Cantina Anastasia nell’isola di  Rodi

Cantina Anastasia nell’isola di Rodi

“Il vino è poesia imbottiglata”

Robert Louis Stevenson

Cantina Anastasia : l’isola di Rodi in un calice!

Sicuramente la mia visita alla Cantina Anastasia nell’isola di Rodi  ( +30 6973 42 3768 , la perla più grande dell’arcieplago del  Dodecaneso in Grecia, è stata un’esperienza divina e indimenticabile  Ancora una volta il vino mi ha portato a scoprire non solo una terra nuova e affascinante ,  manche il  suo lato più autentico e vero: quello dell’entroterra.

Travolta e stanca  dalla frenesia del divertimento estivo durante il  mio giro dell’isola di Rodi in 1 settimana , avevo deciso di ritagliarmi un po’ di tranquillità. Così mi sono spostata dalla caotica capitale  di Rodi città a nord verso l’interno a ovest.  Sono stata precisamente  a Embonas. Questo  oltre a essere un delizioso borgo  di montagna, è anche la zona più vocata alla viticoltura del paese. La presenza di antiche anfore  rodiesi ritrovate in tutto il Mediterraneo attesta  che  il  vino qui si faceva sin  dal  VII secolo a.C. . Senza scordare poi che durante il periodo ottomano l’isola di Rodi mantenne un ruolo centrale nel commercio dell’uva Malvasia praticamente ovunque fuori dai propri confini  .

A rendere la mia permanenza ancora più  speciale nell’isola greca   è stata l’accoglienza calorosa di Jason Zafeirakopoulos  , manager della Cantina Anastasia  . Il giovanissimo winemaker mi ha mostrato e fatto provare  il meglio della tradizione enogastronomica dell’isola di Rodi.   Quella che vi sognate di ritrovare nei  ristoranti del litorale a sud ,  che vengono pratiamente presi d’assalto dai turisti , specie nei mesi più caldi dell’anno.

Come arrivare alla Cantina Anastasia

La Cantina Anastasia  è collocata a circa 30 km dal capoluogo   (indirizzo : Epar.Od. Kalamonas-Psinthou 6, Paradeisi, 851 06).  Per raggiungerla :

In alternativa:

Ovviamente la posizione della Cantina Anastasia nell’isola di Rodi  non è centralissima , ma  è proprio questo  il suo charme . Perché si è avvolti dalla quiete e dal silenzio. E si è lontani dal rumore , e dalla confusione cittadina. Al massimo  sentirete il canto delle cicale,  o il miagolio di qualche gatto e le chiacchiere di quelle poche anime che  vivono nei dintorni. Questo post è dedicato a tutti i wine  lover che si chiedono che fine abbia fatto il vino in Grecia! Ed è proprio alla Cantina Anastasia  che lo ritroverete!

Buona lettura!

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Storia della Cantina Anastasia nell’isola Rodi

Dal porto dell’isola di  Rodi sono partita di mattina presto con un mini van verso la Cantina Anastasia . Dentro la macchina ho incontrato  un simpatico gruppo di americani con cui ho fatto amicizia.  Non appena sono arrivata sono scesa dal veicolo e ho attraversato il viale alberato dell’ingresso impreziosito con un cancello in ferro battutto. Purtroppo il caldo è stato asfissiante. Normale ad agosto! Ma mi sono risollevata non appena mi sono  rifugiata con altri ospiti  all’ ombra  di  un  pergolato in legno antistante il parcheggio dell’azienda vitivinicola.

Ad aspettarci c’era Jason . Dopo un piacevole bicchiere di benvenuto ci ha invitato ad accomodarci nel ristorante all’aperto della sua  cantina  e ad ascoltare la sua  storia . Più che altro hanno parlato i suo occhi :  pieni di entusiasmo, quello  tipico della sua giovane età. Di fronte ho avuto un padrone di casa che, dietro i suoi trentanni,  ha fatto subito trapelare una personalità forte e determinata.  La stessa che lo ha portato a Bordeaux   in Francia, dove ha vissuto per studiare  enologia.

Non solo vino!

Al termine dell’università Jason  si è trasferito definitivamente nell’isola di  Rodi  per portare avanti la sua tenuta. Questa prende il nome da sua madre ,  che è appunto  Anastasia Triantafyllou,  che insieme al marito  Nikos  , imprenditore edile, l’avevano fondata nel 1995.  Si è trattato sul serio di un sogno che è  diventato realtà grazie a tanta fatica e  tanto amore per il vino e la propria patria!  Una passione tramandata da generazione a generazione :  il  nonno infatti  era stato il fondatore della Cantina Emery, una  delle cantine più storiche di Embonas.

L’avventura enoica dei  signori  Zafeirakopoulos  è iniziata  con l’acquisto dei terreni e la costruzione di  due grandi  stabili dai tetti alti e spioventi .  Questi adesso sono colorati  di rosa pastello modellati volutamente in stile neoclassico , come le   celebri case dell’isola di  Symi.  Al loro interno entrambi i fabbricati ospitano spazi dedicati alla vinificazione, distilleria e ristorazione. Successivamente hanno fatto i primi  vini, e poi  sono seguiti  tanti altri nettari premiati .

Non contenti hanno introdotto  anche la produzione dello   Tsipouro, classica acquavite greca e dell’ olio. Beni preziosi che al presente si possono solo comprare  in loco.  Nel loro shop ( insieme ad altri souveniroppure  online attraverso intermediari come Vivino. La loro filosofia aziendale è quella di valorizzare il patrimonio viticolo isolano , rispettare l’ambiente, e modernizzare le tecniche di produzione. Passato e futuro si fondono alla Cantina Anastasia a Rodi  .cantina-anastasia-rodi-embonas-wine-travel-blog-weloveitalyeu

Cantina Anastasia a Rodi, perché fa del vino buono!

Dopo avere ascoltato attentamente le parole di Jason io e il gruppo di turisti lì presenti ci siamo  alzati dalle nostre sedie e   lo abbiamo seguito per un tour in mezzo ai filari piantati intorno la cantina ( 7000 ettari). Anzitutto ci ha spiegato che il  terroir di Embonas  (400 m.l.m.)  è unico per la sua posizione geografica e per  alcuni fattori pedoclimatici .

Come un gioiello  Embonas è incastonata alle pendici del  monte Attavyros ( 1.200 m.l.m.). E proprio qui,  come già accennato , che si concentra  la maggior parte delle cantine e dei vigneti  dell’isola . Il suo è un clima tipicamente mediterraneo. Le estati sono calde e secche , e ci sono  forti escursioni termiche tra giorno e notte. Di grande importanza sono anche i suoi  suoli che sono:  calcarei , ben drenati, collinari con un’ ottima esposizione solare . Il  loro punto di forza , essendo piuttosto impervi , è che sono stati risparmiati dalla fillossera del XIX secolo. Un mix esplosivo che conferisce mineralità e struttura ai vini, donandogli equilibrio e  aromaticità.

I vitigni della  Cantina Anastasia a Rodi

Mentre passeggiavamo   tra i vigneti Jason  ci ha anche spiegato che gestire una  cantina non è mai semplice: la natura può riservare imprevisti anche gravi. Quattro anni fa, ad esempio, hanno dovuto affrontare un incendio che ha causato danni ingenti.  Occorrono risorse economiche importanti sia per riparare queste inevitabili perdite sia per innovare impianti e macchinari. Infine  il suo racconto  è proseguito con una lezione interessantissima sul ciclo annuale  della vite , che è sato descritto in un inglese impeccabile. Ad aprile  le gemme cominciano a germogliare con  fiori e grappoli. Giugno e settembre è il periodo più delicato e rilevante di tutta la fase della fruttificazione: la vendemmia .

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L’uva tipica dell’isola di Rodi

Il risultato di tanto lavoro per la Cantina Anastasia è la produzione di varietà autoctone che si trovano solo nell’isola di Rodi, che rappresenta il cuore della viticoltura dell’intero arcipelago del Dodecaneso. In parte molti vitigni sono stati reimpiantati per dare nuovo vigore agli appezzamenti terrieri , tra le varietà più coltivate spiccano  :

Per i bianchi:

  • L’ Athiri:  il vino simbolo dell’isola di  Rodi  è  un bianco  DOP , delicato , molto agrumato con note di pera e  mela; buona acidità, e sapidità ,  performa particolarmente bene in vigneti d’alta quota;
  • Il  Muscat di Rodi:  un’ uva molto antica e  aromatica con sa di miele e albicocca; può essere elaborata anche in  versione liquorosa sia come vin doux naturel;

Per i rossi :

  • La  Mandilaria:  un vitigno rosso caratteristico dell’isola , speziato e ben strutturato; attecchisce in collina e pianura.

In seguito  Jason  ci ha confidato che è stato necessario allinearsi alle tendenze della viticoltura moderna: non ci si può isolare, e sperimentare è fondamentale. Con ottimi risultati – circa 12.000 bottiglie all’anno– hanno osato con dei  vitigni internazionali.

Rispettivamente.

Degustazione Cantina Anastasia a Rodi

Il momento magico è stato il  pop dell’apertura delle etichette più rappresentative della Cantina Anastasia a Rodi . Tra quelli che mi hanno colpito maggiormente :

  • Nefeli Dry 2022: da  Muscat di Rodi   , 12%, bianco brillante e fragrante. Al naso si apre con sentori di zagara, lime, mela verde e richiami salmastri. In bocca è fresco,  minerale , con  un finale agrumato;
  • Thalassinos Allegro 2022 : blend dei rossi della cantina, 13%; colore rubino intenso,  profumo di ribes nero ,  c’è del tabacco e tè nero.
  • Mandilari Dry 2022: fatto da  Mandilaria,   rosso dal carattere intenso, sentori di ciliegia , prugna, spezie.  Tannico, di struttura corposa, ha il gusto di  frutta matura ; corpo medi0-pieno, tannini presenti ma bilanciati, rotondo e raffinato;
  • Moscato di Alessandria: fatto dall’omonima uva, è un vino dolce molto aromatico. Si sente l’ albicocca, i fiori d’arancio e l’uva passa.  Vellutato e pieno, possiede equilibrio e una dolcezza che non è mai stucchevole.

La cooking class  alla Cantina Anastasia a Rodi

Inutile affermare che la parte più entusiasmante del mio giro alla Cantina Anastasia a Rodi è stata quella del corso di cucina greca.  Ho avuto il piacere di provarla in abbinamento con gli elisir divini assaggiati prima con  Jason  . Lui , con un’eleganza tutta francese,  ha cambiato ruolo: da enologo a chef!

Ci siamo radunati  attorno a un lungo  tavolo nella terrazza del ristorante .  Era imbandito con tutti gli ingredienti delle principali ricette greche. Queste recano tracce della travagliata storia della Grecia e dei suoi incontri e scontri con popoli stranieri. Come quelli del Mediterraneo, dei  Balcani e dell’Oriente.

Ormai è risaputo che cuisine greca è salutare . A livello internazionale Il segreto della sua fama è che si basa su prodotti poveri, di stagione e freschi . Gli stessi che colmavano le ciotole sparse nel nostro desco della cantina.

Cosa abbiamo mangiato?

Con molta professionalità Jason  ci ha illustrato la tecnica di preparazione e cottura dei mezedes, una selezione di assaggi tipici greci . Tra questi :

  • Tzatziki: la celebre crema di yogurt, cetriolo e aglio,  irresistibile, ideale per accompagnare pane caldo e piatti grigliati;
  • Melitzansolata:una mousse morbida di melanzane cotte alla griglia . Vengono condite con olio , sale, pepe, aglio, e aceto . Sono da accompagnare con pane tostato;
  • Dolmades: ho personalmente imparato a piegare le  iconiche foglie di vite ripiene di riso . Questo è aromatizzato con cipolla e poi cotto a vapore in pentole di coccio. Li ho mangiati al ristorante greco e non mi hanno fatto mai impazzire. Fatti in casa è tutta un’altra cosa!

Ognuno dei commensali ha messo le mani in pasta e creato  un succulento pranzo . Mi sono divertita tantissimo. Sì, perché condividere le portate insieme agli altri è il piacere stesso del cibo. Non dimentichiamo che siamo in Grecia , la terra in cui l’ospitalità e sacra.

Per di più  ho appreso che la semplicità e la bontà delle materie prime sono il successo di un piatto. Non si deve aggiungere nulla se si prediligono già componenti di prima scelta. E questi non mancano affatto nella variegata gastronomia greca: cereali, legumi, verdure, olio extra vergine, formaggi, carne e pesce di qualità. Ecco perché essa fa bene ed è adatta a una dieta equilibrata e sana.

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Conclusione . Cantina Anastasia a Rodi

Esplorare  la Cantina Anastasia a Rodi significa vivere l’isola  in modo intimo. Si respira un’ aria diversa: si è avvolti  da pace e  ci sono dei panorami suggestivi . Atmosfere irripetibili in quei luoghi presi d’assalto dai turisti, specie nei mesi più caldi dell’anno. Programmare una tappa qui è come assaporare l’isola di Rodi d’inverno :  quella più vera  dei suoi abitanti,  delle loro giornate, delle loro piccole grandi cose. I loro sorrisi, la loro allegria e  convivialità.

Recarsi in questa cantina è farsi un dono , quello di catapultarsi in un contesto che trasforma l’ordinario in straordinario! Oltretutto si entra nel vivo del  mondo del vino in Grecia , che  si   è finalmente risvegliato negli anni ‘ 80  dopo secoli di buio . Questo grazie alle nuove generazioni . Come nel caso di  Jason , che hanno studiato all’estero . Hanno riportato in patria nuove competenze insieme a una crescente apertura verso i mercati internazionali e il turismo. E se cliccate qui e bloccate il vostro biglietto per il paradiso capirete meglio di cosa ho scritto finora.

καλό ταξίδι

 

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Bodegas Josè L. Ferrer

Bodegas Josè L. Ferrer

“Quando sei felice bevi per festeggiare. Quando sei triste bevi per dimenticare, quando non hai nulla per essere triste o essere felice, bevi per fare accadere qualcosa.”
Charles Bukowski

Bodegas Josè L. Ferrer 

Senza dubbio la Bodegas Josè L. Ferrer è un’istituzione divina a Maiorca. Diciamo pure che è la cantina per eccellenza dell’arcipelago delle Baleari. Ancora una volta la curiosità verso il vino mi ha portato a scoprire un territorio immenso. Quello di Maiorca appunto , che vanta un ricco patrimonio culturale, artistico, paesaggistico ed enogastronomico.

Così ho trascorso la mia Pasqua a contemplare , oltre le coste infinite di questo eden spagnolo. Ho sopratutto peregrinato  verso l’entroterra. E proprio qui  ho avuto un assaggio del meglio dei piatti e dei nettari maiorchini. In questo articolo vi propongo un viaggio enoico nel cuore dell’isola.  Un posto che vale la pena di esplorare non solo per le sue baie cristalline e i suoi monumenti. Venite con me e capirete che ci sono vari motivi per regalarvi una vacanza in questo angolo di paradiso.

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Bodegas Josè L. Ferrer, un salto a Inca per i cellers

In modo particolare il mio tour  ha interessato il lato interno  a Nord Ovest di  Maiorca. Prima  della  Bodegas Josè L. Ferrer c’è stata una tappa molto succulenta , quella a Inca. Questo paesino con le sue viuzze ciottolate e le sue chiese circostanti è celebre per il suo cuoio e le sue scarpe. Non è finita qui. La gloria di Inca sono i suoi  cellers .

I cellers  sono  ristoranti caratteristici, che sono  ricavati da vecchi depositi dove si faceva il vino in casa. Se volete mangiare e bere maiorchino accomodatevi pure in una di queste osterie . Qualcosa di diverso dai soliti  locali più alla moda, assalite dalle orde estive di  stranieri in fuga.

In quale celler andare a Inca? 

Se non avete idea di quale celler scegliere, vi propongo questo in basso, dove  tra l’altro ho beccato i vini della Bodegas Josè L.  Ferrer:

  • DAYLA – Vins i Tapes in Carrer Bisbe Llompart, 4 :   è un celler molto accogliente.  Il personale è estremamente gentile. Ti senti come a casa. I ragazzi dello staff  mi hanno aperto le porte . Nonostante fossi arrivata in orario quasi di chiusura. Il mio menù ha previsto: un fritto di gamberi rossi spadellati con aglio, pomodorini e peperoni. E una serie di calici di bianchi del posto.

La DO di Benissalem

Così dopo il lauto pranzo a Inca,  sono salita in treno per andare a visitare la cantina  Bodegas Josè L.  Ferrer .   Dopo venti minuti mi sono ritrovata a Benisallem.  Quella di Benissalem è la  prima DO (1990) delle Baleari per la produzione di rossi e rosati.

In questo pueblo interno di Maiorca il re dei vitigni è quello  autoctono detto Manto Negro. Esso è anche conosciuto come Callet . Ed è un incrocio tra Callet Cas Concos e Fogoneu. Dato il suo basso contenuto di antociani , la poca acidità e il basso contenuto alcolico,  Manto Negro si presta per rossi leggeri. Il suo  potenziale aromatico medio fornisce aromi di frutta matura e  melograno.

Altri vtigni della DO di Benissalem

A Benisallem ci sono dunque le condizioni ideali per la coltivazione di altri vitigni indigeni e internazionali. Molti dei quali sono gli stessi della Bodegas Josè L.  Ferrer

Il Manto Negro,vitgno re  della  Bodegas Josè L.  Ferrer e di Maiorca

Generalmente il Manto Negro è un’uva decisamente da taglio. E per lo più  si mesce con il Cabernet Sauvignon, il Syrah o il Tempranillo. Ultimamente però i winemaker  maiorchini lo sperimentano in purezza , e con ottimi risultati .

Quella di Benisallem  è un’area davvero privilegiata. Infatti è situata  al centro di Maiorca . Ed è protetta dalla Serra de Tramuntana. Questo è un sistema montuoso che raggiunge i 1.400 metri di altezza . E protegge i filari dal gelo e dai venti freddi del Nord.

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Il Moll , il bianco della  DO di Plà i Llevant 

Un’ altra DO (1999) è  quella di Plá i Llevant a Sud Est di Maiorca.  Raggruppa 19 municipalità :

I terreni (altzza massima di 100 metri slm ) qui  sono abbastanza fertili e rossi per la presenza di ossido di ferro.  Oppure bianchi per il contenuto di  argille, carbonato di calcio e  magnesio. Il drenaggio è buono e permette una profonda penetrazione delle radici. Senza dubbio importante è la temperatura , che  è mite tutto l’anno.

Il vitigno pricipe è quello del Moll o Prensal Blanc . Un’ uva  dalla buccia chiara, che genera bianchi fruttati e minerali, con aroma di di mele verde con finale mandorlato . I rosati sono invece agrumati, e gli spumanti quasi eterei.

Maiorca, vino poco ma eccellente

Il vigneto rappresenta una delle colture maggioritarie di Maiorca,  che si alterna  con mandorli, carrubi, fichi e ulivi. Il sistema di allevamento tradizionale è quello a guyot e cordone speronato. L’intera superficie vitata ammonta a circa 1000/2000 ettari. Non è tanto, per cui si predilige la qualità alla quantità.

Il motivo della poca espansione dei vigneti è dovuto principalmente all’elevato costo della terra. Non c’è da stupirsi, anche perchè Maiorca è diventata una meta immobiliare molto ambita da parte dei norderuopei con i soldi in tasca. Possiamo con certezza affermare che al presente la viticultura è un volano dell’economia maiorchina , che ha davanti un futuro prospero.

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Benissalem, un pueblo di meraviglie

Dalla stazione ferroviaria alla Bodega Ferrer  con sede a Benisallem  c’è una buona mezz’ora di camminata. Durante il tragitto nella cittadina rimarrete ammaliati dalla cura delle abitazioni. Sono tutte lastricate di pietra bianca, basse e adornate di piante. Il silenzio è imperante, interrotto qua e là dal miagolio dei gatti o dalle voci dei bambini che giocano  per strada.

A Benisallem , un  villaggio di appena 8000 anime, senza dubbio merita una menzione  la piazza centrale. In mezzo ad essa si staglia la Chiesa di Santa Maria Robines . Un perfetto esempio di stile barocco del XVIII secolo. Ovviamente questo è il punto di ritrovo di Benisallem,   una sorta di salotto cittadino  , che è vivo  durante tutto l’anno.

Prima di arrivare a destinazione alla Bodega Ferrer , passeggiando per i vicoli ho scovato altre aziende vitivinicole.  In tutto  se ne contano 70 a Maiorca. Purtroppo  erano tutte chiuse per via della festività pasquale.

Storia del vino a Benissalem

Logicamente Benisallem   deve la sua fama alla produzione di vino! La tradizione enologica della DO  di Benissalem  si riflette nei suoi riferimenti storici. L’introduzione della vite risale  al 121 d.C. Già nel I secolo d.C., Plinio parla dei vini delle Baleari, confrontandoli con i migliori d’Italia.

Anche durante il periodo della dominazione musulmana, nonostante i divieti del Corano,  si faceva il vino a Maiorca. Dopo la conquista, le Corti d’Aragona prima, e poi di Castiglia, favorirono la relativa espansione della coltura della vite, attraverso un regime di permessi di piantagione.

Il vino di Benissalem in letteratura

Troviamo riferimenti ai vini di Binissalem in queste opere letterarie:

La coltivazione della vite n generale  a Benisallem e a Maiorca ha attraversato momenti di splendore . E counque  altri di declino legati alla prefillosserica, alla postfillosserica, alla guerra civile spagnola e al boom turistico degli anni Sessanta. Si ebbe  una nuova ripresa alla fine degli anni Ottanta. Da allora, c’è stata una continua crescita del settore.

Zona geografica della DO di Binissalem

La zona geografica della DO Binissalem è costituita dai comuni di:

Con un’estensione di 154,75 km quadrati si tratta di una pianura ovoidale molto fertile , tutta esposta a Sud-Est . Si eleva ad un’altezza compresa tra 70 e 140 m s.l.m. 8 (intorno si possono avere anche alture di 400 metri).

Il terroir delle Baleari

Il terroir delle Baleari è il responsabile di rossi e bianchi unici al mondo, che hanno come tratto distintivo i profumi del Mediterraneo.

I terreni sono  ricchi di sedimenti calcarei e di arenarie silicee rosse . Essi danno origine a suoli dai toni bruni o rossastri. Il clima è mite. Al contrario le precipitazioni medie annue diverse in relazione alle stagioni. I monti fanno da scudo  ai venti .Mentre la  vicinanza al mare è responsabile di una vivace mineralità.

Bodegas José L. Ferrer, una storia di amore per il vino 

Appena sono arrivata all’entrata della Bodegas Josè L.  Ferrer sono rimasta affascinata dall’architettura moderna e al contempo retrò dell’impresa vitivinicola. Un edificio color ocra molto lineare e semplice . Esso  vanta degli esterni e degli interni ampi e luminosi. Questi sono  divisi in:  sala degustazione, ristorante , laboratorio e barricaia.  Ci sono circa 130 ettari di vigneto che circondano lo stabile dove crescono:

Inaugurata nel 2017, quella della Bodegas Josè L.  Ferrer è  un’attività di famiglia che dura da quattro generazioni. Sin da quando nel 1931 José L. Ferrer , il fondatore, ha messo su la prima pietra. Da allora sono passati circa 85 anni . Nell’arco d quasi un secolo la Bodegas Josè L.  Ferrer ha  rispettato la tradizione nel fare vino con un occhio attento all’innovazione teconologica.

Bodegas Josè L.  Ferrer , perchè sono stati i pionieri del vino a Maiorca?

Bodegas Josè L.  Ferrer è un’azienda vitivinicola rappresentativa del patrimonio enoico di Maiorca,  e delle Baleari, che   ha un passato  millenario . Sono stati tra i primi  a Maiorca  a :

  • valorizzare i vitign autoctoni ;
  • adoperare tecniche uniche di coltivazione dell’uva; 

  • fare  imbottigliamento meccanico ; 

  • invecchiare i rossi  in botti di rovere di legno ; 

  • favorire l’uso di sistemi di irrigazione all’avanguardia.

La Bodegas Josè L. Ferrer oggi 

Oggi Bodegas Josè L.  Ferrer  è gestita dal nipote José L. Roses e dai figli, María e Pepe. Tutti quanti  seguono  le orme del bisnonno. Gli spazi adella tenuta sono grandi. Ognuno di essi  è dedicato a tutto quello che serve per l’intero processo di vinificazione, che si svolge secondo criteri rigorosi.

Il riusltato di tanto lavoro è una produzione di circa 800, 000 bottiglie all’anno, che si esportano in Spagna e all’estero.  La tenuta offre anche la possibilità di fare dell’ottimo turismo enoico che poggia sulle visite in cantina, sui dei percorsi prenotabili in treno, e su abbinamenti tra vino e specialità della cucina locale.

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Bodegas Josè L. Ferrer, quattro vini in degustazione

Quando mi sono entrata alla  Bodegas Josè L.  Ferrer ho incontrato Sandra Waldmann e Ilhan Kaic Velasco. Lei è un’Italiana esplosiva per metà tedesca. Lui un giovane ragazzo che studia economia . Entrambi fanno parte dello staff dell’accoglienza, che mi hanno guidato nella mia visita alla cantina. Momenti davvero  fantastici.

Chiaramente la parte più interessante del mio arrivo alla Bodegas Josè L.  Ferrer  è stato quello della degustazione . Mi sono seduta su uno sgabello e nella botte fatta a tavolo mi sono state servite  quattro etichette formidabili.  Vi lascio qualche appunto in merito a ciò che questi vini mi hanno trasmesso. Devo confessarvi che non hanno nulla da invidiare a quelli prodotti in Italia o altrove . Sono stati davvero una piacevole sorpresa, perché associavo lo splendore di  Maiorca solamente alle sue acque blu!

Brut e un bianco della Bodegas Josè L. Ferrer

1.Veritas Brut Naure 2022: un brut di 12 gradi fatto con 100% di Moll . Di colore giallo paglierino, le bollicine si espandono fini e in moto costante.

L’aroma è complesso, al naso è come il Verdeho, molto fruttato. Al palato si avvertono note di pera , ananas, e anice. Ha una spiccata acidità, con una punta di amaro che rinfresca;

2. Pedra de Benissalem Blanc 2022 : un bianco di 12, 5 gradi  fatto con 100% di Moll . Le uve sono raccolte a mano durante la prima settimana di Agosto, poi sono tenute in fresco a 2° C e sottoposte a una macerazione pellicolare .

La seconda fermentazione avviene a temperature basse in vasche di alluminio. Alla vista è giallo pallido con riflessi verdognoli, trasparente e brillante. Fresco e aromatico, al palato ha note floreali e fruttate, rilevando un’ acidità equilibrata.

Rossi della Bodegas Josè L. Ferrer

3. Veritas Roig 2022 : un rosè di 11, 5 gradi  fatto con 100 % di Mantonegro. Il suo è un rosa tenue e pulito, ottenuto con una lieve macerazione sulle bucce.Sembra di annusare una rosa, e della frutta bianca. In bocca è come avere delle fragole, con una punta di limone e arancia. Un vino secco, leggero e un tantino amarognolo, bilanciato e con una persistenza intensa e aromatica;

4. Veritas 2012 : un rosso di 14 gradi   fatto con  70 % Mantonegro e 30% di  Cabernet . Dal coloro rosso rubino brillante , affina 40 mesi in  botte di rovere francese. Al naso sprigiona sentori di pepe e liquirizia, lasciando un pò di amaro.  Appena si beve invece risulta più succoso ,  morbido e setoso. Evidenzia una certa acidità che gli conferisce freschezza.

Bodegas Josè L.  Ferrer , un motivo per ritornare a Maiorca

Non è facile descrivervi i vini della Bodegas Josè L.  Ferrer , bisogna recarsi in loco e provarli di persona. Ho appreso in modo molto semplice sui vini maiorchini , capendone  i loro  caratteri distintivi .

Per esempio ho imparato alla Bodegas Josè L.  Ferrer che i bianchi maiorchini alla vista hanno un giallo pallido dorato. Essi sono molto aromatici , ricordano l’odore di fiori e frutta delicata.  Si fanno notare per la loro freschezza. Al contrario i rosati variano dal rosa pallido all’arancione, sono sfavillanti e limpidi. E infine i vini rossi hanno una grande personalità , specie se in blend, e affinati. Il loro sapore è molto persistente e sono ricchi di tannini.

La mia esperienza alla Bodegas Josè L.  Ferrer è stata indimenticabile . E  posso garantirvi che vale la pena concedersi una sosta di vino  se volerete a Maiorca. Ve lo suggerisco vivamente di staccare presto un biglietto. Resterete abbagliati dalla luce del Mediterraneo, dalla sua bellezza dirompete e dal calore della sua gente.  ¡ Buen viaje!

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Le Palaie winery, Peccioli, Tuscany

Le Palaie winery, Peccioli, Tuscany

“The Wine is on the table” , my second wine tasting at “Le Palaie Winery”, Peccioli 

The “Wine is on the Table”  is the name of  my second wine tasting event at “Le Palaie Winery ”  Peccioli. It was a big  success, which was held on the 10th March 2018 . As always,  all started with a few phone calls and emails with the great stuff of the winery to discuss which wines and the types of food to serve ,  and to double-check my  guest list.

Visiting “Le Palaie Winery ”  Peccioli  is  your way to discover the colours and flavours of Tuscany ,  exploring its stunning  vineyards and rolling hills.

“Le Palaie Winery”, the beauty of Tuscany in a glass

Visiting “Le Palaie Winery is  your way to discover the colours and flavours of Tuscany ,  exploring its stunning  vineyards and rolling hills. It’s also the ideal starting point to enjoy famous and important medieval cities of Tuscany such as:

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The history of the “Le Palaie Winery”

In 1996 Nino Capon   founded    “Le Palaie Winery ”   in Peccioli  . This great entrepreneur loved  the the Valdera area , becasue is considered an emerging wine region in the Tuscan province of Pisa. So he decided to open the farm and then to plant the vines in an area strongly devoted to wine production.

A winery and a farm house among the Tuscan hills

In the first floor “Le Palaie Winery ”    is provided with a modern vat cellar and an underground barrique cellar for the aging of wines where. Here stunning sculptures transform the room in a real art gallery.

In the second floor there is a  big and terrific terrace with a magic view to the Tuscan landscape. It’s also a farm house with 7 apartments and 3 independent houses of various sizes. All of them are modern and equipped with  all facilities and a swimming pool too.

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5 Top wines

There were many people who came to enjoy the top 5 wines of the  “Le Palaie Winery” which were paired with local products: cheeses (one mild, one medium, one strong), fruits, nuts, crackers and chocolates.

Moreover, guests had fun with a wine quiz to determine their  wine knowledge.  Then a very rare thing happened to me. Just before introducing myself to the guests, I started to get nervous! My normal, confident self decided to go on break just when I needed !

Adrian Setright and Stefano Matteucci starring!

Then I  I took a deep breath and  I found my voice and began the wine tasting. Developing my own rhythm, all of my nerves quickly melted away! Of course, we laughed a lot, learned a lot about wine. We all had fun thanks to two artists , who helped me with all the wine event: 

5 Top labels

Here the best 5 labels of “Le Palaie Winery“: 

1.“Rosato”: It’s a rosé made from Merlot and Sangiovese grapes , which grow on hills in loose to medium terroir that leads to sandy soil. A hint of copper to the eye, fruity florals to the nose plus high acidity leads to intense flavours;

2.“Viognier”: It’s a white wine , which is made from Viognier (100%) . This grape originally comes  from the Rhone Valley, France. It’s characterized by floral notes to the nose ( honeysuckle and lavender) along with peaches and suggestions of smoke. Detect hints of white peaches, citrus and dried apricots with a finish of butterscotch and oak;

3. “Gatta Ci Cova”: It’s a red wine made from  Sangiovese (50%), and Merlot (50 %) . This wine has  an intense ruby colour and a typical fruity perfume of a fresh young wine with yummy hints of wild berries;

4. “Sagrestano”: It’s a red wine made from Sangiovese (50%) and  Alicante (50%). Its  scent is  of spices, black pepper , which are mainly present also on the palate;

5. “Bulizio”: It’s a red wine made from Cabernet Sauvignon ( 40 %) , Merlot (40%),  Petit Verdot (20 %) . Its colour is deep ruby, and  the nose detects ripe fruit that leads to spicy notes. Its tannins are strong;

“Le Palaie Winery”, amazing wine tasting in Peccioli, Tuscany

Without any doubt, “Wine is on the table”  was my second best wine tasting experience at the “Le Palaie winery ”   .  Hosting a wine tasting event was a great way to do something fun, classy, and different with my  friends and other guests .

Special thanks! 

As a Sommelier  I never stop learning, growing and building up my experience that goes on with the AIS of Lucca” ( “Italian Sommelier Association”) .

Special thanks to:

All in all, my second wine  tasting was everything I could have hoped for, with such a wonderful host and crowd, it  reconfirmed my decision to be an independent wine consultant!

 

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“I Pisani più Schietti 2017”

“I Pisani più Schietti 2017”

“I Pisani più Schietti 2017”, the wine event of Pisa

“I  Pisani  più Schietti 2017” is a great wine exhibition , which  was held on the 25th November 2017  . It took place  in the   “Il Giardino del Colombre”, which is a nice restaurant inside an old convent called  ” I Cappuccini in San Giusto” .

“I  Pisani  più Schietti 2017”  (XVIII edition) was organized by the “F.I.S.A.R  of Pisa” (“Confederation of Wine Tasting Experts, Hotels and Restaurants”). It’s a wine tasting of the best wines of the Hills of Pisa” .

At the “I  Pisani  più Schietti 2017”   there were local wineries of Pisa and its Province promoting the vast heritage of autochthonous grapes such as:

“I Pisani più Schietti 2017”, the wine beyond Bogheri!

The province of Pisa extends over an area characterized by plains and hills that reach an elevation of 200 metres above sea-leve. The  wines of Pisa and its Province’s   belong to a specific area and are associated with a road that leads gently along green hills in a charming landscape.

There are many  family-run Wine Farms : they have changed into businesses and  promote their “D.O.C. Wines” (“Registered Designation of Origin“) and “D.O.C.G. Wines” (“Registered and Guaranteed Designation of Origin”)  in Italy and abroad.

The wine lands between Pisa and Livorno

Between the provinces of Pisa and Livorno exist zones highly suited to winemaking, with the mother of Tuscan coastal wines, Bolgheri, at the centre, such as :

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“I Pisani più Schietti 2017”. And the winner is!

“I  Pisani più Schietti 2017” included a competition for the best wines of Pisa and   its  Province. A special commission made up of  some members of the “Chamber of Commerce of  Pisa”  awarded the following wineries :

The audience was welcomed in a friendly atmosphere inside the beautiful location of ” I Cappuccini in San Giusto” , the old convent surrounded by a big garden in Pisa  .

Despite the pouring rain on , each guest tasted all the wines guided by the advices of the wine tasting experts. They explained the story of “I Pisani più Schietti 2017” , and  they were very proud of the quality of their wines .

Moreover, there was the possibility to order something to eat something local as well. It was a great moment to realize what Pisa and its Province can offer in terms of food and wine  excellencies. Pisa and Its Province are very proud of its wine production in a region like Tuscany with wineries of National and International fame scattered throughout the country!

“Il Sagrestano, Le Palaie winery”, my best red wine at “I Pisani più Schietti 2017”

It was time to go home and while  looking out from the window to check out the awful weather conditions.  To me, the  best wine of the wine event was :

“Cuore Perduto , Ricciardi Toscanelli Estate” , a good wine to pair with “carbonara”

What a better time to prepare a “Carbonara” than that cold  Saturday evening  at the end of the “I Pisani  più Schietti 2017” !

I went running straight to a nearby  supermarket . While I was looking for some bacon for my “Carbonara dinner”  , a beautiful lady promoting  the awarded red wine “Cuore Perduto”  fell under my eyes.

Her name was Nadia Pesce,  owner  of  the “Ricciardi Toscanelli Estate”  in Pontedera , who  produced that special wine. I congratulated her for the prize, but she didn’t know anything yet! It was so nice to read her happiness in her big green eyes!

She was there to share her products with common people in a ordinary day while shopping at a local supermarket rather than with the presumed cream of  wine experts!

Actually,  Nadia Pesce admitted she wasn’t crazy for wine events, because wine belonged to the hands of farmers ! We went on speaking about her personal history.

The history of Nadia Pesce, “Ricciardi Toscanelli Estate”, Pontedera

The family of Nadia Pesce moved 20 years ago from Veneto to Tuscany to manage here her historical plot of land , which  today goes by name “Ricciardi Toscanelli Estate “ .

In addition to the cultural historic value of  the “Ricciardi Toscanelli Estate “ , the scenic and environmental significance of the area is also notable. It combines the rural character of the agricultural plain and the rich vegetation of the wooded areas of the hills. It has been a great satisfaction to see that Tuscany has a huge heritage in wine-making sector that attracts entrepreneurs from every part of Italy!

If Tuscany is a land of great wines, the province of Pisa is no exception. Pisa  is magical, but there’s much more to it than the “Leaning Tower” and its rich art history: there are loads of hidden places  and a fabulous Wine & Food side that should not be overlooked! The wine region around Pisa is called the “Chianti oh the Hills of Pisa “.

The viticulture in Pisa goes back to Etruscan time!

Pisa Wine Production has been appreciated ever since the Etruscan period. The wine tradition of this area has very ancient roots: references to the wines produced in this hills have been found in fifteenth century writings.

Here agriculture and wine-growing were encouraged under the “Grand Duchy of Tuscany and, according to written testimonies, the excellent wines produced reached the markets of Florence where they had a very good reputation.

“San Torpè DOC”, the old white wine of Pisa

According to some written sources  the “White Wine  San Torpè” of Pisa has been produced here since 110 AD.

It became a “D.O.C. Wine”  (“Registered Designation of Origin”) in 1980 and this name was chosen to remember San Torpè,  who is a Christian martyr  from Pisa,  . He was a Nero’s soldier , who for his conversion to Catholicism  .

His body was  abandoned on a boat with a dog and a rooster . After a long sailing, the boat landed at a village on the French coast, which was then named for him. The head of  San Torpè,  is still kept in a  church of  Pisa dedicated to him.

 The “White Wine  San Torpè D.O.C.” of Pisa   is typical of several municipalities in the province of Pisa and in one municipality in Livorno. It is produced from  Trebbiano  (minimum 75%) and it is also produced in the two versions of “Vin Santo “ and “Vin Santo Riserva”.

Food in Pisa

The Cuisine in Pisa and its Province offers lots of variety and taste. It is famous for  grain, olives. There  are lots of  restaurants in the historic center of Pisa . They offer typical dishes and products:

What about the food in Pisa?

 Pisa’s cuisine varies from fish (eel, octopus) and seafood specialties to game dishes.  As far as desserts, a particular mention goes to “Torta con i Bischeri”. It’s a pastry based tart filled with rice cooked in milk and flavoured with lemon, vanilla and nutmeg with the addition of chocolate pieces, candy fruit, raisins and maraschino liqueur.

Vegetables grow in abundance here, given the mild climate of this part of Tuscany , and are used mostly to make quiche and frittatas. Beans are widely used.

My favourite dish is:

  •  “Pappa al Pomodoro”  : it’s made of stale bread,  peeled tomatoes, garlic, basil and olive oil.  that you could combine for example with one of those incredible  Tuscan wines already mentioned!

Pisa and its chocolate

Pisa is famous even for its Chocolate Valley” a place located between Pisa, Pistoia and Prato where you can find some of the best Italian chocolatiers.

Starting from Pontedera, here there is:

The wine and Pisa

Wine is a way to discover Pisa, which lies on the right bank of the mouth of the River Arno on the Tyrrhenian sea. Although Pisa is known worldwide for its Leaning tower” (the “Bell Tower of the City’s Cathedral”) , it contains more than 20 other historic churches, several palaces and various bridges across the River Arno .  Pisa and its architecture of was financed from its history as one of the Italian Maritime Republics”.

Pisa is also home of the University of Pisa, which has a history going back to the 12th century and also has the mythic Napoleonic Scuola Normale Superiore di Pisa” and Sant’Anna School of Advanced Studies” as the best sanctioned Superior Graduate Schools in Italy”. Have a nice holiday!

 

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