si affaccia sul catino borbonico. Questo è il  termine con cui si è soliti soprannominare il porto della cittadina, voluto dal  re Ferdinando II di Borbone (1854). Il monarca  contribuì in modo decisivo allo sviluppo economico dell’isola, che passò  da realtà agricola a centro di traffici marittimi e commerciali.

In aggiunta a queste curiosità, grandi scrittori antichi, come Plinio il Vecchio, pensavano che il porto fosse in origine un lago vulcanico. A dimostrarlo c’è uno scoglio rotondo di tufo che spunta fuori  ancora oggi dalla baia , proprio  vicino al terminal degli  aliscafi. Per gli ischitani  è da sempre conosciuto come  il Tondo di Marco Aurelio. Questo nome deriverebbe da un aneddoto: si dice  infatti che il celebre  imperatore romano fosse solito discutere  di questa roccia insieme al  suo precettore Frontone.
Perché  prenotare all’ Abergo Locanda sul Mare  a Ischia Porto? Ve lo spiego subito! 

In definitiva , l’ Abergo Locanda sul MareIschia Porto ha mutato la mia permanenza  a  Ischia  in un’esperienza indimenticabile. Sono entrata come cliente e sono finita per essere considerata come una di famiglia! Quello che più mi ha convinto  della struttura è la sua  posizione strategica .

Questo perché  appena scendete dall’aliscafo o dal traghetto vi ci fiondate  in circa  15  minuti a piedi!  Oltretutto se vi piace come me non essere schiavi della macchina , potete contare su un’ efficiente rete di bus ( EAV srl) il cui capolinea è ubicato proprio alle spalle dell’hotel in via Baldassarre Cossa, 4.

Altre 4 ragioni per bloccare un letto all’Albergo Locanda sul Mare

Tutt’ intorno all’alloggio non mancano servizi di ogni genere: agenzie per prenotare bici, motorini, e auto, supermercati, paninerie, distributori automatici. In più si trova:

  1. A due passi dal centro di Ischia Porto: questo si snoda da via Roma verso Corso Vittoria Colonna , che  sono le due arterie  principali , puntellate di negozi ,   lidi attrezzati e spiagge libere ;
  2.  A venti minuti da Ischia Ponte una borgata antica nota per  il suo pittoresco  Castello Aragonese  e un concentrato di attrattive monumentali imperdibili . Non perdetevi i panini alla mortadella e pesto dell’Antico Panificio Boccia, e i gioielli di Valentino della sua bottega Guru Cat. Se avete voglia di un gelato invitante e goloso recatevi presso Ice da Luciano ;
  3. Vicino alla Rive Droite: questa è la riva destra del porto, che rappresenta l’anima pulsante della movida ischitana. Per cui a qualsiasi ora si rientri c’è sempre qualcosa da fare. Qui tra i ristoranti più rinomati vi suggerisco :  Attimo di Vino, I Ricci, Taverna Antonio, e I Fratelli Riva. Per bere il Biancolella, il bianco locale, recatevi da Perazzo, un wine bar originale ricavato in grotte di tufo verde del XIX secolo. Per fare due salti fino a dopo mezza notte recatevi al cocktail bar  Porto 151;
  4. A 30 minuti di macchina o motorino ( o di autobus ) dai Maronti: questa è la spiaggia più gettonata dell’isola per la profondità e il turchese del suo mare e l’offerta variegata degli stabilimenti balneari . Da un lato all’altro di questo tratto di  costa meridionale sono collocati la Taverna di PietroPaolo e il Rena. Sono  tra i  due ritrovi più  frequentati dagli ischitani: rispettivamente per gustare il coniglio all’ischitana e per fare aperitivi in riva al mare fino al calar del sole.

I 5 misteri d’ Ischia  

A proposito, dimenticavo di aggiungere  altre due motivazioni  per soggiornare all’ Abergo Locanda sul Mare Ischia Porto :

  • La colazione : è servita con caffè nero bollente e i classici  cornetti ischitani ad ape. Sono bicolori , perché fatti con un doppio impasto di pasta frolla e brioche. Un mix che li rende  leggeri e squisiti. Vuoti o ripieni di crema con la classica goccia di amarena, vanno assaggiati rigorosamente caldi!
  • Le chiacchierate con  Giuseppe Macrì: ogni mattina mi parlava d’ Ischia , consigliandomi cosa fare e vedere , rivelandomi pure qualcuno dei misteri isolani. Ve ne accenno qualcuno :

1. Vittoria Colonna e Michelangelo

Primo: il  Castello Aragonese (474 a.C.). Esso si staglia su un isolotto  nella frazione di  Ischia Ponte a cui è collegato da un ponte di 220 metri. Esso è certamente uno dei richiami d’interesse più straordinari d’Ischia  perché è simbolo dei suoi burrascosi trascorsi storici. Tuttavia,  come ogni castello che si rispetti,  è ricco  di leggende e spiriti .

Dopo essere passato  dai Greci, ai Romani, fino agli Aragonesi il sito celebrò nel 1509 le nozze tra Ferrante  Francesco D’Avalos e la poetessa Vittoria Colonna. Si dice che per la perdita del marito la nobildonna si fosse immersa nelle arti creando  in quella rupe abitata un  cenacolo culturale. A questo parteciparono tra gli altri i letterati Ludovico Ariosto, e Jacopo Sannazzaro . Nel gruppo c’era pure il celebre scultore Michelangelo Buonarroti, con il quale  pare   Vittoria Colonna avesse intrecciato una relazione amorosa . Una liaison romantica vissuta di nascosto attraverso un passaggio segreto nell’ adiacente Torre Guevara.  

2. Il Putridarium delle Clarisse

Secondo: l’ inquietante Putridarium. Questa era la sala dove si mettevano a colare le monache decedute del  convento  delle Clarisse. Ciò serviva per purificare il loro spirito dalle impurità della vita terrena. L’aristocratica napoletana Beatrice Quadra fondò l’ordine dopo la perdita del consorte Muzio d’Avalos nel XVI secolo. In quel periodo  il Castello Aragonese assunse le dimensioni di un piccolo borgo comprendente:

Chissà che in questo Purgatorio non si possa ancora sentire il respiro di qualche defunta. Le suore di clausura sopravvissero per duecentocinquanta anni. Precisamente fino al 1810, quando Gioacchino Murat soppresse tutti gli ordini religiosi per impossessarsi delle loro ricchezze. Ceduto alla famiglia Mattera nel 1912 , il Castello Aragonese  fu recuperato dal suo stato di abbandono .  Negli anni ’90 finalmente fu aperto al pubblico. Clicca qui per orari e prezzi biglietti .

3. La Grotta del Mago

Terzo: la   Grotta del Mago, posta tra  Punta Lume e Punta Parata.  Questo è un  altro enigma che ha appassionato residenti, studiosi e persino le truppe tedesche. I soldati del regime nazista vi si introdussero infatti aprendo un varco nella roccia, nella speranza di recuperare tesori da destinare a Hitler.

Secondo detti popolari all’interno della cavità alcuni pescatori avrebbero assistito a una strana apparizione:  un vecchio canuto dall’aspetto gentile  accompagnato da  alcune ninfe . La visione era interpretata come un segno benevolo, un presagio di abbondanti catture.

Di conseguenza, negli anni Trenta partirono numerose spedizioni speleologiche per studiare l’antro. Si innalzarono parecchie impalcature, che furono però smantellate da delle violente mareggiate. Da allora si spensero tutti i tentativi di scavare sui segreti della cavità.

4. La Chiesa del Soccorso

Quarto: la Chiesa del Soccorso . La sua semplicità architettonica color latte ci ricorda i paesaggi della Grecia. Dedicata alla Madonna della Neve è un  piccolo tempio sacro del 1350 sito su un promontorio a picco sul mare. Il punto giusto dove ammirare un tramonto.

Se siete fortunati al calare del sole, vedrete per pochi istanti un raggio verde all’orizzonte. In questo caso non è una leggenda.  Infatti è  un fenomeno ottico raro dovuto alla rifrazione della luce solare nell’aria. Questo accade se il cielo è limpido. Però  in assenza di  foschia,  c’è una veduta magnifica sul Lazio fino a Ventotene, Formia e Gaeta.

Superbo è il  piazzale antistante la Chiesa del Soccorso , che è stato battezzato in onore di Papa Giovanni Paolo II  -per la  visita pastorale del   5 maggio 2002. Internamente preserva diversi capolavori di  Cesare Calise , e un  crocifisso ligneo del XVI sec. d.C. Quest’ultimo, secondo alcune voci popolari, era diretto su una nave verso la Sardegna. A causa di una tempesta i marinai si fermarono presso la Chiesa del Soccorso . Al momento di salpare,  il  crocifisso ligneo   oppose resistenza. E si lasciò lì a proteggere ogni pellegrino!

5. Gli Agarthi

Quinto: il leggendario mondo di Agarthi. Questo sarebbe un popolo nascosto nelle viscere della Terra, un mito che risale al Medioevo . Precisamente quando il vescovo Corrado di Querfurt azzardò l’ipotesi che l’accesso alla Terra Cava di Agarthi coincidesse con un’entrata nelle viscere dell’Epomeo.

Alcune narrazioni più tarde sostengono che a questa teoria fosse interessato anche Hitler, che era appassionato di esoterismo. Secondo le sue interpretazioni ,  gli Agarthi sarebbero stati una sorta di razza primordiale da cui deriverebbe la stirpe ariana e, in senso più ampio, l’umanità.

Si dice pure che  il Führer  avrebbe ordinato ai suoi soldati  di scovare a Ischia Porto  il presunto passaggio per Agarthi . In questa ricerca sarebbero state esplorate la  Grotta di Mavone ( Forio d’Ischia) e la Grotta del Mago, già citata in precedenza.

Naturalmente, da un punto di vista rigorosamente scientifico, non vi è alcuna prova di tutto ciò. L’unica ipotesi plausibile è che, in epoche remote, qualcuno possa essersi smarrito e abbia poi trasformato luoghi reali in storie fantasiose.

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Albergo Locanda sul Mare,  l’approdo degli artisti. Hans Purrman

Non c’è da stupirsi  che in passato l’ Abergo Locanda sul Mare a Ischia Porto abbia ospitato personaggi di prestigio nazionale e internazionale. Del resto, appena sbarcati  sull’ isola, se lo trovavano proprio di fronte. Un buen retiro  elegante nella sua semplicità, con appartamentini comodi e arredati bene con tinte di blu che evocano il mare e lo spirito  marinaro d’ Ischia.

Come il nido n. 115, dove dormiva l’incisore tedesco Hans Purrman, che nel 1910 partecipò alla fondazione  della scuola di Matisse a Parigi. Dalle persiane spalancate  sul porticciolo Borbonico amava fissare sulla tela scorci dell’isola, frammenti di paesaggio che per varie vicissitudini non furono più  conservate  in  loco.

Via dall’inferno

Con l’avvento del clima politico e delle persecuzioni razziali in Germania,  Purrman  fu costretto a vivere una condizione di crescente instabilità ed esilio. In questo contesto trovò più volte riparo a Ischia  eleggendo l’  Abergo Locanda sul Mare a  sua nuova dimora  lontana dalle tensioni e dalle inquietudini di quel periodo.

Durante i suoi soggiorni ischitani, il genio alemanno ebbe anche modo di entrare in contatto con la realtà locale, contribuendo a valorizzare figure del territorio: fu infatti tra i primi a intuire il talento di Luigi De Angelis . Si trattava di un semplice barbiere che finì per affermarsi come ritrattista e paesaggista.

Giuseppe Macrì, il pittore delle vele

L’ Abergo Locanda sul Mare a Ischia si configura come una vera e propria galleria d’arte diffusa, in cui gli spazi dialogano con le opere di Peppino , tra i protagonisti più silenziosi e appartati di questa storia. L’ albergatore e pittore ha alle spalle due mostre collettive negli anni Novanta. Figura schiva e riservata, quasi defilata, custodisce una dimensione creativa che affiora con discrezione, intrecciandosi alla sua attività quotidiana.

Il suo rapporto con Ischia è totale, quasi organico . Il porto borbonico ne sembra scandire il carattere: quando si svuota si rallegra ; se  invece si riempie di flussi e presenze, tende a chiudersi, insofferente al frastuono della stagione turistica. Per mia fortuna era una  tranquilla mattina autunnale senza folle di pellegrini quando sono riuscita  a convincerlo a lasciare la sua “tana” per mostrarmi qualcosa di speciale della sua Ischia. 

Villa Altana, le cupole arabeggianti d’ Ischia Porto

Dopo una sosta a un bar per delle buone spremute d’arancia, io e Peppino  ci siamo avviati verso la parte sinistra d’ Ischia Porto. Giunti  in via delle Fornaci, sono rimasta colpita dalla maestosità delle grandi cupole dalle linee arabeggianti di Villa Altana. Questa era la residenza del colonnello Giovanni Masturzi, poi acquistata e messa a nuovo dal duca L. S. Camerini nel secondo dopoguerra.  Ovviamente non ci sarei mai arrivata da sola. Questa zona è conosciuta come Pagoda in memoria di un tempietto cinese in legno voluto da Ferdinando II di Borbone  per i suoi   gran galà.

Superato questo monumento, ci addentriamo nella villa comunale, adombrata da alberi secolari e gelsomini. Con tanto di veduta sul  Vesuvio  e Golfo di Napoli ci siamo appoggiati su un muretto ancora caldo per il sole. Qui San Gennaro ha fatto la grazia, perché il Duchamp ischitano mi ha concesso una breve intervista!

Chi è Giuseppe Macrì, l‘artista dell’ Albergo Locanda sul Mare a  Ischia Porto? 

Classe 1960, Peppino ha continuato l’attività alberghiera del padre e del nonno, che di origini calabresi si erano trasferiti per motivi di lavoro a Ischia . Nel 1940 i familiari acquisirono  progressivamente diverse terre, e aprirono un ristorante, una salumeria, e un minimarket.

Successivamente comprarono una palazzina da un vecchio vignaiolo, che per difficoltà economiche la mise all’asta a Viareggio. Quel rudere presto fu restaurato , e successivamente adibito a pensione, per poi trasformarsi nell’ odierno Albergo  Locanda sul Mare.

Da venti anni Peppino porta avanti il suo lavoro con sacrificio e dedizione insieme a Olimpia de Angelis  e il figlio Pietro. Il suo apporto  all’espansione e al rendimento della proprietà fu decisivo.  Dall’affitto di un gozzo in legno per i visitatori  per circumnavigare Ischia  , alla modernizzazione della proprietà nel 2006.

L’arte secondo Giuseppe Macrì . In principio fu una caverna!

Peppino  si è sempre dato da fare per mandare avanti i suoi affari e ci è riuscito egregiamente. Gli impegni lo hanno assorbito vorticosamente.  Solo di recente  ha ripreso la sua vera vocazione: la pittura. Si definisce  un autodidatta, fin dall’infanzia, quando a sei anni abbozzava i primi disegni con uno spazzolino da denti e colori recuperati da materiali di scarto.

Mi ha confessato di aver viaggiato molto da giovane in Europa. Nelle grandi capitali ha colto l’essenza di linguaggi artistici che ha poi rielaborato in forma personale. La sua musa ispiratrice resta comunque la bellezza d’ Ischia, la stessa che ogni giorno meraviglia  lui e i suoi concittadini. Questo è, per lui, un atto d’amore verso il pubblico: a esso regala pennellate di poesia, sempre più rare nella società contemporanea.

Vecchie ciabatte e porte d’oriente

L’ immaginario artistico di Peppino  si nutre di riferimenti eterogeni : dalle incisioni rupestri alla  Cappella Sistina , fino alla lezione del ready-made. Tra i suoi maestri di riferimento compaiono:  Marc Chagall, Jackson Pollock,  Vektor Pisani, Aniellantonio Mascolo, Robert Rauschenberg,  Anselm Kiefer, e Piero Manzoni.

Come per quest’ultimo, anche per  Peppino vale il concetto che: “un oggetto resta un oggetto finché l’artista non lo trasforma in opera d’arte”. Da questa contaminazione nasce un fil rouge che attraversa tutta la sua produzione artistica, caratterizzata da una forte componente sperimentale ed estremamente eterogenea.

  • Tele con le vele, che rimandano all’utopia di un pianeta migliore;
  • Schizzi stilizzati del Vesuvio, che è emblema di potenza e rinascita;
  • Installazioni fatte di salvagenti, sughero, ciabatte consumate, e rubinetti, che sono rappresentazione della forza distruttiva dell’uomo;
  • Porte con scritte orientali, che diventano un messaggio di speranza per trovare una via d’uscita al consumismo capitalistico.

Le sue opere condividono una tensione comune: stimolare lo sguardo dello spettatore come forma di resistenza alla superficialità del presente. Peppino  alterna tecniche pittoriche tradizionali all’uso del combine painting, realizzando spesso lavori  austeri e teatrali in cui l’oggetto si carica di valenze simboliche e narrative

La festa del porto del 17  settembre 2014

Una fotografia leggermente sbiadita  del porto Borbonico ha catturato la mia attenzione durante l’ultima giornata all’ Abergo Locanda sul Mare . Quella cornice rappresentava  per Peppino  un ricordo particolarmente significativo. Si tratta dello scatto che immortala la sua partecipazione alla Festa del Porto del 17 settembre del 2014.  Il Comune, insieme al sindaco Peppe Brandi , volle organizzare questo evento per celebrare i centocinquant’anni della nascita del porto d’Ischia nel 1854 per volontà di Ferdinando II di Borbone.

A bordo di una piccola imbarcazione Peppino  partecipò alla rievocazione dell’ingresso dei galeoni borbonici nel porto, accompagnata da ventuno colpi a salve e da una scenografia celebrativa. La Festa del Porto fu un evento in grande stile  che durò circa quindici giorni per un totale di sei edizioni. Lo sfarzo della kermesse era imponente, ad arricchirlo c’erano cortei storici, workshop,  stand enogastronomici, premi, fuochi pirotecnici, bande musicali e figuranti in costume borbonico.  Macrì si recò anche nelle scuole per diffondere la conoscenza della storia del MezzogiornoTuttavia, il sipario calò presto.  Il progetto si spense rapidamente, come una candela al vento, tra difficoltà organizzative e mancanza di fondi.

L’ Abergo Locanda sul Mare :  Ischia come non l’avete mai vista!

Non c’è nulla da fare, l’ Abergo Locanda sul Mare a Ischia Porto  è la base perfetta per perlustrare  Ischia:  per la sua centralità e la presenza di Olimpia de Angelis  e Giuseppe Macrì . Entrambi mi hanno trasmesso la loro passione per la loro patria che è di uno charme disarmante.

Compreso nella prenotazione all’ Abergo Locanda sul Mare è stato incluso il lusso delle piccole grandi cose. Come il rumore del mare che sveglia alle prime luci del mattino. O il canto dei gabbiani che la sera addormenta mentre volteggiano sopra le ultime barche che rientrano al molo.

Gli anni ‘ 50 

Per concludere, a Ischia ancora oggi  si percepisce, in filigrana, l’eco della golden age degli anni Cinquanta, quando sull ‘isola arrivò il magnate milanese Angelo Rizzoli su invito di un amico .  Finì per innamorarsene a tal punto da avviare importanti investimenti. Quella stagione ha lasciato un’impronta profonda che il turismo di massa non ha del tutto cancellato.  Si percepisce ancora nell’architettura alberghiera, nei locali storici e nel calore della sua gente.

Ischia conserva così un’aura autentica, sospesa tra sviluppo e memoria, ancora in parte selvaggia nelle sue pieghe più intime. Basta passeggiare lungo il lungomare per incrociare sguardi di viaggiatori eleganti o  yacht sfavillanti. Però  è sufficiente addentrarsi in un vicolo per cambiare scena. Allora si sente l’odore  del pane appena sfornato, i banchi di frutta e verdura assaltati dalle massaie all’ora di pranzo. Tutta un’atmosfera quotidiana che ti avvolge. Sono queste le sensazioni di autenticità, a tratti sospesa, che mi sono rimaste addosso di Ischia Porto .

Vi auguro buon viaggio!

Stoccolma in un weekend

Stoccolma in un weekend

“Percorre il suo cammino
Il grande gabbiano dal dorso nero,
Timoniere del sole.
Sotto di lui, l’acqua…”

Tomas Tranströmer

Stoccolma in un weekend

Che dire, Stoccolma in un weekend è stato un capriccio di inizio estate. Ho sempre desiderato andare in Svezia , così ho fatto le valigie e sono atterrata all’aeroporto di Arlanda. Questo dista circa 41 km dalla capitale svedese a cui è ben collegato con i mezzi pubblici. ,Meglio sceglire il  bus per una  scelta più economica,  perché il transfer e il treno sono  più cari

Ovviamente Stoccolma in un weekend è stata un’esperienza indimenticabile , perché mi ha fiondato nel profondo nord alla scoperta di una Venezia scandinava. Ho visitato le attrattive più importanti dislocate su 14 isole e 57 ponti, che affiorano lì dove il lago Mälaren incontra il Mar Baltico. Si può girare tutto facilmente a piedi, in bici o i trasporti urbani. La macchina  quasi non serve, come  i contanti ! Infatti, la maggior parte degli esercizi  è ormai abilitata al pagamento contactless!

Stoccolma in un weekend  ! Una metropoli bellissima, a misura d’uomo.  Dove ti avvolgono  la modernità, la cultura, i paesaggi e il suo passato germanico . Stoccolma in un weekend  mi ha regalato la scoperta della  parte orientale del paese. Con 984 748 abitanti è il centro di riferimento economico e culturale della Svezia e della Scandinavia, nonché sede di governoparlamento, oltre che luogo di residenza del capo dello stato, il re Carlo Gustavo XVI. Leggete qualche consiglio utile in queso articolo per muovervi al meglio. Buon viaggio!

Storia di Stoccolma in breve

Il nome “Stoccolma‘” significa  “isola dei tronchi”.  La sua etimologia è da collegare ai pali di legno che la circondavano e la difendevano nell’antichità. Infatti ha avuto una storia piuttosto turbolenta, segnata da unioni, guerre e molti omicidi.

Le  origini di Stoccolma  sono legate a un nucleo primitivo che è quello di Birka (VIII sec.)  a circa 30 km nel lato occidentale . A questo seguì quello di Sigtuna e ci furono tanti insediamenti dove si trovaroo oggetti dell’era vichinga. Tuttavia secondo le Cronache di Sant’Erik (1320) Stoccolma fu fondata da Birger Jarl , a cui fu dedicata una torre a  Riddarholmen (1530) .  La prima fortezza fu costruita più o meno dove oggi si trova il Palazzo Reale di Stoccolma .

Medioevo

Poco dopo la sua fondazione, Stoccolma divenne un importante porto commerciale . Importava sale, spezie, birra, vino, vestiti e beni di lusso come seta, armi e armature. Le esportazioni erano ferro e rame, pelli locali, pesce essiccato, burro e fuochi.

Nel Medioevo si legò politicamente a Germania e Danimarca fino alla costituzione dell’ Unione di Kalmar  (1380). Ma non andavano molto d’accordo . Si susseguirono 150 anni di battaglie, lotte ,  blocchi e bagni di sangue specialmente tra Svezia e Danimarca . Sempre a favore di quest’ultima con l’incoronazione di Cristiano II nel 1520.

Quello stesso anno tra il 07 e il 10 Novembre il re danese avrebbe massacrato molti sudditi e politici svedesi , pur avendone promesso l’amnestia. Dopo questo  bagno di sangue di Stoccolma ci fu una totale ribellione in Svezia che culminò con la sua vittoria governativa sotto il re Gustav Vasa (1523) A lui subentrò il figlio Eric XIV (1561).  Da allora  il titolo di monarca diventò  ereditario e il regno fu finanziato dalle tasse.

Il secolo d’oro e l’era moderna

Tra il 1600 e il 1700 l’importanza sociale ed economica di Stoccolma aumentò . Sviluppò una società di stampo prettamente mercantile.   Crebbe   tabto anche se non mancavano i problemi.  Anche il suo aspetto mutò . Le case in legno e in pietra vennero sostituite da edifici in mattoni. Si crearono  nuove strade , palazzi e monumenti importanti. Tutto questo sotto l’influenza dei principali stili architettonici europei tra cui il Rinascimento. Processo di urbanizzazione e ammodernamento che durò dall’era industriale fino alla Seconda Guerra Mondiale, da cui ne uscì praticamente intatta!

Nel dopoguerra lavori di rilievo furono la  Tunnelbana , ovvero la metro di Stoccolma, che è   lunga circa 110 km. Considerata ragionevolmente come una vera e propria galleria d’arte perché illustrata da grandi artisti. Mentre fatto curioso nel 1967 si passò (come in tutta la Svezia ) dalla guida a sinistra alla guida a destra. Invece dal 1975 si stabilizzò la monarchia parlamentare come forma di governo.

Stoccolma in un weekend. Kungsholmen

Al di là di ogni aspettativa il mio soggiorno a Kungsholmen è stato davvero piacevole . Molto vicinoe al centro storico di Stoccolma (circa mezz’ora di camminata),  vanta due grandi parchi: il Rålambshovsparken  e  il  Kronobergsparken. Oltretutto dormirci   costa molto meno che altrove, poiché non si tratta di una meta economica! Per saperne di più clicca su https://www.stoccolma.com/dove-dormire.

Kungsholmen è un quartiere poco conosciuto dai visitatori , per cui risulta particolarmente tranquillo e autentico. In sostanza ci si mescola con la gente del posto. Qui si trovano molti ristoranti, bar e caffè , specialmente lungo Hantverkarhgatan e Fleminggatan. La sua esistenza affonda le radici nel 1500 quando era popolato da monaci francescani che ci facevano pascolare il  bestiame. Non resta traccia di nulla neppure dei secoli successivi fino all’avvento dell’industrializzazione .

Cosa vedere a Kungsholmen

L’area di Kungsholmen  è sotto l’amministrazione cittadina ed  è bene collegata al resto di  Stoccolma . Dimenticavo, non perdetevi uno uno scatto davanti alla fermata di T-Centralen dipinta dei fiori del finlandese  Olof Ultvedt .

D’altronde i trasporti sono molto efficienti e veloci. Offettivamente  non c’è molto da vedere , a parte : il tribunale  (Rådhuset ) e la sede della polizia, (Polishuset ). Hanno un loro perché anche:  gli edifici  art Deco che fiancheggiano il ponte Sankt Eriksbron.   E ancora  il palazzo di  Kristineber  fatto nel  1750 per il mercante Roland Schröder.

Merita  un discorso diverso il Municipio (Stadshuset) progettato dall’architetto Ragnar Östberg in stile romantico svedese . Si edificò nel  1911 e ci vollero 12 anni per finirlo  con 8 milioni di mattoni rossi. L’inaugurazione avvenne il 23 giugno 1923, ad esattamente 400 anni dall’arrivo in città di Gustavo I Vasa.

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Stadshuset

Il Municipio di Stoccolma    (visitabile solo su prenotazione con guida) è una delle silhouette più famose di Stoccolma . La sua torre è alta 106 metri ed è ornata con tre  corone dorate, stemma nazionale svedese. Durante i mesi estivi (da maggio ad agosto) vi si può accedere per godersi uno dei migliori skyline di Stoccolma.

Attorno al  Municipio di Stoccolma    si estende un magnifico giardino adorno di fiori colorati e  statue femminili con lo sguardo perso all’orizzonte. Dietro le magnifiche facciate del complesso ci sono uffici e sale di riunione per politici e funzionari.  Tra  queste spiccano: la camera del consiglio (Rådssalen) , e la Sala Blu, dove si  celebrano il premio Nobel, nato proprio a Stoccolma. Tutte le decorazioni interne sono un riferimento al passato di  Stoccolma, le sue leggende,  la sua collocazione  geografica, il suo ruolo politico, la perenne ricerca di una propria identità artistica.

Ristoranti a Kungsholmen

 

Norrmalm

Da Kungsholmen   mi sono spostata nel distretto di  Norrmalm (entrambi sono separati dal canale artificiale di Barnhusviken.  A nord del centro storico di Gamla Stan, Norrmalm è un vecchio quartiere anni’ 50 ripensato assolutamente in chiave moderna.

Prima  Norrmalm era adagiato sulla  collina di Brunkeberg ,  e  con il nascere di  nuove esigenze architettoniche  furono abbattute le vecchie case  e fu fatto ex novo. Questo per fare posto a un punto in cui si concentrassero vari servizi.  Quali negozi, uffici, banche, sedi governative, istituzioni culturali e grandi magazzini , come quello attuale  di Ahlens city . Cosa vedere a Norrmalm? Seguitemi.

Cosa vedere a Norrmalm?

Norrmalm è un cantiere aperto in continua evoluzione per i numerosi interventi di riqualificazione e manutenzione. Un caos perenne , dove si assiste a un continuo cambio di persone che vanno e vengono. Proprio perché qui c’è tutto quello che serve ai cittadini.

Dalla affollatissima strada Drottninggatan alla piazza di  Sergels torg facilmente riconoscibile dall’obelisco di cristallo (37 m., fatto da  Edvin Öhrström) posizionato al centro di una fontana . Non lontano svetta un obelisco di vetro  intorno al quale sorge  una rotatoria per il traffico urbano.

Sparpagliati si alternano qui la Kulturhuset, la casa della cultura, sede di una biblioteca. E ancora il Teatro di Città,  che organizza sempre mostre d’arte ed altri eventi di vario genere. Mercati all’aperto e coperti e altre attrazioni fantastiche si susseguono uno dopo l’altro tra complesse gemetrie e spazi artistici.

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Drottninggatan 

Drottninggatan   significa in Italiano la “strada della regina” , poichè è  dedicata  a  Cristina di Svezia ( XVII secolo). In definitiva è il boulevard di Stoccolma.  Quasi interamente pedonale ,  è un must per lo  shopping . Sfoggia botteghe artigiane e boutique di lusso, caffetterie. Un vero e proprio parco giochi per turisti spendaccioni e amanti delle ultime novità della moda.

Fate un salto anche al  Museo Strindberg  fatto in onore del noto drammaturgo svedese. Come pure  alla vicina chiesa storica di Adolf Fredrik , che con la sua splendida architettura e l’atmosfera serena offre un riparo al traffico cittadino.

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Hötorget

Uno dei posti più accoglienti che ho visto a Stoccolma   è stata Hötorget  , ovvero   la “piazza del fieno” . Di particolare c’è la   Konserthuset, la casa dei concerti. Questo è il palco dove suona l’Orchestra Filarmonica Reale svedese e dove si svolge la cerimonia annuale dei Premi Nobel. È davvero un edificio significativo e uno dei pochi che ha resistito agli ultimi interventi di ristrutturazione nella città.

Tuttavia il pezzo forte è Hötorgshalle , un mercato di prelibatezze svedesi e internazionali a cui si accede da una scala esterna (chiuso la domenica). La struttura originaria era del 1880 progettata da Axel Fredrik Nyström . Negli anni ’60 il livello inferiore fu ideato e innovato dall’architetto David Helldén .

Sicuramente Hötorgshalle è un’ottima scelta per scovare di tutto un po’. Dai formaggi francesi e frutti esotici ai  tipici prodotti della Scandinavia. Soprattutto è molto più conveniente del suo alter ego  chic che si chiama Östermalms Saluhall a est di Stoccolma.

Cosa si beve in Svezia?

Discorso a parte si deve fare per le bevande alcoliche. Poiché per vari motivi in Svezia l’alcolismo era diventato un problema grosso, il governo fece di tutto per eliminarlo. Per cui con una gradazione superiore al 3,5%  per il consumo domestico ci si mise di mezzo  la Systembolaget , società governativa che detiene il monopolio esclusivo per la loro vendita.

Se si va in Svezia non è per  Il  vino? Pare che i winemaker svedesi si stiano dando da fare. Andrebbe a loro favore    il cambiamento  climatico! Nel senso che a breve il parallelo più temperato sarà proprio in Scandinavia!   Per cui  il vino si fa anche in Svezia , specie nella punta meridionale di Skåne , che è la più temperata . Tutto inizia verso la fine degli anni Novanta, periodo in cui tutto cercavano di coltivare uva in ogni varietà. Tra le più diffuse il PIWI, il rondo e il solaris. Tuttavia gli svedesi  sono meglio specializzati nella birra, acquavite,  sidro ,  vodka. Alcuni tra i più comuni elisir svedesi sono :

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Sergels torg e dintorni

Sergels torg  è un’importante piazza pubblica di Stoccolma  fatta con  mattoni a  triangolo  bianchi e grigi. Costruita sul finire degli anni ‘50 è  intitolata allo scultore  Johan Tobias Sergel (XVIII sec.) . Dove passano i pedoni è un  livello più basso rispetto al manto stradale. Per gli abitanti di Stoccolma Sergels torg  è semplicemente chiamata Plattan . Un punto di contro per chi vuol fare acquisti, fermarsi per una pausa pranzo, o bere un drink in compagnia.

A volte qui si svolgono manifestazioni politiche. Sfortunatamente sono diffusi criminalità e traffico di droga per cui non è molto frequentata e piena di attrattive. Pure in un posto così ordinato certamente non mancano i problemi da risolvere!

Cos’altro fare  vicino Sergels torg ?

Altro da non dimenticare di visitare nei pressi della  Sergels torg  :

  1. Teatro Reale Drammatico di Stoccolma :  del 1909 e in stile Art Nouveau si trova dentro la  Casa della Cultura. Simbolo del modernismo in Svezia, fu fatto  dall’architetto Fredrik Lilljekvist. Collaborarono alla sua realizzazione geni quali  Carl Milles e Carl Larsson ;
  2. Chiesa di Klara : del 1280 fu demolita da Gustavo Vasa nel 1527. Giovanni III   la riedificò  nel 1572 . Di particolare c’è l’annesso cimitero (XVII sec.) , e il campanile . Questo è alto 116 metri , ed  è la risultante dei lavori di restauro nel 1880 ;
  3. Kungsträdgården: è il parco cittadino più visitato in assoluto , celebre per la fioritura dei suoi alberi di ciliegi giapponesi in primavera.  Si anima in  estate con numerosi concerti, e diventa  pista da pattinaggio in inverno;
  4. Opera reale svedese :  è il teatro nazionale d’ opera lirica e balletto in Svezia, con sede nel pieno centro storico di Stoccolma;
  5. Museo Hallwyl : residenza invernale dei von Hallwyl,è un palazzo storico di una straordinaria raffinatezza che colleziona porcellane e arredamenti dell’epoca ;
  6. Museo del Paradosso: ci si diverte lasciando andare per un attimo la logica e affidandosi al sesto senso e al pensiero laterale attraverso un labirinto di giochi e paradossi vari;
  7. Avicii Experience: qui è dove ripercorre la carriera di uno dei Dj più famosi del globo,  Tim Bergling. Morto per suicidio ad appena 28 anni per causa di depressione.
Ristoranti a Norrmalm

Gamla stan 

Indubbiamente la vena pulsante di Stoccolma è Gamla Stan, che èil suo centro storico  , un blocco urbano pedonale , che è pieno di meraviglie . Tra queste le sue vie più glamour:

Gamla Stan è la città vecchia, con i suoi musei e monumenti è un must da fare a Stoccolma. Ci stavano i primi insediamenti che sorsero sull’ isola di Stadsholmen . Un nucleo primitivo che comprendeva anche le altre isole di Riddarholmen, Helgeandsholmen e Strömsborg .

Cosa vedere a Gamla Stan

A Gamla Stan  altre minuscole stradine si  intrecciano tra loro convergendo  in    Stortorget , la scenografica piazza centrale con le sue case colorate . Tra queste spiccano i coloratissimi palazzi  Schantzska e Seyfridtzska Huset, diventati ormai  il simbolo della old city.

Curiosità : addentratevi  nel vicolo di Mårten Trotzig  intitolato a un ricco mercante tedesco. Si dice essere il più stretto di Stoccolma (90 cm) !  Si chiuse  a metà del XIX secoloma  ma fu riaperto nel 1945.  Il commercciante emigrò a Stoccolma nel 1581 e acquistò proprietà nel vicolo nel 1597 e nel 1599, aprendovi anche un negozio.

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Riddaholmen e la Terrazza di Evert Taube

Per arrivarci ho attraversato un’altra parte interessante di Stoccolma, che è Riddaholmen, che colpisce per l’omonima chiesa e uno slargo imponente.  La prima è del XIII secolo in mattoni rossi che accoglie le spoglie dei reali svedesi . La seconda è la Terrazza di Evert Taube , affacciata sul lago Mälaren . Fu pensata per immortalare un illustre  trovatore, compositore e cantante svedese del Novecento. Se riuscite a essere qui a fine Aprile assisterete alla celebrazione della notte di Valpurga, festa pagana che con tanto di fuochi abbraccia l’arrivo della primavera.

Se siete alla ricerca di scorci da fotografare qui avrete l’imbarazzo della scelta. Come il profilo del Municipio di Stoccolma, il Västerbron (“Ponte dell’Ovest”) , è Lady Hutton, uno yacht di lusso che da albergo. Barbara Hutton, una delle tanti moglie dell’attore Cary Grant, fu l’artefice di questa incredibile trovata, allorquando ereditò l’imbarcazione dal padre.

Punti panoramici di Stoccolma

Nelle vicinanze altri panorami mozzafiato sono visibili da Fjallgatan una piccola strada verso Soderlman. Se siete armati di pazienza potrete pure osare altro spettacolo sul mar Baltico  dalla collina di  Monteliusvagen .

Se siete stanchi poi fate una pausa nello storico caffè Fafangan, per poi proseguire verso la meta hippy di Sofo, vecchia arteria cittadina recuperata ad hub modaiolo  e alternativo . Perché in fine  non ammirare qualche scatto d’autore al Fotografiska? Vi aspetta una collezione di instantanee di tutta la Svezia, di artisti del calibro di : Martin Schoeller, Annie Leibovitz e David Drebin! Adesso addentriamoci nelle gemme più gettonati della città vecchia di Stoccolma .

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Parlamento svedese (info orari e visite)

Il Parlamento svedese o  Riksdag è situato nell’ isola di Helgeandsholmen  dal 1971.  Composto da due corpi  collegati da passaggi coperti e canali sotterranei fu costruito tra il 1897 e nel 1905 su progetto dall’architetto Aron Johansson.

In stile neobarocco ha dimensioni monumentali ed è caratterizzato da vari ambienti. Quali  l’emiciclo, che è la tribuna dei dibatti parlamentari.  Seguono una scala e hall in marmo, e diverse sale . Una per la discussione sulle finanze.  Un’altra piena di affreschi e sormontata da volte di vetro , cosa che dona un tocco di estrema raffinatezza all’intera struttura ottagonale. E per finire quella per i ricevimenti che si srotola in una  una galleria di 45 metri.

Se siete attenti ai dettagli non potete non scovare La statua della volpe  ,  (Laura Ford)  rappresenta un clochard  con viso di volpe, vestito co stracci  . Il messaggio è la triste contrapposizione tra la ricchezza dei centri urbani e la miseria in cui stanno i senza tetto. 

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Kungliga Slottet   (info orari e visite)

Il  Kungliga Slottet  (1697) è  il palazzo reale . Costruito su un vecchio castello medievale e distrutto da un incendio è  un esplosione di  Barocco.  Capolavoro di    Nicodemus  Tessin  il giovane che si ispirò al palazzo Bernini di Roma ,  è la  residenza ufficiale dei reali di Svezia.

Troverete  :  appartamenti reali, gioielli della corona, biblioteca, trono della regina, carrozze, e tre  musei . Di notevole interesse è la cappella reale : decorata in oro e marmo risale alla fine del XVII secolo. Il suo elegante organo cattura l’attenzione di tutti i visitatori, così come le sculture, le statue e gli affreschi del tetto. Assicuratevi di assistere al cambio guardia delle Forze Armate svedesi ( lunedì – sabato 12.15 ;  domenica 13.15 , cantando l’ inno degli  ABBA) .

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Storkyrkan Cattedrale (info e visite)

Storkyrkan è la Cattedrale intitolata a San Nicola. Frutto di mix di stili architettonici (gotico e barocco) risale al XIII sec. Storia millenaria , fu la prima chiesa di Stoccolma . Già citata  in alcune fonti  nel 1279 è il tempio  cristiano più sacro  per gli abitanti. Al suo interno sono avvenute cerimonie di investitura, matrimoni reali e altri eventi di grande portata storica.

Tra gli elementi più singolari: la Statua lignea di San Giorgio e il drago che celebra il potere sulla Danimarca (1489).  Si menziona ancora  il dipinto Vädersolstavlan, che è la più antica immagine conosciuta di Stoccolma ( 1632)  Il monumentale pulpito è in stile barocco francese .

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 Chiesa Finlandese 

La  Chiesa Finlandese è l’acquisto di un tempio in barocco nel 1725 dalla comunità finaldese autorizato dal re Fredrik I. Semplice all’esterno e senza campanile internamente è di forma rettangolare e abbellito da una croce,  stemmi e un altare ( Lorens Gottman ,  1734) raffigurante la Resurrezione di Cristo, e lampadari. Si può accedere gratuitamente come nella Chiesa Tedesca di Sanata Gertrude (XIV),  fatta per volere di mercanti tedeschi,

La vera star sta nel cortile adiacente , che è   Jarnpojken  o Iron Boy , ovvero il monumento più piccolo della città di 15 cm del 1957 . Cosa è?  Una scultura in ferro, metà del secolo , di  Liss Eriksson .  Si è ispirato alla sua infanzia; ogni volta che non riusciva a dormire si rannicchiava nel suo letto e guardava la luna dalla finestra. 

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Nobelmuseet (info e visite)

Come non recarsi presso il  Nobelmusee o Muse Nobel   ( 1895 ) racconta di questo premio dato alle menti eccelse della scienza. Fu istituito dal chimico svedese Alfred Bernhard Nobel   (1833–1896), che  ha vissuto tra San Pietroburgo, Stoccolma e Parigi. Con le sue geniali invenzioni ha contribuito al progresso tecnologico .

Prima di morire si convinse a lasciare per testamento il suo immenso patrimonio a un premio da conferire annualmente a menti illustri responsabili dell’evoluzione dell’umanità in tutti i campi del sapere. Al presente è uno dei riconoscimenti più prestigiosi che un essere umano possa ricevere per le sue scoperte a prescindere dall’umanità.

Ristoranti a Gamla Stan

Strandvagen

Come non rilassarsi percorrendo il lungomare di Stradvagen , un viale (XIX sec.) di Östermalm, altra stupefacente zona di Stoccolma.  Subito si notano file di nobili ed eleganti costruzioni in stile jugend .  Si susseguono per 1200 metri fino al ponte di Djurgården , il polmone verde dove si tenne la Grande Esposizione  del 1897.

Proprio in questa distesa di verde ci stanno due musei eccezionali che non mi  farò scappare al prossimo ritorno. Esattamene il Museo degli Abba, consacrato alla mitica band svedese , e il Museo Vasa, che custodisce un vascello vichingo del 1600.

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Arcipelago svedese , un giro in battello

A Stradvagen si passeggia tra splendidi caffè ,  pittoresche imbarcazioni e rinomati hotel quali  l’  Esplanade e il Diplomat .  Posizione strategica oltretutto per le gite per l’arcipelago svedese,  24.000 isolotti   di varie dimensioni.

Non potevo sottrarmi a questa magia e dal molo 15 per due ore mi sono immersa in una natura dal sapore tutto nordico in direzione di  Vaxholm . Per info :  get on your guide,  molo 15, battello   M/S Östanå  del 1906 .

Cucina Svedese

Dopo questo assaggio di Svezia, sono passata a qualcosa di più serio mettendo le gambe sotto il tavolo del ristorante Slingerbulten in Stora Nygatan 24, 111 27 a Gamla Stan- Consigliatissimo da ogni guida di rispetto, in un ambiente in informale e intimo ho divorato delle deliziose silltallrik, acciughe al burro e panna acida .

Vi chiederete se ho provato le  immancabili polpette affogate nel purè di patate e  marmellata di mirtilli rossi. La risposta è assolutamente sì. Sono le cosidette köttbullar med mos och sylt . Una ricetta che affonda le radici in Turchia, trasportate in loco dal re Carlo (XVIII secolo) dopo che aveva trascroso un periodo di permanenza nell’impero Ottomano per motivi bellici e politici. Naturalmente sono migliori di quelli che si mangiano all’Ikea!

Come nasce Ikea!

Sta a voi decidere se passare  nello store  a Norrmalm del colosso svedese di mobili ormai sdoganato in tutto il globo ( 300 negozi in 25 nazioni) . Di certo è singolare la sua nascita. Fu ormai il defunto Ingvar Kamprad (1936-2008) a concepire il mobilificio per eccellenza a soli 17 anni. Dislessico e povero cominciò registrando la sua attività che inizialmente si limitava a vendere articoli per la casa. Più tardi si allargò alla mobilia conquistando il pianeta.

Questo motore di arredamenti prese il titolo dalle sue iniziali seguite da quelle della fattoria di famiglia (Elmtaryd) e del suo villaggio natale (Agunnaryd). Tanto di cappello al signor Ikea che ha riportato il design alla sua funzione originaria cioè quello scatenato dal Bauhaus: costare poco perché deve portare il bello a tutti!

Alcuni tra i più tipici piatti svedesi

Tornando alla cucina svedese  c’è differenza tra il nord dove si prediligono le carni (alcevitellorenna e maiale) e il sud dove prevalgono le verdure. Per noi italiani è difficile forse apprezzare totalmente questi gusti così semplici, severi anche se molto salutari, che prevedono comunque dei contrasti notevoli . Pensate al loro piatto unico il flygande jacob , uno sformato svedese  di pollobananebaconpanna montatasalsa chili e arachidi tostate. O la pölsa, un intingolo di varie frattaglie di manzo.

Tra i primi vanno forti le zuppe di ogni tipo, per i secondi pesce e carni sono tra i più comuni con contorni di patate e verdure varie. Il salmone impera sovrano in ricette piuttosto basiche come il gravad lax , marinato in sale grosso, aceto, zucchero, aneto e pepe nero. Oppure più complesse come nel laxpudding, pasticcio preparato con patate, cipolle, burro, uova e latte. Se siete di palato più fine per voi c’è l’aragosta blu di Göteborg.

7 specialità svedesi

Ricca in  pani di diverse farine, cereali integrali, proteine ​​e omega-3 ecco un breve elenco di alcune  specialità della gastronomia salata svedese :

  1. Toast Skagen: antipasto di cocktail di gamberi sgusciati insaporiti con maionese, aneto , limone, e guarniti con uova di pesce e serviti su pane croccante spalmato con mostarda di Digione ;
  2. Rodbetsallad: un’insalata di barbabietolerosse bollite, mele ,  cetriolini sottaceto ,  e  rafano ;
  3. Falukorv: wurstel svedese fritto o grigliato infilato nel panino e voilà un hot dog spennellato da senape ;
  4. Husmanskost: spezzatino di vitello cotto nell’aneto, carote, alloro, panna, e cipolla e sfumato con dell’aceto.
La fika svedese è pazzesca!

Non siate maliziosi! Non mi sto riferendo alle bellissime sventole svedesi chilometriche, bionde con tanto di occhi azzurri! La fika in Svezia è quella breve pausa da fare in qualsiasi momento della giornata quando il corpo lo richiede. Da fare sorseggiando qualcosa di caldo come un buon caffè, da cui deriverebbe la stessa parola (con le sillabe invertite!) .

La fika è dunque un rito per gli svedesi che generalmente l’accompagnano con dolci come i kanelbulle,  brioche a forma di girella aromatizzate alla cannella, vaniglia e leggermente zuccherato. Altre prelibatezze zuccherose sono:

  1. Risgrynsgröt e Pepparkakor : budino di riso e biscotti alla cannella per celebrare il Natale o quando si crede più opportuno per gola!
  2. Nyponsoppa: è una zuppa  di rosa canina .  Si assume  come bevanda o come dessert con latte , panna o gelato alla vaniglia insieme a piccoli biscotti alle mandorle;
  3. Filmjölk: uno yogurt acido a cui si aggiunge muesli e zucchero;
  4. Prinsesstårta: è un tipo di torta svedese, costituita da fette di pan di Spagna farcite con crema alla vaniglia;
  5. Lingonberries: una golosità di dolce ai mirtilli e mele molto popolare che fa breccia tra adulti e bambini;

Skeppsholmen

Incastonato tra Gamla Stan e DjurgårdenSkeppsholmen è una piccola terra collegata alla località chic e blasonata   di  Östermalm dal Skepssholmsbron,  il famoso ponte della corona . Fatto in ferro è del  1861. In realtà qui esisteva un ponte di legno sin dal 1600.  Sparì dopo  un incendio. E’ lungo 165 metri ed è noto per la corona dorata, fissata alla ringhiera, che lo decora più o meno al centro.

Proprio per essere incastonato in mezzo al Mar Baltico, divenne per Stoccolma  dal XVII secolo base per la Marina Reale. Dal 1968, anno in cui il complesso militare fu spostato in altrove i fabbricati sono stati occupati da scuole, musei e istituzioni culturali.

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Cosa vedere a Skeppsholmen

Si cammina beatamente a Skeppsholmen, che comprende anche l’isola di Kastellholmen .  Lungo il molo Brobänken si possono contemplare splendide barche a vela, pescherecci o navi da guerra , alcune delle quali sono abitate. Qui si celebra il festival estivo dello Stockholm Jazz Festival. Un appuntamento annuale che ha celebrato il suo 20º anniversario nel 2003,

Notevole è  la chiesa Skeppsholmskyrkan ( 1823-1849 ) . Prima c’era una chiesa  in legno andata persa dal fuoco devastante  del  1822. Inaugurata dal re Carlo XIV Giovanni  (1842) fu progettata dall’architetto Fredrik Blom . A parte il parco Skeppsholmsgården protagonista a Skeppsholmen  è in assoluto il Moderna Museet , ovvero  museo moderno di cui vi accenno qualcosa in basso.

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Moderna Museet  ( info orari e visite)

Moderna Museet è uno dei principali musei di arte moderna e contemporanea in Europa! Progettato da Rafael Moneo, si estende per  5000 m2 di aree espositive  che presentano tutta la creazione artistica a partire dal 1900 a oggi

Il museo comprende opere maestose di : Pablo Picasso, Andy Warhol, Ljubov Popova, Salvador Dalí, Meret Oppenheim, Robert Rauschenberg, Donald Judd e Irving Penn, e  tanti altri artisti contemporanei . Accessibile a tutti e interattiva, la collezione comprende : dipinti, sculture (anche poste all’aperto)  installazioni, film, video, disegni e stampe di artisti svedesi e internazionali del XX e XXI secolo, nonché fotografie dal 1840 ai nostri giorni. Oltre alla sua parte museale, il Moderna Museet  comprende anche un negozio e un ristorante che si affaccia sulle incantevoli coste dell’isola.

Maurizo Cattalan

Tra i più chiacchierati ed acclamati artisti italiani Maurizio Cattalan si guadagna un posto d’onore. E me lo sono ritrovato al Moderna Museet  con la sua personale intitolata The third Hand, una riflessione sul potere. Accanto a lui altri artisti del calibro di :  Eva Aeppli, Cecilia Edefalk ,  Lena Svedberg e Rosemarie Trockel

Padovano , classe 1960 Maurizio Cattalan  non ha mai frequentato nessuna scuola o accademia. Dopo il diploma a un istituto tecnico ha fatto vari lavoretti per mantenersi fino al suo impiego da infermiere. Per non annoiarsi elaborava creazioni , le fotografava e le inviava a varie gallerie. Una di quelle che per prime  lo lanciò fu la Neo di Bologna. Artista piuttosto discusso dopo l’acquisto di un collezionista della sua banana attaccata a un muro con del nastro adesivo, può piacere come non piacere . L’arte moderna rimarrà sempre un mistero , ma è l’espressione della nostra era.

Per cui facciamocene una ragione, e ciò fa riflettere. Come dice il maestro ogni cosa può essere rivalutata se cambia il contesto. Pensate appunto al frutto giallo appiccicato in una teca museale! Lui non è mai stato molto versatile a interviste o a spiegare bene cosa vuole trasmettere con la sua arte, perché, a detta sua laddove si capisce perde d’interesse!

The Third Hand a Stoccolma

Mi piace molto l’arte ma posso solo riportare e non criticare quello che è passato davanti i miei occhi, che oggettivamente, mi ha lasciato un po’ perplessa. Tra i vari soggetti strani e comunque ognuno con un loro significato ben preciso mi hanno stravolto:

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National Museum (info orari e visite)

Allocato  nella penisola Blasieholmen Il Nationalmuseum è il museo d’arte più acclamato di   Stoccolma.  Furono  il re Gustavo III e Carl Gustaf Tessin i suoi ideatori e benefattori esponendo un’impressionante collezione d’arte.

Per l’esattezza oltre 700.000 tra oggetti di arte, mobili, ceramica, vetreria, sculture, dipinti, porcellane , grafica e  design moderno dall’Alto Medioevo a ora. Una menzione particolare meritano le teledi :  Carl Larsson, Anders Zorn, B. Liljefors, Ruben, Degas,  Rembrandt , El Greco, Renoir , Goya, Manet, e  Gauguin. Tanto altro ancora  è racchiuso in questo tesoro fatto tra il 1844 e il 1866 in stile rinascimentale per mano dell’architetto tedesco Friedrich August Stüler.

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Conclusioni. Stoccolma in un weekend

Non potrei concludere meglio che invitarvi  a staccare u biglietto per Stoccolma . Una fuga romantica o un regalo per la propria famiglia è adatta a tutti i tipi di viaggiatori che vogliono esplorare il grande Nord e vivere qualcosa di estremamente unico.

Stoccolma è una Venezia tutta scandinava che si adagia sulle sue acque cristalline e si illumina di luce per periodi più lunghi dei nostri. Vedere il sole calare alle 10 di sera è una sensazione forte che  porterò sempre dentro di me . Questo e altro vi aspetta nella severa e briosa urbe.  Non fatevi ingannare dalla sua aria ordinata e pulita , perché sotto sotto è una city che adora fare tardi fino a notte fonda e trabocca di luoghi incantevoli.

Qualcuno anche molto estroso e all’avanguardia come il cimitero  di Skogskyrkogården  (1915-1940) . Ubicato a  Enskede fu realizzato dagli architetti Gunnar Asplund e Sigurd Lewerentz. La loro missione era quella di creare un’unità di paesaggio ed edifici che offrisse ai visitatori un’esperienza di vita e morte, speranza e dolore, luce e oscurità, natura e architettura: il ciclo della vita. Fate buon viaggio!

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