Cannes in un weekend

Cannes in un weekend

“Ho avuto successo nella vita. Ora, intendo fare della mia vita un successo”

B.B. 

Cannes in un weekend: oltre il Red Carpet

Senza dubbio, visitare Cannes in un weekend è stata una fuga improvvisa, un incontro inaspettato con il primo sole di maggio. Questo è il periodo ideale per farsi  avvolgere da questo gioiello della Costa Azzurra, tra clima mite e poca folla. Il mio legame con il sud della Francia affonda le radici tra i vicoli di Nizza .  Diventa presto un’ossessione costante. Quale? Quella di conoscere ogni sfumatura di questa terra in bilico tra raffinatezza mediterranea e carattere ancestrale. In questo scenario, Cannes rappresenta una tappa inevitabile. Ma cosa mi spinge davvero a rincorrerla proprio ora? La curiosità di scoprire se esista un’anima più autentica oltre il cinema e la divina  Brigitte Bardot.

Ed è stata proprio questa ricerca a indurmi a esplorarla con occhi diversi, e a raccontarla in questo articolo. Tra queste righe troverete la mappa della mia esplorazione a Cannes in un weekend , fino a sfiorarne i dintorni:   Antibes e Saint-Tropez. Un percorso ritmato da una natura fatta di paesaggi mozzafiato, e da quell’ ospitalità discreta che si palesa nei sorrisi dei suoi abitanti. Seguitemi  per i sali e scendi di un antico borgo marinaro, che, tra gli anni ’30 e ’50 ha saputo reinventarsi come la destinazione più esclusiva della riviera francese. Come? Grazie al suo spirito ribelle e a una strana, fortunata combinazione di astri!

Cannes in un weekend: dal silenzio delle isole Lérins al fragore della Croisette

Nessuno penserebbe mai che la patinata Cannes (dal ligure Canoa: “altezza”) sia sbocciata da un umile villaggio di pescatori. Si adagia sulla collina del   Suquet, ed è  rivolta verso le incantevoli isole di Lérins. Io non ho avuto la possibilità di vederle, ma per salpare basta prendere un traghetto (15 minuti )  a Quai des îles. Un buon mtivo per tornare|

Una di queste è Sainte-Marguerite, che , per secoli, ha protetto il golfo con le sue fortificazioni militari. Fece anche da prigione  al misterioso Uomo dalla Maschera di Ferro .  Si suppone sia stato il gemello illegittimo di Luigi XIV. L’altra è Saint-Honorat, sede di una comunità di monaci cistercensi che nel Medioevo furono i principali signori feudali della baia.

Dal fango al fashion: Sir Henry Brougham

Ho provato a immaginare questa costa prima dei riflettori. Cannes, 1834: solo scogli e barche. Poi il colpo di scena: il colera bloccò la carrozza del barone inglese Henry Brougham (1778–1868), diretto in Italia per problemi di salute familiari.  Quella che doveva essere una quarantena forzata  diventò un colpo di fulmine. Stregato  da quel paradiso terrestre, decise di restare. In onore della figlia  a La Croix-des-Gardes  fece  anche costruire la splendida Villa Éléonore-Louise.

Ma Brougham non era un viaggiatore qualunque: era un ex Lord Cancelliere, uno degli uomini più influenti d’Europa. E usò quel peso. Scriveva, invitava, convinceva. Innescò un passaparola che trascinò l’aristocrazia britannica in quell’eldorado.  Poi passò ai fatti: si adoperò per il porto, e pretese la ferrovia.  Cambiò il volto di quella riva desolata in una stazione climatica d’élite. Nasceva Cannes: capitale del lusso e della villeggiatura europea.

Era l’alba della Belle Époque e Cannes cominciava a indossare i suoi abiti più nobili. Un vecchio sentiero sterrato si era rimodellato nella Croisette: un boulevard di 2 km che ricordava gli  Champs-Élysées . Si chiamò così per via di una croisette, che era  una minuscola croce posta sull’estremità del litorale. Attorno svettavano i giganti dell’ospitalità, come il maestoso Hotel Carlton, inaugurato nel 1911.

Cannes in un weeknd . Ciak si gira!

Osservando  Cannes  si percepisce subito l’impronta del Novecento che la rese simbolo globale di glamour. Viene spontaneo chiedersi se, oltre le passerelle e i lustrini, ci sia qualcosa di più profondo. La risposta è sì. Dietro la superficie luccicante si cela una storia diversa, più silenziosa: quella di una città che ha lottato per affermare la propria libertà culturale.

Da quest’ impulso germogliò il Festival di Cannes : un atto di sfida concepito come alternativa indipendente. Si voleva promuovere un cinema libero da condizionamenti politici. Il riferimento diretto era la  Mostra di Venezia, la rassegna rivale che in quell’epoca risentiva ormai fortemente del clima propagandistico del regime nazifascista.

Venezia, il leone da ingabbiare!

L’idea di una kermesse autonoma fu del diplomatico Philippe Erlanger, sostenuto dal Ministro Jean Zay . Insieme ipotizzarono un contraltare democratico sulla Costa Azzurra. Il progetto coinvolse anche Louis Lumière.  Il pioniere della pellicola  ne presiedette la prima, sfortunata edizione del 1939. La guerra interruppe l’iniziativa, ma il risveglio del 1946 suggellò questo evento come tempio internazionale del jet set.

Mi ero messa in fila per salire i gradini del tappeto rosso del Palais des Festivals et des Congrès ( 1979, H. Bennett e F. Druet) . Questo è l’imponente palazzo moderno che ogni anno per due settimane raduna i fan del  Festival di Cannes .

Per un attimo fantasticavo sulle tante premiazioni delle celebrità. Chissà cosa si prova alla consegna della Palma d’Oro (1955,  L. Lazon  ). Ispirata allo stemma di Cannes, la statuetta  si è imposta come il trofeo più ambito della cinematografia.

 

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Cannes in un weekend. Primo giorno

Buongiorno Cannes! Al mattino presto la mia sveglia è stata il profumo di burro che risaliva  dalle boulangerie di Rue d’Antibes. Pernottare  qui, nel salotto della città, è stata una coccola possibile grazie a una prenotazione fatta con largo anticipo.

Dopo una doccia veloce, mossa dalla fame, mi sono precipitata a far colazione. Caffè nero bollente, un pain au chocolat  e via. In strada, pronta a decifrare lo spirito di Cannes, la  femme fatale  della Costa Azzurra: affascinante, eppure così  gelosa del suo mistero.

 

Marche forville cannes wine travel blog weloveitalyeu

1. Mercato Forville e Chapelle de la Miséricorde

Lasciata Rue d’Antibes e superata la chiassosa  Rue Maynard  , la via dello shopping  , la mia prima tappa è stata il Marché  Forville (1929 , Henri-Bret).   Fu il sindaco André Capron a lanciare questo mercato di sapori, una gabbia di ferro Art Déco di 3.000 m², per sostituire il vecchio bazar all’aperto.

Varcare il suo ingresso (info orari ), un arco in muratura rosso ocra, è stato come buttarsi nel ventre della tradizione gastronomica della Provenza.  Cosa ho scovato? Tante delizie: dalla socca, ai frutti di mare, dai formaggi alla frutta e verdura, fino alle carni più pregiate e al pesce appena pescato.

Hotel de ville cannes wine travel blog weloveitalyeu

2. I Penitenti Neri e l’ Hôtel de Ville

Ho proseguito il mio cammino verso la Chapelle de la Miséricorde ( Cappella della Misericordia) . Fu eretta  nel 1617 come sede della Confraternita dei Penitenti Neri, dediti all’assistenza dei poveri e dei malati. Sebbene l’architetto originale sia ignoto, è un esempio di stile barocco . L’edificio fu ampliato nel XVIII secolo con un elegante portale in pietra e un campanile rivestito di tegole policrome smaltate, tipiche dell’architettura provenzale.

Ripresa la marcia, mi sono ritrovata davanti all’Hôtel de Ville, che è il municipio! Un paradosso francese, qui non si dorme ma si governa! Ho appreso che anticamente il termine hôtel indicava solo le dimore  di pregio  destinate a funzioni pubbliche. Questa splendida struttura  in stile eclettico (1876, L. Hourlier ) , sembra lì apposta per dare il benvenuto ai visitatori! Di fronte,  non si può  non notare per la sua mole un Monumento ai Caduti di Cannes (1927, A.  Cheuret), che ricorda gli orrori e i sacrifici umani della Prima Guerra Mondiale.

Souquet cannes wine travel blog weloveitalyeu

3. Le Suquet di Cannes

Zaino in spalla, e cappello d’ordinanza: ho continuato verso la sommità del Suquet , il fulcro medievale di Cannes .  Adagiato sulla collina del Mont Chevalier, questo quartiere è un dedalo di viuzze stretti, scalinate ripide e casette color pastello adornate da bouganville , rose ed agavi. Una volta in cima, Cannes   si è manifestata  in tutto il suo fascino:  le acque smeraldo punteggiate da yacht sfavillanti , l’arcipelago verdeggiante  delle Lérins, e  i tetti schiariti dalla calura.

Mi è piaciuto molto lo  Château de la Castre, l’antico castello della città. Si tratta di una fortezza militare del XII secolo innalzata dai frati leriniani per proteggere la costa dalle incursioni dei pirati.  Il complesso comprende:

Scendendo tra i vicoli del   Suquet, mi sono accostata con il mio gruppo di amici  a una ringhiera per venerare un murales monumentale conosciuto come Cannes Cinéma (o L’Hôtel des Tournages).  Realizzato su una parete di una autostazione è stato commissionato nel 2004 a Patrick Commecy (A. FRESCO)  per il centenario del cinema. Vi erano raffigurati:  Charlie Chaplin, Marilyn Monroe, Alfred Hitchcock,  Jean-Paul Belmondo , Marcello Mastroianni, fino a Topolino e Roger Rabbit.

Hotel martinez cannes wine travel blog weloveitalyeu

4. Il porto di Cannes e la Croisette

Salutate le alture del  Suquet, sono ridiscesa verso il Vieux Port di Cannes , cioè il porto vecchio.  L’odore del sale si faceva intenso mentre raggiungevo il molo. Il contrasto tra la semplicità delle barchette rosse e bianche e lo sfarzo di panfili è stato lampante; erano tutti ormeggiati lungo la banchina più antica, detta  Quai Saint-Pierre. Poco dopo mi sono diretta fino a Place Mérimée, dove è collocata una fontana abbellita da una  statua dedicata a Lord  Brougham (1953 ,  André Louis Trivero)  -animata tra l’ altro dall’adiacente mercato delle pulci.

Intanto la  Croisette si è srotolata davanti a me con tutte le marche più blasonate-Louis VuittonGucci Valentino– fino alla Malmaison. Quest’ultimo è un candido padiglione immerso nel verde, che in origine era la dependance di un albergo sontuoso demolito nel 1950. Intitolato come la reggia di Giuseppina Bonaparte vicino Parigi , nel 1946 ha ospitato le prime feste del Festival di Cannes . Inoltre, in passato ha esposto giganti come Picasso e Miró.

Adesso è un centro di arte contemporanea, in cui ho assistito alla mostra di Carole Benzaken (Grenoble,1964)  . La pittrice francese omaggia  il jazz, catturando nelle sue pennellate il movimento di una jam session. L’ esibizione stessa evolve in uno stato mentale, dove memoria, percezione e architettura si intrecciano in modo dinamico.

Bacco colpisce ancora!

Come per magia, la Croisette  ha accantonato le sue prestigiose boutique per fare spazio a una lunga successione di lidi moderni e attrezzati, affacciati sull’intera passeggiata lungomare. M è sembrato quasi estate: musica, camerieri in corsa  tra  i tavoli  per servire fantasiosi cocktail , e turisti sdraiati sui lettini ad abbronzarsi.

Essendo ora di pranzo, con lo stomaco che brontolava ,  mi sono viziata al ristorante dell’ Hotel Martinez lungo la promenade. Ho ordinato un carpaccio di polpo condito con olive, capperi e pomodorini accompagnato da un calice di rosé , come  solo in Provenza sanno fare bene.

5. Plage du Midi

Infine, ho deciso di chiudere il cerchio perlustrando l’area più tranquilla di Cannes  , che è attorno la collina del castello. Questa zona è caratterizzata da Place Mistral:  un’oasi di pini marittimi che fanno da sfondo alle splendide Spiagge del Midi. Mi sono sdraiata sulla sabbia senza fretta a guardare i bambini giocare, mentre il rumore delle onde faceva da colonna sonora a quello spettacolo in prima fila.

Questo è un ritrovo per cittadini e forestieri che vogliono riposare e staccare la spina. Ho osservato il tramonto: una palla arancione scivolava lentamente dietro l’orizzonte fino a scomparire dietro la roccia rossastra del massiccio dell’Esterel . Una quiete immensa, che mi ha dato la sensazione di aver colto l’essenza più profonda di Cannes, quella che respira lontano dalla ribalta.

Antibes wine travel blog weloveitalyeu

Cannes in un weekend. Pomeriggio pigro ad Antibes

Ovviamente non ho saputo resistere alla tentazione di fare un salto nella meravigliosa Antibes, antica colonia greco-romana scelta nel Medioevo dalla potente famiglia Grimaldi come proprio feudo. In seguito,  Antibes,  avamposto chiave sul Mediterraneo, venne convertita dal genio dell’ingegnere S.  L.  Vauban nel glorioso Fort Carré. Questo è una roccaforte quadrangolare  (XVII  sec.)  con bastioni maestosi fatti apposta per rimediare alle incursioni nemiche.

Questo gigante di pietra situato sulla penisola di Saint-Roch mi ha accolta appena sono scesa dal treno nella stazione di Antibes (10 minuti da Cannes). Erano già tardi  per ispezionarlo tutto. Un appunto interessante:  qui , nel 1794 il giovane Napoleone rischiò la ghigliottina perché sospettato di tradimento contro la Rivoluzione  Francese. Trascorse dieci giorni in cella prima di essere salvato dall’intervento del generale Dumerbion, un colpo di fortuna che preservò  il destino dell’Europa.

L’ombra di Picasso e l’eco della Sardegna

Qualche secolo più avanti,   Antibes  si è evoluta in un rifugio per artisti, bohemien e nobili.  La sua notorietà come musa dell’arte moderna si consolidò nel Novecento , quando  Picasso scelse il Castello Grimaldi come suo studio.  Purtroppo, era chiuso e non sono potuta entrare!

Mentre mi avviavo verso il centro storico , la città già si mostrava in lontananza come una perla incastonata nel mare. Mi sono sentita come a casa, percependo un legame immediato con  Alghero . Come la cittadina sarda , anche Antibes si sviluppa su una scogliera  avvolta dalla sua antica cinta muraria.

Antibes vecchia

Appena attraversata  Porta Marina (XVIII sec, Vauban)  mi sono subito  addentrata nella old city , girovagando per le stradine acciottolate. Pochi istanti dopo mi sono precipitata verso la Cattedrale di Notre-Dame-de-la-Platea .  La sua  facciata ambrata , rimaneggiata da  L. A.  de Valbelle nel XVIII secolo,  fa appena trasparire  lo stile barocco, attenuato da una sobria linearità architettonica. Da lì ho vagato a zonzo  fino Cours Masséna, che mi ha rapita per il suo vivace  Mercato Provenzale;  un emporio traboccante di delizie provenzali, dalla lavanda al pane, dai gioielli ai dolci.

La vera sorpresa di  Antibes  è stato qualche secondo dopo il quartiere del Safranier,  una chicca insolita. La sua peculiarità  è che si autodefinisce “Comune Libero” dal 1966 : l’intento della sua anarchia romantica era quello di mantenere vive le usanze marinare. Tutto intorno è come un quadro di Monet: decine di decorazioni floreali che ingentiliscono ogni suo angolo , specialmente  in Rue du Bas-Castelet .

Per concludere, riavviandomi verso i binari, sono approdata nella spiaggia della Gravette. È da lì che ho scorto a distanza  la sagoma bianca del Nomade: la monumentale scultura dello spagnolo  Jaume Plensa che, come un guardiano fatto di lettere, scruta immobile la linea del mare.

Saint tropez wine travel blog weloveitalyeu

Cannes in un weekend: Saint-Tropez

In realtà a Saint-Tropez mi ci ha guidato  lo spirito di Brigitte Bardot, astro del cinema mondiale,  scomparsa nel dicembre 2025.  L’ho sempre ammirata, non solo per il suo sex appeal, ma soprattutto per il suo anticonformismo e l’amore viscerale verso gli animali. La sua è stata una frattura epocale.  Ha riscritto l’immaginario femminile incarnando un desiderio di emancipazione che nel dopoguerra stava appena emergendo.

Chi era davvero B. B. ? Una figura complessa.  Parigina dell’alta borghesia ,  a 16  anni finì  sulla  copertina della rivista  ELLE.  Quello fu il suo trampolino di lancio, e la catapultò nelle braccia del futuro marito. Questi era  il regista Roger Vadim che la immortalò nel  film E Dio creò la donna (1956) .

Juliette

Siamo a Saint-Tropez,  un paesotto fino a quel momento ignorato dalla mondanità.  Qui è ambientata la storia di Juliette, un’ orfana indomabile , seducente come non mai, che sconvolgeva il perbenismo borghese. Ballava il mambo scalza con una gonna verde che volteggiando faceva vedere le gambe. Indossava tranquillamente il bikini sdoganandolo  a livello planetario!

Il successo di questa opera fu straordinario e oltrepassò  il confine europeo . Il suo look — capelli biondi spettinati, trucco marcato, abiti semplici ma provocanti — influenzò moda e costume nel Vecchio Continente e negli Stati Uniti.  E se da una parte B.B. alimentò lo scandalo, dall’altra incarnò un nuovo modello di donna. Quella indipendente, che era in netto contrasto con l’immagine femminile più rigida degli anni ’50. Un cambiamento colto  anche da  Simone de Beauvoir, compagna intellettuale e sentimentale di Sartre,  che le dedicò un saggio.

Saint-Tropez: il Museo dei Gendarmi

Con un cambio da Cannes a Saint-Raphaël  (TER Transport Express Régional) e il bus n.  876 mi sono recata a Saint-Tropez. Ho speso in tutto 15 euro circa contro i 90 di un taxi boat .  Il tragitto è stato tra i ricordi più belli.  Dai finestrini scorrevano in tutto il loro splendore le calette di Agay, La Gaillarde, Saint-Aygulf e Les Issambres. La fascia costiera si dispiegava tra il blu del mare, le pinete e ville da sogno.

Dal capolinea degli autobus mi sono incamminata per esplorare Saint-Tropez. Oltrepassata la statua di Bruno Catalano il Viaggiatore (2000), mi sono infilata nel Museo dei Gendarmi (2016). Il fabbricato (ex caserma, 1879- 2003) invita a leggere:

Pisa e San Torpete

Quando Saint-Tropez era una colonia dell’impero romano, si dice che il santo fosse un ufficiale martirizzato da Nerone per la sua fede cristiana. I suoi resti furono gettati a bordo di una barca con un gallo e un cane. Il corpo riposa in Francia .  La testa invece rotolò  fino  a Pisa,  è custodita nell’omonima chiesa. Persino un vino pisano è intitolato al martire: il Bianco Pisano di San Torpè DOC (da uve Trebbiano) .

Prima dei paparazzi, però, c’erano i cannoni. Nel 1637 questo borghettodifeso dai Grimaldi, fu un baluardo inespugnabile capace di respingere persino la flotta spagnola. A testimonianza di questo pezzo del suo passato c’è una cittadella del XVII secolo con  il suo  Museo Marittimo . Dopo una ripida  scalinata mi sono arrampicata fino  a un belvedere  indimenticabile sulla stessa Saint-Tropez . Da quassù si capisce perché nel 1892 il pittore Paul Signac se ne innamorò, trasformando con la sua tavolozza una borgata marinara nella culla dell’arte d’avanguardia.

Gli chef di saint tropez wine travel blog weloveitalyeu

Non è tutto oro quello che luccica!

Purtroppo, l’impatto con la  Saint-Tropez reale  ha deluso le mie aspettative:  rincorrevo l’istantanea dei suoi albori , quel  boom anni ’50 che fu la golden age italiana! Un’immagine romantica rimasta intrappolata soltanto nel mio immaginario.

Mi dispiace ammetterlo, ma mi è sembrato di varcare la soglia di un’enorme vetrina del lusso! Centinaia di turisti a caccia di griffe e dello scatto perfetto! Della  Saint-Tropez di nasse e marinai che Brigitte aveva letteralmente rivoluzionato, sopravvive ormai poco.

Tarte Tropézienne

Per consolarmi  mi sono accomodata a un tavolino di una pasticceria cittadina, concedendomi  quella  brioche dalla crema vellutata che conquistò Brigitte Bardot . Fu proprio lei a ribattezzarla Tarte Tropézienne, consacrandola come una delle delizie più golose di Saint-Tropez.

E con l’ultimo morso in bocca, riflettevo sulla biografia della diva e  sulla sua  inaspettata uscita  di scena: il ritiro dal palcoscenico nel 1973. A soli 39 anni Brigitte Bardot si ritirò nella La Madrague, il suo focolare stellato acquistato a Saint-Tropez,  donato poi alla sua fondazione animalista.

Francia e Italia: cronaca rosa di gusti diversi

Ad allietare la mattinata mi ha dato il benvenuto  Gli chef a Saint-Tropez . Questa è una manifestazione culinaria, che a inizio maggio per tre giorni nella Place des Lices segna l’apertura della stagione estiva nel Golfo di Saint-Tropez.

Che fiera di prelibatezze provenzali: specialità della cuisine della Francia meridionale con prevalenza di formaggi e insaccati. E inoltre fiumi di vino, specie di rosé.  In particolare, mi hanno colpito queste etichette per la loro leggerezza e mineralità e la presenza di un  blend fisso dei vitigni SyrahGrenache Cinsault , e Mourvèdre :

Assaggiandoli, non potevo fare a meno di riflettere sulla differenza, non solo chilometrica, dai nostri rosati italiani. Se i nostri sono figli della passione vibrante —  spesso carichi nel colore e strutturati perchè fatti da vitigni autoctoni corpulenti come il Negroamaro— questi provenzali sono processati  “senza sforzo“. Sono vini color cipria, quasi trasparenti, che non gridano ma sussurrano note di macchia mediterranea e brezza marina. Se il rosato italiano è una serata conviviale e audace, il rosé di Saint-Tropez è un vestito di lino bianco: essenziale, fresco, aristocratico nella sua semplicità.

Mentre l’ultimo sorso puliva il palato, ho realizzato che per i vini rosati non è solo una questione di uve, ma di attitude. Se  l’Italia mette nel calice la polpa e il calore di suoli infuocati,  la Provenza risponde con leggerezza e sale. Due modi diversi di intendere la bellezza, proprio come quella di Brigitte : un’eleganza naturale che, una volta svelata, non ha più bisogno delle luci della ribalta.

Cannes in un weekend costa azzurra francia wine travel blog weloveitalyeu

Conclusioni. Cannes in un weekend

La mia avventura a Cannes mi ha regalato la consapevolezza di essere stata in un luogo che stupisce oltre la sua vena modaiola. Perdersi tra i suoi cunicoli quelli più distanti dai flash dei fotografi , dal  Suquet ai suoi arenili dorati è il vero itinerario da fare, lo stesso che ha ispirato poeti come Guy de Maupassant. Nel suo diario di bordo Sur l’eau, scrisse parole che risuonano ancora oggi:

“J’ai vu de l’eau, du soleil, des nuages et des roches […] et j’ai pensé simplement, comme on pense quand le flot vous berce, vous engourdit et vous promène”(“Ho visto acqua, sole, nuvole e rocce […] e ho pensato semplicemente, come si pensa quando l’onda ti culla, ti intorpidisce e ti porta a spasso”).

È in questo abbandono meditativo, che consegno le mie impressioni di un viaggio che mi ha incantata e che vi consiglio di fare perché la Costa Azzurra è davvero tutta da assaporare. Come le ricette più golose di Cannes tra cui la bouillabaisse , la zuppa di pesce povera da ordinare in uno di questi tre ristoranti consigliati:

 

À tout à l’heure

 

Tenute Delogu, Alghero. Sardegna

Tenute Delogu, Alghero. Sardegna

“Faremo scherzi al vento,  lo chiuderemo in una stanza,

ma promettiamo di liberarlo , se ci aiuterà a volare” 

P. Marras

‘Tenute Delogu’, Alghero in un bicchiere

Andare ad  Alghero è come essere in ‘compagnia di uno straniero’, parafrasando una famosa canzone di Juni Russo .Ti innamori e hai voglia di ritornarci! A Luglio, in  meno di un’ora di volo da Pisa e attero per la seconda volta ad Alghero   per dirigermi alle ‘Tenute Delogu .

Per fare cosa ? Per riprendermi il cuore lasciato in questo gioiello incastonato nella ‘Riviera del Corallo’  a  Nord Ovest della Sardegna . Ancora ebbra dei paesaggi, della gente, dei colori, degli odori, e del vino,  sorseggiando un calice di bollicine  Chelos’  delle ‘Tenute Delogu  , vi racconto la mia storia!

 ‘Tenute  Delogu’, Alghero

Piero Delogu  , proprietario del wine resort le  ‘Tenute Deloguviene a prendermi all’aeroporto di ‘Fertilia Alghero’ . Ci eravamo già conosciuti all’ hotel ‘Carlos V di Alghero’, in occasione di una degustazione dei vini d’eccellenza, grazie a Valeria Crabuzza, manager di ‘Alghero Conciergie’.  Dopo pochi minuti  di tragitto raggiungiamo la nostra destinazione , cioè le  ‘Tenute Delogu, dove ci aspetta il figlio Lorenzo.

Piero , classe 1962, nasce a Ittiri , Sassari.  Praticamente Piero  inizia la sua carriera lavorativa alla fine degli anni Ottanta.  Partendo da zero  si dedica alla produzione di  impianti all’avanguardia di mungitura degli ovini.

Nel giro di pochi anni raggiunge un grande successo e reinveste quanto guadagnato nella realizzazione dell’azienda ‘Carpenterie Metalliche’  (attività di progettazione sviluppo e realizzazione di strutture in profilati di acciaio), nell’acquisto di dieci ettari di zona industriale e nella costruzione di appartamenti da rivendere a Olmedo.

Il Film ‘Bianco di ‘Babbudoiuou’ girato a ‘Tenute Delogu’ con ‘Pino e gli anticorpi’

Questi sono alcuni dei  capitoli della vita di Piero, raccontanti  con un gran sorriso, che dura per il tutto il tempo che siamo in macchina verso la  sua elegante bottaia. Proprio in questi spazi dove ci troviamo con  Piero, è stato girato il film comico ‘Bianco di Babbudoiuou’ del 2016  diretto da Igor Biddau .

Con l’esordio cinematografico del trio comico ‘Pino & gli anticorpi’ e la partecipazione dell’ esotica Caterina Murino, la vicenda narra di tre fratelli sardi, Michele, Roberto e Giusy. Questi giovani mandano avanti  un vigneto, che produce l’ottimo ‘bianco di Babbudoiu’.  Volenterosamente loro desiderano esportare il vino anche in Cina, ma quando il fondo europeo necessario per il progetto viene a mancare, gli sfortunati devono restituire una somma considerevole alla banca. Tutto ‘made in Sassari’ !

‘Vini Delogu’, il meglio di Alghero 

Nel 2004 nasce ‘Tenute Delogu‘,  da 5 ettari di superficie vitata sotto il  Nuraghe di Palmavera  tra le campagne dorate e pianeggianti  della Nurra e il mare cristallino di Alghero, la cui brezza soffia gentile in una zona dove la coltivazione della vite è una tradizione antica.

Si tratta di un terreno con caratteristiche uniche per la viticoltura, con i suoi inverni miti ed estati ventilate.  Ed è proprio in questo territorio, fatto di argille rosse, calcare e ricco in minerali, che si adagiano i filari (allevamento Guyot) di:

Vitigni autoctoni e internazionali di grande pregio,  che Piero cura personalmente insieme al giovane enologo Antonio Puddu e la consulenza esterna di Piero Cella ( della scuola di Tachis!) .

6 etichette di vino firmate Delogu

Un patrimonio vitivinicolo straordinario , di cui  Piero ne ha subito  capito il valore. Amore e attaccamento alla terra e ai suoi collaboratori è tutto racchiuso  nei  nomi delle sei  etichette dell’azienda vinicola (circa 100 mila bottiglie annue):

7 giorni in Paradiso, wine relais  ‘Tenute Delogu’

Piero e Lorenzo mi accolgono come se fossi di famiglia. La mia vacanza  inizia sotto un sole cocente di Luglio nell’orto delle ‘Tenute Delogu,  ettari di terra in cui sono coltivati e allevati  tutti i loro prodotti a km 0!

Allievo la calura estiva con  una doccia fredda nella mia camera ‘il Grappolo’, arredata con gusto e dotata di tutti i comfort, un tuffo nella magnifica  piscina tra palme e cicas ed è ora di cena. Mi incammino attraverso un percorso di fiori e statue in pietra.

Una luna gigante e il sottofondo delle cicale mi accompagnano fino al ristorante della ‘Tenute Delogu, composto da una sala interna ed una esterna su prato. Decisamente un’ incantevole  location immersa nel verde alle quali fanno da cornice delle scenografiche cascate.

Cucina sarda per il piacere dei palati più curiosi

Conosco Vincenzo il cuoco, un signore gentile, che mi anticipa il menù della cena, senza svelarmi però i segreti della sua cucina. La tradizione sarda in tavola, tra mirto, vini superbi e tavoli sapientemente imbanditi con antipasti di verdure e altro ancora:

Piero e Lorenzo mi guardano con aria soddisfatta, perché faccio fuori tutto compiaciuta! Si fa tardi e gli ospiti della sala tornano a casa loro con un’aria leggera di chi è stato bene. Piero e Lorenzo continuano il romanzo della loro vita.

Passione, costanza, perseveranza,  duro lavoro, attaccamento alla terra, rispetto delle tradizioni,  modernizzazione strutture aziendali, amore per la gente: gli ingredienti del loro successo. Incredula di quanta bellezza ci sia in ogni gesto loro, mi sento per un attimo come la protagonista di una favola.

L’attenzione ai dettagli fa la differenza e io l’ho provato sulla mia pelle! Ascolto con grande ammirazione un padre e un figlio che portano avanti il loro progetto di vita . E con molta naturalezza mi rendono partecipe di questa gioia tra una telefonata e l’altra, mille pensieri per iniziare la giornata a seguire, compreso il mio tour !

Non ho con me un orologio, e la sveglia per alzarmi  la mattina alle ‘Tenute Delogu,  non serve. Apro la finestra e davanti a me lo spettacolo in prima fila di una natura rigogliosa. Colazione, e giro per le tenute: parcheggio  molto ampio, spazi immensi costellati da due blocchi di appartamenti nuovi del residence,  cantina e  vigneti.

Cerco un po’  d’ombra e la trovo sotto una folta  bouganvillea , leggo la mia guida sulla Sardegna e sogno di percorrere  tutta la costa Nord Occidentale , perché la posizione della tenuta a tal proposito è strategica. Seguitemi!

10 Posti Top da non perdere vicino Alghero

Essendo siciliana, non mi sono stupita del lauto pranzo in famiglia sarda in campagna da amici di Piero ! Divoro voracemente spaghetti al tonno con gamberi freschi, parago con patate, insalata di polpo, tre tipi di formaggio,  ‘casu marzu compreso, e vassoi di dolci infiniti!  Sicuramente avendomi visto un po’ troppo ‘secca’ , come si dice dalle mie parti, Piero ha ben pensato di farmi fare il pieno prima di portarmi ovunque!

‘La spiaggia delle Bombarde’

‘La spiaggia delle Bombarde’ si estende per un  chilometro di sabbia finissima affacciata su un mare azzurro, rallegrato  dalla dolcissima Anna Paola, che prepara le cozze cotte al carbone nel suo lido.  Una mezzaluna sabbiosa lunga quasi un chilometro che si inarca su un mare dai mille riflessi colorati e  incorniciata da rocce vulcaniche .

‘La Spiaggia della Pelosa’

La ‘Penisola di Stintino’ regala angoli di paradiso come la ‘Pelosa’, una spiaggia tropicale che si affaccia  sul  Golfo dell’ Asinara. Una delle caratteristiche più incredibili sono le sue acque calme e limpide. La spiaggia infatti  è al riparo dai venti ed protetta dal mare aperto dai faraglioni di Capo Falcone.

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‘Cala Mugoni’ 

‘Cala Mugoni’ è posta a ridosso di una pineta, che richiama a se nelle ore più calde tanti bagnanti alla ricerca di ombra e refrigerio. Questa cala  di sabbia bianca calda e mare blu si trova nei pressi di Porto Conte.  Si presenta con un lunga distesa di sabbia bianca non troppo fine e calda, di circa due kilometri e mezzo.

Fertilia 

Fertilia  fu fondata nel 1933 con lo scopo di diventare il centro economico amministrativo di tutta la zona rurale della Nurra di Alghero, colpisce per la sua terrazza severa  prospiciente un porticciolo. Si tratta di un progetto del regime fascista , che voleva creare una ‘città ideale’, una sorta di alter ego della catalana Alghero. Oggi  Fertilia  è una borgata tra mare e laguna nel nord-ovest della Sardegna, che conserva memoria di vicende singolari

Sughera di Suni 

Forse abbiamo perso l’abitudine di apprezzare un buon tappo di sughero, di odorarlo, o di giocarci con le dita. Forse non ci siamo mai chiesti come e dove venga prodotto e in che stato di salute si trovi. Ma un viaggio in Sardegna ci può aiutare, specie a Suni. In questa zona nella  provincia di Oristano ci sono delle importanti sughere  come a  Suni  , comune  noto per la produzione di sughero e Malvasia.

Bosa

Bosa è un incantevole e affascinante borgo mediterraneo fatto di case colorate, dove tradizione e modernità si fondono. C’è  un centro storico ottimamente conservato e nei dintorni si possono ammirare colline e valli. Potrebbe essere un’idea per una fuga dalla frenesia della vita quotidiana!

Alghero

Alghero è un esclusivo luogo di villeggiatura a prova di tutte le stagioni. Posta a  Nord Ovest della Sardegna, Alghero incanta per l’atmosfera leggera ed elegante che si respira. E di sangue catalano, una cittadina superba e altezzosa, che ti abbraccia e non si fa scordare con i suoi paesaggi mozzafiato, le strette viuzze piene di storia, e un mare tra i più belli che abbia mai visto.

Ristorante ‘Sa Mesa’ ad Alghero

Per capire ed assaporare in fondo il meglio dell’ enogastronomia Sarda vi consiglio di fare un salto al ristorante ‘Sa Mesa’  ad d Alghero . Qui  si fa una  cucina tipica ,  rivisitata con  la ricerca dei migliori prodotti locali.

Piero Marras e i ‘Tazendas’ nelle magnum dei vini Delogu

L’unico rimpianto quello di non cogliere i segni del destino, del  mio volo di ritorno cancellato per i soliti disagi della Ryanair . Riparto per la Toscana. Qualcuno forse vuole che rimanga  più a lungo ad Alghero e alle ‘Tenute Delogu.

Quel fine settimana mi perdo il concerto dal vivo di Piero Marras , un famoso cantautore sardo,  in occasione dei suoi 40 anni di carriera, un grande artista a cui Piero, dedica una ‘Magnum di Geo’ , come fa  anche con il gruppo dei  Tazendas’. E insieme ai musicisti e i poeti,  Piero canta della sua Sardegna attraverso l’arte del  vino.

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Alghero

Alghero

“…L’ Alguer de sempre se vanta
de ésser país català,
la ginqueta me vol recordar,
a mi ella me canta…”
“La Ginqueta”, song of Pino Piras , voice of Claudia Crabuzza

Alghero 

There are places where I want to go without knowing why. Alghero, in Northen Sardinia, is one of these.  It all starts out with an urge to be somewhere that I’m  not. I travel for several reasons, but even just a short vacation to the beach or an unfamiliar city can serve as a  kind of escape.  I often loosen up, allowing for  learning.

I push myself forward in new cultures, try new things, get myself into uncomfortable situations, and find out the best part of me. It is easy to get high off the sense of anonymity that can be experienced while travelling. It doesn’t matter if it’s for a weekend  or a year long trip, if nobody knows me. I  often feel free to break out of my  shell.

I remember when I started planning my first trip to Alghero, which is only 40-minutes flight from Pisa on  Ryanair , I had no idea what I was doing! I wanted to get lost in Alghero, but at the same time, I didn’t want to miss the most beautiful things of this unique pearl of the ‘Coral Riviera’. I thought it might be impossible for me to arrange everything  by simply  following  my guidebook for two days!

Valeria Crabuzza and the ‘Alghero Concierge’

I had to try something different. I searched the web for information about Alghero. I just needed someone special to hold my hand and show me the way.  That’s why my first choice was Valeria Crabuzza, managing director & founder of  Alghero Concierge’.

Valeria was the first person I turned to for tips and information about Alghero.  She was always prepared to offer help and understanding. Before my departure for Alghero, I contacted Valeria by mail and then by a phone call.

Valeria provided me with outstanding concierge services creating my tailor-made holiday in Alghero. She provided me  with  free advice on accommodations, holiday activities, cultural events, archaeology sites and  other services.  Thanks to Valeria, I saved a great deal of time and effort researching and comparing on the net.

I simply told Valeria my  preferences and I packed my bags!  Valeria was my good angel in Alghero , a paradise just a few steps from home! Valeria made me fall in love with Alghero . Now I long to return to this enchanting place!

1st Day, Tuesday , 12th June 2018. ‘Benebenniu b&bthe best accommodation in Alghero

I landed in Alghero’sFertilia Airport’ on the 12th June 2018.  There were only 6 kilometres from ‘Fertilia Airport’ to the city centre, a short trip of less than 15 minutes drive. The airport is  well connected with the major Italian and European airports with low cost flights the whole year round. If you don’t want to drive or if you don’t want to rent a car, the city has an excellent transport service to and from the airport.

It was lunchtime and I reached Alghero’s old town  , where I met Valeria at Alghero Concierge’, her  holiday counsultancy and tourist services office in the heart of the city. Valeria was my ‘Welcome to Alghero , the best a traveller can wish.

Valeria was charming-a true Mediterranean beauty. The gentle nature of her soul, was reflected in her love for life and for the history and tradition of her beautiful island.  After my arrival in Alghero at midday and my interview with Valeria, I was excited to  uncover and bring to light  what she reserved . It was incredible, and  Valeria did an incredible job to ensure a perfect vacation in Alghero which covered all my requests.

First of all it was very easy for me to visit all the best parts of Alghero , because Valeria booked a nice room  for me in her  ‘Benebenniu b&b  in Via Carlo Alberto,70,  the main street of the medieval town.  It was in a very  central location  in Alghero among its cobblestoned streets (no heels, but comfortable shoes!), few steps away from the picturesque sea-front promenade, the ‘Bastioni and the Towers’.

Bus station, harbour, city beach, all the best bars and restaurants were all in the immediate proximity.  After having unpacked my bags, I walked around Alghero’s main streets, having all its beauty around me , just in the area where I stayed.

A trip near Alghero

I took terrific photos of all that drew my attention and sensitivity . I explored each corner  of Alghero , in any direction from the bottom towards the top and the from left to right! I went on strolling till the afternoon, when Valeria picked me up by car , leading me out of Alghero toward a breathless itinerary :

I enjoyed the awesome scenery and admired the spectacular landscapes of the -North-Western tip of Sardinia. I was enough lucky  to watch the sun dipping down in the blu sea among its impressive cliffs and to hear the seagulls crying out . As soon as I discovered nature again in all its glory,  Valeria remembered it  was time to go away! On the road back to Alghero, while I was thinking about that dreamy holiday,  Valeria explained the value and the importance of those places and the story of her life!

Valeria and his sister Claudia Crabuzza. A reason to come to Alghero

Valeria was born her in Alghero  where she spent the first nineteen years of her life before travelling abroad to work in hospitality. Initial economic hardships during her childhood didn’t stop Valeria cheerful and strong  temperament, but strengthened her character and  her spirit of adaptability.  Valeria reflected on  those hard days with a smile, because they made her grow. Valeria has got a brother, Francesco, and a sister Claudia , who eventually became a very well-known Italia songwriter.

Claudia Crabuzza won the prestigious music award  ‘Targa Luigi Tenco 2016’ (Minority Languages Category) for best album in ‘Algherese” Dialect’. She  worked  as author and interpreter with many famous national artists such as the most popular Sardinian ethno-rock band Tazenda’, Pippo Pollina, Mirco Menna, ‘Il Parto delle Nuvole Pesanti’, and others .

Valeria graduated from the professional hotel school of Alghero and started working in the field of tourism in Italy, Switzerland, Egypt and on  Canouan Island (Eastern Caribbean). She was inevitably drawn back to her native land .

Valeria  wished to combine her experience, her local knowledge and love of Sardinia, her passion and her positive attitude to best welcome and assist anyone coming to visit Alghero and the north-west coast of Sardinia.

On her personal note!  Valeria  is married and had two wonderful children. The love story with her Egyptian husband  Ehab Rashwan  is another incredible and long chapter of her life ! He is  a pro-active hospitality professional with over 25 years in the hospitality industry .

Dinner with Sardinian delicatessen at ‘La Botteghina’ restaurant in Alghero

That one hour drove to Alghero with listening to all  Valeria‘ s tales  astounded me, because it seemed so familiar.  The  sunset was unforgettable . The artificial lights of the lamps adorning Alghero transformed this noble city in an elegant living room. The closed shops were making the way for the night-loving people.

I felt the infinity poetry which emanated from this peaceful and ordered city, but at a certain moment all that enchantment was suspended by my rumbling tummy that looked forward to the dinner time. Soon after  Valeria and me seated  comfortably on a terrace of   the casual ‘La Botteghina’ restaurant . She said it was the right place for tasting local fresh food & wine, and it was true!

 A friend of Valeria, Carlo Deffenu, a very polite person did the honours. He was a lovely worker there and an Italian writer as well, who proposed a vast range of pleasures! I had typical Sardinian food & wine:

  • a sparkling  Vermentino called ‘Sessantaquattro’ paired with a mussels soutè;
  •  ‘fregola’ , that is a type of semolina-based pasta with seafood;
  • ‘culurgiones’ , that is a kind of pasta filled with boiled potatoes, extra olive oil, pecorino cheese, garlic and  mint , seasoned  with tomatoes sauce and parmesan. Best new dish I ever had in the last period!

The night was flowing slowly while Valeria was entertaining me with all her knowledge  about Alghero . I was totally immersed in all those stories.  A journey in the past of  Alghero, and an understanding of its present. A multifaceted world of an island within  the island , that is trying to grow and to improve despite the cumbersome Italian Political system, and the closed-shop mentality of the major part of its  inhabitants.

By the way, I realized  that Alghero  is considered one of the most charming towns of Sardinia. Ryainair flies  at least here twice a day. Take this as an opportunity to explore some of the amazing art the city has to offer.

Alghero is the perfect blend of history, gorgeous beaches, lovely food & wine, traditions and so much more. The town provides excellent hospitality for a constant flow of tourists, with a range of entertainments, facilities and nightlife that is ideal for young and old alike.

History of Alghero

Alghero was inhabited since prehistoric times, and  was founded by the Genoese in the 11th century. For many years, it was controlled by the dynasty of the Doria family’, despite a brief period of Pisan domination in 1283 and 1284.

Many different conquerors launched assaults on Alghero  until the Catalans expelled everyone in 1372 and created a home away from home. From then on, the town came to be known as “Barceloneta”, or ‘Little Barcelona’, and maintains its Catalan identity to this day.

Control of Alghero passed to the House of Savoy’ in 1720 and this marked the start of a long period of steady decline. This continued right up until the ‘Fascist Era’ which resulted in heavy damage to the town during Italy’s participation in WWII.

The removal, from the surrounding countryside, of malaria in the 1950s and the growth in package holidays during the 1960s saw the start of a transformation in the fortunes of Alghero. A large number of hotels and restaurants have been built on the investment in the town and development has spread northwards alongside the city’s sandy beach.

Today, tourism has not completely overtaken Alghero and the town still retains its distinctive Catalan identity with the local fishing industry an important contributor to the local economy.

2nd Day. Valeria & Katia after their professional experience at Canouan Island , Eastern Caribbean

It was late in the night. I opened the window of my room that overlooked one of the main square of Alghero . There was nobody outside, but few tables scattered among cafes and restaurants and a  silhouette of a  bell tower that raised above the rooftops of houses and churches.

My thoughts wandered and I couldn’t sleep for the excitement of what it happened, but I was tired and I fall asleep. The following day I woke up late in the morning, and the weather was awful.  I thought it was  perfect to visit wineries in Alghero.

Katya-alghero-valeria-crabuzza

I sat down at my table for eating something.  I took a look  in blogs and travel forums about  all the top wines. In the meanwhile ,  Valeria and her friend Katya attended my breakfast with  a  homemade lemon cake, hot coffee and orange juice.

Katya is another fabulous character of this Sardinian novel. At first sight Katya, so pretty with big green eyes, seemed to be an easy going person. Actually, Katya is a  romantic bohemian, a very deep fellow, a strong worker with the soul of an artist  in sewing technique.

She said she was from Pesaro, Marche. She met Valeria on the Caribbean resort 20 years ago. Since that time they were not only colleagues , but above all close friends. After having travelled a lot,  with a long stay in Peru, that changed her mind placing greater emphasis on the ‘being‘ and not on  ‘having’ in this life, Katya wanted to help Valeria . Her aim was to create something unforgettable in Alghero, with the intent of promoting this area in Italy and abroad.

What a marvellous and spiritual conversation! Katya withdrew, bidding me farewell, and saying I was in  a good service with Valeria about my trip in Alghero. Of course she was right! I glanced at the clock on my phone and a last great moment awaited me to complete my journey: visit the best Wineries in Alghero.

The weather promised to get worse, far more than I could expect! Never before had I seen so much rain in summer . Before my  appointment with Valeria and with the divine nectar of Sardinia in the early afternoon , I had little time to visit the old churches of the historic core in Alghero,:

The churches were unadorned, the simple churches of a simple  fishing village. I liked these types of churches- built solely as a religious sanctuary for the towns people with no more boisterous intent. Alghero’s Old Town was large enough to be interesting and small enough to tackle in a day of exploring.

Walking around Alghero, I didn’t feel like I was in Italy, but in a foreign land with such an atmosphere you had to live. Colorful facades, an almost derelict elegance , all complete with beautiful sea views from any given angle.

Vini Delogu, Alghero

It was lunchtime and to my surprise,  Valeria came to take me to a luxury hotel called ‘Carlos V’ in Alghero to attend a wine tasting organized by Tenute Delogu.

The  terrace of  the 5 stars  hotel  ‘Carlos V’ was magnificent , it  afforded panoramic views that encompassed everything from the ‘Capo Caccia’ promontory (which has a silhouette resembling a sleeping giant) to the costal road that conceals the town of Bosa.

The grey of the sky made visible exceptional views that resembled a Monet canvas,  with a mix of rough and soft colours and sparse and evanescent  brushstrokes.

That landscape inebriated my senses just like the top wines  did in the tasting room. A  light seafood buffet accompanied the Wine Tasting that included the best labels of the  ‘Delogu Winery’:

‘Tenute Delogu’ a top winery in the heart of Alghero

‘Tenute Delogu extends across approximately 60 hectares, encasing a modern winery, vineyards, a prestigious wine resort and dining options. Amongst palm and olive trees, the vineyards are immersed in Sardinia ’s  Mediterranean scrub.

This is where the ‘Tenute Delogu arises and from where its wines derive.  I had the honour of knowing personally the owner of the ‘Tenute Delogu  Mr Pietro Delogu. Pietro was present at that event to increase potential with his own customers . He was busy to give interviews to the Japanese press about his wine production, then he was able to spend a little time  with us.

We had lunch in that exclusive hotel and talked about that pleasant moment relaxing over glasses of his bubbles. After a while  Valeria had to go away to  collect her children from the residential home and Pietro invited me to spend a couple of hours at his estate ‘Tenute Delogu . We arrived there after an hour’s drive under that heavy rain!

Piero Delogu, Alghero

Pietro was very proud of all he did in his life, and this was the feeling I perceived during our conversation before to reach his estate.  Finally we arrived at his  ‘Tenute Delogu , and we  had no guided  visit from outside due to the standing rain.  We took  refuge in the estate’s restaurant , where he  made me feel at home.

That place was lovely and the grey overcast made us long for drinking good wines! At the very moment when Pietro was describing last lable of his wine collection, foreign clients entered the reception despite it being closed. As an Islander and a business man, Pietro opened the door . I helped him with attending to them.

He regarded my attitude  as polite, but I explained it was a pleasure for me.  It was also  a way to thank him for his dedicating time to me.  We ended our time in the barrique cellar of his winery , where I finished my friendly interview writing down as much as I could. Pietro’ s passion and love for his job and land emerged from his words.

Pietro wants to pursuit his dream to get better and better.  If only one day the Italian government , in Sardinia as in the rest of the nation, could provide financial and legislative  support for the development of enterprise policies.

Pietro and Valeria are strongly attached to their  native land but open minded by nature . I hope their courageous choice to invest all the necessary efforts in ensuring the implementation of their projects and ideas   will find support in a fair and  effective  policy  at local and national level, as soon as possible.

His was the sort of honesty  speech that does one good and it was lightened with a glass of Canonau . Valeria returned to take me back in Alghero. So, I said goodbye to Pietro, a smart and multi-faced man. I knew that this was not a farewell.

‘Tenuta Sella & Mosca’ winery. The Torbato of Alghero

Sardinia is an island that strikes its visitors with natural contrasts, the lights and colors of a region that boasts old traditions and a wild and pure nature.  Sardinia is a land full of archaic wine traditions.  Sardinia offers fascinating wines, it merits to be considered as one of Italy´s most unique wine regions.

There are international varieties and  indigenous grapes, such as Bovale, CagnulariMonicaCarignano, and others. All this  makes it worth to go for a wine-discovery tour as I did  at ‘Tenuta Sella & Mosca’ .

‘Tenuta Sella & Mosca’  was a nice place to visit, they offered a free tour in their estate and I liked it a lot despite the rain. ‘Tenuta Sella & Mosca’  was  founded in 1899 . It is the second largest contiguous vineyard in Italy and one of the largest wineries in Europe – it is a 1,600-acre property with more than 1,200 acres of Wines.

From vibrant whites to nuanced reds, ‘Tenuta Sella & Mosca’ has a Wine for every mood and meal. My favourite one is Torbato: a grape originally from Spain with only about 200 acres left in the world. Torbato produces refreshing, pale-straw wine marked by white flowers and hints of sea minerals.

The sparkling version is a must as an aperitif but there are also still versions–ranging from gentle, mid-low body to richer, creamier versions. All are definitely worth trying with light fish appetizers, oysters, and clam spaghetti!

Alghero in my heart. Always!

For my last night in Alghero , I spend long hours meditating the goods things in life with Valeria, then after a drink  and an appetizer in a bar , I went to bed .

When the alarm clock rang at 5 o’clock in the morning, I realized I had to leave Alghero. Before to get the airport, I relaxed at the harbour edge while I was investigating  the best picture angles for my  last photos.

As I sat on the bench gazing at the rocky faced hills across the harbour, a local fisherman jumped down from his boat and strolled past. His nutty brown skin indicated a life on the sea, his complete lack of self  consciousness as he sang aloud. I lapsed into a fantasy of a  simple  village life.

Give me a week here, and I’m quite sure I’d sing along! I didn’t really know what to expect, but it’s safe to say this city far , exceeded my expectations.

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