Nautilus Restaurant, Tirrenia: Renato Keber incontro con il Produttore DiVino

Al “Nautilus”di  Tirrenia, Pisa

Appuntamento ormai immancabile quello del  giovedì sera con Andrea Baldeschi, esperto Sommelier AIS, che nel suo “Nautilus”, elegante ristorante a Tirrenia, intrattiene i suoi ospiti con una cena a tema.  Trovo questa iniziativa geniale.  Senza andare troppo lontano , direttamente a Pisa , ogni settimana  ho la possibilità di divertirmi, fare nuove amicizie, mangiare e bere di qualità, scoprire bottiglie importanti e grandi nomi della produzione vitivinicola italiana.

Andrea è un appassionato di Enogastronomia e lo scorso Aprile ha fatto il grande passo di mettersi in proprio, dopo una lunga  esperienza  di lavoro in  bar e catering. Così a Tirrenia, una delle località balneari più affascinanti della Toscana, nasce il “Nautilus”. Si tratta  di un piccolo ristorante raffinato, che racchiude tante innovazioni, a partire dalla cucina, non nascosta da muri e porte, ma a vista per permettere ai clienti di scrutare tra i vetri i cuochi all’opera. Andrea, affiancato da due chef professionisti nonostante la giovane età , ha scommesso sulla sua Passione per il Cibo e il Vino. Ha  iniziato un’avventura, puntando soprattutto sulla ricercatezza dei piatti: pranzi, cene e apericene, primi, secondi, pesce e  carne,  tutto preparato al momento con prodotti locali, toscani e sempre freschi. E le soddisfazioni non mancano! Andrea  ha già una sua  clientela fissa e l’affetto di tanti, me compresa, perché  oltre a essere un ristoratore esperto, è  soprattutto  un gran padrone di casa. Andrea ti accoglie sempre con un grande sorriso, ti  fa sentire come in famiglia, e ti fa venire voglia di ritornare.  Non  ti stanchi mai di ascoltare  i suoi  aneddoti sui suoi giri per le cantine Italiane. Da Nord a Sud Andrea esplora lo stivale per collezionare Vini d’Autore, tutti gelosamente esposti nella cantina del suo “Nautilus”. In questo prezioso scrigno divino scintillano le etichette di Renato Keber, Winemaker Friulano, protagonista indiscusso di questa indimenticabile serata. 

L’Azienda Renato Keber.

Renato Keber è un  enologo , un numero uno tra i Produttori di Vini Friulani,  che ha dedicato la sua vita alla propria famiglia e  alla sua Azienda Vinicola .  

L’ Azienda Keber si trova in Friuli Venezia Giulia,  una  terra di grandi vini, e precisamente a Zegla, a nord  di  Cormons, sul Collio, ai confini con la Slovenia. Le colline di Zegla sono un territorio meraviglioso dal punto di vista panoramico, e ideale per la viticoltura di qualità. Le colline  godono di un microclima eccezionale, grazie all’esposizione favorevole e ad un’escursione termica ideale. Il resto lo fa il terreno: le marne arenarie del periodo Medio Eocenico  (ponka) , che in questa zona conferiscono ai vini eleganza e longevità.  Renato Keber produce vino in questa zona  da quattro generazioni  dal lontano 1900.  La storia di famiglie contadine attaccate al loro lavoro, al proprio territorio, per cui l’allevamento di bestiame, e le coltivazioni agricole, la viticoltura, sono state da sempre le principali attività di sostentamento.  
L’Azienda Keber si estende per  15 ettari terrazzati , impianti fitti, allevati con sistema Gujot11  a Zegla, 2  a Cormons e 2 al confine di Plessiva. Vengono prodotte dalle 60 mila alle 70 mila bottiglie. Essa punta in prevalenza sui bianchi, non solamente  gli  autoctoni Friulano e Ribolla Gialla, ma anche gli internazionali Pinot Bianco, Pinot Grigio, e Chardonnay. Non mancano le varietà a bacca rossa: Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon. L’ Azienda Keber si è oggi evoluta, adattandosi alle esigenze di utilizzare macchinari più moderni e complessi, senza rinunciare alla qualità del lavoro in vigna ed in cantina, che ha sempre contraddistinto i vini di Renato Keber.

A Tavola con Keber!

La Cena Degustazione al “Nautilus” con i Vini Bianchi e Rossi di Renato Keber, sapientemente abbinati con invitanti portate di pesce e carne, mi portano direttamente in Friuli Venezia Giulia, e vengono fuori i ricordi di questo posto straordinario dove sono stata un paio di anni fa.

Ecco un  viaggio enogastronomico nell’estremo Nord-Est della nostra Penisola attraverso il menù proposto dal “Nautilus” questa sera a cena:

La regia “culinaria” di Andrea e l’ingresso in scena dei Vini di Renato Keber sono un film da oscar. Il premio è per loro l’attenzione quasi sacra di noi commensali. C’è silenzio, parlano Andrea Baldeschi e Renato Keber, che regalano il meglio della Cucina Toscana e della Tradizione Vinicola Friulana, abilmente intrecciati e spiegati in ogni minimo particolare. Ed è questo il momento più bello di questo incontro con il produttore friulano. Siamo tutti incuriositi e rapiti dalle storie di Renato Keber sulla produzione dei suoi vini, che, tra una domanda e l’altra, degustiamo e comprendiamo meglio. I vini di Renato Keber non sono vini modaioli, ma di nicchia. Sono  fini , minerali, intriganti, ma anche molto complessi. Non sono vini facili e immediati, di quelli che ti seducono con poco,  per poi farsi dimenticare. I vini di Renato Keber hanno bisogno di un po’ di tempo per aprirsi, farsi conoscere, un po’ forse come gli stessi friulani, di quelli che all’inizio possono sembrare un po’ alteri, ma poi,  ti danno l’anima . Ciò che mi ha colpito di Renato Keber è la sua personalità, che ti coinvolge piano piano con gentilezza, con riservatezza. Scambiando due chiacchiere con Renato Keber capisci subito che è un uomo genuino, serio, che porta avanti i suoi ideali e con successo, senza gridarlo al mondo. E questo è tanto chiaro quanto il tono della sua voce, che diventa più penetrante, quando durante la serata ci fornisce l’anteprima del suo prossimo traguardo in viticultura, il “Progetto Cru di Zegla”. Renato Keber ha  deciso di creare un Cru seguendo un disciplinare ben preciso:  

E noi aspettiamo che questo sogno si realizzi, perché esiste vento favorevole solo per chi sa cosa vuole, e Renato Keber arriverà presto al suo porto, spinto dalla passione per il suo lavoro, per il vino e per il suo territorio, il   Friuli Venezia Giulia. Renato Keber ama ciò che fa e non lascia nulla al caso, come alcune delle etichette delle sue migliori bottiglie affidate a un artista veneto Maurizio Armellin, che cura anche l’immagine del ristorante stellato “La Madia”, di Pino Cuttaia a Licata, mia bella città natale in Sicilia. Come è piccolo il mondo! Non finisce qui il legame tra Arte e Vino. Renato Keber è tra coloro che finanziano il film del 2013  “Zoran, il mio nipote scemo”, del suo amico regista goriziano Matteo Oleotto. Un film che ha ricevuto vari riconoscimenti  come quello avuto alla 70° Mostra Cinema di Venezia, perché in modo semplice e diretto parla del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia e del rapporto viscerale di questa gente con la terra e il vino! Nel film Paolo Bressan, quarant’anni, inaffidabile e dedito al piacere del buon vino, vive in un piccolo paesino vicino a Gorizia. Trascina le sue giornate nell’osteria del paese, l’”osmiza” ,che nella cultura rurale friulana e slovena è il luogo principale di aggregazione, più del bar, perché somiglia a una casa. Paolo si ostina in un infantile stalking ai danni dell’ex-moglie Stefania. Un giorno muore una sua vecchia zia, unica tutrice di Zoran, quindicenne un po’ strambo, nato e cresciuto tra le montagne della Slovenia, e a Paolo spetta il compito di supplire all’anziana signora. Prendendosi cura del ragazzo, Paolo ne scoprirà una abilità singolare: è un vero fenomeno a lanciare le freccette. Questa per Paolo è l’occasione tanto attesa per prendersi una rivincita nei confronti del mondo.

Il  vino di Renato Keber è un ottimo motivo per ritornare in Friuli, una terra magica, che anche se a  volte è dimenticata dai consueti itinerari turistici, è molto ricca di cose da scoprire. Storia, Arte, Cultura, e paesaggi diversi e mozzafiato, splendide città e borghi gioiello. Il Friuli Venezia Giulia ha tantissimi luoghi inaspettati e vale la pena andare alla ricerca di questi tesori che non hanno nulla da invidiare al resto del nostro Belpaese, così come i vini di Renato Keber. E se non sapete dove pernottare, Renato Keber ha pensato anche a questo: l’ ”Agriturismo Zegla” , situato proprio nel cuore dei vigneti dell’azienda. 

 Renato Keber, vi aspetta !

Enjoy it!

Stefania

Vinoè 2018: Wine Exibition at Stazione Leopolda, Florence

“One should always be drunk. That’s all that matters…But with what? With wine, with poetry, or with virtue, as you chose. But get drunk.” 
― Charles Baudelaire

Florence

Florence is not only the “Cradle of the Renaissance”, because its historical center is a triumph of art, but it’s a lively city . There are lots of things to do, such as traditional Festivals, Art and Cultural manifestations that represent the core of the city and its inhabitants. Experiencing Florence in this way means  living the city as a local! 

As the capital of Tuscany, Florence has remarkable Wines, most notably the deep red wine Chianti Classico. Florence offers Wine Festivals lots  all the year long.  In addition, every restaurant, every cafe, sometimes every vendor on the street sells Florence’s best Wines. Above all Tuscany is famous for its Chianti , made with perfect purple Sangiovese grapes grown in the golden sunlight of the Tuscan hills. You’ll also find fine Wines like the”Brunello di Montalcino”, “Pomino Vin Santo” and other “Trebiano White Wines”, and “Moscadello” varieties for sweet wines! It takes a long time to speak about Wine in Tuscany, so it’s better to participate in the Wine Exibition ““Vinoè”, held in Stazione Leopolda, Florence, from from Saturday 27 to Monday 29 October 2018.

Vinoé Wine Exhibition in Florence

“Vinoè”now in its third edition, is  an event dedicated to Italian and International Wine Excellence , and it is organized by FISAR (Italian Federation of Hotel and Catering Sommeliers). There are not only exihibitors with their best bottles of white, sparkling, rosé and red wines, but also cooking shows . 

“Vinoè” is a meeting point for Wine Lovers.  It is possible in 3 days  to discover: 

My Top List of Italian Wines 

“Vinoè” is a really beautiful and inspiring experience. There are lots of visitors and I have the fantastic opportunity to taste High Quality Wine such as: 

Three Extraordinary Wineries  give me the idea what Passion for Wine and Life means.  They are: Claudio Cipressi Winery, Molise”, “Piccini/Tenuta Mora, Tuscany” and “Tenuta del Travale, Calabria”

 “Vinoè” 20018 is not only a sensorial experience. It’s the perfect place where you can understand why the story behind each Wine in your glass matters. There’s the Value of Work according to human passion and effort. An example of Authentic Life to follow in the caos of these times!

Enjoy it ! 

Stefania

 

Giuseppe Benanti, Etna: la Sicilia che vorrei. Parte I

Giuseppe Benanti, Etna: la  Sicilia che vorrei

L’Italia è, di gran lunga, il Paese con la maggiore diversità vinicola al mondo, ampiamente superiore ai sui diretti competitor come Francia e Spagna, secondo gli ultimi dati dell’ OIV (Organizzazione Internazionale del Vino e della Vigna).

Tutte le regioni italiane vantano produzioni vinicole degne di nota, con punte di eccellenza nella magica Sicilia, mia terra natia, e nella bella Toscana dove attualmente vivo e lavoro. Precisamente a Pisa mi occupo con passione del mio blog www.WeLoveItay.eu, per parlare della Sicilia e della Toscana, e del loro eccezionale Patrimonio Culturale, Artistico, Paesaggistico  ed Enogastronomico. Curiosa come tutti i  Sommelier, un anno fa  galeotto fu uno dei tanti  momenti di Wine & Food  trascorsi con il  mio gruppo AIS di Lucca per innamorarmi di due dei Vini della Cantina Benanti“Rovittello Etna Rosso DOC” (Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio) e “Pietra Marina Bianco Superiore ”  (Carricante) . Fu così che conobbi, da neofita nel mondo enoico,  un patrimonio straordinario, quello Vitivinicolo  dell’Etna.

Benanti al Vinitaly

Giunse il momento di conoscere meglio la Cantina Benanti, un’azienda nota in tutto il mondo, che parla di sé senza fare rumore, arrivando dritto al cuore. 

Come fare? Quale migliore occasione del  Vinitaly 2018 ! Proprio a Verona, città dell’amore, al Vinitaly 2018 , manifestazione internazionale dedicata al mondo del vino, Giulietta incontrò Romeo! Allo Stand Sicilia seguì i segnali di fumo della “muntagna” , l’Etna, che mi portò direttamente alla Cantina Benanti. Il sogno si tramutò in realtà. Guardai le stelle e mi abbagliò la luna: Giuseppe Benanti e  i figli Antonio e  Salvino oscurarono, con la loro classe innata e l’eleganza dei loro vini, tutti gli altri nettari presenti alla fiera in un’uggiosa domenica di Aprile.  Iniziai e conclusi  il mio primo viaggio al Vinitaly 2018 con una grande esperienza umana e “divina” alla Cantina Benanti! Mi accolse il sorriso di Antonio prima e di Giuseppe  dopo, che trovarono il modo di dedicare del  tempo anche a me, insieme a una folta schiera di Wine Lovers, giornalisti e buyers. Ciò mi colpì tantissimo. Si presero cura di me , senza fretta. Raccontarono la storia della loro famiglia, del loro legame profondo con la terra, con la gente e la Sicilia, del loro percorso professionale in Italia e all’estero, dei loro successi, delle loro difficoltà. Mi fecero degustare  i loro vini Etnei,  superbi , con caratteristiche di forte tipicità , che una volta assaggiati, tra rossi e bianchi,  tirarono fuori incantevoli  ricordi della mia Isola Mediterranea. E la mia mente andò indietro nel tempo in una parte profonda di me fatta di: estati calde,  mare cristallino, feste natalizie in famiglia, calore umano, luoghi cari.  E ancora una volta la Sicilia mi emozionò attraverso la degustazione degli antichi vitigni autoctoni dell’Etna, tra i quali il Nerello Mascalese, il  Nerello Cappuccio  e  il  Carricante , da cui provengono le  migliori  etichette della Cantina Benanti:

La  Cantina Benanti fu protagonista della “Rinascita dei vini dell’Etna”, prodotti di un territorio con caratteristiche pedoclimatiche uniche al mondo: diversa altitudine ed esposizione solare, grandi escursioni termiche, età avanzata dei vigneti (spesso pre-fillosserici) varietà d’uva (Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Carricante, ecc.), suoli vulcanici ricchi ed eterogenei per composizione . Giuseppe, Antonio e Salvino  lavorarono per primi  con amore i frutti generosi del territorio Etneo, ridisegnandolo e potenziandolo con ingegno e perfezione, esempio lodevole di “Viticultura Eroica” alle pendici dell’Etna.

Incontro a Falconara

Le favole finiscono ma quello con la  Cantina Benanti non fu l’ultimo capitolo della mia storia “divina” .

Durante le vacanze estive a Licata (AG), mia città natale, il mio primo pensiero fu quello di visitare finalmente la Cantina Benanti a Catania. Purtroppo mancavano pochi giorni al mio rientro in Toscana e non ebbi logisticamente la possibilità di spostarmi. Sapevo che non potevo andarmene senza fare qualcosa. Così presi coraggio e inviai per e-mail una richiesta formale al Cavaliere Giuseppe Benanti , in cui l’unica cosa chiara fu  il desiderio infinito di raggiungere a qualsiasi costo la  Cantina Benanti e di ascoltare la storia della loro famiglia, per poi riportarla nel mio blog  www.WeLoveItaly.eu . Mi resi  conto che si trattava di un’impresa quasi impossibile, però la fortuna premia gli audaci! Con mio grande stupore e gioia si trovò una soluzione per intervistare il  Cavaliere Giuseppe Benanti. Il cavaliere Giuseppe Benanti, essendo un amante della cucina raffinata, accettò il mio invito a cena Licata, osannata ovunque per uno dei suoi ristoranti preferiti “La Madia” dello chef  due  stelle Pino Cuttaia. L’occasione giusta per fare due chiacchiere sulla Cantina Benanti ! Un sabato d’Agosto aspettai il Cavaliere Giuseppe Benanti al Falconara Resort, per un aperitivo sotto un sole pomeridiano ancora cocente, tra palme, ibiscus, un mare africano e un castello imponente  che fece da sfondo a un incontro speciale, quello con il cavaliere Giuseppe Benanti. Il cavaliere Giuseppe Benanti ruppe subito il ghiaccio con una raffinata semplicità, rammentando la nostra prima conoscenza al Vinitaly 2018 e si iniziò così a conversare davanti a due bicchieri di Noblesse , Metodo Classico di  Carricante  in purezza. Il cavaliere mi chiese di dargli del tu, mi mise subito  a mio agio, perché vide quanta  felicità traboccava dal rossore del mio viso. Forse per paura che svenissi,  Giuseppe , gran maestro della favella ma al contempo schietto, mi fece cenno di sedermi e di deliziarmi con un altro bicchiere dello spumante etneo per riprendermi! Al fresco di un secolare albero di ulivo, prima che il pomeriggio cedesse il passo alla sera, Giuseppe iniziò a raccontarmi di lui, della sua famiglia, della sua azienda, dei suoi vini, dei suoi amori, delle sue passioni, della sua terra, dei suoi viaggi, della sua vita , di cui ne ha fatto inevitabilmente un vero capolavoro. Io ero lì ad ascoltarlo, incantata,  pensando che la  Cantina Benanti è la Sicilia che vorrei: una terra fatta di uomini che collaborano, che lavorano duramente per valorizzarla con passione, con immenso amore, rispettando le tradizioni ma con uno sguardo verso il futuro.

Il Cavaliere Benanti

Giuseppe Benanti imprenditore catanese nel campo della farmaceutica da generazioni, Cavaliere del Lavoro, ed Accademico Aggregato dei Georgofili, fece di  una antica passione di famiglia per il vino un punto di riferimento ed un fiore all’occhiello per l’intera economia del  territorio Etneo e Siciliano.

Tutto iniziò quasi per caso a fine anni’ 80 al Picciolo Golf Club di Castiglone di Sicilia. Giuseppe, a pranzo con un amico medico Francesco Micale, rimanendo insoddisfatto di un rosso ordinato al tavolo, scommise che si poteva e si doveva fare di meglio in fatto di vini a Catania, sull’Etna, perché era un luogo ricco di grandi potenzialità. Giuseppe, uomo di mondo, sofisticato, abituato al meglio, ma anche profondamente legato all’isola, tornando in patria, non  si accontentò certo di  bere vino mediocre! Giuseppe cominciò così a cercare quel qualcosa in più che gli altri non furono in grado di vedere. Un visionario dall’ animo inquieto, che nel giro di pochi anni realizzò il “Rinascimento” dei vini Etnei, da molto tempo anonimi e offuscati dal modaiolo Nero d’Avola. Giuseppe portò l’eccellenza dell’Etna in un bicchiere valorizzandone le varietà autoctone! Si avvalse di un equipe di autorevoli personalità dell’ Enologia provenienti dalle Langhe e dalla Borgogna: rispettivamente Salvo Foti, punto di riferimento per il movimento del vino sull’Etna, Rocco di Stefano dell’Istituto di Enologia di Asti, e Jean Siegrist, professore di Enologia all’ Università di Beaune. Giuseppe fu  un pioniere, intravide una punta di diamante laddove gli altri fermarono lo sguardo su uno strato di carbone. Giuseppe ebbe un’intuizione importante  che  poi diventò una filosofia di azienda: impiantare i Vitigni Etnei Autoctoni su più versanti e contrade del Vulcano , ognuno con differenze ampelografiche e di  terroir notevoli e oggettive, per portare il  potenziale del territorio dell’Etna nella produzione di  vini autentici ed eleganti.  Giuseppe  capì che bisognava puntare a Nord dell’Etna per i rossi autoctoni,  quali il Nerello Cappuccio, il Nerello Mascalese: così il primo polo dell’azienda nasce nel 1988,  a Castiglione di Sicilia  con l’originario nome  di “Tenuta di Castiglione”. Per i bianchi autoctoni, quali il Carricante, Giuseppe mira a Sud dell’Etna, a Milo  . Dopo nel 1994  Giuseppe lavorò per conto di terzi l’area vitivinicola a  Santa Maria di Licodia (Etna sudovest), e poi finì per allagarsi fino a  Monte Serra a Viagrande (Etna sudest), zona del nonno di  Giuseppe, riprendendo con ben altra visione l’attività amatoriale di famiglia avviata qui alla fine del 1800. Giuseppe  investì tutto e subito con decisione su tali varietà, effettuando circa 150 prove di micro vinificazione e valorizzando sia i tradizionali assemblaggi tipici della DOC Etna Rosso (Nerello Mascalese più Nerello Cappuccio) che i monovitigni, all’ epoca una vera rarità. Nel  giro di pochi anni la Cantina Benanti ispirò diversi produttori giunti in seguito sull’ Etna e diventò in breve tempo  un  distretto vinicolo di eccellenza. Dal  2000 a oggi la Cantina Benanti contribuì  ad incrementare ancor di più la visibilità e la conoscenza dei Vitigni Autoctoni Etnei, e si evolse attraverso importanti tappe aziendali. Tra queste:

  • 2003 primo spumante metodo classico dell’Etna da uve Carricante;
  • 2010 selezione ed ottenimento del brevetto di quattro lieviti autoctoni, ancora oggi, esempio unico sull’ ’Etna. 

Una Famiglia una Passione per il Vino Etneo

Nel 2012 al  Giuseppe si affiancarono a tempo pieno i figli Antonio e Salvino, classe 1974, reduci da esperienze accademiche e lavorative di diversi anni all’estero e poi in Italia.

Antonio e Salvino interpretarono con ancora maggiore focalizzazione e rigore la filosofia aziendale ed agirono da subito con grande decisione facendo scelte importanti.  Di questa seconda parte della storia della Cantina Benanti , Giuseppe mi propose di parlarne da loro in cantina a Catania! 

To Be Continued …

Si era fatto tardi e Giuseppe ebbe giusto il tempo per concludere la nostra interminabile conversazione sulla Cantina Benanti e sulla vita a cena in un altro scenografico ed eccellente ristorante di Licata, la Bottega del Relais Villa Giuliana.

Un piatto gigantesco di crostacei freschi serviti su ghiaccio e una bottiglia di “Seleziona di Familia di Cantine Milazzo” fu l’unica cosa capace di far scendere improvvisamente il silenzio. La notte calò e la carrozza andò via insieme a Giuseppe, un Cavaliere Siciliano nel senso più romantico e grande del termine.

 

Enjoy it! 

Stefania

Giulio Adelfio: un giovane artista a Termini Imerese

Giulio Adelfio, classe 2000, è un giovane e talentuoso Artista di Termini Imerese,  cittadina sul Golfo di Palermo. 

Giulio, come è nata la tua passione ? 

<< La mia passione è nata insieme a me, ed è andata avanti nel tempo. Sin da quando ero piccolo, sono stato circondato dall’amore per tutto ciò che era bello: la cucina, l’arte e la cultura. Ho preso le prime matite colorate da piccolo e ricordo il mio primo lavoro, un ritratto a carboncino di mia cugina Cinzia, che mi ha sempre ispirato e incoraggiato, insieme a Norma, mia cara amica di Napoli, e i miei grandi artisti: Milo Manara, Andy Warhol, Salvador Dalì e molti altri. >>

Come artista, che percorso hai intrapreso fino ad oggi? 

<<Il prossimo anno, se Dio vuole, mi diplomo e finalmente avrò più tempo per dedicarmi alla mia passione: la pittura e la scultura . Fondamentalmente, sono un autodidatta e cerco di approfondire le tecniche artistiche attraverso dei corsi particolari. Tempo fa ho fatto un corso all’Accademia del Fumetto di Palermo, e ultimamente sono stato a Milano per un corso di una settimana all’Accademia  “Naba “, esperienza emozionante perché mi ha dato la possibilità, tra le altre cose, di accedere direttamente all’università “Nuove Tecnologie per le Arti Applicate” senza fare test di ingresso.>>

Cosa fai oggi come artista a Termini Imerese? 

<<Cerco di sfruttare le splendide occasioni che mi sono capitate. In prima linea parlo di Piero Macaluso. Si tratta del proprietario del Teatro Zeta di Termini Imerese , che  mi ha commissionato delle scenografie per i suoi splendidi spettacoli e grazie al quale ho fatto una esposizione personale di quadri a tecniche miste nella sala ” Juliano-Mer-Khamis” del teatro. Altra cosa importante la nascita del mio gruppo culturale e multiartistico “Nchio Pittio” il cui scopo è quello di avvicinare artisti diversi sotto uno stesso tetto! A Settembre 2018 , in occasione della stagione teatrale del Teatro Zeta di Termini Imerese, ci sarà un nostro evento chiamato “Il Colore dell’Arte”, una collettiva che ha come tema il teatro. 

 

Cosa vuoi fare da grande, Giulio? 

<<Non lo so ancora, lo voglio scoprire ! Perché oggi l’arte è in continua trasformazione e non so dove la mia passione porterà>>

Grazie Giulio e ricordarti che io c’ero !