9 ricette della cucina tradizionale del Salento.  Vi presento ‘TizianaManiInPasta’

9 ricette della cucina tradizionale del Salento. Vi presento ‘TizianaManiInPasta’

“…Cucinare suppone una testa leggera,

uno spirito generoso e un cuore largo…”

Paul Gauguin

‘Tiziana ManiInPasta’. Il Salento a tavola

Mi sono sempre chiesta quale fosse il segreto della nostra cucina Mediterranea, che fa impazzire il globo  intero! E  ho trovato la risposta in Puglia . Esattamente a casa di Tiziana Mazzotta, a San Pietro Vernotico, vicino Brindisi.

Tiziana Mazzotta è un’ altro fortunato contatto di Luigi Bressan. In passato questo brillante enogastronomo veneto ha collaborato con questa scoppiettante cuoca in diversi show cooking del Salento. Ma vediamo di capire più da vicino chi è Tiziana Mazzotta e cosa la lega al cibo!

Allora se non la conoscete ancora, preparatevi a innamorarvi! Perché ? Tiziana Mazzotta è la famosissima youtuber  del  canale ‘TizianaManiInPasta’ . Questo è dedicato al meglio della cucina tradizionale del Salento! Seguitemi e buon appetito!

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Nonna Titina e l’amore per la cucina fatta in casa

Tiziana Mazzotta è pugliese DOC.  La sua adolescenza la trascorre in campagna a  San Pietro Vernotico.  Senza dubbio, i  più grandi valori glieli hanno trasmesso i  genitori . La passione per la cucina fatta in casa invece è merito della nonna Titina, che  battezza il suo lievito madre.

L’affetto per Titina , Tiziana lo rinnova costantemente conservandone una giacca. Questa è logora, ma sempre linda. Infatti Tiziana  la indossa sempre come portafortuna prima di cimentarsi in ogni sua pietanza!

In particolare  Tiziana  è una fuoriclasse per tutto ciò che concerne la pastificazione! Pane, pasta, pizza e tutti quei deliziosi carboidrati, che ci mettono in pace con il mondo! E in questo senso Tiziana  porta alta la fama della  Puglia , che è notoriamente riconosciuta come un’eccellenza in fatto di  tradizione enogastronomica nazionale!

La storia di Tiziana Mazzotta

Tiziana Mazzotta non aveva grilli per la testa da ragazzina . Lei era felice  con  il lavoro nei campi . Aiutava pure  mamma e papà a raccogliere le  primizie del loro terreno per la bottega in paese . E così piano piano gli anni passano .  Tiziana  si sposa con Davide, da cui ha due splendide figlie, Lorena e Alice.

Nonostante il lavoro nei campi sia faticoso, e gli impegni in famiglia crescono, Tiziana  non perde interesse per i suoi manicaretti . Tuttavia questa donna d’altri tempi cerca  qualcosa ma non sa bene cosa!

Tuttavia , di pari passo ai suoi sogni, Tiziana avverte anche molta stanchezza. Questa è dovuta a un malessere improvviso. Purtroppo è un’artrite psoriasica, che da dodici ha  rallentato  ogni iniziativa personale ed economica!

Non tutto il male viene per nuocere! La nascita del canale youtube ‘TizianaManiInPasta’

E quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare! Ed è andata proprio così per Tiziana Mazzotta! Improvvisamente nel 2018 l’adorata figlia Lorena la invoglia ad aprire ‘TizianaManiInPasta’ . Questo è un canale youtube dedicato esclusivamente all cucina salentina,  che al presente spopola sulla rete.

Milioni di follower seguono Tiziana  sul suo  canale youtube ‘TizianaManiInPasta’  per ascoltare  tutto quello che nonna Titina le ha insegnato ! Si tratta di ricette di piatti semplici e gustosi e antiche, raccolte di recente  in tre libri di successo!

Neppure la situazione le conseguenze de lockdown in periodo di Covid fermano Tiziana !  Perché continua a produrre contenuti di valore per la rete, amplificando la qualità dle suo nuovo business.

Mi auguro che questo racconto possa essere una boccata d’energia. Soprattutto per tutte le persone che hanno passato un periodo di  sconforto per la perdita del lavoro. Il messaggio è quello di provarci ancora una volta e di non arrendersi mai!

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I sapori della cucina salentina 

Sono appassionata di vino e di conseguenza di cibo! Viaggiare mi dà la possibilità di scoprire sempre cose nuove al riguardo. E ogni volta è davvero una sorpresa. Che il Salento fosse una meraviglia, ho avuto modo di appurarlo! Che la sua tradizione enogastronomica fosse così varia e genuina , me ne convinco con le  prelibatezze di Tiziana Mazzotta  .

Alla base della tradizione della cucina salentina ci sono ingredienti salutari e poco elaborati. Dalle verdure, ortaggi, e frutta che sono  di stagione. E poi  la carne e il pesce è sempre fresco , perché  spesso si acquista direttamente al mercato rionale! Ma la pasta è la regina per eccellenza della cucina pugliese, elemento fondamentale per accontentare le esigenze di tutti i tipi  palati!

9 Buoni piatti per venire in Salento con  Tiziana Mazzotta!  

Quando Tiziana Mazzotta mi accoglie davanti la sua tavola imbandita di succulente pietanze salentine, non ci vedo dalla fame ! Chiedo a Tiziana di dirmi qualcosa su quelle che sono le cose più particolari di quel lauto banchetto. Difficile scegliere quelli che mi hanno più colpito ma ci provo!

  1. Minchiareddri’: un tipo di pasta simili agli strozzapreti , ma più corta. Questa è  perfetta per assorbire i condimenti densi di qualsiasi genere. Gli ingredienti sono una miscela di acqua tiepida, farina di semola rimacinata e sale. L’impasto che ne viene fuori si stende con il mattarello, e se ne ricava una sfoglia. Si ritaglia quest’ultima a strisce , che si sfreganno tra le mani. Ed ecco i minchiareddri’ della lunghezza desiderata.

2. ‘Fucazza pugliese cu lu lievito madre’: è la classica focaccia pugliese fatta  con acqua, farina, sale e lievito madre. Si  stendono due dischi di pasta, che vengono chiusi a portafoglio con un ripieno di soffritto di cipolla, capperi, olive,  ‘pomodori da pennolo pugliesi’, sale e origano.

3.‘Pucce cu le ulie’: sono dei piccoli panini di forma rotonda farciti con pezzetti di olive (tradizionalmente con nocciolo) che si divorano principalmente per  la festa dell’Immacolata dell’8 Dicembre.

4. Pizze leccesi’: si parte da una base di farina, acqua, lievito e sale . A questa si aggiungono a crudo (c’è chi lo soffrigge)   pomodori, olive (verdi o nere) denocciolate , capperi, cipolla, origano, e olio. Si inforna e sentirete che profumo!

5. ‘Pezzetti de cavaddru’: in  un soffritto di cipolla carote e sedano sminuzzati, si fanno rosolare i pezzetti di cavallo, sfumandoli con del  vino rosso. Poi si mette la passata di pomodoro con una foglia di alloro ,  sale, peperoncino. Questo spezzatino esige una cottura lunga e preferibilmente in una pentola di terracotta.

6. Sciuscelle al sugo’: sono delle polpette di patate e mollica, condite con pecorino, ricotta forte, prezzemolo, menta e inzuppate nel pomodoro. Si fanno a tempo di Quaresima. Una goduria!

7. ‘Fave nette e cicureddre’: è un piatto povero di ‘cicureddre’ lessate (erba spontanea della Puglia) e purea di fave bollita  con  sale, patata cruda e farina.  Dopo averli passati al setaccio,  i  due preparati si mescolano insieme per terminarne la cottura.

8. Taralli dolci’: sono biscotti tondi e fragranti, spolverati di zucchero a velo. Sono perfetti per la colazione . Sono fatti con farina, zucchero semolato, uova, lievito per dolci, un pizzico di sale ,  buccia di limone grattugiata, e olio d’oliva.

9.Pitteddre salentine’: sono dei dolci natalizi a forma di stella ripieni di marmellata e coperti da zucchero a velo. Sono fatti con un impasto di farina, spremuta d’arancia, buccia di arancia tritata, olio d’oliva, e cannella in polvere.

Mamma mia che bontà ! Grazie mille Tiziana! 

Il calore de Sud è stare accanto a  Tiziana Mazzotta ! Una donna umile e piena di adrenalina,. Lei  ha sempre creduto in quello che fa. C’è molto da imparare! Cosa? Non solo a fare bene trai fornelli!

Ci insegna che non è mai troppo tardi per ripartire da capo! Se non  siete così fortunati come me di incontrarla dal vivo,  il rimedio c’è!

Cliccate nel suo canale youtube ‘TizianaManiInPasta’   e mettetevi il grembiule! Non sarete mai così bravi come Tiziana Mazzotta, ma da qualche parte bisogna pure partire!

 

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‘Masseria Monache’, il tipico casolare di campagna da cui partire per visitare il Salento

‘Masseria Monache’, il tipico casolare di campagna da cui partire per visitare il Salento

“…Notte, spiaggia, Mare caldo, Luna bassa

Dà onda giallaaaa, Bagno di maree, A mezzanottee

Scif sciaf sotto la luna

A quest′ora più nessuno, Sulla spiaggia sta a guardare, Siamo soli mezzo al mare

A mezzanotte…”

Modugno

‘Masseria Monache’, un viaggio nel magico  Salento 

Un weekend di Febbraio sono ospite di Alberto Argentieri presso la sua  ‘Masseria Monache’ . Questo è un incantevole chateaux  cinque stelle a  San Pietro Vernotico,  vicino Brindisi . Non finirò mai di ringraziare Luigi Bressan, noto enogastronomo televisivo, per avermi fornito  il prezioso contatto!

In tre giorni  Alberto  mi aiuta realizzare un sogno! Quale? Quello di scoprire il fantastico universo  delle masserie in Puglia, di cui vi parlerò più avanti nell’articolo. Inoltre questo brillante ragazzo pugliese mi farà girare la provincia di Brindisi.  Mi svelerà i tesori nascosti del tacco del nostro stivale!

Allora siete pronti? Prendete appunti , perché  sono sicura che la   ‘Masseria Monache sarà la vostra prossima scelta per una vacanza alternativa al Sud  tra gli uliveti e le acque limpide della Puglia. Sono sicura che potrebbe essere la vostra prossima tappa per una vacanza indimenticabile!

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Si parte! San Pietro Vernotico. La provincia di Brindisi

Fortunatamente la mia avventura fuori porta comincia un venerdì pomeriggio! Lasciata ‘Piazza Duomo’  a Brindisi , vado in macchina con  Alberto alla volta di San Pietro Vernotico! Tanto per cominciare, durante il tragitto Alberto precisa che San Pietro Vernotico è il suo paese natale. Ma è anche quello del  grande Modugno. Pare che qui ‘Mr Volare’  trascorse sia la sua infanzia, che la sua adolescenza!

Cena gourmet al ‘Prato Bistrot’  

Intanto cala il buio,  e con essa anche la temperatura! Non è difficile trovare parcheggio a San Pietro Vernotico,  un piccolo comune di appena 13, 000 abitanti!  Scesi dall’auto ci avviamo  a cenare presso il ‘Prato Bistrot’ , rinomato ristorante  del suo  amico Pier Paolo Prato !

Gentilmente Pier Paolo  , ci fa accomodare in un tavolo per due. Ci offre delle bollicine di benvenuto. Prima di ordinare  Alberto  mi fa inzuppare il pane nel suo olio extravergine firmato ‘Masseria Monache’!  Che bontà! Una linea aromatizzata al limone, basilico, arancia e peperoncino!

Menù da re al ‘Prato Bistrot’!

Ed ecco che  il lauto banchetto si arricchisce di   cruditè di spada, tonno ,  ostriche, e linguine ai ricci! Non c’è da stupirsi se il pesce è freschissimo ! Il  ‘Prato Bistrot’ puo’ contare infatti  sulla pescheria di famiglia . Figuratevi, che prima esso era solo un bar ,  oggi invece è fiore all’occhiello della ristorazione locale,

In zona c’è solo Pier Paolo , che riesce a esplodere ad alti livelli! D’altronde. Non è un caseo se  Pier Paolo è da poco presidente neoeletto della ‘F.I.P.E.’ (‘Federazione Italiana Pubblici Esercizi di Brindisi’). Ci hanno visto bene! Purtroppo Pier Paolo va via perché indaffarato con altri clienti.

Si torna a al capoluogo! A concludere splendidamente  la serata, io e Alberto  ci concediamo un amaro al ‘Palazzo Nervegna’ . In questa dimora storica  dorme il capitello della colonna romana di Brindisi!

La costa brindisina. Un tour tra Ionio e Adriatico! 

Mamma mia! Un po’ di sole! Spalanco le finestre del mio ‘b&b Acquapazza’ nel cuore di Brindisi, e respiro l’aria fresca del mattino. Davanti i miei occhi la cupola della cattedrale, che maiolicata fa da faro a dei gabbiani giganteschi.

Come da rito, mi fiondo a rifare colazione con caffè nero  e pasticciotto pugliese! Questo goloso dolce di frolla ripieno di crema, varrebbe da solo una valida ragione per recarsi in Puglia!  Una goduria infinita! Mi rilasso mentre aspetto Alberto  . Si fa tardi e ora di andare via! C’è troppo da vedere e da fare! Alberto   mi fa salire nel suo fuoristrada per andare a contemplare il mare del Salento! Vediamo tre posti da girare , seguitemi!

1. ‘Campo di mare’

‘Campo di mare’ è un suggestivo borgo di pescatori del comune di Torchiarolo. Questa è meta ambita principalmente dalle famiglie locali. La  spiaggia è eccezionale nei giorni in cui spira il vento di tramontana!  Il fondale a riva è basso e sabbioso, ideale per lasciare giocare i bambini in tranquillità!

2.  ‘Torre San Gennaro’

Torre San Gennaro’ si affaccia sull’azzurro dell’Adriatico. Questa oasi è piena di  attrezzatissimi stabilimenti balneari, costellati da tipici chioschetti in cui trovare ristoro alla calura estiva. E in uno di questi  io e Alberto  ci concediamo due Negroni.

Siamo al  ‘Bar Nautico’ . Nel frattempo che Alberto  esce a fumare, chiacchiero del più e del meno con  Salvatore Paladini , il proprietario . Che coincidenza! In precedenza questo simpatico signore era cantiere a Montevarchi! Ci accomuna la passione per il vino e per la Toscana! Ci concediamo da Salvatore  per dirigerci verso ‘Masseria Monache’.

3.  ‘Parco del Negroamaro’

Inevitabilmente il  tratto di strada che porta da Brindisi  verso San Pietro Vernotico cambia decisamente. Si colora di un verde sgargiante. Stiamo percorrendo la pianura del ‘Tavoliere del Salento’ . Davanti a noi si staglia il ‘Parco del Negroamaro’, una distesa di filari infiniti destinati alla lavorazione del  famoso vino del Negroamaro.

Il Negroamaro è un  vitigno autoctono a bacca rossa del Salento!  Il nome Negroamaro fa riferimento  al colore scuro delle uve.  Probabilmente l’etimo deriverebbe dalla parola ‘nero’ dal greco ‘μαύρο’ o dal latino ‘niger’ (o da tutte e due!). Questo nettare divino  è  tra i rossi più corposi e pregiati d’Italia. Dove cresce il  Negroamaro i  suoli sono  fertili e il clima mite, specie a SquinzanoSalice Salentino, le due aree  ‘DOC’ !

‘Masseria Monache’, la tipica masseria del Salento

Si supera il ‘Parco del Negroamaro’,Alberto  svolta verso un vialetto in Strada Provinciale 86 a San Pietro Vernotico. Eccoci finalmente ‘Masseria Monache! Un resort incantato immerso nel favoloso  Salento, circondato dalla macchia mediterranea.  L’ideale per svagarsi all’insegna del benessere, del relax, e del divertimento.

Con mia grande gioia, si apre  un  cancello enorme che ci fa entrare dentro la  ‘Masseria Monache’.  All’istante quello che mi colpisce di questo eden incantato sono le magnifiche mura in tufo  e la vastità della sua superficie . E ancora il contrasto tra il bianco della pietra leccese che l’avvolge  e il blu cobalto del cielo!

Senza parole!  ‘Masseria Monache’ è un gioiello  incastonato in due ettari di terra, con altri 10.000 disseminati nelle vicinanze. Un giardino grandioso che alterna palme esotiche, ad orti, agrumeti e 150 ulivi, da cui producono il loro pluripremiato extravergine.

Mi rendo conto che soggiornare presso la ‘Masseria Monache equivale a ritornare al lusso e alla semplicità delle piccole cose. Questi erano i veri valori della vecchia vita contadina, che sta alla base della storia di  questo straordinario relais !

Nel dettaglio la Masseria Monache consta di due edifici. Il primo color rosso porpora era l’ex casa padronale, dove vive Alberto  insieme ai suoi affetti. Il secondo color latte , era un vecchio deposito che ora fa da  bed and breakfast. Ci sono quattro stanze in tutto. Queste sono sovrastate dai caratteristici tetti alti con volte a botta, e sono dotate di tutti i comforts. Gli arredamenti interni  sono lineari e di classe. Ma cerchiamo di capire un  po’ di più sulle masserie !

Come nascono le masserie? Un pezzo di storia del Sud Italia

Dunque, le masserie erano degli edifici rurali risalenti al Cinquecento, che  facevano parte di vere e proprie aziende agricole all’ epoca del latifondo. Ognuna di queste costruzioni in mattoni svolgeva un ruolo diverso.

Il fenomeno delle masserie esplode in tutto il Meridione durante il regno dei  ‘Borbone’ (XVII sec.). A seguito dell’espropriazione dei feudi ecclesiastici, i re spartirono i lotti di terra ai ‘massari’, cioè ‘capi reggenti’. Un escamotage per controllare l’operato dei contadini e al contempo per approvvigionarsi di cereali.

Il picco dell’evoluzione delle masserie si ebbe nel periodo del ‘Regno delle Due Sicilie’ (XVIIII). Allora si avvertì ulteriormente l’esigenza di favorire  questo tipo di comunità agricole per il ripopolamento di aree desolate.

Cosa sono allora le masserie?

In buona sostanza, le  masserie erano dei veri e propri villaggi agricoli, che comprendevano, oltre alla dimora del proprietario terriero, anche gli alloggi dei contadini, le stalle, i cortili e le aree di lavoro. Non a caso il termine deriva dalla parola ‘masserizie’, cioè oggetti e viveri di qualsiasi uso quotidiano riposti nei vari in spazi loro destinati.

A seconda della ricchezza dei proprietari, queste imprese agricole erano più o meno sfarzose.  Se c’era qualche stemma in più, le masserie erano anche fortificate. C’erano al loro interno cinta murarie e torri per difendersi dapprima dai Mori e briganti, e di poi da ladri comuni

Il lento decadimento delle masserie è da attribuire alla ‘riforma agraria’ a cavallo delle  due guerre mondiali. Normalmente quando le terre furono frazionate, si spense per sempre il senso di aggregazione di  queste realtà bucoliche! Il loro conseguente abbandono fu rapido. Ma non tutto andò perduto!

Come rinascono le masserie? Ve lo spiego nel dettaglio con la storia di Alberto!

Solo recentemente le masserie sopravvissute hanno cambiato look e funzionalità. Tutto questo grazie allo spirito d’iniziativa di privati che le hanno destinate a b&b, agriturismi, e relais, per la gioia dei vacanzieri!

Ne è un esempio la  ‘Masseria Monache’  di Alberto , una proprietà che ereditò dai genitori . Originariamente non era altro che un rudere. Questo era appartenuto prima a un convento, dopo a ‘Don Zonda’ , un nobile milanese che vi ci fece la sua residenza nobiliare!

Certamente per  Alberto  ‘Masseria Monache’   è una benedizione. Ma dieci anni di attività di successo hanno richiesto coraggio, impegno, costanza e determinazione! Vecchie foto dell’immobile fanno capire che la ‘Masseria Monache’  era proprio una catapecchia! Più facile forse a vendersi che a ristrutturare! Tuttavia la passione per la propria terra e l’attaccamento alle proprie radici hanno spinto Alberto  a rischiare, e l’audacia l’ha abbondantemente premiato!

Perché allora andare alla ‘Masseria Monache’.

Capirete bene che ‘Masseria Monache’ è il posto ideale dove rifugiarsi per una villeggiatura all’insegna del benessere!  Alla ‘Masseria Monache’  non dovete preoccuparvi di nulla! A coccolarvi ci pensa Alberto e il suo staff !  Al resto provvede madre natura! Immaginatevi di svegliarvi e oziare tra le aperte campagne pugliesi al cra cra cra dei grilli e delle cicale e a sentirvi parte del  Creato!

E se non siete troppo pigri potete noleggiare bici, o partecipare alle escursioni a cavallo organizzate apposta per farvi esplorare i dintorni! E tanto altro ancora! Non siete ancora cora convinti ? Seguitemi!

5 buoni motivi per prenotare alla ‘Masseria Monache’!

  1. Servizio navetta:
  • se non sapete come fare per piombare alla ‘Masseria Monache’ , avete a disposizione un servizio di transfer con tanto di navetta dall’aeroporto ‘Papola Casale’ di Brindisi (26 km);
  • Se siete auto muniti, potete contare sulla presenza di un ampio parcheggio sorvegliato h24!;
  1. Colazione inclusa:
  • Vi attende un’abbondante colazione biologica a buffet inclusa nel prezzo  (su richiesta anche gluten/lactose free!)
  1. Assaggi dei loro prodotti tipici:
  • La mamma di Alberto vi farà assaporare i succulenti piatti della tradizione gastronomica salentina a base delle loro verdure e frutta di stagione;
  1. Degustazione d’olio:
  1. Vicinanza a:

‘Cantina due Palme’, una tentazione divina a Cellino San Marco

Per aggiungere un’altra tentazione alla lista delle cose da fare alla ‘Masseria Monache’ , vi suggerisco un salto a Cellino San Marco. Non per ascoltare Albano Carrisi,  ma per tuffarvi nei vini  del Salento!

Prima di ritornare a Pisa, Alberto  mi porta presso lo  show room delle ‘Cantina Due Palme. Si tratta di un grandissimo stabile di 45.000 m² .  Qui si svolgono tutti i processi di vinificazione, invecchiamento, imbottigliamento, e stoccaggio dei vini.

I vitigni del Salento

‘Cantine Due Palme’  è una cooperativa di 1000 affiliati delle migliori imprese vitivinicole tra Lecce, Brindisi e Taranto. Dal 1989, anno della sua fondazione a opera di Antonio Maci, l’obiettivo aziendale è la realizzazione di vini di qualità. Vini  ottenuti esclusivamente da uve locali oltre il Negroamaro, quali:

Con una produzione di 18.000 bottiglie annue, proiettate quasi tutte nel mercato internazionale, ‘Cantina Due Palme’ rappresenta veramente l’eccellenza dell’enologia pugliese.

I vini della ‘Cantina due Palme’

Luigi Fortunato è il direttore vendite dello show room . Ci fa da cicerone in questa cattedrale del vino, perno su cui gira tutto l’indotto economico dell’interland. A celebrare il mio rientro a Pisa, stappiamo i sugheri delle etichette migliori della ‘Cantina Due Palme :

Grazie Alberto. Il Salento nel cuore!

Per concludere, voglio ricordarvi che alla ‘Masseria Monache’  l’ospitalità è disarmante,  il contatto con la natura e la riscoperta delle tradizioni garantite! Sarà un’esperienza indimenticabile! Manca solo fare le valigie ! Non aspettate per forza l’alta stagione! Ogni giorno dell’anno è valido per fuggire dallo stress! Perché c’è sempre la ‘Masseria Monache’  che si prenderà cura di voi, viziandovi. Ve lo garantisco! Proprio come Alberto ha fatto con me!

Venire in Puglia vuol dire regalarvi benessere perché è una regione di grande  tradizione enogastromica, ricca di  storia e fascino . Che sia autunno, inverno, primavera o estate non mancheranno eventi, sagre, feste paesane e spettacoli nei quali rivivere le abitudini di un tempo e lasciarsi andare ai piaceri culinari. Cosa aspettate? Fate le valigie e partite! La Puglia vi aspetta!

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Cosa fare a Brindisi in un weekend

Cosa fare a Brindisi in un weekend

“…L’intera Puglia è terra di passaggio di venti e di nuvole che galoppano tra mare e mare.  La vite, l’olivo e il mandorlo sono le piante della Puglia, e anche la sua principale ricchezza…”

Guido Piovene

B&B Acquapazza’, il migliore nel centro storico di Brindisi 

Indubbiamente la mia voglia di viaggiare e di scovare nuovi tesori in Italia non si ferma mai. Neppure con il freddo dell’inverno! Da brava Siciliana, la mia destinazione preferita è sempre il Sud. Così un weekend di febbraio mi decido a staccare un biglietto per Brindisi in  Puglia!

Chissà, forse sono più le persone a fare il posto, o il contrario!  Comunque sia, non finirò mai di ringraziare Anna Esposito per avermi fatto scoprire Brindisi! Con mia grande gioia  Anna mi accoglie per 3 giorni nel suo stupendo b&b Acquapazza’ , un palazzo nobiliare  in pieno centro storico. Da qui parte la mia avventura!

Grazie alla posizione strategica del b&b Acquapazza’ , perlustro il meglio di Brindisi. E  pure a piedi come piace a me! Ma ancora più importante , soggiornare presso il  ‘b&b Acquapazza’  è come essere a casa! E se vi viene fame, potete gustare le prelibatezze dell’omonimo e popolare ristorante al pian terreno, gestito da suo figlio Vincenzo Lapertosa. Non potevo fare scelta migliore! Pronti a partire ? Leggete allora la mia piccola guida su Brindisi !

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‘B&B Acquapazza’,  la mia porta per Brindisi!

Per tornare al punto, Venerdì pomeriggio da Pisa volo su Brindisi! Dall’aeroporto ‘Papola-Casale’ alla città c’è una distanza di appena 5km. E i mezzi per il transfer sono davvero efficienti! Infatti dopo neppure 30 minuti in autobus giungo a destinazione.

Ed eccomi al ‘b&b Acquapazza’ ! Questa è una stupenda dimora bianco latte a due piani del 1800 . Essa è sita in vico de Vavotici 1 , nel cuore di  Brindisi. Proprio all’ingresso mi attende Anna, che mi stringe forte la mano e mi fa accomodare.

La mia suite ‘Corallo’

Pertanto, saliamo le scale adorne di quadri d’autore. Queste ci portano  in cima all’appartamento di  tre camere in tutto. Quello che cercavo! Cioè qualcosa di intimo, accogliente e raffinato!  Mi sento a mio agio. Successivamente,  proseguiamo verso il corridoio, che si apre in due.

Da una parte c’è una cucina attrezzata. Dall’altra una sala colazione imbandita a festa. Dopo, Anna mi fa entrare nella mia stanza chiamata  ‘Corallo’, arredata con gusto . Qui ovviamente domina il tema della marina brindisina come nel resto dell’intero arredamento!  Il rosso, si mescola al blu e al giallo, proprio come i colori  della Puglia. Senz’altro, il  ‘b&b Acquapazza’ è un equilibrio perfetto tra tradizione e modernità. Per esempio, le tende bianche e merlettate si alternano a tutti i tipi comforts possibili e immaginabili!

‘Ristorante Acquapazza’ , un nome, una garanzia in fatto di cibo pugliese!

Disfatte le valigie, qualche istante più tardi  mi ritrovo giù nella locanda di famiglia per fare l’intervista. Logicamente, non possono mancare delle  bollicine per festeggiare l’incontro con Anna, che imi presenta il giovane chef Antonio Stifani .

Nel frattempo, tra uno stuzzichino e l’altro prendo appunti sulle vicende di questa piccola media impresa a conduzione familiare! Chi parla per primo è  Antonio , che mi dice orgoglioso:

“…lavoro al ristorante ‘Acquapazza da due anni, e ne sono entusiasta! Mi alzo preso ogni mattina per selezionare al mercato le primizie del pescato giornaliero . Ciò  è la base del nostro successo!  Se un brindisino vuole mangiare ottime bontà di mare, viene qui!  Che dire, la nostra cuisine  è semplice, gustosa e genuina. E le nostre specialità  invece sono i paccheri al ragù di polpo con pecorino….”

“B&B Acquapazza”, Anna Esposito, un’imprenditrice, una moglie, una mamma!

Già mi viene fame! Si fa tardi, Antonio  ritorna ai fornelli, e ora tocca ad  Anna  raccontarsi. Per cui prende fiato, si siede comoda . Con molta timidezza, Anna, mi parla commossa di come inizia il suo cammino nella ristorazione e nell’ accoglienza turistica.

In breve,  Anna  ama il cibo e la buona compagnia, e di questo ne fa un mestiere! La passione per la cucina è radicata in lei  per due ragioni. Una,  gliela trasmessa la  nonna. L’altra ha sempre avuto ospiti fissi a cena, tra affetti e amici! Quale migliore palestra!

I problemi vanno affrontati!

Sposata con Roberto Lapertosa, un grossista di pesce affettuoso e benestante, Anna conduce un’esistenza felice. Otto anni fa purtroppo subentrò la disgrazia improvvisa della scomparsa del marito. Questa perdita dolorosa lascia ad Anna  il peso di mandare avanti la baracca con due figlioli!

A un certo punto , Anna  si rimbocca le maniche, e rileva e ristruttura un immobile antico. Quest’ultimo è appunto il  ‘b&b Acquapazza’ , a cui aggiunge anche il business della rinomata trattoria. Cosa non si fa per le proprie creature E avendone due da crescere, Anna mette su l’attività  pensando al loro avvenire.

Anna e Roberto Pertosa, una famiglia che vale. Nonostante tutto

Tutto procede alla grande! Per più di dieci anni, le cose ad Anna  vanno a gonfie vele!  A parte le difficoltà generali della  pandemia e delle varie chiusure governative. Che si spera finiranno presto!

Veramente, nelle parole di Anna avverto un po’ di nostalgia. Ma c’è anche tanto orgoglio e determinazione. Con la consapevolezza che ci saranno sempre alti e bassi, Anna ama quello che fa. Lei va avanti , fidando nel cambio generazionale!

Brindisi, fiore all’occhiello della Puglia

Brindisi è una  meta turistica molto ambita per il suo passato glorioso, la sua arte, la sua cultura e la sua bellezza!  Perdersi in questo angolo di paradiso specialmente in bassa stagione, non ha prezzo! Effettivamente è un’esperienza che vi consiglio, sia per la vostra salute mentale che  fisica! Se avete poco tempo a disposizione come me,  anche  3 giornate vanno bene per  fare e vedere molte cose!

Qual è la storia di Brindisi?

Brindisi è un capoluogo di provincia di circa 90,000 abitanti, che si affaccia sul mare Adriatico. Questa deliziosa cittadina è stata abitata sin dai tempi della civiltà messapica. Proprio da quest’ultimo popolo deriverebbe il suo nome. Esso  pare vorrebbe dire ‘testa di cervo’ (termine Brendon o Brention). Infatti, l’insenatura portuale di Brindisi si biforca naturalmente assumendo  la forma delle corna di questo animale!

Le fortune di Brindisi derivano dal suo porto . Questo è sempre stato molto attivo, sia da un punto di vista commerciale che crocieristico (da qui ci si imbarca per la Grecia).

Brindisi, porta romana per l’Oriente

Non a caso i Romani si precipitarono a dominarla, trasformando Brindisi  nella ‘Porta d’Oriente’! Brindisi era lo sbocco naturale verso Levante , e dove  finiva la via Appia. Un  confine questo suggellato dalla costruzione delle famose colonne romane che adornano l’urbe.

Nel corso del tempo, Brindisi fece gola ad altri conquistatori, tra cui Goti, Longobardi e Saraceni.  I   Normanni segnarono una rinascita eccezionale, che al presente è testimoniata dall’esistenza di una sede vescovile e del castello federiciano. Successivamente Brindisi  passò quindi sotto il controllo di Venezia ,  degli spagnoli,  e dei Borbone, arrivando tra alti e bassi dopo l’Unità d’Italia (1869) a prosperare fino al presente!

2 Itinerari a piedi per scoprire Brindisi 

Brindisi  è il punto di arrivo per raggiungere il Salento in aereo. Vanta una posizione strategica , è una città moderna, che nasconde caratteristici scorci medievali e rovine dell’antica Roma.

Con un passato maestoso ed un porto naturale tra i più suggestivi del Mediterraneo, Brindisi è una città ricca di storia, cultura e bellezza. Nonostante la sua fama sia a volte oscurata  da Lecce, questo luogo vanta degli angoli capaci di ammaliare ogni viaggiatore. Vi propongo due itinerari da fare a piedi per perdervi nella magia di Brindisi dal centro storico al suo lungomare.

1    Itinerario a piedi nel centro storico di Brindisi

  1. ‘Piazza Santa Teresa’: Questa piazza che prende il nome dalla chiesa barocca omonima ( XVII secolo), stupisce per l’immenso ‘Monumento ai Caduti’. Lo scultore Edgardo Simone ne fu l’artefice intorno il 1930. Egli  raffigurò anche  il cervo (simbolo stesso del paese)  nella pavimentazione . Poco distante c’è un vecchio ‘Archivio di Stato’ al civico 4;
  2. ‘Piazza Duomo’ :Questa piccola agorà medievale è tappa d’obbligo per chi entra a Brindisi. Su di essa si  affacciano la  ‘Cattedrale’ o ‘Basilica di San Giovanni Battista’ (XI sec) , il ‘Seminario’ (XVI sec) e il Museo Archeologico Provinciale Francesco Ribezzo’  (1884);
  3. ‘Tempio di San Giovanni al Sepolcro’: Questa antica chiesa normanna (XI sec) fu rimaneggiata dai Templari’ e poi passò al culto dei ‘Cavalieri del Santo Sepolcro’. Si adottò la forma circolare per copiare il  ‘Santo Sepolcro di Gerusalemme’. Nonostante terremoti vari, questo tempietto continua a sopravvivere in tutto il suo splendore.

2 Itinerario del centro storico di Brindisi

Brindisi nel cuore

Non occorre andare all’estero, quando il paradiso è dietro l’angolo! Brindisi è una di quei posti da mettere in cima ai luoghi da esplorare. Vi sorprenderà, come ha fatto con me!  State già pianificando per  Brindisi. Vengo anche io ! Mi manca tanto da visitare ancora, come :

Allora, andiamo!  O come direbbero i pugliesi ‘sciamaninne’!

 

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Vinho Verde , l’oro verde del Portogallo. Parte prima

Vinho Verde , l’oro verde del Portogallo. Parte prima

“…Sa volare solo chi osa farlo…” 

L. Sepulveda

‘Vinho Verde’, l’oro verde del Portogallo. Parte prima

Il ‘Vinho Verde’ è un vino portoghese prevalentemente bianco. Questo  sta riscuotendo un’enorme popolarità. Perché? Esso è un lusso alla portata di tutti, per la sua delicatezza, eleganza, e  versatilità. Una tipologia di vini adatta a tutti i tipi di piatti e palati.  Da quelli più semplici a quelli più esigenti!

Altro e indiscutibile X factor del  ‘Vinho Verde’  è la sua frizzantezza, derivante in origine dal carbonio naturale dell’uva. Questa però è ultimamente procurata da molti vignaiuoli con l’aggiunta di una lieve dose di anidride carbonica . Ciò si fa per venire incontro al gusto dei consumatori , specie quelli americani! Venite a scoprire il ‘Vinho Verde’  con me!

‘Vinho Verde’ la DOC del Portogallo

Il ‘Vinho Verde’ è una ‘Denominazione di Origine Protetta’, ed è tipico delle sinuose alture del Nord del Portogallo.  Esso trasuda vino dagli albori della viticoltura. Forse il ‘Vinho Verde’  si chiama così per il colore verde dei suoi vigneti . Oppure per le sue uve acerbe , raccolte in anticipo, perché va bevuto giovane.

Come ogni sommelier adoro andare in giro alla ricerca di nettari prelibati.  Tra questi annovero il ‘Vinho Verde’ , un vino fresco, erbaceo, sapido, con un sentore di frutta finale che stupisce.  Come la vita che ti regala sempre qualcosa di magnifico, quando meno te lo aspetti.

Viaggiare per me è una droga da cui non tento neppure di disintossicarmi.  Non perché così si stacco dalla routine, o perché fa tendenza, ma perché mi apre il cuore. Non smetto mai di imparare. Mi  fa infatti vedere le cose e la gente da una prospettiva diversa. Controllo meglio i problemi, me stessa e avverto una pace interiore e con l’universo immensa.

Il mio amore per il Portogallo mi porta alla cantina ‘Quinta de Torre’ di Andrè Amaral 

Il Portogallo non me lo tolgo proprio di dosso. A Pasqua del 2017 atterro per la prima volta a  Lisbona , che mi strega per il suo patrimonio artistico culturale, il calore del suo popolo e l’azzurro del suo oceano.

A Lisbona ci si perde tra i suoi vicoli irti e ciottolati. Lì si respira un passato glorioso fatto di esplorazioni e conquiste. Queste sono cantate nelle languide musiche del  fado , la cui malinconia o saudade si sente nell’aria. Questa musica triste pare manifestarsi al primo chiarore di luna, annidandosi tra i tavoli delle piccole taverne sempre a festa.

Nel 2018 mi dirigo invece ad Algarve, nella splendida Faro, una deliziosa cittadina lusitana, che ipnotizza con le sue falesie grandi  come giganti. Una villaggio di pescatori, che acceca lo sguardo con le sue interminabili distese di sabbia dorata e le sue acque  cristalline.

Per pura coincidenza o destino non lo so,  Andrè Amaral , responsabile di ‘Quinta de Torre’, una delle più prestigiose cantine di ‘Vinho Verde’  del Portogallo, naviga sul mio sito www.WeLoveItaly.eu. Due articoli dedicati a Lisbona e Faro lo incuriosiscono . E così  mi contatta  attraverso i social.

Food Life Style rivista ristoranti stellati
‘Food Life Style’ di Carmela Loragno

‘Vinho Verde’ una scommessa in Italia

Andrè segue assiduamente il mio diario di bordo virtuale, e  questo mio girovagare per posti, e personaggi straordinari . Ci si contatta via etere, e decidiamo di collaborare. L’obiettivo comune è valicare i nostri confini territoriali.  Io da reporter del vino  in Portogallo, e lui da esportatore del suo Vinho Verde nel nostro bel paese!

Mi rendo conto che si fa sul serio, quando Andrè mi spedisce a Pisa dei campioni dei suoi vini etichettati ‘San Caetano’ . Questi sono chiamati così in onore di una cappella all’interno del suo wine relais . Mi innamoro inevitabilmente di ognuna delle sei bottiglie di ‘Vinho Verde’. Perché penso potrebbero funzionare sia in Toscana che in Puglia!

Inizia la partita! 

Queste due regioni infatti sono per lo più vocate ai rossi. E penso che  i vini  ‘San Caetano’  potrebbero fare gola ai ristoratori delle coste tirreniche e adriatiche. Perchè? Perchè  queste bollicine sono esotiche, di alto livello, e  hanno ottimo rapporto qualità prezzo. Non male!

Sulla base del ragionamento su fatto, ho provato alla fine a lanciare il ‘‘Vinho Verde’  al Centro Sud. Ed ecco che in Toscana mi avvalgo dell’aiuto di Andrea Baldeschi .  Nel suo ristorante ‘Nautilus’ a Tirrenia comincio a organizzare delle cene con i vini  ‘San Caetano’ .  Questi sono perfetti per esaltare il gusto di ogni tipo di piatto leggero, di terra o di mare che sia. Ed è un successo!

Per la Puglia mi rivolgo invece a Orazio Sinigallia, un eclettico commerciante che promuove i vini  ‘San Caetano’ a Bari. Per merito di   Orazio  mi ritrovo poi a conoscere  Carmela Loragno, direttrice di  Food Life Style. Questa è una rivista stellata sulla gastronomia italiana. E per questa  scrivo una pagina tutta dedicata al ‘Vinho Verde’  e ai vini di  ‘San Caetano’ . Da energia si passa ad altra energia, e si finisce per  creare solamente good wibes!

Da Bruxelles a Marco de Canaveses, presso la cantina ‘Quinta de Torre’

Da settembre a dicembre 2019 sono stata impegnata a promuovere i vini ‘San Caetano’ per come su vi ho detto.  La richiesta di questi vini portoghesi è stata molto alta. Proprio come mi aspettavo. Poichè questi nettari bianchi non hanno assolutamente nulla da invidiare a un Riesling o a uno Chablis,  E per di più  il loro costo è decisamente più contenuto.

Il motivo dell’ accessibilità di questi vini portoghesi è dovuta ai costanti sforzi del Portogallo di competere sul mercato internazionale (soprattutto dopo il disastro della sua recessione economica iniziata negli anni Ottanta, e in parte guarita dagli interventi della ‘Comunità Europea’ ).

Bruxelles 2020

Bruxelles e Lory 

Sulla base dei risultati eccezionali in Italia per la promozione dei suoi vini,  finalmente Andrè mi ospita presso la sua cantina ‘Quinta de Torre’Marco de Canaveses . Il miracolo accade nel 2020. Trascorro Capodanno di quell’anno con la mia amica Lory a Bruxelles. E da qui volo verso il Portogallo per sperimentare con mano la bellezza di quei luoghi lontani.

Vorrei ringraziare  Lory che ha contribuito a questa mia avventura accogliendomi a casa sua a Bruxelles per l’ultimo dell’anno. Questo è anche un modo per esortarvi ad andare in Belgio, perchlé merita davvero. Ecco una lista dei posti da vedere:

 

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Bari, what to do in 1 week

Bari, what to do in 1 week

“…Ma tutti i sogni nell’alba svaniscon perché,
quando tramonta, la luna li porta con sé,
Ma io continuo a sognare negli occhi tuoi belli,
che sono blu come un cielo trapunto di stelle…”

D. Modugno

Bari, the beauty of the Southern Italy

Bari acted as my gateway to Apulia, the beautiful region situated in the heel of the boot of Italy. This summer I went on holiday to Bari for a week with my parents who were celebrating their wedding anniversary. They first met many years ago in Bari. It was love at first sight and I was their most precious gift.

The old city known as ‘Bari Vecchia’ is amazing with its narrow stone lined streets of fading pastels and white, wrought iron balconies and above all else the scent of clean white sheets blowing in the light breeze. I did nothing but wander, camera in hand, capturing the best of what makes Bari such a beautiful city.

Bari is a great city to visit in Apulia

It is much more than just the capital of Apulia, also being a busy, important port with connections to Greece, Albania and Croatia. It is a destination off the beaten track offering many things to do and see. The best way to get to Bari is to fly to ‘Bari Karol Wojtyla International Airport’ (also known as Palese Airport’) which is located about 8km (5 miles) northwest of Bari city centre.

Then you can travel to Bari via many different modes of transport details , and you can choose many different types of accommodation on www.booking.com.  There is no ‘best’ hotel or ‘best’ district though some districts are better than others and you can decide where to stay at your own discretion. I travelled to Bari by car and my b&b was in the city centre. Everything I could possibly want was close at hand.

Bari, a history full of  charme

Located on the Adriatic Sea, Bari (population around 300 000) is the second largest city in Southern Italy and has become one of Italy’s main commercial and industrial centres as well being a fascinating historical city in its own right.

A large university and a high percentage of young people and migrants makes Bari a lively city as well as it having plenty of attractions for visitors such as lovely beaches, elegant boulevards and a gorgeous nightlife.

Bari is full of history

For those interested in culture, a visit to the opera house, the municipal building or to other monuments and museums in Bari  is worthwhile.

Bari is also the place where various cultures came and went due to various invasions and changing governors, the Greeks, Romans, Goths, Lombards, Byzantines, Normans and Crusaders all leaving evidence of having been there. During the Middle Ages, Bari was ruled by Lords such as the Hohenstaufens’ and the Sforzas’ of Milan.

Bari today

Bari later suffered damage during World War II. Today Bari is a well connected coastal city, and as a large port has access to many shipping routes having a varied economy that includes the production of textiles as well as agriculture, in particular the production and export of cherries, tomatoes and artichokes.

Bari developed industrially in the second half of the twentieth century and now boasts an important trade fair, the largest in southern Italy.

2 things  to see in Bari

Bari, caressed by the wind and overlooking the sea has a magical atmosphere that is part life, history and tradition. I liked walking around Bari, finding new corners to photograph and watching the fishermen go out to sea in their boats. Bari is an inspiring town where you can find anything you want. So what can you do in Bari? The list is long!

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1. The Old Town of Bari

‘Bari Vecchia’ : I explored the old town which is nestled around the harbour on a peninsula to the north and contains many beautiful Romanesque -Pugliese structures and churches whilst the wider residential and business area which developed in the 1820’s spreads out from this point into the mainland.

Women will like ‘Via Sparano’ and ‘Via Argiro’ which are the best shopping streets In Bari and in general the whole of the old town looks and feels as if you have been transported to some time in the past as passing through the narrow streets you will see sweet grandmas rolling pasta, families having dinners and neighbours talking to each other;

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2. The Old Port of Bari

  • ‘The own of Murattiano : The new town was built in 1813 during the French occupation of Bari by Joachim Murat. The upper class ‘Murat District is the modern city centre whilst  ‘Corso Cavour’ or ‘Corso Vittorio Emanuele’ and the streets surrounding them are full of many branded shops, cafes and restaurants. During a guided tour I saw the Basilica of S. Nicholas (one of the most beautiful examples of Romanesque architecture in Apulia), the Cathedral of S. Sabino, the Swabian Castle, the Fortino di Sant’Antonio Abate, the Piazza del Ferrarese, the Piazza Mercantile and the Old Port;
  • The ‘Nazario Sauro Seafront Promenade’ : Slow down, take a stroll and prepare to absorb the beauty of this ‘Lungomare’. I love the sea so much that I could not get enough of just walking along this picturesque promenade whilst enjoying the sunshine or the light at dusk and the smell of the sea. This endless waterfront begins from the port and runs along the length of the city. The promenade was inaugurated in 1927 and along it you can admire several impressive Liberty style palaces, luxury hotels and the colourful Margherita Theatre;
  • Petruzzelli Theater: Close to the old town, Petruzzelli Theater is the third largest opera house in Italy after ‘La Scala’ in Milan and the San Carlo Theatre in Naples. Until the middle of the 20th century there were ten theatres in Bari , which was well known all around Italy for its artistic and vivid life;
  • Spazio Murat: It’s a modern art space in thePiazza del Ferrarese’, which promotes contemporary art with an emphasis on visual art and on design, the wish of its inventors being to create a space that raises questions and encourages interaction and discussion so making Bari a city of the arts with an international dimension. Each season of culture allows art lovers to explore several exhibitions particularly the ones entitled ‘made in Apulia’;
  • Via delle Orecchiette: I stumbled across the Italian ladies who made the streets around Arco Alto and ‘Arco Basso famous (only a few steps away from the imposingSwabian Castle) by turning flour and water into ‘orechiette’, the typical Apulian pasta. You can watch them go through the entire process of mixing and rolling the dough to hand forming each ear shaped piece of pasta, then placing these on drying racks, all whilst exchanging gossip and smiling for photos. A portion of orecchiette does not cost much , because it is a very simple rustic meal as well as being a very tasty souvenir to bring home!;
  • Pane & Pomodoro Beach: This is not the most captivating beach in Bari though being only fifteen minutes walk from the city is an ideal option for those who do not want to travel far though want to feel the sand between their toes. The beach was named after a cheap local bread topped with tomato mainly eaten by the less well off during their lunch break by the shore.

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3. Bari, via delle Orecchiette

In Italy, food is life and life is food as food is inextricably linked to the culture both nationally and regionally and Bari takes its food very . Seriously! You’ll always be fascinated by the food in Bari as there is so much to eat and drink during every season and the cuisine tends to be both simple and delicious.

There are plenty of fantastic dishes to choose from such as tiella riso, patate e cozze which is made from cheap ingredients such as rice, potatoes, mussels, onions, garlic, tomatoes and grated Pecorino cheese’. Walking along the cobblestoned streets you will notice that families usually eat lunch and dinner with their windows and doors open, filling the air with joy and sometimes inviting curious passers by in for a bite. Here are some places I recommend for local dishes and wines to try:

Food & wine in Bari 

Bari is very proud of its traditional Southern Italian cooking based on seafood, vegetables, wheat, olive oil and wine. Apulian food and wine are perfect for an unforgettable culinary tour which is a huge part of any local travel experience especially in Italy.

Bari is a foodie paradise because it is a region with plenty of sun and with fertile soil where foods are fresh and flavoursome. Vineyards produce some excellent local wines including full bodied reds like Negroamaro, Primitivo and Nero di Troia and refreshing white and rose wines ideal for summer lunches.

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Beginning your ‘Apulia road trip’ from Bari 

1.The ‘Caves of Castellana’

‘Castellana Caves’  was known by the locals as ‘hell’s gate’, a place where the spirits of the dead were thought to wander. On January 23rd 1938 the speleologist Franco Anelli discovered the existence of numerous caves of Karst formation which had originally been formed by the flow of an underground river.

After centuries the effect of the water on the limestone turned the area into an astonishing array of stalactites and stalagmites. The caves are 3km in length and 73m in depth with two possible paths for tourists to follow, a short path of 1km which can be done in an hour or a longer path which is far more interesting.

The longer path gives the tourist the chance to appreciate all the beauties of the natural environment and in the two hours it takes to traverse the system you get the chance to appreciate all the beauties of the natural environment. Visitors are encouraged to use their imagination to recognise the shapes of animals and people amongst all the gnarled rocks some of which are floodlit to enhance the wonder of the place.

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2. Alberobello

The ‘Trulli’  of Alberobello became a ‘Unesco World Heritage Site’ in 1996. The town of Alberobello is unique for its  ‘Trulli’ . They are dry mortarless stone huts built with conical tops . You see  ‘Trulli’   throughout the Itria Valley in Apulia’, but the greatest concentration is in Alberobello.

The houses are a pleasure on the eye though their nature isn’t clear even today. and their nature isn’t clear even today. Some people say that the houses identify their social class whilst others say that their style serves as a simple embellishment or gives them an esoteric meaning.

What are the  ‘Trulli’ of Alberobello?

Plenty of  ‘Trulli’    have been converted into guesthouses, so you could try them for a night or two! Alberobello  is one of the most beautiful towns in Southern Italy and going up onto the panoramic open terraces to admire these roofs for me is something magical, like something out of a fairy tale.

And don’t forget to stop at ‘La Lira’ , a popular and wonderful ‘rosticceria’  for your lunch . It’s a typical Italian fast food shop which prepares and cooks a variety of dishes, both cold and hot, ranging from roasted meats and pasta through to vegetables and salads. The food is delicious. The owner was so nice and he explained me a lot of things about his culinary specialities.

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3. Polignano al Mare

Polignano al Mare is perched on the white cliffs of a rugged coastline, and it’s the birthplace of Domenico Modugno, the author of  ‘Nel Blu dipinto di blu’,  the most popular Italian song . Flying and singing, Modugno flies up happily to the blue sky and when it is already day all his dreams are taken away by the moon.

But he keeps on dreaming in the blue eyes of his woman, as blue as a blue starry sky. Stunningly beautiful, there’s plenty to see, eat and drink while strolling around Polignano al Mare, like I did whilst visiting  ‘Al Buco Preferito Tranquillage’, a lovely restaurant with a breath taking view. decent prices, great food, excellent service and a good location.

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4. Trani

Trani left a deep trace in my heart and in my mind, and  I would love to return, not just once as a tourist, but as if I was visiting old and dear friend. I am not able to define what exactly made me feel connected to this town.  Perhaps it is the simple beauty of the Romanesque ‘Seafront Cathedral’, which dominates the townscape, both by day and night, and the square in front of it which becomes a lively meeting place in the evening.

Maybe it’s the colourful boats in the port or the perfect  lunch I had at ‘Peschef’, a street food restaurant, a street food restaurant, which is the right option for fresh, fast, reasonably priced seafood. The menu is short and based around local seafood, like tuna and cuttlefish. You can get dishes with fried or raw seafood, all of which are delicious.

The restaurant can look crowded at times as it is fairly small thought the line moves fast. The food, the customer service and the view all make for an excellent experience. I sat outside near the water’s edge whilst eating all the different fish dishes that they brought to the table. All the food was fresh and tasty and it is a restaurant I would hilghly recommend visiting.

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5. Matera

Matera is one of the most spectacular places you can visit in Italy or anywhere else in the world for that matter. Until the 1950’s Matera was a source of shame in Italy associated with poverty, malaria and high rates of infant mortality, where people lived in caves with no electricity, running water or sewage. Carlo Levi, the famous Italian writer raised awareness of the desperate conditions people were living in and around half of the 30 000 population moved to new homes in the modern part of the city between 1953 and 1968.

When visiting Matera be sure to visit ‘Sassi di Matera’ (‘the old caves’), where people used to live and the Perrone Bakery the place to go in ‘Sassi di Matera’ to buy local breads, treats and gifts to bring home. The bakery is only about 15 minutes walk from the main piazza and although located outside the historic city centre is well worth a visit.

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Bari in my heart

Apulia had just as much impact on me during my holiday and I’m already planning to return next summer. Tourism may be growing though as it is not well known as of yet you will find far fewer visitors here than in other parts of the country so you can navigate the streets without encountering tour groups and also benefit from lower prices.

Local people will always have time for you and it is their warmth that will stay with you the most. Apulia is becoming a special destination for those who are open to venturing somewhere a little different in Europe, and many travellers are learning that Apulia is a place that they should visit sooner, rather than later.

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