Michele Satta, Bolgheri

Michele Satta, Bolgheri

L’essenziale è invisibile agli occhi”. 
Antoine de Saint-Exupéry

Michele Satta, un giorno in Cantina

I vini di Michele Satta sono l’essenza di Bolgheri e raccontano la Toscana.   La Toscana è maledetta, pensi di starci poco e poi ci rimani stanziale! Michele Satta, uno tra gli storici winemaker di Bolgheri, è stato vittima di questo incantesimo, quando appena diciannovenne nel 1974 , ci trascorre le vacanze di famiglia. Come biasimarlo, la Toscana rapisce anche me, che nel  mio peregrinare dalla Sicilia ci finisco per scelta,  galeotta  una gita scolastica del liceo a Firenze. Vi risparmio questo lungo aneddoto, e sono qui per condividere con voi la scoperta di un altro angolo di paradiso posto tra Nord e Sud , perfetto bilanciamento degli opposti!

Novembre 2019, una mattina soleggiata e si parte in macchina lungo le vie strette che in pianura si srotolano come tappeti d’erba puntellati da papaveri, trifogli e alberi maestosi.  Direzione Bolgheri, destinazione la cantina di Michele Satta, che mi inebria con il suo ‘Bolgheri Rosso’ qualche Pasqua fa a una cena all’ ‘Osteria San Guido’, vivamente consigliata per chi vuol perdersi tra i sapori , le meraviglie e i tesori  di questa regione centrale da annoverare  tra i patrimoni dell’UNESCO.

Michele Satta
Matteo Bonaguidi racconta i vini di Michele Satta 

Ad accogliere me e gli altri ospiti da Michele Satta è Matteo Bonaguidi, un giovane e brillante sommelier. L’ ingresso semplice e minimale della cantina  inganna perché la sua struttura invece si impone con tutta la modernità, la raffinatezza e la maestosità dell’architettura dei suoi due piani, quello sotterraneo per l’affinamento dei vini, e la terrazza panoramica prospiciente la famosa Costa degli Estruschi, dove siamo riuniti per ascoltare i segreti di Michele Satta. Appoggiandosi al muretto rovente della balconata, Matteo  ci  indica un punto preciso di Bolgheri tra acque trasparenti, cielo ed ulivi da cui inizia l’avventura di Michele Satta. Si tratta della ‘Vigna del Cavaliere’, il cui rudere è l’ombelico di quella che adesso è una superficie vitata di 24 ettari con una media di 150.000 bottiglie annue ottenute tutte da uva propria. In questa area benedetta da Dio il vino è nato molto prima dell’uomo, il vino qui è cultura, è tradizione, è l’anima stessa di Bolgheri che Michele Satta è riuscito perfettamente a svelare e che noi apprendiamo attraverso le parole di Matteo prima del banchetto!

Michele Satta, l’uomo

Sant’ Ambrogio Olona, un paesino vicino Varese, da i natali a  Michele Satta, che è di sangue mezzo sardo e mezzo piemontese. Dopo il Classico il giovane varesino si iscrive ad Agraria a Milano per un richiamo istintivo verso la natura, che da bimbetto in villeggiatura gli appare in tutta la sua magnificenza ora sotto forma di paesaggi nudi brulicanti di pecore e spiagge bianche della Sardegna ora sotto forma di girasoli e dolci pendii della Toscana.

E tra una punta e l’altra dello stivale con le sue diramazioni isolane, come la verità che sta in mezzo, Michele Satta si ritrova a vivere a Castagneto Carducci inizialmente metà estiva per un impiego occasionale da fattore propostogli da un amico del padre ingegnere. Nulla è per caso, ed evidentemente c’è una linea sottile, misteriosa, l’Io più profondo, che unisce tutti questi eventi e che spingono Michele Satta a spiegare le vele verso il suo porto. Così ventiquattrenne Michele Satta continua l’università a Pisa e sposa Lucia da cui ha sei figli, di cui Giacomo, l’enologo, e Benedetta, responsabile comunicazione, costituiscono l’asse portante dell’azienda agricola. Il 1983 è un periodo faticoso per  Michele Satta , che però lo tempra e lo fortifica nello spirito.  Per mandare avanti la baracca si sporca le mani, quelle stesse con cui sfoglia i libri da cui apprende con passione l’Ars Agricolae,  ma la poesia dura davvero poco!  Michele Satta  è infatti testimone di un’agricoltura che sta mutando a vista d’occhio, si sta ammodernando con il conseguente e negativo effetto di prediligere la quantità alla qualità e ciò fa abbassare i costi della merce. Non si guadagna molto con quella fattoria ormai fuori moda di appena settanta ettari coltivati a pesche, fragole, carciofi, grano, e un po’ di vigna rivenduti per una miseria ogni mattina all’alba ai mercati centrali limitrofi.  Michele Satta ce la mette tutta per fare funzionare gli ingranaggi di una macchina che però ormai è al collasso, come le sue finanze. C’è da affannarsi il pane tanto quanto basta per sfamare la cospicua prole. Un concorso in banca a Roma potrebbe essere l’ancora di salvezza, un peso troppo grande tuttavia da sopportare, allorché da parte del suo vecchio capo sopraggiunge la proposta di curare la parte commerciale e i proventi delle vigne della stessa fattoria che abbandona in preecedenza per sfinimento! Michele Satta non esita neppure un attimo e fa ritorno al solo destino cui è designato, il più nobile della terra, il vino! Da allora non si ferma più. 

Degustazione vini Michele Satta
Degustazione vini Michele Satta, Bolgheri

Michele Satta, i vini

Il nostro viaggio a Bolgheri   prosegue con la degustazione dei vini Michele Satta. Matteo  si fa notare subito per la sua classe e la sua professionalità e si capisce subito che fa quello che gli piace fare. Matteo  prepara i tavoli con dei cestini di pane sciocco e taglieri di salumi e formaggi locali.

Matteo  sistema in fila tutti i bicchieri che riflettono una luce calda che entra attraverso le vetrate in modo gentile e che ci avvolge come il gusto del meglio della selezione dei rossi e dei bianchi di Michele Satta. Tra quelli che proviamo  mi hanno particolarmente colpito:

  • ‘Bolgheri Bianco Costa di Giulia 2019’: battezzato così dal vigneto da cui proviene oltre che quello di ‘Querciola’, è  una bomba esplosiva di 70% di Vermentino e di 30% Sauvignon e fa innamorare Michele Obama in occasione del suo quarantunesimo compleanno al  ‘Caffè Milano’ di Washington. Questo bianco  a contatto con le fecce fini fa affinamento lungo per circa sei mesi in tini di acciaio. Dal colore giallo paglierino, alterna i suoi profumi di pesca bianca e fiori delicati a evidenti sentori di  timo,  erba appena tagliata, miele , vaniglia. Dal finale lungo si presta a invecchiare qualche anno ;
  • ‘Syrah Michele Satta 2016’: 100% Syrah del vigneto ‘Vignanova’ è un vino mediterraneo sofisticato che non ha nulla da invidiare ai superbi rossi francesi del Rodano. Fermenta in botti di rovere da trenta hl ed affina diciotto mesi in barriques di secondo, terzo e quarto passaggio ed un anno in bottiglia con capacità di invecchiamento fino a venti anni. Nel calice si annuncia con un colore rosso rubino cupo, con note di frutta a bacca nera e si arricchisce di sensazioni speziate e nuance di erbe aromatiche. In bocca è di ottimo corpo, con un tannino maturo e termina con una chiusura persistente;
  • ‘Il Cavaliere 2017’: 100% da selezione di uve Sangiovese raccolte a mano nei vigneti di ‘Vignanova’ e ‘Torre’ fa cemento per diciotto mesi e può invecchiare fino a venti anni. Presenta un colore rubino ed al naso è molto aperto, con aromi di prugna, violetta, tabacco, cuoio e terra di bosco. In bocca è sapido e con tannini morbidi, con un retrogusto di liquirizia e un piacevole finale;
  • ‘Piastraia Michele Satta’ 2017: è un taglio bordolese di Cabernet, Merlot e Sangiovese che con l’aggiunta di una punta di Syrah prende il corpo  dei vini del Sud. Le uve provengono da cinque diversi vigneti che sono ‘Torre’, ‘Poderini’, ‘Vignanova’, i ‘Castagni’ e ‘Campastrello’. Ciascuna varietà è fermentata separatamente in botti di rovere troncoconiche da trenta hl.  Sosta in barriques di legni francesi tra i diciotto ed i ventiquattro mesi. Un vino smart con un colore tendente al porpora con riflessi violacei. Al naso emergono note di ciliegia, cacao, e fiori blu. Il vino è sapido, con tannini rotondi e finale lungo. Capacità di invecchiamento fino a venti anni.
DOC Bolgheri Consorzio di Tutela Vini
DOC Bolgheri Consorzio di Tutela Vini

I vini di Michele Satta stregano e fanno venire voglia di stare bene, di godersi la vita, di rilassarsi. Ogni commensale è fermo al suo posto a sentire Matteo  che si volta verso una foto gigantesca che ritrae  Michele Satta insieme a chi ha per così dire inventato il ‘caso Bolgheri’! Prendete un calice magari di bollicine, o di cosa vi pare, e unitevi a noi! Il silenzio cala, e la voce di Matteo è l’unica melodia che vogliamo udire.

Bolgheri, la Bordeaux d’Italia

Chiunque arrivi a Bolgheri finisce vittima del suo incantesimo non appena si percorrono i cinque chilometri dell’Aurelia fiancheggiati da 2500 “cipressi che alti e schietti quasi in corsa giganti giovinetti vanno fino a San Guido in duplice filar “. Questi ultimi sono i versi del poeta Giosuè Carducci, premio  Nobel per la letteratura italiana nel 1906, che immortalano questo antico borgo medievale fondato nel XI dal Conte Gherardo della Gherardesca, il cui stemma all’ingresso del castello in mattoni rossi   saluta migliaia di visitatori all’arrivo della bella stagione . Bolgheri è una frazione del comune di Castagneto Carducci, in provincia di Livorno, la cui  posizione strategica, tra le Colline Metallifere e la leggendaria ‘Costa degli Etruschi’, fa di questo villaggio un territorio unico al mondo per arte, cultura, tradizione vitivinicola e paesaggi mozzafiato.

Immersa in una vegetazione rigogliosa e con le sue torri  affacciate su un mare cristallino,  Bolgheri è il fiore all’occhiello della Toscana grazie al Marchese Mario Incisa della Rocchetta, la cui genialità si materializza in tre suoi capolavori e ora attrattive del posto:  il celebre vino Sassicaia, il purosangue Ribot, e il Rifugio Faunistico Padule . Cominciamo da Bacco, perché è una forza divina inebriante quella che invade il Marchese e gli fa realizzare il nettare, il purosangue e l’ oasi dei suoi sogni.

In principio è il Sassicaia, il Marchese Mario Incisa della Rocchetta

Il Marchese nato a Roma e di stirpe sabauda, giunge in Maremma al seguito del suo matrimonio nel 1930 con l’affascinante Clarice, discendente del conte Ugolino cantato da Dante nella sua ‘Divina Commedia’. Agronomo, cosmopolita, visionario e di classe il Marchese  ‘colonizza’ Bolgheri, un centro agricolo di appena cento abitanti e dimenticato da Dio, e la trasforma in una corte stupenda con il suo entourage aristocratico.

Nei poderi ereditati il Marchese  apre un allevamento di cavalli da corsa da cui fuoriesce Ribot, che tra il 1955 e il 1958, vince sedici competizioni su sedici, dall’Arc de Triomphe, al Royal Ascot da San Siro a Longchamp. Ci fa anche una fattoria e in particolare a Castiglioncello di Bolgheri nel 1944 il Marchese semina delle barbatelle di Cabernet importate dai Duchi Salviati di Migliarino , che frequenta ai tempi dell’università a Pisa, e come il cappellaio matto tira fuori il primo taglio bordolese della Maremma. Il Marchese  non è del tutto soddisfatto di quella miscela di vitigni per nulla armonico, ma in fin dei conti gli sta bene, è un esperimento, il suo vino non vuole venderlo ma solo goderselo con chi gli sta intorno e con gli amici. Il Marchese  non si arrende e azzarda a regolare il tiro spostando il vigneto in un campo più alto che chiama ‘Sassicaia’ per il mix di sassi e ghiaia che la caratterizza in onore a Graves a cui si ispira,  e da cui ha origine l’omonimo vino che farà di  Bolgheri la Bordeaux d’Italia e un prestigioso centro di riferimento per l’enologia europea. Ci vogliono venti anni di perfezionamenti e vicende varie prima che nasca il rinomato ‘Sassicaia’ che ognuno di noi vorrebbe in uno scaffale in bella mostra! In questo arco temporale di fondamentale importanza è lo slancio e la lungimiranza del Marchese  nell’avere individuato in Bolgheri la base per la replica di quella tipologia di vini particolari francesi che sono di gran tendenza in Europa e oltre oceano,  in modo tale da offrire qualcosa di nuovo al mercato italiano che, da dopo il sofferente e disastroso dopoguerra alla lenta ripresa economica, dorme almeno fino agli  anni ottanta in fatto di vini! E senza dubbio lo scossone del terremoto  ‘Sassicaia’ con epicentro a Bolgheri si avvertirà in superficie e profondità lungo tutta la penisola ! Pazzo o pioniere, il Marchese  lascia il segno a Bolgheri. A differenza dei contadini della sua era per cui il vino è un modo per sopravvivere e da bere prima dell’inverno successivo, il Marchese è un nobile dentro e fuori , e vuole fare un vino di pregio, si interessa ai problemi agricoli evidenziando la necessità dì uscire dall’improvvisazione e di imitare i francesi dando un tono alla materia. Seguendo il metodo francese e in controtendenza con l’allora dominante produzione di massa dovuta all’avvento delle nuove tecnologie, il Marchese  impianta vitigni selezionati e sperimenta nuovi metodi di vinificazione; preferisce basse rese in vigna e vitigni alloctoni a quelli autoctoni, lascia perdere il torchio a favore di una pressatura più dolce, e introduce l’affinamento in botte. Tutti questi sforzi sarebbero stati forse vani se ad un certo punto di questo bel romanzo non ci sarebbero stati altri protagonisti! Da una parte il figlio Nicolò Incisa della Rocchetta,  che, capendo la reale potenzialità di quel  ‘primitivo’ ‘Sassicaia’   osa commercializzarlo, e dall’ altra i parenti patrizi degli Antinori nelle figure di Niccolò e Piero , che si occupano del marketing. Questi ultimi fanno scacco matto facendo assumere il loro enologo,  il pater vinorum Giacomo Tachis, che, stabilendo tecniche  e tempi di affinamento, ingentilisce e struttura quello che sta per essere il primo cru del Bel Paese! Con l’inconfondibile etichetta della rosa dei venti dorata su sfondo blu disegnata dallo stesso Marchese  , il ‘Sassicaia’ viene imbottigliato per la prima volta nel 1968 e messo in distribuzione nel 1972 . L’oro rosso di Bolgheri è sgrezzato dalle sue impurezze a tal punto da abbagliare i big del giornalismo enogastronomico. Le prime luci del ‘Sassicaia’ colpiscono Luigi Veronelli , pietra miliare nostrana del  wine & food , che gli dedica un articolo intero su ‘Panorama’ nel 1974. Successivamente  con l’annata del 1978 il  ‘Sassicaia’ vola oltre i  confini quando la rivista inglese ‘Decanter’   lo proclama come migliore Cabernet tra quelli in competizione di altri trentatré paesi in un concorso tenutosi a Londra , dove prevale addirittura sui famosi chateaux bordoles . La vendemmia del 1985 regala al ‘Sassicaia’ 100 punti assegnati dalla penna di  Robert Parker,  guru della critica americana che lo consacra a fama internazionale.

Sassicaia

E se vi dico che il ‘Sassicaia’ star indiscussa del jet set planetario usciva con la denominazione ‘vino da tavola’? Un paradosso questo che scatena e indigna al punto che, per questa categoria di vini speciali che non si adattano  alle regole dei rigidi disciplinari di allora come le DOC del 1983 che tutelano i soli bianchi e rosé, si conia in America il termine di ‘super tuscan’, dove ‘super’ sta per ‘diverso’ e non ‘migliore’. Bisogna attendere fino al 1994 con la formazione delle ‘DOC Bolgheri’ ,  ‘DOC Bolgheri Superiore’ e ‘DOC Bolgheri Sassicaia’ per placare le ire funeste . La costituzione  del ‘Consorzio per la Tutela dei Vini Bolgheri DOC’ , di cui Michele Satta è uno dei soci fondatori, nel 1955 con le sue cinquantacinque imprese agricole, sigilla a fuoco una business venture che ricerca costantemente di preservare sapere antico congiunto a modernità  e innovazione con lo scopo  di garantire a Bolgheri  un futuro tutto in salita. In soli cinquanta anni Bolgheri  passa da 120 a circa 1300 ettari di vigna e assurge a  fenomeno di  vini da collezione che oltre al ‘Sassicaia’ vede spuntare nelle immediate vicinanze  mostri sacri del made in Italy quali ‘Ornellaia’, ‘Guado al Tasso’, ‘Grattamacco’ e  il ‘Masseto’ , Merlot al cento per cento che nel 2001 il ‘Wine Spectator’ celebra come secondo solo al ‘Petrus’ di Pomerol. Bolgheri non è una moda o un capriccio di qualche blasonato ma il ‘Rinascimento’ del vino in Toscana, nel momento in cui il ‘Brunello’ e l’Italia sonnecchia per poi svegliarsi del tutto a fine anni Novanta ed essere in classifica tra le potenze enoiche del globo . Bolgheri è il frutto del lavoro e il più dolce dei piaceri di uomini intelligenti e illuminati che, titolati con risorse o artigiani con pochi mezzi e tanta voglia di fare, hanno collaborato e dialogato ribaltando le sorti di questa deliziosa cittadina. Bolgheri ieri landa del deserto e considerata addirittura non vocata alla viticultura oggi chicca dell’enologia italiana e luogo densamente popolato e affollato di turisti, curiosi e investitori provenienti da ogni parte del pianeta.

Cantina Michele Satta
Cantina Michele Satta

Michele Satta, l’azienda

Michele Satta scommette tutto il suo essere e il suo avere a Bolgheri sin da quando ci mette piede. Genius loci , vate, o cosa? Michele Satta è certamente un imprenditore fuori dagli schemi, dotato di grande personalità, sensibilità ed intuito.

Non dimentichiamo però che se Michele Satta è un’autorità in fatto di vino non è solo per  i suoi studi, il suo carattere, le sue esperienze, e certe circostante favorevoli, ma principalmente per la devozione, la costanza , la  gioia e la serietà con cui ha perseguito  i suoi obiettivi, i suoi ideali. Tutto quello che dai ti torna indietro nel bene e nel male, e quanto è vero per  Michele Satta ! E si sa che la fortuna non è una dea cieca ma aiuta gli audaci!  Tutto questo associato a un rapporto quasi ancestrale tra  Michele Satta  e la terra, che è il leitmotiv della sua esistenza stessa, si traduce nella nascita della sua azienda nel 1983 e nel suo primo vigneto nel 1991. Michele Satta si distingue dagli altri fuoriclasse a Bolgheri  perché è una voce fuori coro nel dare largo spazio alle uve del posto quali Sangiovese e Vermentino (sia in assemblaggio che in purezza), e nel cimentarsi con altre varietà quali per esempio il Sauvignon Blanc, il Tempranillo e il Petit Verdot. Una mossa alquanto temeraria quella di Michele Satta in un ambiente di altolocati e di certezze stellate tra le quali primeggia quella del ‘Sassicaia’ , ma mossa del tutto inevitabile per movimentare l’identità territoriale di questo paesotto maremmano, rispettandone sempre l’inclinazione per i vini bordolesi. In linea con i bolgheresi classici,  Michele Satta ha una sua personale visione del vino in cui soggiace prevalentemente l’intenzione di esaltare al massimo la complessità aromatica tipica del terroir mediterraneo che Bolgheri riesce a sprigionare. Ciò si incarna perfettamente in tappe importanti della sua carriera enoica che dà alla luce nel 1987 il ‘Costa Giulia’ , 100% Vermentino,  e  nel 1994 il ‘Piastraia’ , blend di Cabernet Sauvignon, Merlot e Sangiovese. A fine anni novanta, reduce di una consulenza presso l’ ‘Ornellaia’ e sotto la supervisione del prof. Attilio ScienzaMichele Satta pianta anche una piccola porzione di Teroldego, quest’ultimo ingrediente di un’altra opera d’arte di Michele Satta che è il ‘I Castagni’.

Michele Satta, Paolo Lazzarotti studio fotografico
Michele Satta, Paolo Lazzarotti studio fotografico

Scendendo giù nella cella rocciosa in cui i vini riposano, Matteo ci confessa che alcuni Wine Lovers & Experts snobbano i vini bolgheresi perché troppo freschi, fin troppo fruttati e non tipici, ed accontentano in maggiore misura il palato degli intenditori americani e cinesi. Lo ascoltiamo attenti lì tra le botti e le anfore di terracotta, e dopo avere assaggiato i vini di Michele Satta, nessuno dei presenti ha dubbio alcuno che il bello per Bolgheri  deve ancora arrivare. E come non credere ad un avvenire glorioso per questi vini marittimi, sontuosi, con una traccia balsamica indimenticabile che è il ricordo della macchia mediterranea, tratto specifico che li rende irripetibili.  Michele Satta vanta una superficie vitata di 24 ettari e affiancato tecnicamente e moralmente dai suoi affetti frutta attualmente 150.000 bottiglie ottenute da uva propria. Matteo ci fa fare un giro all’interno della bottaia ed è orgoglioso di quello che ci sta descrivendo. I suoi occhi brillano quasi a illuminare quegli spazi bui e freschi della grotta dove i vini di Michele Satta dormono per esprimere al meglio tutto il loro valore, che è strettamente legato a quelle specifiche peculiarità pedoclimatiche che stanno solamente a Bolgheri e che la fanno oggetto di invidia di tutti! Una alchimia naturale di sole, mare e terra questa è Bolgheri! Matteo ci spiega il motivo. Le vigne di Michele Satta sono tra quelle più a sud di tutto il comprensorio, il cui suolo è particolarmente fertile essendo  variegato per struttura (per lo più sabbia e in molti punti argilla e  limo) ,  di medio impasto,  drenante, e privo di sedimenti, cosa che facilita alle radici delle viti di scendere giù a fondo per alimentarsi.  Il nostro bell’Antonio va avanti narrando che i filari, trattati con pratiche biologiche, sono protetti dal vento a est dalle colline, mentre a sud beneficiano degli effetti del mare e dei fiumi Cornia e Cecina che li irrorano di luce favorendo la fotosintesi, ne mitigano il clima con estati fresche e inverni miti, e vi apportano brezze gentili che tolgono la dannosa umidità in superficie.  

Bolgheri, a presto
Bolgheri, a presto!

Una passeggiata tra le stradine ciottolate di   Bolgheri  e una cena a lume di candela nell’ intima e raffinata ‘Enoteca del Centro’ conclude magicamente il mio incontro con Michele Satta. Un sorso del suo ‘Syrah 2015’ è in poesia una frase di Antoine de Saint-Exupéry: “E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”. 

Grazie Matteo, Michele e Paolo Lazzarotti per il suo infallibile obiettivo fotografico! 

 ‘A chi ancora è capace di emozionare. La bellezza non si misura con ciò che possiamo apprezzare semplicemente guardando con il senso della vista, la vera bellezza  è un atteggiamento. ‘ 

Stefania

 

Podere Marcampo, Volterra

Podere Marcampo, Volterra

“Accept what life offers you and try to drink from every cup. All wines should be tasted; some should only be sipped, but with others, drink the whole bottle.”
Paulo Coelho

Podere Marcampo, Volterra, Tuscany

Six years ago two things happened to change my life. First of all I fell in love with Tuscany and then I became a sommelier. These were the starting points allowing me to discover the hidden delights of the Pisa wine country, a charming sun kissed land, stretching from the hills to the sea, blessed by God, as beautiful as unexpected!

Wine runs deep in the veins of Tuscany, being woven into the cultural identity of this central Italian paradise. Pisa wines are synonymous with excellence thanks to the efforts of many skilled professionals.‘Podere Marcampo’ is one of the most important wineries in the area being representative of Pisa and its province.  ‘Pisa Hills is not only a ‘DOC label’ but also a ‘wine road’ playing an increasingly important role in wine production in Tuscany and it is a wine area that is on the rise only recently starting to get the recognition that is deserves. ‘Pisa Hills meanders through the hills of the valley of the Era River and the lower part of the Arno Valley crossing a territory with traditions dating back to the time of the Etruscans. If you head towards this entrancing place you will be greeted by an environment almost untouched by modernity ranging from picturesque scenery of mesmerising color set amongst the trees to places where wine and oil are still cultivated and produced in the traditional way. ‘Podere Marcampo’ is an organic biodynamic wine estate which reflects all the beauty and wine production potential of the ‘Pisa Hills’ area.

Claudia del Duca

I sipped the elegant ‘Podere Marcampo’ wines for the first time at ‘Terre di Toscana’, a wine exhibition which took place at the ‘Luna Hotel’ in Viarreggio. I really liked these wines and Claudia Del Duca, the owner of ‘Podere Marcampo’, described them with reverence.

Claudia was very friendly, professional and kind, though what impressed me the most about her was her dedication to her work and her love for wine which was shared with her parents Genuino and Ivana. I promised myself to return again to her winery for another memorable experience! I arrived at ‘Podere Marcampo’ on a rainy day in late November in Volterra. ‘Podere Marcampo’ is a family farm business which produces both excellent and also rare red and white wines, extra virgin olive oil and grappa. At the front of her estate surrounded by lush and verdant countryside, Claudia welcomed me with a big smile. Looking at this scene where sky and sea converge at the Tuscan horizon in an endless embrace I felt overcome with emotion as we sat down in a small patio near the front of her private residence, where we talked about the history of her family . 

Genuino del Duca

Claudia explained that ‘Podere Marcampo’ was born in 1971 when her father Genuino , having been promoted at work as a policeman, had moved from Abruzzo to Volterra and came up with the idea of transforming his passion for food and wine into a full time job. He wanted to create a new career in food and wine, so that he could resign from his day to day work as a policeman, and worked hard to make this dream come true! In the beginning it was not easy, though having climbed through the ranks at work in 2001 he was able to open a small inn in Saline, a small town near Volterra. By 2003 he had earned enough money to be able to open an exclusive restaurant in the center of Volterra, ‘Enoteca del Duca’ which is still running today! In 2005 he managed to buy ‘Marcampo’ a historic homestead, which had been abandoned though captured his heart as well as sparking his imagination. Genuino restored ‘Marcampo’ shortly afterwards transforming it into what ‘Podere Marcampo’ is today, an extraordinary holiday home as well as a farm and winery surrounded by four hectares of countryside, where to produce his wine he takes care of the best local grapes (Vermentino, Merlot, Sangiovese, Pugnitello and Ciliegiolo). Genuino  had to work hard to make his land suitable for wine growing because of the original salt and clay content of the soil. He had to plant the best rootstocks with roots to a maximum depth of 1 meter and having made sure that his preparation has been the best winemaking is now not so much of a challenge as more of an opportunity. Today, ‘Podere Marcampo’ is a real gem situated within the National Park known as ‘Le Balze’, a magical place where visitors can slow down and unwind. There is an outdoor swimming pool, a sunlit terrace, vineyards, gardens and imposing vistas of the Tuscan countryside encouraging guests to explore this modern wine country retreat, a corner of the world created for relaxation of body and soul with manicured cypress trees, sunflowers, olive groves and vineyards.

 

Podere Marcampo Tour

After a short walk through the vineyards Claudia explained the winemaking process starting with the working of the land to the bottling in the wine cellar and this for me was the best part of the tour.

In the tasting room I sampled high quality wines paired with homemade cured meats and local cheeses. ‘Podere Marcampo’ is completely handworked by Genuino and Claudia and is organic, completely free of any pesticides. A couple of million years ago this area lay at the bottom of the sea so the soil is rich in fossil shells and is characterised by a particular geology of sand, silt, clay and limestone which has been stable for centuries giving a complexity, structure and minerality to these well balanced wines. These are the best award winning labels I tasted:

‘Terrablu’: made from Vermentino and Malvasia the grapes are first processed by the modern technique of maceration in order to preserve all the aromas of the variety followed by four months of fermentation in temperature controlled stainless steel tanks. On the palate there are notes of lime, almond, green apple and white florals with a unique sense of refreshing acidity, its charm being in its delicate, briny nose and long, fresh palate;

‘Giusto alle Balze’: made from a careful and limited selection of 100% Merlot, vinified in stainless steel vats, then aged in oak barrels for 12 months the wine is then left to settle for another 6 months before bottling. It is my favourite wine because of its soft and sensual texture and approachable style being a velvety red wine that pairs well with the best Tuscan foods. This wine has won the Silver Medal at ‘Mondial du Merlot’ in Lugano and the ‘Concours Mondial Merlot’ in Brussels;

‘Severus’: made from a selection of 100% Sangiovese, vinified in stainless steel vats then aged in oak barrels for 12 months, this wine is then left to settle for another 12 months before bottling. Tasting of clove spice and cherries this wine is like drinking Christmas. It is also savoury providing a wide range of tastes from the very earthy and rustic to the rounded and red fruit;

‘Marcampo’: made from 50% Sangiovese and 50% Merlot, these two varieties are vinified separately in stainless steel vats and blended after 12 months in oak barrels. The wine is left to settle for another 6 months before being bottled. It is a powerful combination of the sweet, juicy, fruit flavors of Merlot and the rustic, sour-cherry tang of Sangiovese. It reminds me of a duet between a soprano and a bass as you can hear each one distinctly since they sing at different frequencies and the feeling is one of absolute pleasure;

‘Genuino’: made from 80% Sangiovese and 20% Merlot, these two varieties are vinified separately in stainless steel vats and then blended and bottled after 10 months. ‘Genuino’ is a medium bodied moderately tannic wine with a lovely cherry flavor which impresses with its ruby red, vinous though also fruity and floral, dry and firm taste.

From the start Genuino and Claudia make wines just as they envisage them. Their winemaking takes its course, the grapes being gently guided through a gentle process until they arrive at carefully selected barrels for resting, maturing and evolving. The more I meet the winemakers of Italy, the more I gain an appreciation for what is in my glass. Years of hard work, research and experimentation have gone into tending the vines to create a product that brings so much pleasure and joy to the palate.

Enoteca del Duca restaurant Volterra
Enoteca del Duca restaurant Volterra

L’Enoteca del Duca. Volterra

After our fantastic wine tasting, Genuino , Claudia and myself made our way down to ‘Enoteca del Duca’ their restaurant in the centre of Volterra. Genuino’s wife, Ivana runs this fine and intimate restaurant which is equipped with a terrific outdoor garden and excellent wine cellar housed in a historic building situated between the ‘acropolis’ and ‘Priori Square’

L ‘Enoteca del Duca’ offers gourmet cuisine and the menu changes according to the season and the availability of ingredients. My lunch there was really wonderful and the service impeccable. I tried their best wines along with the ‘burrata’ and vegetable soufflé as well as their home-made pasta in beef broth and their boar stew. The quality of food was outstanding, the ambience wonderfully inviting and the exquisite wine list to die for. When you go, ask to see their beautiful wine cellar which is packed with many unknown treasures! Genuino’s family form a perfect team when it comes to satisfying food and wine lovers. Claudia also organizes cooking classes at their farm demonstrating how to make fresh pasta or ‘focaccia’ whilst also allowing you to discover the secrets of homemade cake making all under the guidance of a professional Italian chef.

Volterra

It was time to go and I thanked Genuino and Claudia warmly for the wonderful memories they had provided me. They had made me feel at home and now I have yet another good reason to return to Volterra to be able to admire its considerable treasures.

Actually I am familiar with Volterra as three years ago I started working there as an English teacher. At the time it was really challenging having to go to Volterra every day from Pisa, considering that I was also attending a sommelier course in Lucca at the time though everything worked out well in the end and now I am really happy.I had enough time during this period to explore Volterra, a delightful, old hamlet full of history dating back to before 7BC with Etruscan, Roman and Medieval art and culture. The narrow streets are full of old are full of old churches, palaces, secret chapels, intimate restaurants and alabaster shops where you can watch artisans at work. Alabaster has long been a big industry in Volterra. Softer and easier to work than marble, this translucent material was traditionally thinly sliced to provide windows for Italy’s medieval churches. The best way to appreciate Volterra is to walk through its cobbled lanes, enjoying the beautiful ‘Palazzo dei Priori’, the Cathedral, the evocative ruins of the ‘Roman Amphitheater’ and the beautiful park dominated by the ‘Medicean Fortress’ with its ‘Rocca del Mastio’.

Other things to see in Volterra include:

The Alabaster Eco Museum’: Volterra has an ancient alabaster tradition. Art fans can watch sculptors at work and can purchase locally made alabaster in the studio shop;

The Etruscan Museum’: The museum is full of rare artefacts from centuries before Christ. There are decorated pot handles and crafted jewellery, the museum’s extensive collection of urns being a reminder that the Etruscans believed that the afterlife could be fun;

The Volterra City Museum and Art Gallery’: Housed in the ‘Minucci-Solaini Palace’, it contains the famous painting ‘The Deposition’ by Rosso Fiorentino;

• ‘Roman Cistern’: Located at the top of the hill by the ‘Medicean Fortress’, the it can be accessed by a winding iron staircase.

In recent years Volterra has attracted international recognition for its connection with the ‘Twilight’ series of books and movies, part of the second movie ‘New Moon’ being set in Volterra though most of the movie was actually filmed in another Tuscan town. More than 2000 years ago Volterra was a key trading center and one of the most important Etruscan cities and was protected by a wall four miles long, twice the length of the wall that encircles Volterra today. You can still see the mighty Etruscan gate, built from volcanic stone.

Tuscany is a pretty large region, and all of it is stunning. There is so much to see and do that I can’t suggest any particula good guide or website! But even in the short time I spent here, there’s so much to recommend to you I don’t even know where to start! It would be a good idea to enjoy any good wines here,  not just to drink them, but to experience the people, places, and cultures  . Even Bacchus, the god of wine, would envy a road trip through Tuscany’s wine heartlands, marveling at the most spectacular scenery on earth. To taste, drink and dine exceedingly well, this magical land has no peers. For who could resist the sumptuous, extravagantly green, the undulating farm fields that look like a painting, the twisty rural roads, the dreamy sunsets, and the circles of trees perched just so in resplendent tableaus? But it’s not just the culture, the art, the food, the wine, and the landscape. Beauty is in the DNA of Tuscans. The  Tuscans consider themselves the inheritors and stewards of a centuries-long legacy of beauty. Every tree that’s planted, every farmhouse that’s restored, every road that’s re-routed — it’s all carefully considered not only on practical or economic merits, but also on aesthetics. Get lost among  this huge amount of artistic wonders! 

Federici Winery. Lunigiana in a Glass

Federici Winery. Lunigiana in a Glass

“With Wine, Poetry, or Virtue, as you choose, but get Drunk!”
Charles Baudelaire

The Federici Winery. Lunigiana in a Glass

There is nothing like the regional products of a territory that can describe its history and culture. The fruits of the earth tell us how  people have shaped the landscape where they live. That is why visiting “Federici Winery” is a special way to discover Lunigiana, a mysterious land sandwiched between the Ligurian coastal towns of “Cinque Terre” and the Tuscan cities of Lucca and Pisa

On the 2nd November I visited the “Federici Winery” in Ortonovo, near the ancient ruins of Luni, the famous Roman port, where Roman merchant ships  used to transport precious Carrara marble along the Tyrrhenian Sea. Luca Federici welcomed me when I arrived at his wine cellar. He was ready to guide me through a tour of his  winery and dedicated his time to share with me the story of his family, his territory and his wines. Luca’s big smile warmed a rainy day, making me realise that if you do what you love, you never work a day in your life! 

Federici Family

Federici Family, a Story of vineyards and men

The Federici family, originally from Ortonovo  boast a long tradition of winemaking that has been handed down from father to son. It all started in 1985, when Giulio Federici and his wife Isa, the third generation of the family restored a country property in Lunigiana devoting themselves to cultivating the local grapes and to making quality wines. 

Luca, the oenoligist, and his brother Andrea, the sales and marketing manager, represent the fourth generation of the “Federici family,“. Today together they lead their business with passion, professionalism and with care for their territory. The best result of the Federici family‘s love for what they do is  of course one of my favourite wines, the so called Vermentino: a dry white wine that is sleek, tangy and even a little bit sexy. There are hundreds of white grape types planted throughout Italy,  though the Vermentino for me is really the best  This old variety grows well  here , because  the climate is mild , and because the vines are planted close to the sea. I’m crazy  about the elegance of the Vermentino as well as the , minerality and  saltiness in its finish, and pairing it  with the local cuisine specialities , such as seafood antipasti and pesto sauce, is something you have to experience once in your life! 

Federici Winery
Federici Winery

Federici Winery 

“Federici Winery” owes its name to the sun shining in the ancient Roman port of Luni. The archaeological site is still intact and just a couple of miles from the winery, and commemmorates the thousand year old tradition of winemaking in this area.

“Federici Winery” is located near La Spezia in far eastern Liguria nestling against the Apuan Alps (with peaks reaching almost 7,000ft  only 5 km from the sea) and the river plain of the River Magra. This privileged position  provides an incredible microclimate, where the action of sea and mountain breeze, alternating between day and night, creates optimal  conditions for growing vines and producing wines of excellence. Here the soil in the valley is of an alluvial and sandy  nature with leaner clay on the hills. That is how the Federicis can experiment  different varieties of the Vermentino producing completely different taste profiles in the vineyard, along with other local (Albarola, Sangiovese, Canaiolo, Ciliegiolo) and international grapes (Syrah, Merlot). Harvest usually starts  towards the end of  August and the beginning of September . Grape picking is one of the most important phases of work for the Federicis and is entirely done by hand just like it used to be when the winery was first set up.

Federici Family, from father to son

The “Federici Winery is a key player in the local economy and has the objective to constantly work to enhance the quality of its wines. The winery extends over  around 25 hectares with vineyards in prized locations both on the hillside and on the plain. The winery buys hand-harvested grapes from other small growers in the surrounding countryside paying for qualit, and  keeping alive both tradition and wine culture. The winery produces 200.000 bottles a year, including  whites, reds, rosé, sparkling wines, sweet wines and grappa.

Federici Family
Federici Estate

The Federicis invested a lot of money in the new winery in 2015, which now covers 1600 square metres and it is equipped with  state of the art technology, such as a special isobaric bottling system, which ensures  optimal care in the packaging of the wine . Moreover, the winery follows  bio-architectural principles in order to  reduce  the impact on the environment as well as maximise energy savings. The beautiful underground cellar, where the wines rest for their final refinement, is a perfect example of the  harmony that exists between the buildings and nature. The cellar is situated around a hundred metres below sea level, which helps harness the natural stability of temperature and humidity provided by the  presence of an underground aquifer. All this is further supported by constant control of every stage of the production process thanks to ecological  solutions in the wine cellar such as solar panels, natural ventilation and the use of wood, stone and brick. The Federicis are very proud of their magical reign and passion and patience and experience are key words of their philosophy.  For them viticulture is a family tradition, and their care for the environment, the climate, the vineyards and  their employees produces matchless wines, whose  flavour reflect the beauty of their terroir

Luca Federici

Federici  Wine Tasting 

Wine tasting in “Federici Winery” is an intimate and personal experience. The tasting room  is very  large, decorated with frescos and has two magnificent handmade chandeliers the design of which has been inspired by nature. Luca took me through his line of biological  wines and demonstrated the quality of his best bottles of wine by pouring me a glass of their Vermentino. He  is proud of his wines with good reason and I sipped through his wines with pleasure.  All showed great character and depth as well as a softness you rarely see with natural wines. They seemed stable, substantial and yet so expressively honest. Luca explained how the ideal climate for their white wines exists in the “Colli di Luni DOC Area”: “ During the day there is superb ventilation and optimal  exposure to the sun whilst the evenings are fresh and humid, always with moderate temperatures whether it be winter or summer.

Federici‘s  vineyards are situated within two to three miles of the sea, and here are the three versions of  the their  best wines made from 100 % Vermentino

I learned a lot about Vermentino thanks to Luca. The best Vermentino is medium-bodied, fresh and quite round, with a floral aftertaste, and its freshness is the result of the natural, lively acidity of the grape itself which provides balance as well as a marvellous affinity for pairing with a variety of foods. Vermentino grows not only in Liguria, but also in Sardinia and Tuscany, and in each of these three territories, the vineyards are very close to the sea,  giving the wines a special character that you don’t find in wines from vineyards in a warmer, inland area. Vermentino from a maritime climate tends to display a great minerality or saltiness in the finish. Vermentino is one of the most important varieties in Liguria, along with another white known as “Pigato“.

Federici Wines
Federici Wines

Lunigiana is one of the smallest region in Italy, but its white wines are among the most distinctive, like the other three wines I sipped at the “Federici Winery :

Lunigiana
Lunigiana

If you are a wine lover or a wine expert, Lunigiana could be your perfect upcoming destination.

Lunigiana, in north west Tuscany, has a lot to offer. It is a location to be enjoyed all year round, and above all it is easy to get to via flights to either Pisa or Genoa.  The wine region of Lunigiana is very beautiful, with vineyards on rocky  hillsides that  overlook the sea as well as vineyards higher up in the valleys  and small narrow roads that meander up amongst the vineyards.   With such a large number of grape varieties unique to Lunigiana, this can lead to some confusion though doing research before visiting and wine tasting in such a picturesque region is worthwhile. Lunigiana is also dotted with numerous stunning medieval villages and  is a pearl amongst the other international  and aristocratic hamlets  along the zone of the  “Riviera Ligure di Levante”, such as  Portofino, “Cinque Terre”, and the “Gulf of Poets”. Lunigiana lies between the northern Appennines, the “Versilian Plan”, and the “Gulf of la Spezia” and has real rural character as well as castles, Romanesque churches, and  old towns full scenes of rare beauty starting with Luni and Sarzana.

Luni

Luni  the ancient Roman port which gives the name to Lunigiana Luni is surrounded by a valley called “Val di Magra” in the Montemarcello Magra Park”, which extends from inland Liguria up to the Gulf of Poets. Points of interest include the remains of an Roman Amphitheatre (1st century AD) and the Archaeological Museum.

Sarzana, piazza Calandrini
Sarzana, piazza Calandrini

Some are born in Sarzana and love it for life, others choose Sarzana as their place. The latter seems to be the case with the family Bonaparte, who were welcomed there in exile and from  where they left to conquer the world. The Bonaparte family left an important witness to their presence in the form of the “Bonaparte Tower House”, which is located in the first section of the “Via Mazzini”, a few steps away from the ancient church of “Sant’Andrea”. Sarzana is a quiet city, tourists don’t go there much. You might peek into some of the antique shops in the historic centre, or into the terrific  main square “Piazza Matteotti” . There are many restaurants in Sarzana, and all of them are good. It’s like the town is waiting for tourists who seldom come.  Sarzana has two nice castles:  ” Cittadella Fortezza Firmafede”, which is right on the northeast border of the old town, and the “Fortezza di Sarzanello”, which is just north of town. It also has a fine Romanesque/Gothic cathedral, the Santa Maria Assunta Cathedral”.

Federici Wines are perfect for each moment of your Life
Federici Wines are perfect for each moment of your Life

Save your appetite my friends . Stay thirsty. Passion and humility create balance in the heart and balance in the glass. Luca knows this and you can see it in his eyes and taste it in his wines.

Alla vostra!
Enjoy it!
Stefania!

 

 

 

 

 

Tenute Delogu, Alghero

Tenute Delogu, Alghero

“Faremo scherzi al vento,  lo chiuderemo in una stanza,
ma promettiamo di liberarlo , se ci aiuterà a volare” 
P. Marras

Alghero

Andare ad  Alghero, è come essere in “compagnia di uno straniero” , parafrasando una famosa canzone di Juni Russo : ti innamori e hai voglia di ritornarci! A Luglio, in  meno di un’ora di volo da Pisa, attero per la seconda volta ad Alghero, per riprendermi il cuore lasciato in questo gioiello incastonato nella “Riviera del Corallo” a  Nord Ovest della Sardegna . Ancora ebbra dei paesaggi, della gente, dei colori, degli odori, e del vino,  sorseggiando un calice di Chelos, vi racconto una bella  storia: Alghero in un bicchiere! 

Piero  le Tenute  e i Vini Delogu

Piero Delogu  viene a prendermi all’aeroporto di Fertilia Alghero . In pochi minuti  raggiungiamo il  suo splendido Wine Resort le  “Tenute Delogudove ci aspetta il figlio Lorenzo, per continuare una chiacchierata tra amici iniziata con Valeria Crabuzza, manager di “Alghero Conciergie”, all’hotel Carlos V di Alghero , in occasione di una degustazione dei vini d’eccellenza dell’inesauribile imprenditore sardo.

Piero , classe 1962, nasce a Ittiri , Sassari, inizia la sua carriera lavorativa alla fine degli anni Ottanta.  Partendo da zero, Piero si dedica alla produzione di  impianti all’avanguardia di mungitura degli ovini. Nel giro di pochi anni raggiunge un grande successo e reinveste quanto guadagnato nella realizzazione dell’azienda “Carpenterie Metalliche” (attività di progettazione sviluppo e realizzazione di strutture in profilati di acciaio), nell’acquisto di dieci ettari di zona industriale e nella costruzione di appartamenti da rivendere a Olmedo. Questi sono alcuni dei  capitoli della vita di Piero, raccontanti  con un gran sorriso lungo un tragitto in macchina verso la  sua elegante bottaia, e i primi di un libro che hanno poi per protagonista la  passione di famiglia: il vino. Il salto dalla realtà al cinema, per narrare con ironia delle gioie e dei dolori di una cantina vinicola sarda è in “Bianco di Babbudoiuou”.  Si tratta di un film comico del 2016,  girato in parte nelle “Tenute Delogu” , diretto da Igor Biddau , con l’esordio cinematografico del trio comico Pino & gli anticorpi e la partecipazione della esotica Caterina Murino. Tutto ‘made in Sassari’ !

Nel 2004 nasce “Tenute Delogu” : da 5  ettari di superficie vitata sotto il  Nuraghe di Palmavera a 20 nel 2008 tra le campagne dorate e pianeggianti  della Nurra e il mare crsitallino di Alghero, la cui brezza soffia gentile in una zona dove la coltivazione della vite è una tradizione dai tempi dei tempi. Si tratta di un terreno con caratteristiche uniche per la viticoltura, con i suoi inverni miti ed estati ventilate.  Ed è proprio in questo territorio, fatto di argille rosse, calcare e ricco in minerali, che si adagiano i filari (allevamento Guyot) di Vermentino, Cannonau, Cagnulari, Merlot, Cabernet e Syrah. Vitigni autoctoni e internazionali di grande pregio che Piero cura personalmente insieme al giovane enologo Antonio Puddu e la consulenza esterna di Piero Cella ( della scuola di Tachis!) .

Un patrimonio straordinario e Piero ne ha subito  capito il valore e lo ha lavorato con amore: l’attaccamento alla sua Terra, il suo  instancabile lavoro e quello dei suoi preziosi collaboratori sono racchiusi nei suoi vini e nei  nomi delle 6 etichette dell’azienda vinicola (circa 100 mila bottiglie annue): “Ego”, Cannonau in purezza, “Geo” riuscitissimo blend di Cannonau, Cabernet e Syrah, “Cagnulari” pregiato vitigno autoctono,  “Ide” Vermentino maturato in botti per un anno, “Die” Vermentino di Sardegna DOC,“Chelos” spumante di Vermentino e Chardonnay (Metodo Charmat).

7 giorni in Paradiso: Tenute Delogu

Piero e Lorenzo mi accolgono come se fossi di famiglia. La mia vacanza  inizia sotto un sole cocente di Luglio nell’orto delle “Tenute Delogu”, ettari di terra in cui sono coltivati e allevati  tutti i loro prodotti a km 0!

Allievo la calura estiva con  una doccia fredda nella mia camera “il Grappolo”, arredata con gusto e dotata di tutti i comfort, un tuffo nella magnifica  piscina tra palme e cicas ed è ora di cena. Mi incammino attraverso un percorso di fiori e statue in pietra.  Una luna gigante e il sottofondo delle cicale mi accompagnano fino al ristorante della “Tenute Delogu”, composto da una sala interna ed una esterna su prato, una  location immersa nel verde alle quali fanno da cornice delle scenografiche cascate. Conosco Vincenzo il cuoco, un signore gentile, che mi anticipa il menù della cena, senza svelarmi però i segreti della sua cucina. La tradizione sarda in tavola, tra vini superbi e tavoli sapientemente imbanditi: antipasti di verdure, gnocchetti sardi e  ‘culurgiònes’  (gnocchi di patate con formaggio e menta) al sugo di pomodoro fresco, basilico e pecorino, ‘porcheddu’ con patate, e in fine il mirto ! Piero e Lorenzo mi guardano con aria soddisfatta, perché faccio fuori tutto compiaciuta! Si fa tardi e gli ospiti della sala tornano a casa loro con un’aria leggera di chi è stato bene. Piero e Lorenzo continuano il romanzo della loro vita. Passione, costanza, perseveranza,  duro lavoro, attaccamento alla terra, rispetto delle tradizioni,  modernizzazione strutture aziendali, amore per la gente: gli ingredienti del loro successo. Incredula di quanta bellezza ci sia in ogni gesto loro, mi sento per un attimo come la protagonista di una favola, in cui c’è sempre qualcuno che ti fa felice, protegge e ti mette prima di ogni altra cosa, fosse anche la più urgente. L’attenzione ai dettagli fa la differenza e io l’ho provato sulla mia pelle! Ascolto con grande ammirazione un padre e un figlio che portano avanti il loro progetto di vita , e con molta naturalezza mi rendono partecipe di questa gioia tra una telefonata e l’altra, mille pensieri per iniziare la giornata a seguire, compreso il mio tour ! Non ho con me un orologio, e la sveglia per alzarmi  la mattina alle “Tenute Delogu” non serve. Apro la finestra e davanti a me lo spettacolo in prima fila di una natura rigogliosa. Colazione, e giro per le tenute: parcheggio  molto ampio, spazi immensi costellati da due blocchi di appartamenti nuovi del residence,  cantina e  vigneti. Cerco un po’  d’ombra e la trovo sotto una folta  bouganvillea , leggo la mia guida sulla Sardegna e sogno di percorrere  tutta la costa Nord Occidentale , perché la posizione della tenuta a tal proposito è strategica. Seguitemi!

10 Posti Top da non perdere

  • Pranzo con famiglia sarda:  patrimonio dell’UNESCO! Piero conosce tutti ed è di casa ovunque! Non riesco a non divorare spaghetti al tonno con gamberi freschi, parago con patate, insalata di polpo, tre tipi di formaggio,  “casu marzu” compreso, e vassoi di dolci infiniti!
  • Bombarde, Spiagge: un chilometro di sabbia finissima affacciata su un mare azzurro, rallegrato  dalla dolcissima Annapaola, che prepara le cozze cotte al carbone nel suo lido. Indimenticabile;
  • Stintino:  il profumo della salsedine si respira da lontano  e fa venir voglia di tuffarti a mare. Un mare, quello di Stintino, che una volta scoperto, assaporato e vissuto, non ti lascia più!
  • La Pelosauna spiaggia tropicale  con un mare turchese sul  Golfo dell’ Asinara; 
  • Cala Mugoni: a ridosso di una pineta si trova questa baia di sabbia bianca calda e mare blu , nei pressi di Porto Conte;
  • Fertilia: fondata nel 1933 con lo scopo di diventare il centro economico amministrativo di tutta la zona rurale della Nurra di Alghero, colpisce per la sua terrazza severa  prospiciente un porticciolo;
  • Sugheria di Suni: piccolo centro in provincia di Oristano, noto per la produzione di sughero e malvasia;
  • Bosa: un incantevole e affascinante borgo mediterraneo fatto di case colorate, dove tradizione e modernità si fondono;
  • Alghero:  catalana, superba e altezzosa che ti abbraccia e non si fa scordare con i suoi paesaggi mozzafiato, le strette viuzze piene di storia, e un mare tra i più belli che abbia mai visto;
  • Ristorante “Sa Mesa” ad Alghero: per capire ed assaporare in fondo il meglio della Enogastronomia Sarda, con  una cucina tipica rivisitata e  la ricerca dei migliori prodotti locali.

L’unico rimpianto quello di non cogliere i segni del destino, del  mio volo di ritorno cancellato per i soliti disagi della Ryanair . Riparto per la Toscana. Qualcuno forse vuole che rimanga  più a lungo ad Alghero e alle “Tenute Delogu”. Quel fine settimana mi perdo il concerto dal vivo di Piero Marras , un famoso cantautore sardo,  in occasione dei suoi 40 anni di carriera, un grande artista a cui Piero, dedica una Magnum di Geo , come fa  anche con il gruppo dei  Tazendas. E insieme ai musicisti e i poeti,  Piero canta della sua Sardegna attraverso l’Arte del suo Vino.

Grazie Piero &  Lorenzo

Enjoy it! 

Stefania

 

Fattoria di Fibbiano

Fattoria di Fibbiano

Pisa Hills Wines

On the 6th December 2018 I attended a Conference Press hold by the Pisa Chamber of Commerce  for the lunch of “Terre di Pisa”, the New Tourist Brand and Project for promoting Pisa’s Cultural Heritage and its Wine Making Tradition.

On that occasion I met Nicola Cantoni, who participated as  moderator and as President of Pisa Consortium Wine . This  was founded in 2018 to protect  the Appellation of  “Terre di Pisa Wines” and to develop an internationally-renowned model for producing High-Quality Wines in Pisa and its Province.  That event was open to the Members of  “Terre di Pisa” , and during our Wine Tasting Break , I had the pleasure to exchange two words with Nicola,who invited me to visit his estate at Fattoria di Fibbiano  in order to comprehend better his Love for his job and his complex and fascinating Tourist & Wine Affair Management in Tuscany. With the sunny season approaching fast, It was time to go to Fattoria di Fibbiano , but It was quite impossible to fix a date ,  as Nicola was always really busy  !  I was afraid of losing this great chance to be there, but few days ago  his brother  Matteo Cantoni welcomed me at their  Fattoria di Fibbiano with open arms. I came in this beautiful place as a guest, and  left as a friend! Matteo did everything possible to be available for My Interview and my  Exclusive Wine Tasting despite his daily commitments. Lucky me! As I arrived at Fattoria di Fibbiano , Matteo  greeted me with a friendly smile and a firm handshake. First Matteo told me all about his Family’s History and activity , then I visited the cellar and the vineyards , and finally I had my Great Wine Tasting. I had lots of fun with him for the whole duration of my tour in a sunny day of  March. Moreover, I learned lot of things about this stunning part of Tuscany where his estate is, that is called the Era Valley, close to Pisa and Volterra, which is not well-known to a general public for its Wine production. This territory is fast becoming an essential reference point for Tuscan Wine, indeed for Italian Wine. Matteo‘s Kindness , and  Passion for What he Does  deserve a honorable mention! Let’s discover together his treasure hidden among  Tuscan sunflowers.

Fattoria di Fibbiano’s History

In 1997 Giuseppe Cantoni, with his wife Tiziana and sons Matteo and Nicola, moved from  Lombardy to Tuscany. They were looking for  a successful  Wine Making business living a life far away from the noise of the city and close to nature. Therefore, they purchased a  Medieval Villa at that time, that belonged to the noble family Gherardi del Testa Barasaglia in the 12th century . They  renovated it all and turned it into what Fattoria di Fibbiano is today, a thriving Agricultural Entrepreneurship.

Their adventure from North Italy in Tuscany  was not only the result of a  desire to search for  their El Dorado, but  also  a sign of Destiny printed in one of their first  label “Fonte delle Donne” (“Women Fountain”) .  This exquisite White Wine is made from Colombana, an old grape that grew spontaneously around a miraculous water source near the estate. According to tradition, the Colombana grape was introduced by San Columbanus ‘ followers in the 17th century , when these famous Irish abbots decided to settle here living behind their Milan area. Upon their arrival in their estate, Cantoni Family realized they were not the only foreigners who fell  in love with Tuscany,  finding  the right place where to be ! Bringing to light  the old farmstead was not easy, but all that work  devoted to transform an old ruin into a jewelry was fully rewarded, as Cantoni Family carries on a prospering farming activity today, respecting land and the local traditions. Giuseppe, the father, deals with the General Management of the Middle Age Estate and takes care of the vineyards and countryside. Matteo, the eldest of the two sons, is in charge of Marketing the Wines and his brother, Nicola, is the Winemaker . 

Fattoria di Fibbiano, a Corner of Tuscan Paradise

Fattoria di Fibbiano is not only home to a prestigious Agritourism with a pool,  but also to an exclusive Modern Winery and an amazing Lounge Bar .  It is  located at n. 2 via Fibbiano , in the municipality of Terricciola.

Terricciola is a delicious hamlet surrounded by high walls and defense towers,  in the heart of Tuscan countryside, where History, Culture and Art, join the magnificent Beauty of the Nature in a unique way. Fattoria di Fibbiano is situated in a territory, that has its roots in the culture of the Etruscan civilization, and where Wine is produced  since more than 3000 years and it is  a part of the Local Identity and Culture.  Fibbiano’s philosophy is to continue on this thread of Culture and Tradition, cultivating indigenous grape varieties, suc as Sangiovese, Canaiolo, Ciliegiolo, ColorinoS. Colombana, and Vermentino ,  instead of more international grapes. Fattoria di Fibbiano extends over an area of about 20 hectares of vineyards, 5 hectares of olive groves, 12 hectares of woodland and the rest is arable land. Some vineyards (around 2.5 hectares) are over 100 years old and 17.5 hectares are up to 20 years old. This  mixture of Old Vines and New Vines  keeps the vineyard alive, with red grapes planted on the top of the hill, and white grapes on the lower parts.  Due to Fibbiano‘s proximity to the Mediterranean and Ligurian seas, the soil originates from the sea and is rich in fossil shells from the Pliocene epoch, and medium-textured corals .  In terms of climate, this part of Tuscany has warm sea breezes during the day and cooler nights, which helps the grapes to retain acidity and develop flavor. This particular terroir provides to complex Wines with a certain minerality,  and aging capability.  I appreciated a lot of things, above all that Fattoria di Fibbiano is certified organic. Their Practices, Farming and Wine-Growing Methods are truly natural. They even use  their own wood for central heating. Further, this Sustainable Winery uses a solar plant to conserve energy and produce fresh water. They are always ready  to face new challenges, not least of which  exporting 80% of their Wine to the following countries: United States, Canada, Norway, Ireland, Germany, Austria, Switzerland, China, Russia, Malaysia, Singapore, Japan, Taiwan, Lebanon, Mexico. 

 

Fibbiano’s Wines 

The best part of this incredible Life Experience was my Top Wine Tasting. I was led to a lovely Wine Bar with a large wooden table full with  Fibbiano  Best Wines and platters of Tuscan salami, pecorino and bread.  I sampled 6 different Wines, guided by Matteo who talked me through what I was enjoying, from the colour/appearance, the bouquet/smell and then the flavor. Each Wine was different, but wonderful in its own way.  I tried Red and White Wines, but the majority of the ones I  tried were Red. Most of them are  made from the Sangiovese grapes and some are mixed with other grapes to produce  new fantastic blends. 

White and Rosé:

Red Wines:

  • Le Pianette IGT Toscana : This is a 70% Sangiovese and 30% Colorino Wine;  It  is aged for 6 months in barrels of Slavonian oak and 3 months in bottle;
  • Casalini Chianti Superiore DOCG : This is an 80% Sangiovese and 20% Ciliegiolo Wine. It is aged for 8 months in barrels of Slavonian oak and 3 months in bottle. It has the typical notes of cherry . It is  a well-structured Wine with smooth tannins;
  • L’Aspetto IGT Toscana :  This is a 50% Sangiovese and 50% Canaiolo Wine. It is aged for 12 months in tonneaux, 6 months in cement tanks, and 6 months in bottle. This is an intense ruby Red Wwine with notes of mature red fruit and spices; 
  • Ceppatella IGT Toscana : This is a 100% Sangiovese Wine, which is made with grapes selected from the oldest vineyard of the estate – it’s a 120 years old vineyard . It is a wine aged for 6 months in tonneaux , 14 months in barrels of Slavonian oak, and 5 months in bottle. It has notes of marmalade, spices, tobacco, and cacao and a long persistence. 

Matteo entertained me happily and answered all my questions  by sharing  the secrets of their Quality Wines: “Sun, soil and patience”! 

Pisa Hills Wines 

Fattoria di Fibbiano offers up a bunch of very Tasty Wines for Wine Lovers and Experts to experience.

Fattoria di Fibbiano is situated predominantly in the Wine Trail of the Pisa Hills, an itinerary through the Tuscan countryside, which highlights many small towns that boast great traditions. It’s an area between Pisa and Volterra, and it  extends in the vicinity of the Arno, Egola and Elsa rivers. It embraces  stunning landscapes and places, such as  Casciana Terme, Capannoli, Chianni, Crespina, Lari, Palaia, Ponsacco, Terricciola, Cascina, Collesalvetti, Fauglia, Laiatico, Lorenzana, Montopoli Valdarno, Peccioli, Pontedera, Santa Luce, San Miniato and Collesalvetti .

The rolling Hills of Pisa  gives birth to Top Red & White Wines:

Like other talented Wine Producers within  this zone , Fattoria Fibbiano is an example  of Pisa’s Great Winemaking Potential, that is  only to be revealed in all its splendour.  I am feeling optimistic that this area is set to receive long overdue attention. Matteo was an Excellent Guide and Wine Educator. It was so natural for him to explain all that concerned his farm and how Wine is made from Grapes to Wine. His Passionate Wine Tasting remains for a long time among my memory . I am eager  to learn much more about the Super Wines of Pisa, that’s why another visit to Fattoria di Fibbiano will be a must!

I can just  imagine myself relaxing and sipping a Glass of Your fabulous Wines under a grape vine trellis with a  view of green cypresses marking the contours of the  gentle Tuscan hills! 

Grazie mille Matteo! 

 

 

Enjoy it! 

Stefania