Negombo, il parco termale a Ischia

Negombo, il parco termale a Ischia

“Perché correre affannosamente qua e là senza motivo? Tu sei ciò che l’esistenza vuole che tu sia. Devi solo rilassarti”
Osho

Negombo, il parco termale a Ischia

Senza dubbio il Negombo  è uno dei  parchi termali più suggestivi d’ Ischia. Il direttore Marco Castagna mi ha dato la possibilità di perdermi in questo paradiso una domenica di fine Aprile. E così oltre a dimenticare i miei affanni, mi sono rigenerata fisicamente tra gli zampilli di acqua  e agavi giganti.

Come potrete immaginare il Negombo  è un’oasi di benessere immersa all’interno di una natura esotica dalla prepotente bellezza. Occorrono circa due ore per vagare in questo eden, che degrada dolcemente nella baia di San Montano. Questa è una delle spiagge più  esclusive d’ Ischia, una mezza luna di mare cristallino che che abbaglia per i suoi colori e la sua tranquillità.

Vi assicuro che una volta entrati al Negombo   non sarete più gli stessi di prima! Perché vi abbandonerete alle gioie dell’esistenza . E vi prendenderete cura del corpo e della mente . Per cui seguitemi in questa altra avventura ischitana, che mi ha riservato altre sorprese infinte. Come quella del Negombo  di cui vi parlerò in questo articolo. Buona lettura!

Negombo un piacere a cui cedere! 

Ancora una volta il mio viaggio a Ischia mi ha fatto scoprire qualcosa di nuovo e di straordinario, che è il parco del Negombo. Così mi sono incamminata dal mio  ‘Albergo Locanda sul Mare’   un delizioso hotel in via Isolino 80 a Ischia Porto per continuare il giro dell’isola.

Al Negombo ci si può arrivare con i mezzi oppure in macchina o in motorino (c’è un ampio parcheggio coperto).  E addirittura potrete anche farvi una passeggiata e raggiungerlo dal centro di Lacco Ameno, uno dei sei comuni d’Ischia .

Appena  ho attraversato il cancello d’ingresso del Negombo mi sono precipitata verso gli spogliatoi per cambiarmi. Ho affittato un telo. E dopo aver pranzato nel bar adiacente, mi sono incamminata per esplorare questo dedalo di palme e ibiscus rosa confetto.

La baia di San Montano

Ho iniziato il mio tour dalla spiaggia di San Montano, che era davvero incantevole e quasi deserta. Sedermi in riva con la compagnia di qualche gabbiano e sentire solo il fruscio degli alberi è un lusso che non ha prezzo.

Sarà stato perché era primavera, stagione perfetta per soggiornare nell’atollo campano, lontani dalla confusione e dal caldo estivi. Questa è una sensazione meravigliosa , perché si è circondati da un’atmosfera più intima e serena.

Santa Restituta e i gigli bianchi 

Adesso capisco perché Santa Restituta , patrona d’Ischia , trovò conforto alle torture dei Romani  in questo angolo di terra benedetto da Dio. Si dice che le sue spoglie di furono poi devotamente recuperate e custodite nei secoli dai lacchesi.

Ancora oggi ogni 16 di Maggio si celebra la martire con una formidabile festa .  Si tiene sulla sabbia cosparsa di gigli bianchi. Un appuntamento ormai che è diventato un’istituzione a Ischia.   Partecipano in flotte da ogni dove per venerare questa Madonna africana.

Il Negombo , il  giardino verticale del duca  Camerini

Sicuramente la perfezione non esiste. Ma ad avvicinarsi a qualcosa di simile nel 1947 ci è riuscito un romantico aristocratico del Nord con la creazione del Negombo  Si tratta di Luigi Silvestro Camerini ,  un veneto benestante dal cuore d’oro.

Il suo era un animo ribelle specie contro il fascismo. Ciò gli costò alla fine della seconda guerra mondiale l’esilio a Ponza. In seguito gli alleati liberarono Luigi Silvestro Camerini  , che finita la sua galera fu dirottato a  Ischia.  Qui poi  si trasferì definitivamente.

Chi era il duca Luigi Silvestro Camerini?

Figlio di un ricco industriale, e viaggiatore instancabile il duca Luigi Silvestro Camerini aveva avuto un’infanzia agiata. Vagabondò per l’India e l’Asia, appassionandosi alla botanica e al paesaggismo. Laureatosi in lettere, possedeva una grande cultura umanistica, che affinò la sua indole  già sensibile.

Da quando il duca mise piede a Ischia rimase stregato da un preciso punto.  Quello situato tra il Monte Vico e il promontorio di Zaro, dove sorge attualmente il NegomboInizialmente la sua idea era quella di riprodurre  la baia del Negombo (nell’isola di Ceylon, l’attuale Sry Lanka). Un luogo di cui si era innamorato e che diede il nome alla sua regia termale.

Paolo Fulceri e Ermanno Casasco: un sogno diventato realtà

Inevitabile fu la fatica per il duca di concretizzare il suo progetto. Una delle principali difficoltà fu acquistare tutti i poderi che erano divisi tra famiglie locali. Tuttavia, presto si aggiudicò una grande proprietà dove agì indisturbato. Il  passo successivo fu quello di importare piante di ogni genere: africane, australiane, giapponesi e brasiliane. In questo modo ebbe inizio un’impresa straordinaria.

Chiaramente il peso del mantenimento di quel patrimonio il duca lo avvertì subito. E per sostenere la struttura la trasformò da privata a pubblica. Questo accadde nel 1970 per intervento di suo figlio Paolo Fulceri. Questi ingentilì la tenuta per realizzare qualcosa di meno selvaggio.  Da lì si rivolse al Ermanno Casasco, un famoso paesaggista. Un genio che creò un fil rouge all’interno del Negombo oltre ad aree esterni da destinare a svariati usi.

Le novità del Negombo

Certamente gli interventi successivi fatti al Negombo  lo hanno tanto migliorato e valorizzato. Un lavoro certosino di manutenzione e sperimentazione che continua ancora adesso. E non si è mai fermato rispettando l’ambiente e ricorrendo alle tecnologie più moderne laddove è stato necessario. Un impegno costante che è cominciato con:

  • Introduzione di piante mediterranee che c’erano ma non in grandi quantità. Quali per esempio: il mirto, l’olivo, il sughero e altre specie vegetali di origine australiane e americane. Cosa che si allineava con la funzione originale di orto botanico del Negombo    ;
  • Recupero dei terrazzamenti, dei muri a secco e di altre innovazioni, che hanno reso il Negombo  una meta di un turismo internazionale  di qualità;
  • L’istituzione di eventi speciali che contribuiscono al richiamo di molti visitatori ogni anno. Tra questi basta citare Ipomea , una manifestazione che dal 26 al 28 Maggio è dedicata al giardinaggio. Una kermesse allietata da spettacoli e banchetti in cui ammirare rarità in termini di flora.

Negombo e la storia delle terme a Ischia

La complessa origine geologica e vulcanica d’ Ischia è responsabile del suo ricco patrimonio termale. Esso si sviluppa lungo tutta la fascia costiera (fino a 100 metri da essa) e in prevalenza nei centri d’Ischia Porto , Casamicciola, Lacco Ameno , Forio e Sant’Angelo.

Possiamo dire che il Negombo , insieme al Poseidon , è il fiore all’occhiello d’Ischia  in fatto di terme, splendida invenzione nota sin dai tempi degli Etruschi. Sia i Greci che i Romani sfruttarono al massimo i poteri curativi delle acque termali d’Ischia, costruendo molti edifici pubblici.

Il Rinascimento e il medico Iasolino

In seguito durante il Rinascimento ci fu un grande salto in avanti parallelamente alla fioritura della balneazione. Infatti il medico calabrese Giulio Iasolino  studiò e censì la  ricchezza termale ischitana , che venne impiegata in medicina.

Perciò si cominciò a raggiungere  Ischia specificatamente per lenire ferite, e guarire malattie e disturbi di vario genere. Il risultato dell’operato di   Iasolino fu che ad  Ischia  dal 1600 al 1900 cominciarono a spuntare numerosi stabilimenti e alberghi. Proprio in prossimità delle più rinomate sorgenti termali.

Qualcosa di fenomenale che non era solo per ricchi, ma anche per i più poveri con la fondazione nel 1610 Casamicciola delle terme ‘Pio Monte della Misercordia’. Da allora in poi Ischia venne riconosciuta come la stazione termale più famosa del mondo!

Le acque termali d’Ischia

Ischia  deve  parte del suo successo alle sue acque termali che sono curative . Queste acque sono calde o caldissime.  E alimentano i singoli stabilimenti e i giardini termali. Altre invece sgorgano quasi infuocate direttamente in alcune spiagge o nel mare.

Oltretutto in talune parti dell’isola si assiste allo spettacolo dei getti di vapore acqueo, che risalgono verso l’alto con altre sostanze aeriformi. Questo si vede spesso lungo i crinali dell’Epomeo, nelle stufe di molte strutture dedicate, o nelle fumarole di alcuni arenili.

Tre tipi di acqua a Ischia

Ci sono tre tipologie di acqua a Ischia :

  1. Acqua piovana: questa è giovane e rimane piuttosto in superficie dopo essersi insinuata nel sottosuolo. Una parte della pioggia evapora, e un’altra riempie alcuni fiumiciattoli e il mare;
  2. Acqua fossile: è quella invece bloccata in una falda acquifera per migliaia, milioni, o addirittura miliardi di anni;
  3. Acqua juvenile: è quella che è contenuta nel magma, e viene fuori da grandi profondità̀. Per cui è completamente nuova. Ed è  pronta a partecipare per la prima volta al ciclo dell’acqua fuoriuscendo sotto forma di sorgente.

Tipologia delle acque del Negombo

Durante questo up and down nell’acqua si concentrano minerali e miscele gassose, che sono contenuti nelle rocce millenarie che attraversa.  Appena poi si riscalda si gonfia e risale tra fenditure e fratture della crosta terrestre.

Questo fenomeno è percepibile nelle acque del Negombo,   il cui effetto benefico è garantito dalla presenza  del Radon . Questo è un gas definito nobile in quanto stimola l’assorbimento dei sali e il tono muscolare.

In base a degli studi fatti, le acque sorgive del Negombo possono essere così classificate:

  • Minerali : sono quelle che hanno un residuo secco superiore a 1 grammo per litro;
  • Ipertermali: son quelle che escono fuori dalla fonte a una temperatura superiore ai 40° gradi;
  • Salso-alcaline: sono quelle ricche di cloruro di sodio.

I 14 percorsi termali del Negombo

Al Negombo  si contano in tutto 14 piscine termali incastonate in un perimetro di alture che si affacciano su paesaggi mozzafiato. La vista spazia dal mare alle montagne fino ai   pendii scoscesi terrazzati a vigneto. Uno spettacolo a cielo aperto in cui ci si può sempre ritemprare per via di un clima che è sempre mite.

In aggiunta, al  Negombo non c’è un percorso suggerito da seguire. Per cui mi sono abbandonata a vagabondare in questo labirinto magico senza seguire il filo di Arianna. Vediamo da vicino e in breve quali sono i percorsi termali presenti al Negombo  e le loro caratteristiche principali.

1 Buco Nero

Il Buco Nero è un agglomerato di cascate di acqua termale a 32° C che finiscono in  una grotta di  roccia trachitica di origine vulcanica . Si forma una pozza verde smeraldo in cui potete perdere anche i sensi e sognare a occhi aperti.

2 Templare

I doccioni termali a 30° C del  Templare vi coccolano, migliorando il tono dei muscoli della nuca e delle spalle e riducendo la loro tensione. Grande giovamento ne traggono quindi i soggetti sofferenti di cervicali. L’ideale per scordare le fatiche di una giornata e i pensieri negativi o la semplice routine quotidiana.

3 Nesti

Nesti sono tre vasche collegate fra loro a gradoni che terminano in un getto-cascata di 30° C. Sorge davanti una parete di tufo stratificata in un punto molto panoramico. Appartata e silenziosa, è adatta per la riabilitazione motoria. Nella zona sottostante, un pavimento di legno ad uso solarium.

4 Onphalos

Onphalos è una grotta di tufo per antroterapia  profonda 12 mt e   alta 4 mt. Questa è dotata di una base fonda a 32° C dove ci si rilassa.  Segue un flusso di acqua fredda e un pozzo termale. Ci sono dei sedili per doccioni e una serie di tre getti per  le cervicali. Tutta una serie di ambienti diversi per trascorre un weekend in pace con voi stessi.

5 Maya

Maya  e piscina Kneipp (18-38°C) sono due vasche, una maggiore calda, una minore fredda, con gradini e massi. Si passa dall’ una all’altra. Lo sbalzo termico stimola la circolazione periferica e provoca una tonificazione generale corporea e sensoriale.

6 Piccola Vasca Marina

La Piccola Vasca Marina misura mt. 3.40 x mt. 1.65, ed è bassa mt. 1.45. Fondamentalmente è fatta per chi preferisce un idromassaggio forte in vasca con acqua di mare. Un qualcosa di davvero insolito che prende forza dagli abissi per tornare gentile sulla vostra pelle.

7 Irrgang 

L’ Irrgang  o  Labirinto Giapponese è diviso in due piste separate da un muretto, che sono cosparse di ciottoli. Ognuna ha due temperature, una di acqua termale calda (38° C) e una fredda (18° C). Camminando almeno cinque volte da una sezione all’altra, si effettua una frizione plantare per via dei sassi. Questo attiva alcuni punti cruciali del sistema venoso e linfatico.

8 Hamam

L ‘Hamam  o bagno turco presenta elementi simili alla sauna. Favorisce una generale vasodilatazione e l’eliminazione, attraverso una profusa sudorazione, delle tossine accumulate.

9 Piscina grande di mare

Piscina grande di mare è una piscina olimpica a temperatura ambiente per nuoto leggero. Dimensioni: lunghezza mt. 33, larghezza mt 15. Due profondità, mt. 0.90 e mt. 3. È adatta a tutti, e si può comodamente nuotare senza avere paura magari di andare al largo!

10 Piscina marina dell’Arco

La Piscina marina dell’Arco è sia a temperatura ambiente che riscaldata. Questa è principalmente pensata per i bambini. Diametro mt. 6, profondità mt. 1.50. Per le famiglie è un toccasana, perché possono tranquillamente lasciare i propri piccoli a giocare indisturbati senza correre nessun pericolo.

11 Ribollita

La Ribollita è una vasca termale Jacuzzi di 38 ° C. Può ospitare fino a un massimo di 8 persone (mt. 2.20 per mt. 1.80, profondità mt. 0.80).  La sensazione di relax appena ci siede lateralmente su degli appositi sedili con gli spruzzi d’acqua che vi solleticano è sublime.

12 Piscina termale 8

Piscina termale 8 è a 34° C ed è stata pensata a doppio circolo (due diametri di mt. 4.40 e mt. 5.50, profondità mt 1.40) con idromassaggio forte in vasca e caduta di acqua termale dai bordi, a media temperatura. Si consigliano movimenti lenti e una permanenza di 10 min.

13 Piscina grande termale

Piscina grande termale è a 30° C. La bassa temperatura permette ampi movimenti e nuoto leggero. Dopo i primi 15 min. si assorbono oligoelementi essenziali per la terapia analgesica. Con movimenti specifici, le articolazioni acquistano più mobilità ed elasticità.

14 Piscina termale circolare

La Piscina termale circolare è a 38° C (diametro mt. 5.80, profondità mt. 0.90). Esattamente dai bordi cade giù dell’acqua e contemporaneamente dal basso si genera un idromassaggio. Dato il calore elevato è bene fare movimenti lenti per una permanenza di circa e non più di 8 minuti.

Installazioni di arte

Negombo  significa un viaggio infinito in una dimensione extraterrestre. Un salto fuori dall’ordinario che poi altro non è che una realtà percettibile e dinamica fatta delle meraviglie del Creato. A cui il genio dell’uomo ha partecipato ridefinendole in delle vere e proprie opere d’arti. Non potevano mancare capolavori presenti sottoforma di installazioni di illustri artisti quali:

Centro benessere del Negombo

Dopo avere peregrinato in questo luna park di tesori nascosti e piaceri sensoriali mi sono abbandonata a un massaggio Ayurvedica rivitalizzante e senza fine. Mi sono accomodata al centro benessere del Negombo   e sono uscita come rinata.

Mi hanno accolto con un gran sorriso  Enzo Nicotra e Angelo Iervolino , due operatori che  come altri si prendono cura dei clienti con professionalità e cortesia. Mi hanno davvero spiegato tutto quello che si può fare all’interno del centro benessere del Negombo   . Il problema è stato che non volevo andare via, perché essere trattati bene fa bene all’anima e crea dipendenza.

Oltre ai massaggi si possono anche prenotare cure inalatorie e altri trattamenti che gioveranno alla vostra salute e al vostro splendore estetico (clicca qui per il listino prezzi) . In tutto si contano 16 cabine, che sono provviste di macchinari super tecnologici. Potete anche fare un po’ di acquarelax in una piscina coperta.

Perché concedersi un massaggio?

Oggi come oggi è un lusso potersi permettere le terme e un massaggio ma una volta nella vita bisogna farlo. Staccare la spina e dedicare un attimo a noi stessi è un dovere , e dovrebbe essere un rituale anche nel mondo del lavoro. Perché se si sta bene si produce anche di più e meglio.

Ma accontentiamoci magari di una vacanza al Negombo  e al suo centro benessere per sciogliere la tensione e tonificarci. I massaggi infatti allentano i muscoli e diminuiscono lo stress. Per noi donne poi è fondamentale il giovamento che donano all’epidermide che risulta più luminosa e levigata. Spariscono le tossine e di conseguenza si rafforza il sistema immunitario e si cancella l’inestetismo della cellulite.

 

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Perché andare al Negombo?

In conclusione, posso garantirvi che recarsi al Negombo  è stata un’esperienza unica e indimenticabile. Baciata da un sole ancora tiepido e avvolta da un silenzio assordante non ho fatto caso al trascorre del tempo. Ogni tanto bisognare oziare, perché apporta tanti vantaggi. Ci si concentra su noi stessi e l’unico obiettivo è volersi bene.

Il  Negombo  è un modo per riprendere un dialogo con il nostro Io, per estraniarsi da tutto e tutti. In uno spazio incantato si impara a lasciarsi andare, che dovrebbe diventare una filosofia di vita. Ogn tanto fate in modo che tutto vi scivoli addosso armonicamente senza essere troppo razionali. E allora fatela anche voi una follia, e catapultatevi a Ischia per  sognare ad occhi aperti.

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Ischia cosa fare in 4 giorni

Ischia cosa fare in 4 giorni

“… ora sono commosso dalla Partenopea intrisa di luce,
il mio grazie è per te, Ischia,
cui un buon vento m’ha portato
a goderti con dei cari amici …”

 

Ischia  in 4 giorni

Senza dubbio girare  Ischia  in 4 giorni è stato un antidoto efficace alla mia nostalgia dell’isola verde. La bellezza di questo atollo campano mi ha stregato a tal punto che ci sono tornata una terza volta. Così a Ottobre ho fatto le valigie e sono partita!

Sono stata ospite presso  l’ ‘Abergo Locanda sul Mare’  in via Iasolino , 80  a Ischia Porto . Grazie alla posizione strategica di questo delizioso hotel , ho  esplorato quasi tutta Ischia. Per cui  in questo articolo vi propongo degli itinerari da fare per le vostre prossime vacanze : dal porticciolo borbonico  a Sant’Angelo , da Forio  a Lacco Ameno .

Per di più perlustrare Ischia  in 4 giorni mi ha fatto capire che qui di straordinario c’è qualcosa di più  delle sue rinomate terme. Infatti gli spazi sono infiniti e variegati,  e accolgono un immenso patrimonio storico, artistico, culturale ed enogastronomico. Ecco perchè  vi consiglio di non starci solo per un weekend . Troppo poco tempo per perdersi in 46, 3 km2 di meraviglie da scoprire! Seguitemi!

Ischia in 4 giorni. 1° Tappa,  Ischia Porto

Inevitabilmente il mio percorso è iniziato da Ischia Porto ,  in origine chiamata ‘Villa dei Bagni’ per via delle fonti termali di ‘Fornello’ e ‘Fontana’.   Questo magico borgo marinaro rappresentò la svolta di tutta l’isola  con l’inaugurazione del suo porticciolo il 17 Settembre del 1854.

Fu Ferdinando II di Borbone che ebbe l’intuizione straordinaria di trasformare quello che in passato era un lago vulcanico in un’opera pubblica fondamentale. Uno scalo portuale che favorì lo sviluppo economico locale, collegando la comunità isolana con i traffici commerciali e turistici esterni.

4 giorni a  Ischia Porto per un soggiono sull’isola

Situato tra la collina di S. Alessandro e il ‘Castello Aragonese’, Ischia Porto  costituisce infatti l’ingresso principale per approdare a Ischia . Tuttavia, ci sono altri accessi portuali sia  a Forio che a  Casamicciola Terme (gli altri a Lacco Ameno e Sant’Angelo sono per lo più approdi per le barche da diporto).

Nello specifico a  Ischia Porto  attraccano:

Ischia Porto, il cuore dell’isola 

Sicuramente Ischia Porto  è la zona perfetta dove alloggiare perché è servitissima. Ed è connessa a tutte le principali attrattive isolane per la presenza di:

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La ‘Rive Droite’ di Ischia Porto!

Che dire! Ischia Porto  è il cuore pulsante d’Ischia  per la vivacità diurna e notturna del porto borbonico sulla riva destra. Questa è soprannominata ‘Rive Droite’, e da queste parti si trovano tanti bar e localini dove ci si può divertire, mangiare e bere qualcosa.

A proposito, vi suggerisco:

Via Roma e Corso Vittoria Colonna, il fulcro di Ischia Ponte

Proprio a due passi dalla ‘Rive Droite’  per lo shopping basta imboccare via Roma e Corso Vittoria Colonna.  Queste sono le principali arterie di Ischia Porto  , che costituiscono un boulevard pieno di botteghe, gioiellerie, e bazar di prodotti tipici . Non mancano gli accessi alle spiagge più vicine.

Come quelle del ‘Lido’ e di ‘San Pietro’ di fronte il quale si erge l’ ‘Acquario’ (1905). L’artefice di questo edificio dal caratteristico color porpora fu l’ architetto Carl Sattler  su commissione di Anton Dohrn (1840-1909), un insigne zoologo marino. Lo scienziato tedesco ci abitò quando ci studiava .  Spesso ospitava i suoi amici con i quali si svagava e si dilettava in colte dissertazioni. Negli anni ’60 l’ ‘Acquario’ diventò un distaccamento della Stazione  Zoologica Napoletana e Laboratorio di Ecologia del Benthos’   , istituzioni fondamentali per  le ricerche nel campo dell’ecologia marina.

Un panino alla ‘Zingara’ con Massimo Venia

A Ischia Porto  non mi sono fatta scappare  Massimo Venia, illustratore delle migliori etichette della ‘Cantina Pietra di Tommasone’ . Appena entrata nel suo atelier al numero 32 di via Roma questo timido pittore ischitano, mi ha stretto calorosamente la mano. Erede del maestro Mario Mazzella , i suoi acquerelli sono una celebrazione degli scorci più incantevoli d’ Ischia

Non finirò mai di ringraziarlo per avermi fatto compagnia con uno spritz al  ‘Bar dell’Orologio’ , famoso bistrot in   via Vittoria Colonna, 195 . Di rito per uno spuntino sostanzioso si è provata un’eccellenza ischitana, cioè il ‘panino alla Zingara’! Cosa è? Due golose fette di pane ‘cafone’ farcito con prosciutto, mozzarella (o fior di latte), maionese e lattuga. La ricetta originale prevede le pagnotte del leggendario ‘Panificio Boccia’ a Ischia Ponte, dove è nata nel 1977 nel pub-paninoteca ‘La Virgola’ .

Clicca qui per itinerario a piedi  in centro a Ischia Porto su ‘Google Maps’ 

 

10 cose da fare a Ischia Porto 

1. ‘Villa Altana’: in via delle Fornaci si nasconde una palazzina dai tratti arabeggianti, che incanta con le sue cupole moresche, finestre bifore, e muri merlati. Era il rifugio del colonnello e avventuriero Giovanni Masturzi. Nella II°  Guerra Mondiale il duca S. Camerini comprò e salvò dall’oblio questa  imponente costruzione.

A sua volta essa era ricavata da un precedente tempietto cinese in legno. Questo fu ingegnato da Ferdinando II di Borbone per i gran galà  dell’inaugurazione del porto  .   Era noto con l’appellativo di Pagoda’ con cui ancora oggi ci si riferisce a questo punto a sinistra di Ischia Porto.

2. ‘Chiesa S. Maria del Porto Salvo’  : posizionata sotto il  Montagnone  fu fatta  nel 1856 per volere dei Borbone su progetto dell’ Ingegner  Quaranta .

A pianta a croce latina  possiede  tre navate, le cui pareti sono decorate da stucchi con diversi motivi . Ci sono due piani ed è ricca internamente di opere di valore.

3. Palazzo Reale’ : in piazza Antica Regia originariamente era una Spa per le classi benestanti appartenente alla famiglia Buonocore. Queste persone furono dei veri e propri pionieri per avere tratto vantaggio dalle sorgenti sottostanti di ‘Fontana’ e ‘Fornello.

Rimane un mistero come la proprietà passò ai Borbone . Dal 1877 dopo molte controversie storiche legate al ‘Regno di Napoli’ , il  Palazzo Reale’ , spettò al demanio militare con uso riservato per lo stesso esercito.

4. ‘Chiesa di Santa Maria delle Grazie’ :  questa chiesa è detta anche di ‘Sant’Antonio alla Mandra’ , perché è posta in località ‘Mandra’, ovvero dove pascolavano greggi.

Risale al XIV secolo ed è in stile Barocco. Dal 30 settembre 2003 vi è custodita la salma di San Giovan Giuseppe della Croce, un altro patrono d’Ischia .

5. ‘Chiesa di San Girolamo’ : questa parrocchia si staglia nell’omonima piazza . Tutta bianca ispirò molti artisti che l’immortalarono nelle loro tele per l’essenzialità delle sue forme. Del 1301 fu edificata poco dopo  l’ultima e tremenda eruzione dell’Arso.

Nel XVI secolo fu gestita dai frati di ‘Santa Maria della Scala’, e continuò a essere rimaneggiata fino al 1950. Tre sue particolarità ci sono:  una lapide che commemora le nozze della poetessa Vittoria Colonna con Ferrante D’Avalos (XVI sec.), un epitaffio per i morti in guerra , e un libro con le immagini dei quattro deceduti a causa della frana Monte Vezzi (2006).

6. ‘Chiesa S. G. G. della Croce’ : una chiesetta gialla piazzata esattamente accanto alla ‘Spiaggia dei Pescatori in contrada  ‘Mandra’,  dove si venera il culto della Madonna bambina . Questo piccolo tempio sacro è minimale e conserva:in via L. Mazzella, 70 questa basilica a croce latina è del 1636 e venne modificata varie volte fino al 1851 per iniziativa di Pio IX. Spicca subito una cupoletta di mattonelle smaltate di giallo e verde, vicino ci sta una torre e la cappella di San Giovan Giuseppe della Croce.

Attraverso una rampa di scalini di marmo si accede all’‘Arciconf. S Maria di Costantinopoli’  eretta nel 1613 . Particolare è l’usanza del 25 Agosto quando si porta in processione una statua della Madonna ivi riposta. C’è solo una navata.  Mentre negli archi reggenti il soffitto sono affrescati i principali episodi del ‘Vecchio e del Nuovo Testamento’. Questi sovrastano un altare del XVIII fatto di marmi policromi. Sparsi qua e là quadri che parlano dell’ecclesia ischitana.

7. ‘Cattedrale dell’Assunta’: questo monumento religioso a tre navate sostituì la primitiva cattedrale ischitana collocata all’altezza del ‘Castello Aragonese’   (fu distrutta dai bombardamenti inglesi) . La sua facciata è barocca ed è protetta da una cancellata in ferro. Al lato c’è un campanile antecedentemente adibito a fortezza per le scorrerie saracene.

Al suo interno di grande effetto è un quadro raffigurante una Madonna. Il suo volto pare essere quello della moglie di Pietro Cossa (figlio di Giovanni Cossa governatore d’Ischia e Procida), che nel XIV secolo fece innalzare lo stesso duomo. Alla  ‘Cattedrale dell’Assunta’ notevole è la cappella con un’altra Madonna alla quale Vittoria Colonna soleva pregare per il ritorno del suo amato sposo.

8. Ischia Ponte: è la parte antica di Ischia Porto  da cui dista poco più di 1, 5 km  ( andando a spasso per tutto  Corso Vittoria Colonna  ci si arriva in venti muniti) . Se ne attesta l’esistenza sin dal XIII secolo. Nel 1300 Ischia Ponte era conosciuta con il nome di ‘Borgo di Celsa’ per i gelsi che l’abbellivano.

Nel 1700 questo semplice villaggio si riempì di gente per lo spopolamento del ‘Castello Aragonese’, che è uno dei suoi principali richiami insieme al ‘Museo del  Mare’.  Quest’ultimo dal 1996 illustra su tre piani rudimentali attrezzi per la pesca, che era la fonte principale di sostentamento d’Ischia un tempo. Altre due mete da non perdere sono: la  ‘Torre di Guevara’ , teatro forse dell’amore tra Vittoria Colonna e Michelangelo, e i resti sommersi della città romana di Aenaria  nella  baia di Cartaromana .

9. ‘Castello Aragonese’ : questa solenne fortezza è arroccata su un isolotto, ed è collegata a Ischia Ponte da un ponte in muratura di 220 metri. Le sue fondamenta furono gettate da   Gerone  di Siracusa474 a.C. ) . Lo stratega lo ricevette dai Cumani per averli aiutati nella guerra contro i Tirreni. Il ‘Castello Aragonese’ comprende quindici soste:

  1. La Chiesa dell’Immacolata;
  2. IlConvento di S. Maria della Consolazione;
  3. IlCimitero delle Monache;
  4. LaCasa del Sole;
  5. LaChiesa di San Pietro a Pantaniello;
  6. I Palmenti per la vinificazione e cellaio;
  7. Il Carcere Borbonico;
  8. LaChiesa S. Maria delle Grazie o dell’Ortodonico;
  9. L’Antica torre di avvistamento e di difesa;
  10. Il ‘Sentiero del sole;
  11. I ‘Gradoni di S. Cristofaro;
  12. La ‘Chiesa della Madonna della Libera;
  13. IlViale dell’Ailantus;
  14. I Resti del tempio del sole;
  15. La ‘Cattedrale dell’Assunta;

Un percorso che ci racconta delle conquiste dei Greci, dei Romani, degli Aragonesi .  E delle gloriose nozze del 1509 tra Fernando Francesco D’Avalos e la poetessa Vittoria Colonna. Questa  nobildonna per la perdita del marito si immerse totalmente nelle arti, creando in quella rupe abitata un cenacolo culturale.

Dopo varie vicissitudini il  ‘Castello Aragonese’  nel 1912 passò nelle mani della famiglia Mattera , e nel 1996 fu aperto al pubblico. Ci vollero anni di incessanti interventi di restaurazione per portarlo all’attuale splendore. Tuttora è visitabile ed è sede di importanti eventi come l’‘Ischia Film Festival’ ideato nel 2003 da Michelangelo  Messina.

 

Info utili :

Come raggiungere Ischia Porto;

Dove alloggiare a Ischia Porto ;

Dove mangiare a Ischia Porto ;

Spiagge a Ischia Porto;

Feste Principali a Ischia Porto

Trekking a Ischia Porto;

Gite in barca a Ischia Porto;

Guide a Ischia Porto.

 

Ischia in 4 giorni. 2° Tappa, Sant’Angelo

Sant’Angelo  , presso il comune di Serrara Fontana ,  è l’angolo più chic e suggestivo d’Ischia . Ancor di più che è tutto pedonale (ci sono però a disposizione  parcheggi a pagamento per chi giunge motorizzato).

Sant’Angelo  si sviluppa in alto con  un groviglio di casette dipinte disposte a spirale sulla ‘Madonella’ , una collina in tufo  abbellita da una torre difensiva e dalla Chiesa Arcangelo Michele’  ( 1850) .  Nella parte bassa invece ha mantenuto il tipico aspetto di una borgata di pescatori.  Con un’insenatura stracolma di barchette e di panfili da urlo.

Per la sua tranquillità e atmosfera avvolgente,  Sant’Angelo  attira soprattutto un turismo d’élite  . Come la cancelliera tedesca Angela Merkel, che ne ha fatto un vero e proprio buen ritiro dalla confusione della politica!

Un Biancolella in riva con i gabbiani!

Dalla fermata del bus a  Sant’Angelo c’è una bella discesa a serpentina di ciottoli e muretti impreziositi con ceramica colorata. Dopo qualche minuto a passo lento mi sono ritrovata in una piazzetta piena di boutiques , ristorantini, e cafè alla moda. Mi sono fermata per una pausa al  ‘Bar della Taverna del Pirata’ in via Sant’Angelo, 77 . Mentre sorseggiavo un calice ghiacciato di Forastera,  scorgevo  Capri in lontananza !

Ho approfittato di quella fermata per capire dove dirigermi. Fra i miei appunti sul da farsi a   Sant’Angelo  ho letto di :

  • ‘ Tropical’   e ‘Aphrodite Apollon’: due enormi parchi termali con decine di piscine a temperature che vanno dai 20° ai 40° e dotate di tutti i comfort immaginabili ;
  • ‘Cavascura ’ :  sono le terme più antiche d’Ischia a 300 m. dalla Spiaggia dei Maronti . Uno scenografico bacino idrologico scavato nella pietra viva di un vallone.  La sua acqua termale che sgorga naturalmente da una roccia a  90°  .  Sono particolarmente indicate per guarire affezioni reumatiche . Per i  postumi di fratture,  e qualsiasi tipo di patologia della pelle e vasculopatie periferiche di tipo venoso e arterioso.

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3 Cose da fare a Sant’Angelo

Avendo avuto disposizione   mezza giornata, a   Sant’Angelo mi sono potuta  ritagliare solo questi tre tragitti .  Sono stati davvero una scelta giusta e una gioia  sia per gli occhi che per il palato. Ecco  cosa mi ha stuzzicato i sensi e l’appetito:

1.‘Le Fumarole dei Maronti’ da Sant’Angelo    in dodici minuti circa  sono sopraggiunta in questo arenile . Emana una potente energia termica . Questa  in superficie produce sbuffi di vapore acqueo e bolle di gas alla temperatura di 100°. La sabbia non è bollente ma fuma.

Questo è frutto della natura vulcanica di  Ischia. Uno spettacolo incredibile perché oltretutto si imbandiscono tavole per cucinare! Chef selvaggi e buongustai si dilettano a sperimentare ricette salutari e appetitose con uova, pollo e altro usando questi fornelli naturali!.

2. ‘Spiaggia dei Maronti : vicina alle terme di ‘Cavascura’ , questa è la spiaggia più lunga di  Ischia  (circa 3 km) tanto da bagnare Serrara Fontana e Barano. Metà è libera e metà è dotata di stabilimenti balneari. Il suo fondale è abbastanza profondo ed è circondata da dolci pendii e  rupi che declinano verso le coste.

3. ‘Taverna Pietro Paolo detto Stalino’ : questa popolarissima taverna , molto semplice ed accogliente, è ricavata in un anfratto della Spiaggia dei Maronti  . Ci sono stata apposta per regalarmi un must della gastronomia ischitana,  cioè il  coniglio all’ischitana.

Quello di fossa per intenderci, allevato in buche profonde (3/4 metri)!  Questa tecnica di allevamento dona alle carni dell’animale un sapore e una consistenza del tutto eccezionale. Me lo hanno servito come di regola in un tegame di coccio, fatto con pomodorini e piperna, che è  il timo isolano.

Info utili :

Come raggiungere Borgo Sant’Angelo;

Dove alloggiare a Borgo Sant’Angelo ;

Dove mangiare a Borgo Sant’Angelo ;

Spiagge a Borgo Sant’Angelo;

Trekking a Sant’Angelo ;

Gite in barca a Sant’Angelo ;

Guide a Sant’Angelo .

Ischia in 4 giorni. 3° Tappa,  Forio

Forio è una sontuosa cittadina di 18.0000 abitanti, la più estesa di Ischia  . Come un fiore sboccia tra punta Imperatore e punta Caruso, e si suddivide in varie frazioni: San Francesco, la Chiaia, Citara e  Panza. La mia salvezza è stata incontrare la mia amica  Grazia Parpinel,  che mi ha scorrazzato ovunque alla ricerca dei tesori più esclusivi di Forio.

Forio  splende a Ovest, d’ Ischia  , il  lato più soleggiato, quello più vocato alla viticultura  per la fertilità dei terreni. Non a caso qui si adagia la cantina ‘ Pietra di Tommasone’ ,  che mi ha fatto ubriacare d’Ischia!

Forio, il versante luminoso

Nonostante fosse autunno a Ischia, il caldo era quasi asfissiante. La mia passeggiata a Forio è cominciata inizialmente a piedi: dal lungomare di Forio verso il  viale principale di  Corso Francesco Regine    fino alle torri di avvistamento.

Per stare dietro Grazia Parpinel   è stata necessaria tanta energia! Per cui un rituale inevitabile a Forio sono state le frequenti  pause caffè al ‘Divino Cafè’ in  Via Erasmo di lustro, 6! Ho anche verificato a  cena al  ‘Kantharos’  , raffinata enoteca in via Cesare Calise 3, che  la  parmigiana non è solo stratosferica nella mia Sicilia!

La baia di Citara e il wine relaix ‘C’est la Vie’

Muoversi in macchina è stato vantaggioso per scovare qualche gioiello nascosto di Forio. Come per esempio il  ‘Ristorante Bagno Viola’  in via G. Mazzella, 109  nei dintorni della spiaggia di Citara .Come scordare quel succulento sauté di vongole divorato all’ombra degli ombrelloni del lido!

Senza dubbio le emozioni più forti a Forio  sono state provocate dai suoi belvedere.  In montagna o nella punta più estrema d’ Ischia  mi hanno regalato dei panorami mozzafiato e una sensazione di libertà infinita. E come dimenticare il fascino d’ Ischia al crepuscolo mentre ero seduta per un aperitivo sulla terrazza del ‘C’est la Vie’, un modernissimo luxury wine relaix  a picco sul mare ! Inebriatevi anche voi con queste tappe imperdibili.

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14 cose da fare a Forio

1. ‘Chiesa di San Gaetano o Santa Maria Porto Salvo’ : questa è una sfavillante chiesa dalla cupola gialla che si intravede appena entrati a Forio. Furono i marinai a richiederla nel 1655 a protezione del loro navigare.  Fu rimaneggiata in appresso fino ad assumere tratti prevalentemente   barocchegianti . La sua navata è adornata da un mezzo busto di San Gaetano insieme ad ex voto e barche .

2. ‘Basilica di S. Maria di Loreto’ : lungo l’affollato Corso Francesco Regine    si apre questa basilica a tre navate , che è popolare per le sue calotte moresche, il pavimento maiolicato,  e i suoi orologi (XIII sec.) . Ci furono degli ampliamenti nei secoli a venire.

Dentro è impreziosito da : un’autorevole pinacoteca degli autorevoli pittori Cesare Calise   (XVII sec.) e Alfonso Di Spigna (XVIII sec.),  un archivio colmo di importanti documenti, pilastri fatti di marmi policromi. Considerevole è una statua lignea dell’Immacolata eseguita da  un seguace di Nicola Fumo , il tutto sormontato da un soffitto a cassettoni in oro e legno.

3. ‘Torre Morgera o Quattrocchi’: nel quartiere del Cierco si innalza questa torre in tufo, che è a pianta quadrata e su due livelli. Si fa fatica a identificare le fattezze di un’architettura militare contro l’attacco dei Turchi. Questo perché accanto si confonde con altre abitazioni.

4. ‘Basilica di San Vito’ : addentrandosi a Forio ci si imbatte in questa importante basilica del XIV sec. Essa è dedicata a San Vito, protettore  di Forio   (pare abbia salvato i vitigni da una terribile pestilenza).  A croce latina e a tre navate primeggia per l’imponenza delle campane, ricavate dalla fusione di alcuni cannoni.

Gli interni  sono decorati con:  stucchi di Cesare Starace , alcuni lavori dei geni di  Cesare Calise  e Alfonso Di Spigna, e una massiccia pala d’altare del 1745. Il sagrato al di fuori della chiesa rievoca il triste dilaniamento di tanti cittadini uccisi da delle bombe scagliate la notte dell’8 settembre del 1943 , giorno dell’armistizio.

5. ‘Chiesa del Soccorso’: questo fantastico santuario del 1350 è intitolato alla Madonna della Neve, ed è custode di tutti i marinai. Tutta dipinta di bianco in perfetto stile Mediterraneo si accovaccia su un promontorio a strapiombo sui litorali dorati . Da cui si può contemplare un tramonto unico.

Se siete fortunati, vedrete per pochi istanti un raggio verde  all’orizzonte. Si tratta di un fenomeno ottico raro della rifrazione della luce solare nell’aria che accade se il cielo è limpido. Oltretutto se non c’è foschia c’è una veduta spettacolare sul Lazio fino a Ventotene, Formia e Gaeta.  Superbo è il  suo piazzale battezzato ‘Papa Giovanni Paolo II in occasione della visita pastorale del 5 Maggio 2002.

La ‘Chiesa del Soccorso’ preserva diversi realizzazioni  artistiche di  Cesare Calise , e un  crocifisso ligneo del 1400. Tra il XVIII e la fine del XIX secolo, l’erosione marina a causato alcuni danni. Per questo motivo ci furono degli interventi, come quelli che hanno interessato il sagrato. A questo sono state aggiunte delle croci in piperno , ed il portale a cui furono aggiunte delle pregiate maioliche;

6. ‘Chiesa di S. Francesco d’Assisi’ : questa chiesa spunta in tutta la sua magnificenza in piazza del Municipio assieme a un convento francescano, e all’ Arciconfraternita Santa Maria Visitapoveri’ . Della seconda metà del ‘600 è a una navata. Si dice fu fatta per conseguenza della devastante epidemia del 1656. Non è molto vistosa, a eccezione dei capolavori di Giuseppe Simonelli , del soffitto barocco a botte, e della vetrata alle spalle dell’abside maggiore.

7. ‘Palazzo Covatta’: in via Torrione, 42 questo è uno stabile dalla facciata esemplare per le bizzarre finestre, che per la forma del portone e della scala dovrebbe essere del XVII secolo. Si narra che ci venne confinata Donna Rachele Guidi in Mussolini .  La consorte del Duce fu esiliata a Ischia dove vi rimase fino al 1958. In virtù della sua dolcezza , pare che il popolo ischitano trattasse lei e i suoi tre figli con reverenza.

8. ‘Chiesa di  San Sebastiano’ : in Sant’Antonio Abate, 26, questa chiesa è in pietrame di tufo e dovrebbe essere del XIV periodo della tremenda ed ultima eruzione dell’Arso. Il portale è neoclassico in rosa pastello, e sfoggia una pianta a croce greca con pilastri corinzi e una gigantesca cupola con decorazioni a lacunari.

9. ‘Bar Internazionale’ : in Corso Francesco Regene 41 questo mitico cafè  fu ed è il salotto di Forio   .  Deve la sua fama a Maria Senese , sua fondatrice negli anni ‘50. Da principio era una bettola di paese. E poi si allargò fino a cambiare in un’osteria in cui si servivano pranzi e bevande.

Divenne ritrovo per personaggi illustri nazionali e internazionali. E in taluni casi anche ultimo riparo per intellettuali perseguitati per il loro orientamento sessuale. Come nel caso di Wystan Hugh Auden ,  che con  il suo compagno Chester Kallmann furono accolti da Maria Senese  con calore umano.  A lei W Auden  si ispirò per la protagonista del suo libretto ‘Carriera di un libertino’, musicata da Igor Strawinskji;

10. ‘ Torrione’ : in via Torrione 32, questa torre a base rotonda, emblema di Forio ,  è la più alta di tutte le altre circostanti.  Del 1480 fu fatta per prevenire e fermare le scorrerie dei pirati.  A pianterreno ci si sistemavano le artiglierie, al livello superiore ci alloggiava la guarnigione. Fu restaurata di recente e accoglie un museo civico e le creazioni di Giovanni Maltese, conosciuto  artista foriano che abitò il ‘ Torrione’ dal 1883 fino ai primi anni del ‘900.

11. ‘Punta Imperatore’: questa è l’estremità più incantevole d’Ischia. Sono partita da Campotese, vicino Panza, per farci un sopralluogo. E dopo una mezz’ora attraverso un vecchio sentiero si giunge in questo paradiso.  Un fazzoletto di terra che si affaccia su tutto l’abitato di  Forio ,   la baia di Citara  e il monte Epomeo.

In seguito si procede attraverso degli scalini a un faro isolato, il cui guardiano negli anni ’30 morì fulminato. Sua moglie Lucia Capuano continuò  egregiamente il mestiere di vedetta campana. Merita menzione Lucianna De Falco, l’attrice ischitana che nel  2008 tirò fuori una pièce teatrale su questo commovente  racconto del  faro di Punta Imperatore.

12. ‘Bosco di Zaro: questa foresta a Nord Ovest d’ Ischia  presenta uno scenario indescrivibile di olivi centenari, carrubi, ginestre, ciclamini , mirto e funghi porcini. In un silenzio assordante tra qualche lumino e delle offerte votive  ci si venera la   ‘Madonna di Zaro’ per le sue apparizioni  dal 1994.

Ogni 8 e 26 Settembre le veggenti lasciano una premonizione divina che riguarda tutta l’umanità. Una delle più chiacchierate profezie sarebbe stata quella sugli  attentati dell’11 settembre 2001 . Fu fatta da Simona P. e che nel 1995 fu registrata sul settimanale Epoca .

Celata dagli alberi del ‘Bosco di Zaro    compare ‘La Colombaia’   mausoleo ed ex  abitazione liberty  del  regista Lucchino Visconti . Ci si rinchiudeva per dare sfogo al suo estremo gusto estetico, quello che ha pervaso tutta la sua produzione cinematografica. Dal 2001 ‘La Colombaia’ è una fondazione che si occupa della diffusione e della comunicazione dello spettacolo.

13. ‘Giardini della Mortella’ : questo è un eden botanico disegnato nel 1956 dall’architetto paesaggista Russell Page per  Lady Susanna. Questa giovane donna alla morte del marito il compositore Inglese Sir Walton ampliò il loro nido fino a farla divenire un’esplosione di flora mediterranea, roseti e piante tropicali.

14. ‘Giardini Poseidon’ : con accesso diretto dalla baia di Citara queste terme sono la punta di diamante d’Ischia.  La struttura è immersa in una natura esotica . Dentro ci sono ventidue piscine termali curative, con una temperatura costante da 20° C a 40° C . Circa trenta euro del costo del biglietto (ristorazione esclusa) per regalarvi un attimo di assoluto benessere sia per il corpo che per la mente.

Info utili :

Come raggiungere Forio;

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Guide a Forio .

Ischia in 4 giorni. 4° Tappa, Lacco Ameno

All’ingresso portuale di Lacco Ameno   mi è restato impresso il pittoresco ‘Fungo’  , ormai simbolo del paesino . Questo è un gigante di 10 metri  di tufo verde caduto dall’ Epomeo che da secoli modellato dal vento si è fissato in mezzo agli scogli.

Lacco Ameno  fu la prima colonia della Magna Grecia  in Occidente  ( VIII  secolo a.c. ) .  Negli anni ’50 il rinomato archeologo tedesco Giorgio Buchner  individuò proprio  nelle pendici del monte Vico le origini di  ‘Pitechusa’ , ovvero la Ischia arcaica fondata dagli Eubei . A questa altezza probabilmente c’era l’area sacra, i templi, e le case. Di queste ultime si conosce poco, forse erano organizzate in piccoli agglomerati. Questi a loro volta erano disposti nelle aree collinari che circondavano le rade portuali.

Dalla darsena , dopo una serie di lidi balneari,  ci si sposta al Corso Angelo Rizzoli, 14 , via principale di Lacco Ameno  , che è colma di negozietti stilosi. Nei paraggi per gli appassionati di vino e della buona cucina si trova l’affermato ristorante la ‘Cantina del Mare’ di Pier Paolo Iovinelli   ( partner di ‘Mosaico per Procida 2022’ )  . Al lato del locale fa bella mostra una chiesetta deliziosa,  quella di ‘Santa Maria delle Grazie’  del XVIII secolo , che fu voluta dalla famiglia Monti.

Angelo Rizzoli e la rinascita di Lacco Ameno

Non fatevi ingannare dalle dimensioni ridotte di Lacco Ameno , perché è piena di sorprese. Piazza Santa Restituta si è manifestata in tutta la sua maestosità con lo sfarzo di due mitici hotel. Mi riferisco a  ‘Il Reginella’  e il  ‘ Regina Isabella’  , risultato ben riuscito degli investimenti capricciosi e lungimiranti dell’imprenditore milanese  Angelo Rizzoli (tra gli alberghi cinque stelle c’è anche l’‘Hotel Mozzatore’ ).

Gli anni ’50 furono la golden age d’Ischia quando il Cavaliere ci approdò per villeggiatura su invito dell’amico medico Pietro Malcovati. Fu questo brillante ginecologo che esortò il ‘cummenda’ a fare tutta una serie di investimenti che rimodernarono Ischia, trasformandola in un appuntamento immancabile della mondanità cosmopolita. Anche se ovviamente non fu tutto in discesa!

Ischia, un vulcano sommerso

Ischia  si è formata 55000 anni fa in corrispondenza di una camera magmatica che si è svuotata per la fuoriuscita di magma fluido da crepacci sulla crosta terrestre. Tanti popoli l’hanno conquistata . Ognuno di loro ha lasciato traccia della loro civiltà.  Fino a evolversi nell’era moderna in uno dei posti turistici più richiesti del pianeta.

Una time line d’ Ischia  affascinante che si può approfondire seguendo i percorsi descritti in basso. Purtroppo, alla lista degli appuntamenti irrinunciabili di Lacco Ameno    mi è mancato il  ‘Negombo’.   Questo è un  parco termale degli anni ‘40 ricavato nella splendida  ‘Baia di San  Montano’ per merito del Duca Luigi Silvestro Camerini.

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4 Cose da fare a Lacco Ameno

1 .‘Museo Archeologico di Pithecusae’ : questa è un’enorme galleria di otto sale relativa  alla storia d’ Ischia . Dal Neolitico all’epoca classica, espone anche una panoramica dettagliata  dei principali fenomeni geologici isolani.

Esso  è ospitato nella magnifica ‘Villa Arbusto  , dimora di Angelo Rizzoli  che non si fece sfuggire questo casolare seicentesco appartenuto a Don Carlo Acquaviva Duca d’Atri. Operativo dal 1999 il museo fu voluto dal professor Vincenzo Mennella, sindaco di Lacco Ameno,  che ne curò la nascita dal 1979.

Da allora in poi nei suoi ambienti sapientemente allestiti si possono apprezzare reperti archeologici di pregio quali:

2. ‘Museo Angelo Rizzoli’ : una collezione di memorie varie che rende omaggio ad Angelo Rizzoli , il benefattore e magnate di Lacco Ameno . Ci sono foto che documentano il suo impegno per il risveglio d’ Ischia,  che negli anni ’60 beneficiò dei suoi ospiti singolari: divi, intellettuali, giornalisti, ecc. Altri ricordi, più personali, sono legati al suo successo, come le selezione le gigantografie dei primi numeri del ‘Corriere della Sera’ e della ‘Gazzetta dello Sport’ di cui Angelo Rizzoli fu direttore;

3. ‘Basilica e Museo di Santa Restituta’ : Questo complesso sta al di sopra di un precedente santuario paleocristiano consacrato a Santa Restituta , martira cartaginese che naufragò miracolosamente nella caletta di San Montano .Subì varie distruzioni fino a quando non venne affidata alla custodia dei monaci benedettini intorno il 1000 . Fu poi ampliata nel 1470 con una torre difensiva. Questa fu  fatta nel 1590 apposta per i fedeli in caso di incursioni nemiche . Al presente ci sono gli uffici comunali.

Altri rimaneggiamenti seguirono nel 1600 fino al catastrofico terremoto del 1883, che danneggiò gravemente la basilica, inaugurata poi nel 1866. L’esterno è in stile Neoclassico con a destra un elegante campanile. La singola navata si arricchisce di: dipinti, un pavimento colorato, una statua in legno della santa, e le sue reliquie. Nel 1950 sotto la supervisione del prete Pietro Monti si effettuarono dei restauri alla cappella.

Pertanto  si  rinvennero: necropoli feniciepuniche e grecoromane, ceramiche dell’età ellenistica , quartieri artigianali, come quello metallifero a Mazzola (VII/VI sec a. C. )  .Nel 1974 venne istituito un museo che fu sovraordinato alla ‘ Curia di Napoli’ e alla ‘Soprintendenza per i beni archeologici delle province di Napoli e Caserta.

4. ‘Spiaggia di San Montano’: a pochi passi dal centro cittadino di Lacco Ameno c’è questa caletta di sabbia dorata caratterizza da fondali bassi e  acque  cristalline e dall’ sua ombra  del Monte Vico. Questa ingloba il ‘Parco Termale del Negombo’ , una meraviglia architettonica voluta dal duca di Camerino nel 1947.

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A Ischia , non serve l’orologio!

A Ischia l’estate è eterna. Rimane un luogo che accontenta proprio tutti. Va bene per chi ama il lusso, quello per esempio che si ostenta tra yacht da capogiro attraccati a baie cristalline. Oppure è perfetta per chi ama la semplicità delle piccole grandi cosi, come un sole che scompare dietro qualche scogliera.

Ischia è un’esperienza unica che vi consiglio di fare presto,  e senza fretta. Andarci è un’ ottima soluzione migliore per rigenerarsi . E staccare la spina dai pensieri e dalla routine quotidiana.   Intanto iniziate a sognare e in caso avete già staccato un biglietto, buon viaggio!

 

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